CATTOLICI DI GIORNO, PECCATORI DI SERA - MA CHE BRAVI I POLITICI DI CENTRO-DESTRA: NON VOGLIONO RICONOSCERE I DIRITTI DELLE COPPIE DI FATTO RISPETTO A QUELLE SPOSATE MA SI PERMETTONO TUTTI I PIER-CASINI CHE VOGLIONO.
Riceviamo e pubblichiamo:
Caro D'Agostino,
la recente decisione della regione Toscana, così come la proposta della giunta di Bologna o del sindaco forzista di Vicenza, di riconoscere le coppie di fatto per permettere loro di godere di diritti e accedere a benefici amministrativi, ha destato scandalo in diversi esponenti del centro destra, scesi in difesa della famiglia "basata sul matrimonio come rivendicazione di un valore'', come afferma l'esponente di An Storace.
Brava gente questi politici della Casa delle Libertà! Mettono in pratica in modo esemplare e con notevole coerenza il motto "Fai quello che dico, non fare quello che faccio". Infatti, da bravi cattolici, ribadiscono in continuazione che le coppie di fatto non hanno gli stessi diritti di quelle sposate, perché si sa la famiglia è sacra, è il nucleo fondamentale della nostra società, ma si dimenticano sempre di precisare di quale famiglia parlano: della prima o della seconda? Solo alcuni esempi, tanto per capirci.
Berlusconi ha divorziato dalla vecchia moglie Carla Dall'Oglio per la giovane Veronica da cui, se le cronache non errano, ebbe la figlia Barbara quando ancora era unito in prime nozze; la moglie di Fini, Daniela, era sposata con Sergio Mariani quando di lei si innamorò l'attuale vicepresidente del Consiglio per il quale poi lasciò il primo marito; il ministro Castelli è passato in seconde nozze con rito celtico e tanto di druido; Bossi ha divorziato da Gigliola Guidali per sposarsi con Manuela Marrone.
Ma l'esempio migliore ci viene in questi giorni da Pierferdinando Casini, sì proprio quel cattolicissimo che nel discorso di insediamento a Presidente della Camera si affidò alla protezione della Madonna di San Luca e omaggiò il Papa. Sposato con Roberta Lubich, un cui precedente matrimonio era già stato annullato dalla Sacra Rota, in questi giorni ha avuto dalla giovane compagna Azzurra Caltagirone una figlia al di fuori dei sacri e indissolubili vincoli matrimoniali, e nel peccato quindi secondo i crismi della santa madre Chiesa, dato che è sposato (e si sa, separati e divorziati devono astenersi dalla "carne"). Facendo quindi venir meno quel patto matrimoniale che, unico secondo il vescovo di Vicenza, ''garantisce a chi lo contrae e allo Stato una solidità di riferimento che rappresenta il tessuto connettivo dell'intera vita sociale", per cui equipararlo alla coppia di fatto rappresenterebbe ''un evidente incoraggiamento a percorrere questa scelta di disimpegno sociale".
Ma ora che alle "peccatrici" coppie di fatto (quelle che nonostante non siano andate né davanti a un funzionario comunale né a un prete né a un druido si amano, rispettano, sostengono nel bene e nel male come solo una scelta quotidiana e responsabile e non un certificato civile o religioso può garantire), se n'è aggiunta una così famosa, potremo sperare nell'approvazione di una legge che riconosca i loro diritti?
Nel frattempo urge una domanda: chissà cosa penserà di tutto ciò la Madonna di San Luca? Ma si sa, in Italia basta confessarsi e semmai confessarsi ancora e poi ancora. Proprio come con i condoni.
RingraziandoLa per l'ospitalità, porgo distinti saluti.
Brescia 17 agosto 2004
Gisella Bottoli via Aquileia 6 - 25126 Brescia
gisella45@aliceposta.it
Dagospia 19 Agosto 2004
Caro D'Agostino,
la recente decisione della regione Toscana, così come la proposta della giunta di Bologna o del sindaco forzista di Vicenza, di riconoscere le coppie di fatto per permettere loro di godere di diritti e accedere a benefici amministrativi, ha destato scandalo in diversi esponenti del centro destra, scesi in difesa della famiglia "basata sul matrimonio come rivendicazione di un valore'', come afferma l'esponente di An Storace.
Brava gente questi politici della Casa delle Libertà! Mettono in pratica in modo esemplare e con notevole coerenza il motto "Fai quello che dico, non fare quello che faccio". Infatti, da bravi cattolici, ribadiscono in continuazione che le coppie di fatto non hanno gli stessi diritti di quelle sposate, perché si sa la famiglia è sacra, è il nucleo fondamentale della nostra società, ma si dimenticano sempre di precisare di quale famiglia parlano: della prima o della seconda? Solo alcuni esempi, tanto per capirci.
Berlusconi ha divorziato dalla vecchia moglie Carla Dall'Oglio per la giovane Veronica da cui, se le cronache non errano, ebbe la figlia Barbara quando ancora era unito in prime nozze; la moglie di Fini, Daniela, era sposata con Sergio Mariani quando di lei si innamorò l'attuale vicepresidente del Consiglio per il quale poi lasciò il primo marito; il ministro Castelli è passato in seconde nozze con rito celtico e tanto di druido; Bossi ha divorziato da Gigliola Guidali per sposarsi con Manuela Marrone.
Ma l'esempio migliore ci viene in questi giorni da Pierferdinando Casini, sì proprio quel cattolicissimo che nel discorso di insediamento a Presidente della Camera si affidò alla protezione della Madonna di San Luca e omaggiò il Papa. Sposato con Roberta Lubich, un cui precedente matrimonio era già stato annullato dalla Sacra Rota, in questi giorni ha avuto dalla giovane compagna Azzurra Caltagirone una figlia al di fuori dei sacri e indissolubili vincoli matrimoniali, e nel peccato quindi secondo i crismi della santa madre Chiesa, dato che è sposato (e si sa, separati e divorziati devono astenersi dalla "carne"). Facendo quindi venir meno quel patto matrimoniale che, unico secondo il vescovo di Vicenza, ''garantisce a chi lo contrae e allo Stato una solidità di riferimento che rappresenta il tessuto connettivo dell'intera vita sociale", per cui equipararlo alla coppia di fatto rappresenterebbe ''un evidente incoraggiamento a percorrere questa scelta di disimpegno sociale".
Ma ora che alle "peccatrici" coppie di fatto (quelle che nonostante non siano andate né davanti a un funzionario comunale né a un prete né a un druido si amano, rispettano, sostengono nel bene e nel male come solo una scelta quotidiana e responsabile e non un certificato civile o religioso può garantire), se n'è aggiunta una così famosa, potremo sperare nell'approvazione di una legge che riconosca i loro diritti?
Nel frattempo urge una domanda: chissà cosa penserà di tutto ciò la Madonna di San Luca? Ma si sa, in Italia basta confessarsi e semmai confessarsi ancora e poi ancora. Proprio come con i condoni.
RingraziandoLa per l'ospitalità, porgo distinti saluti.
Brescia 17 agosto 2004
Gisella Bottoli via Aquileia 6 - 25126 Brescia
gisella45@aliceposta.it
Dagospia 19 Agosto 2004