CANTA E BALLA, BERLUSCONI SI SPOSA CON GLI AGNELLI
ASSENTE LO STILE FIAT, PRESENTE IL KARAOKE CON LOS PARAGUAIOS
DUE BLACKOUT, UN TEMPORALE APOCALITTICO, SIGNORE IN PIEDI SUI TAVOLI



Foto dal settimanale CHI

Il Potere messo in corner dalle risate. Festa mitico-kitsch sull'isola Bella per le nozze fra Lavinia Borromeo e Jaki Elkann. Un temporale apocalittico si è abbattuto sul fiabesco palazzo dove nel cortile si erano assiepati gli ospiti per il taglio della torta, lunga 5 metri, che ripeteva in marzapane l'edificio del Lingotto a Torino sormontato da un unicorno, simbolo della famiglia Borromeo, a sua volta cavalcato da un amorino con tanto di arco e freccia.

Fuggi fuggi generale anche perché erano da poco passate le undici e mezzo e sull'invito si diceva che l'ultima lancia sarebbe partita a mezzanotte e un quarto per gli imbarcaderi di Carciano e quello più vip, di fronte al Grand Hotel des Iles Borromèes (dove era alloggiata tutta la Agnelli-Elkann Family). Sotto il nubifragio, tripudio di enormi ombrelli bianchi, altro tassello della maxi-organizzazione targata Beppe Modenese in completo delirio flower-power (fiori dappertutto) - ma le arpie meneghine presenti in massa non hanno mancato di sottolineare che le buste delle partecipazioni erano sì scritte a mano ma non dal fidato calligrafo del papierista Raimondo, un must-wedding della aristo-Milano.

Niente - nemmeno un diluvio durato un'ora e due blackout di 5 e 15 minuti per sovraccarico elettrico - avrebbero potuto spegnere l'allegria che regnava in quella che era poi una festa dei giovani Borromeo. Lontana anni luce dallo stile Fiat, formale e ingessato, di impagliato stampo torinese, che non avrebbe mai e poi mai ammesso la presenza straziante (per gli Agnelli) dei Los Paraguaios, vestiti con poncho bianco d'ordinanza, che inseguivano gli sposi strimpellando un'orrida canzoncina che ripeteva "amor, amor", mettendoli in imbarazzo.

Voluto dal padre della sposa, Carlo Borromeo, appassionato di karaoke (gran performance con "Cielito Lindo"), l'ensemble mariachi si è prodotto poi - come succede in certi ristoranti casinari alla Meo Patacca - in un classico e zigzagante tour de force tra gli commensali intenti a sbranare a quattro palmenti un menù di qualità media (del resto, sfamare mille persone.). Tra un "Quando calienta el sol" e un "Vamos a la playa", il chiassoso zumpapà dei Los Paraguaios ha raggiunto il climax del trash quando ha cominciato a rintronare l'unico tavolo placé, dove sedeva Susanna Agnelli in rosso semaforo, incuneata fra Silvio Berlusconi e Gianni Letta e Paolino Bonaiuti, con contorno di Luca Cordero di Monteprezzemolo e Super-Mario Monti.

Indovinate quale brano i mariachi de' noantri hanno dedicato a Berlusconi? Ma "L'Italiano" di Toto Cutugno, parbleu! E il para-Silvio - "italiano vero" - non ha perso l'occasione per galvanizzare i Paraguaios: "Cantate alla grande!". E subito è partita la richiesta dell'evergreen "Maria La O" con Dolce & Bandana nella parte dei 4 più 4 di Nora Orlandi. "Ma siamo a Cuba?". C'è stato un fuoco di fila di risate e battute, anche durante il blackout elettrico che alle nove e mezzo ha immerso l'avito palazzo nella più totale oscurità. E' stato l'unico momento in cui il capoccione di Berlusconi non è passato al microscopio della curiosità. "Vedi lì, appena sopra il collo, c'è un buco, ecco lì hanno preso le ciocche per il trapianto.". Una leggera peluria fa capolino adesso al centro della testa presidenziale. Meno male, così a Natale non sarà più costretto a truccarsi la pelata.

Zero giornalisti. O quasi. Solo due direttori: Marcello Sorgi con la sposa Anna Chimenti e Carlo Rossella con la metà Daniela. Franca Sozzani (come mamma del fidanzato di Beatrice Borromeo) e Chiara Beria di Argentine (chissà come è rimasta a terra Silvana "Chi" Giacobini che ha dedicato all'augusta coppia copertine a iosa). De Bortoli con la moglie era seduto dietro il culo sublime di Elle McPherson. Niente Folli, Mauro, Gentili. Ma l'assenza più chiacchierata, per mancato invito, era quella di Ernesto Auci, tre anni portavoce Fiat e oggi amministratore delegato de La Stampa (tutta colpa della coniuge Roberta Filippini, giornalista dell'Ansa?).

Che il party nuziale era un intrattenimento griffato Borromeo - zeppo anche di ragazzini e bambini come nei matrimoni di paese (tate a riposo?) - l'ha capito al volo Donna Marella Agnelli che ha presenziato alla cerimonia per pochi intimi in chiesa ed è subito volata via elicottero per la silenziosa Torino. Così la "benestante" - come la definisce l'Avvocato nel testamento - ha svicolato non solo Los Paraguaios che bombardavano di karaoke il tavolo nuziale ma ha evitato anche la visione lancinante di signore infiocchettate con quintalate di gioielli che tiravano fuori dalla "borzetta" macchinette fotografiche usa e getta o telefonini up-to-date per immortalare Lor Signori.

Autentico veleno per lo stile compassato Fiat veder signore - ohibò, in piedi sui tavoli! - che applaudivano e cliccavano il taglio della torta di Jaki & Lav. E gran abuso di cellulare per cercarsi nella bolgia o per raccontare in diretta l'evento all'amica impicciona. Cose mai viste, nemmeno al matrimonio di Jole e Nando da Checco allo Scapicollo.

In tale clima di euforia casereccia il trionfatore della serata non poteva non essere che il Berlusca. Gran parte dei giovani ha fatto la fila per salutarlo, omaggiarlo, palpeggiarlo come una soubrette. Smack-smack, slurp-slurp, forza-forza, nel regno degli Agnelli: Silvio era in paradiso. Ve lo do io l'Avvocato.

Il potere bancario c'era. E con causa: è quello che scuce piramidi di danaro ai signori del Lingotto. I proprietari della Fiat si chiamano infatti Giovanni Bazoli e signora, Alessandro Profumo con bella moglie in impeccabile e semplice vestito lungo rosso, Cesare Geronzi e figlia Benedetta. Avvistati Gabriele Galateri di Genola (ahi! senza la sposa Evelina Christallin.), il fighetto dello sportello accanto Matteo Arpe, sua vastità Luigi Abete (ormai è vasto come un bosco), Antoine Bernheim e una delegazione di Rothschild inglesi. Tra tanto blasone meneghino, un tocco sabaudo: Maria Gabriella di Savoia e Amedeo D'Aosta (alla stessa ora Vittorio Emanuele e figlio Fili, non invitati, ça va sans dire, si prendevano fischi anti-monarchici a Venezia).



Un'occhiata in giro. Marco Tronchetti Provera very cool, Afef very Versace, lo scarparo Diego Della Valle, di Caltagirone ce n'è uno (Francesco B.), Giulietto Tremonti molto coccolato, Domenico Siniscalco molto assente, Mario Draghi. Con una Paola Bagnasco bella allegra ed estroversa, ecco un festeggiatissimo Romiti, solennizzato come se fosse ancora in auge (Cesarone ha fatto molto ridere quando all'imbarcadero ha celiato, alla Sordi: "Sembra lo sbarco in Normandia.". Flash per Giovannino Malagò, giunto in ritardo con fidanzata e figlie, subito nominato il Costantino Vitagliano dei ricchi.

Il mistero Carlo Giovanelli: tutti i giornali intervistano il principe quattro/quarti e lui snocciola di aver regalato un frullatore ai piccioncini, ma al wedding-party nessuno l'ha visto. Il giallo Marzotto l'ha svelato invece Laura Laurenzi su Repubblica: "Si era sfiorato l´incidente diplomatico con Marta Marzotto, «nonnastra» della sposa, che non è stata ammessa in chiesa nonostante Lavinia le sia legatissima. L´esuberante contessa ha preso con filosofia l´esclusione dalla cerimonia ed è apparsa spumeggiante al ricevimento in un abito «democratico» da lei stessa disegnato della linea «Vu comprà», turchese, del valore di sette euro, abbinato tuttavia ad una strabiliante collana di smeraldi e brillanti da sette miliardi di vecchie lire".

Ci pensa Daniela Fedi su "Il Giornale" a risolvere l'arcano Grimaldi: "Pare infatti che Carolina di Monaco sia stata invitata con il marito Ernst di Hannover e i figli di primo letto. Nessuno ha risposto, nemmeno gli splendidi ragazzi Casiraghi che le fanciulle Borromeo ancora prive di fidanzati speravano tanto di incontrare".

Come annunciato da Dagospia era latitante Paola Marzotto, che scodellò a Carlo Borromeo due bebè, e la sensuale Martina Stella, che ha qualche conto da regolare con l'algida Lavinia (le signorine si scazzarono durante una vacanza in barca). Ma anche la Roma che conta era contumace. Non pervenuto l'invito a Sandra Carraro né a Maria-saura Angiolillo. Giunto all'ultimo momento il cartoncino per la marchesa Sandrocchia Verusio.

In compenso molta internazionalità. L'ex moglie di Alain Elkann, la rapace Diane von Furstenberg con il marito, il magnate della televisione americana Barry Diller, Pierino Todt con l'aria mesta e fidanzata cinese. C'era il dipendente Fiat Henry Kissinger. Non c'era David Rockefeller. Perché è morto un anno e mezzo fa. Vallo spiegare ai nostri cronisti, però. Ma la verità è che ieri sera, nello scenario fiabesco dell'Isola Bella, del Potere non se ne impippava nessuno.

Erano belli i giovani, la metà degli invitati. Da Elle McPherson (chiacchierata all'epoca per un presunto flirt coll'Avvocato) ed Eva Herzigova, statuarie e molto ammirate dagli uomini, in giù, è stata un'esplosione di "carne fresca" sia per gli amici dei Borromeo che per il clan degli Agnelli elkannizzati, che a forza di tragedie e funerali viaggiano ormai da troppi anni con gli occhi bassi e la lapide nel cuore.

Un'altra occhiata in giro. Incantevoli le figlie Tronchetti, ammiratissima Martina Mondadori in abito lungo rosso stile via col vento, vezzeggiato Pietro Sermonti, protagonista di "Un Medico in Famiglia", stupende le figlie Borromeo con dei Valentino vestite di nuovo. Il Sarto Cesareo, sbarcato con ben dieci persone al seguito, gongolava e si godeva i complimenti. Lavinia era tormentata però da uno strascico lunghissimo, che le impediva di abbracciare amiche d'infanzia con il desiderato trasporto. Più "libero" e affettuoso Jaki, un angioletto sempre sorridente che non ha smesso mai di carezzare la manina di Lav.

Nella generazione dei genitori un mish-trash vestimentario totale. Il premio di vestito più brutto dell'anno non lo vincerà la stilista Anna Molinari (un abito impagliettato con sopra una stola di zibellino; il 4 settembre, 35 gradi all'ombra), ma Margherita Agnelli al matrimonio del figlio. Uno stile tra lo psichedelico e Barbara Cartland, degno della Regina Madre d'Inghilterra dopo una pasticca di LSD - roba da far andare per traverso le tartine e lo champagne. La mamma dello sposo non si è mai tolta cappello in garza arancione a forma di ombrellone. Rita Caltagirone Rovelli in total look Chanel avorio e nero. Prada per la bella moglie di Bepi Colnaghi. Polissena Perrone Di Bagno dava solita lezione di classe in Saint Laurent. Molto rosso Valentino, molto Emilio Pucci, qualche Stephane Janson, qualche donante Alberta Ferretti. Brividi e risolini di signore in nero. Nero, ma si può?

I più colti ammiravano il Leonardo da Vinci e l'Antonello da Messina sui muri, il perfetto stato di manutenzione dei giardini, l'assenza dei temuti pavoni portasfiga. I più agnelloidi, ancora scossi dall'ambaradan di tarantelle dei Los Paraguaios, aspettano invece il 13 settembre per il cocktail di Jaki & Lav in onore della città di Torino. Lo chiamano già "Matrimonio 2, la vendetta."


LETTERA DAL LAGO
Riceviamo e pubblichiamo:
Caro Dago, complimentissimi e grazie per l'ineguagliabile cronaca del matrimonio Elkann-Borromeo, alla quale mi permetto di aggiungere qualche curiosità.
 
- Grande scorno dei vippettini locali (in particolar modo i politici) che speravano in un invito: pare l'abbia ricevuto solo il Sindaco leghista di Stresa, il quale però si è creato un po' di gelo attorno a sè per avere spiattellato all'Ansa, non appena sono stati definiti, tutti i dettagli della cerimonia.
 
- L'addio al celibato di Jaky è stato celebrato nella suite dell'hotel con crostacei e champagne. A mezzanotte lo sposo si è ritirato, ma gli amici hanno proseguito, finendo alle due di notte con una spaghettata alla carbonara.
 
- Il regalo del fratello Lapo allo sposo è stata una 500 L bianca targata Pavia, fatta trovare al destinatario del cadeaux infiocchettata con un tulle color blu Fiat. All'interno una misteriosa sacca rosa da vela.
 
- Il gran mattatore della festa, il Presidente del Consiglio Berlusconi (accompagnato dal fido Paolino Bonaiuti), come è entrato nella hall dell'hotel ha ricevuto l'omaggio del pianista che si è messo ad intonare l'inno di Forza Italia, dopodichè si è fatto immortalare con una coppia di sposi varesini il cui ricevimento di nozze si stava tenendo proprio in quel momento.
 
- Frenesia attorno alle 14.30: gran accorrere di forze dell'ordine e artificieri per disinnescare... un sacchetto di plastica con dentro un panino e una bottiglia d'acqua minerale. Qualcuno l'aveva incautamente dimenticato sul lungolago.
 
- Altri ospiti avvistati in ordine sparso: il figlio di Enzo Ferrari Piero, il principe Ruffo di Calabria, Serge di Jugoslavia, il patron di Alinghi Ernesto Bertarelli, Alessandro Benetton con Deborah Compagnoni.
 
- Perplessità per la presenza dell'attore Pietro Sermonti, che ha sempre dichiarato di avere solo due passioni, e cioè (testuali parole) "il calcio e Rifondazione Comunista". Ma come, si è chiesto qualcuno, i comunisti non erano contro queste manifestazioni? Ma in fondo se Bertinotti veste solo puro cachemire, ci può stare anche questo...
Luk



Dagospia 05 Settembre 2004