VANITY LJUBA - UN COLLIER BULGARI DA GIORGIO FALCK - UN COLLARE PER ANDREOTTI - IL BRILLOCCO DELLA PAMPANINI - IL BUNGALOW DI MARIA ANGIOLILLO (LI' SI NASCONDE CHI È SNOB, CHI È TROPPO GRASSO O ANZIANO PER FARSI VEDERE IN COSTUME.)
Ljuba Rizzoli per Vanity Fair
1 - IL COLLIER DI FALCK
Ero presidentessa del premio Torretta, dedicato a intellettuali e giornalisti sportivi. E quella sera, a Sesto San Giovanni, ero in macchina con i premiati: Piero Ottone e Giorgio Falck. Depositato il direttore del "Corriere della Sera" davanti al suo portone, l'industriale dell'acciaio mi fa: «Ljuba, se vuoi ti accompagno a casa». Accetto. Solo non avevo capito: la casa era la sua.
Appena arrivati alla palazzina su due piani, mi racconta: «Sai Ljuba, mi separo da Anna. Domani lei trasloca». E in quel momento sento le urla della moglie. «E ancora gelosa», penso. Così mi rifugio in toilette. Lì rimango il tempo di sfilarmi il pesante collier Bulgari: altissimo, stile egizio, fatto di antiche monete greche. E lo appoggio sul lavandino.
Però le grida aumentano, così scappo a casa mia in taxi. Solo la mattina dopo, appena sveglia, ricordo il mio Bulgari e chiamo Giorgio. Ma nella confusione del trasloco, il gioiello era sparito. Falck, da signore, me ne ha fatto avere una copia entro 24 ore. Poi l'ho regalata a Titti di Savoia. Quel collier era destino non averlo.
2 - IL COLLARE DI ANDREOTTI
A furia di giocare alle slot, ho preso un difetto dì posizione. Così mi si è "incriccato" il collo, la testa mi gira tipo piatto di roulette e devo portare il collare. Mi era successo anche anni fa. Tanto che, a un pranzo con Giulio Andreotti, mi scuso per l'aggeggio che avevo al collo. E lui che fa: «Ti fa l'aria austera, Ljuba. E poi pensavo fosse il nuovo stile della haute couture».
3 - LA VITA È BELLA
Sdraiata sulla chaise langue, mentre gusto una montagna di ravioli al Beach, si presenta davanti alla mia tenda un turbante d'oro seguito da occhiali d'oro, accappatoio bianco a nido d'ape, borsetta d'oro, ciabattine d'oro con gemme colorate. E dentro alla mise papale, è incastonata Silvana Pampanini. Che mi si accomoda vicino e sfila la spugna mostrando il bikini dì chiffon a volant color pastello.
«Hai mai avuto la labirintite?», la investo, introducendo casi l'argomento del capogiro che ho avuto alla sua vista. «No grazie», risponde fuori tema. «Piuttosto, vorrei una foglia d'insalata», ordina al serveur. E mentre allunga la manina sulla verdura, mette in luce uno zaffiro rosa da circa 100 carati al dito.
Colpita solo dal brillio, le dico: «Senti cara, so che non si tolgono gli anelli. Ma puoi fare un'eccezione soltanto per me?». E Silvana me lo cede volentieri. Quando arriva una sua amica che, vedendo lo zaffiro in mano mia, fa con la vocina acida: «Quell'anello, Silvana me l'ha promesso in eredità». La Pampanini sgrana i suoi splendidi occhi e, lesta, fa le corna. «Tiens! Vacci tu all'altro mondo». A ricordare che la vita e bella.
4 - UN TÈ NEL BUNGALOW
Con Silvana Pampanini che lascia autografi al Beach, faccio un giro a la Vigie dove, sotto la villa di Lagerfeld, ci sono sette bungalow: Alpià, Bartamio, Gailiard, Haribo, Magali, Hut. E Colombier, dove ogni estate alloggia Mariuccia Angiolillo. Li si nasconde chi è in luna di miele; gli snob, chi è troppo grasso o anziano per farsi vedere in costume.
lo non amo quei bungalow: isolati, umidi, bui. E quando la baronne Marianne Brandstetter mi invita: «Vieni Ljubetta per un tè?», rispondo implacabile: «Manco morta, cara».
Dagospia 15 Settembre 2004
1 - IL COLLIER DI FALCK
Ero presidentessa del premio Torretta, dedicato a intellettuali e giornalisti sportivi. E quella sera, a Sesto San Giovanni, ero in macchina con i premiati: Piero Ottone e Giorgio Falck. Depositato il direttore del "Corriere della Sera" davanti al suo portone, l'industriale dell'acciaio mi fa: «Ljuba, se vuoi ti accompagno a casa». Accetto. Solo non avevo capito: la casa era la sua.
Appena arrivati alla palazzina su due piani, mi racconta: «Sai Ljuba, mi separo da Anna. Domani lei trasloca». E in quel momento sento le urla della moglie. «E ancora gelosa», penso. Così mi rifugio in toilette. Lì rimango il tempo di sfilarmi il pesante collier Bulgari: altissimo, stile egizio, fatto di antiche monete greche. E lo appoggio sul lavandino.
Però le grida aumentano, così scappo a casa mia in taxi. Solo la mattina dopo, appena sveglia, ricordo il mio Bulgari e chiamo Giorgio. Ma nella confusione del trasloco, il gioiello era sparito. Falck, da signore, me ne ha fatto avere una copia entro 24 ore. Poi l'ho regalata a Titti di Savoia. Quel collier era destino non averlo.
2 - IL COLLARE DI ANDREOTTI
A furia di giocare alle slot, ho preso un difetto dì posizione. Così mi si è "incriccato" il collo, la testa mi gira tipo piatto di roulette e devo portare il collare. Mi era successo anche anni fa. Tanto che, a un pranzo con Giulio Andreotti, mi scuso per l'aggeggio che avevo al collo. E lui che fa: «Ti fa l'aria austera, Ljuba. E poi pensavo fosse il nuovo stile della haute couture».
3 - LA VITA È BELLA
Sdraiata sulla chaise langue, mentre gusto una montagna di ravioli al Beach, si presenta davanti alla mia tenda un turbante d'oro seguito da occhiali d'oro, accappatoio bianco a nido d'ape, borsetta d'oro, ciabattine d'oro con gemme colorate. E dentro alla mise papale, è incastonata Silvana Pampanini. Che mi si accomoda vicino e sfila la spugna mostrando il bikini dì chiffon a volant color pastello.
«Hai mai avuto la labirintite?», la investo, introducendo casi l'argomento del capogiro che ho avuto alla sua vista. «No grazie», risponde fuori tema. «Piuttosto, vorrei una foglia d'insalata», ordina al serveur. E mentre allunga la manina sulla verdura, mette in luce uno zaffiro rosa da circa 100 carati al dito.
Colpita solo dal brillio, le dico: «Senti cara, so che non si tolgono gli anelli. Ma puoi fare un'eccezione soltanto per me?». E Silvana me lo cede volentieri. Quando arriva una sua amica che, vedendo lo zaffiro in mano mia, fa con la vocina acida: «Quell'anello, Silvana me l'ha promesso in eredità». La Pampanini sgrana i suoi splendidi occhi e, lesta, fa le corna. «Tiens! Vacci tu all'altro mondo». A ricordare che la vita e bella.
4 - UN TÈ NEL BUNGALOW
Con Silvana Pampanini che lascia autografi al Beach, faccio un giro a la Vigie dove, sotto la villa di Lagerfeld, ci sono sette bungalow: Alpià, Bartamio, Gailiard, Haribo, Magali, Hut. E Colombier, dove ogni estate alloggia Mariuccia Angiolillo. Li si nasconde chi è in luna di miele; gli snob, chi è troppo grasso o anziano per farsi vedere in costume.
lo non amo quei bungalow: isolati, umidi, bui. E quando la baronne Marianne Brandstetter mi invita: «Vieni Ljubetta per un tè?», rispondo implacabile: «Manco morta, cara».
Dagospia 15 Settembre 2004