AMERICA FLAM - UN KERRY FINALMENTE DECISO E PRECISO SULLA GUERRA IRACHENA VINCE IL PRIMO ROUND-TV, MA NON BASTA PER RAGGIUNGERE BUSH (SONDAGGIO ABC).
Flaminia Lubin per Dagospia
Il primo sondaggio del network ABC (appena dieci miniti dopo la fine dell' incontro) su chi avrebbe vinto il dibattito tra il presidente Bush e l'antagonista John Kerry rivela che Kerry sarebbe il vincitore. Ma, per quanto riguarda la distanza tra Bush e Kerry quella dovrebbe rimanere invariata. E cioe' il vantaggio del presidente non sarebbe ancora stato raggiunto. Ci vuole il secondo e il terzo dibattito per far in modo che Kerry convinca come leader.
Gli analisti chiamati a dare le proprie immediate impressioni a dibattito finito hanno visto un Kerry diverso dal solito molto piu' conciso, diretto e convincente e hanno anche precisato che se lo fosse stato durante tutta la sua campagna elettorale ora non si troverebbe in svantaggio.
Per quanto riguarda Bush, nulla di nuovo, convinto della sua guerra Iraq e della sua lotta contro il terrorismo non si e' fatto spaventare dalle parole del suo rivale che ha ripetuto che la decisione di Bush di andare in Iraq sia stata sbagliata e non calibrata. Anzi Bush ha riposto al rivale che considerare sbagliata questa guerra non aiutava i soldati, la coalizione che combatte a fianco degli Stati Uniti e gli iracheni che lottano per la liberta'. Giorgino era stato ben istruito.
Della guerra in Iraq si e' parlato a sufficienza (era stato deciso che sarebbe stato l'argomento principale del dibattito). Del perche' ci si e' andati e del perche' non ci si doveva andare. Si e' parlato di quando l'America se ne potra' andare e di quando il paese conquistera' la sua democrazia.
Entrambi i contendenti alla Casa Bianca si sono tenuti lontani dall'affrontare un discorso su quello che accade in Iraq oggi. Nessuno ha nemmeno lontanamente suggerito quello che si puo' fare oggi per fermare le decine, centinaia di vittime che muoiono giorno dopo giorno per questa guerra, nessuno ha parlato degli attentanti, della guerra civile,dei bambini che vengono uccisi, degli ostaggi.
Corea del Nord e Iran, un disastro. Sull'argomento si e' capito solo che i due rivali sono agli opposti e quello che rimane impresso al povero elettore e' che i due paesi rappresentano un pericolo mondiale, ma che l' America sta ancora decidendo che politica adottare. Kerry e Bush non fanno che sprecare energie a parlare di Iraq si e Iraq no e non indicano chiaramente come si fa ad arginare queste due eventuali minacce per la sicurezza mondiale.
Look, facce e postura. Kerry era stranamente a suo agio e la sua postura era quasi presidenziale. Bush era a volte contrariato e sembrava anche un po' in difficolta', ma e' stato l' unico che ha saputo fare un paio di battute simpatiche. Kerry era vestito con i colori della bandiera americana, i suoi consiglieri lo avevano pregato di essere piu' patriottico, e quindi indossava abito blu, camicia bianca e cravatta rossa e finalmente la spilletta con la bandiera a stelle e a strisce. Bush anche lui di blu ha lasciato a casa la sua cravatta rossa per una celeste, insieme al suo ghigno di soddisfazione.
La first lady e la moglie del senatore Kerry erano entrambe vestite di bianco. Bianco per pace e allegria. Laura si e' conquistata anche un lusinghiero complimento da parte di John che l' ha definita una meravigliosa first lady. Nessuno su la cosa sembra contraddirlo, i dubbi invece sulla moglie del senatore come futura fisrt lady continuano ad aumentare. Non si capisce se perche' e' troppo ricca o perche' parla troppo. In qualche cosa comunque abbonda.
Dagospia 01 Ottobre 2004
Il primo sondaggio del network ABC (appena dieci miniti dopo la fine dell' incontro) su chi avrebbe vinto il dibattito tra il presidente Bush e l'antagonista John Kerry rivela che Kerry sarebbe il vincitore. Ma, per quanto riguarda la distanza tra Bush e Kerry quella dovrebbe rimanere invariata. E cioe' il vantaggio del presidente non sarebbe ancora stato raggiunto. Ci vuole il secondo e il terzo dibattito per far in modo che Kerry convinca come leader.
Gli analisti chiamati a dare le proprie immediate impressioni a dibattito finito hanno visto un Kerry diverso dal solito molto piu' conciso, diretto e convincente e hanno anche precisato che se lo fosse stato durante tutta la sua campagna elettorale ora non si troverebbe in svantaggio.
Per quanto riguarda Bush, nulla di nuovo, convinto della sua guerra Iraq e della sua lotta contro il terrorismo non si e' fatto spaventare dalle parole del suo rivale che ha ripetuto che la decisione di Bush di andare in Iraq sia stata sbagliata e non calibrata. Anzi Bush ha riposto al rivale che considerare sbagliata questa guerra non aiutava i soldati, la coalizione che combatte a fianco degli Stati Uniti e gli iracheni che lottano per la liberta'. Giorgino era stato ben istruito.
Della guerra in Iraq si e' parlato a sufficienza (era stato deciso che sarebbe stato l'argomento principale del dibattito). Del perche' ci si e' andati e del perche' non ci si doveva andare. Si e' parlato di quando l'America se ne potra' andare e di quando il paese conquistera' la sua democrazia.
Entrambi i contendenti alla Casa Bianca si sono tenuti lontani dall'affrontare un discorso su quello che accade in Iraq oggi. Nessuno ha nemmeno lontanamente suggerito quello che si puo' fare oggi per fermare le decine, centinaia di vittime che muoiono giorno dopo giorno per questa guerra, nessuno ha parlato degli attentanti, della guerra civile,dei bambini che vengono uccisi, degli ostaggi.
Corea del Nord e Iran, un disastro. Sull'argomento si e' capito solo che i due rivali sono agli opposti e quello che rimane impresso al povero elettore e' che i due paesi rappresentano un pericolo mondiale, ma che l' America sta ancora decidendo che politica adottare. Kerry e Bush non fanno che sprecare energie a parlare di Iraq si e Iraq no e non indicano chiaramente come si fa ad arginare queste due eventuali minacce per la sicurezza mondiale.
Look, facce e postura. Kerry era stranamente a suo agio e la sua postura era quasi presidenziale. Bush era a volte contrariato e sembrava anche un po' in difficolta', ma e' stato l' unico che ha saputo fare un paio di battute simpatiche. Kerry era vestito con i colori della bandiera americana, i suoi consiglieri lo avevano pregato di essere piu' patriottico, e quindi indossava abito blu, camicia bianca e cravatta rossa e finalmente la spilletta con la bandiera a stelle e a strisce. Bush anche lui di blu ha lasciato a casa la sua cravatta rossa per una celeste, insieme al suo ghigno di soddisfazione.
La first lady e la moglie del senatore Kerry erano entrambe vestite di bianco. Bianco per pace e allegria. Laura si e' conquistata anche un lusinghiero complimento da parte di John che l' ha definita una meravigliosa first lady. Nessuno su la cosa sembra contraddirlo, i dubbi invece sulla moglie del senatore come futura fisrt lady continuano ad aumentare. Non si capisce se perche' e' troppo ricca o perche' parla troppo. In qualche cosa comunque abbonda.
Dagospia 01 Ottobre 2004