IL GRANDE FLOP DI VALENTINO A LOS ANGELES

Per i suoi primi 40 anni di asole senza sòle e di filo senza ago Valentino Garavani aveva promesso eleganza, erotismo, sicurezza, potere, bellezza, più mega-party a Los Angeles - anche per dare una risposta consona alla festona vippona di Armani a New York. Insomma, "te la do io il fashion, il glamour, la couture".

Contemporaneamente però, con puro sadismo e bieca malvagità, Maurizio Romiti - che tramite l'Hdp è lo sfortunato proprietario del marchio Valentino - non ha poggiato i piedini in California causa influenza. Ma il motivo è un altro ed è ovviamento finanziario: valeva la pena di gettare ai lustrini cinque miliardi di lirette per monumentalizzare l'ego capitonné dello Spirito Sarto di Voghera?

Come tutti sanno, i conti della griffe sono graffiati e bucarellati (Prada e Gucci hanno preso il sopravvento sul made in Italy di Armani e Valentino). Anche babbo Cesare Romiti ha preferito imbarcarsi per la Cina alla ricerca di affari & finanza piuttosto che danzare sul ponte del Titanic valentinesque. Quindi anche il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, che era atteso a Los Angeles, ha ripiegato sulla redazione di via Solferino. Che sicuramente possiede più glamour della desolata struttura in plastica arroccata sul tetto di un iper-garage con vista sull'hinterland losangelino nellla quale si è svolto il festone.

Altra assenza che ha crepato l'asola di Valentino è stata quella di Liz Taylor, da qualche secolo mascotte della griffe, trattenuta a casa da un febbrone - Velantino si è recato chez Liz con un abituccio da mille e una notte per strapparla alle coperte e alla borsa-calda ma non c'è stato nulla da fare. In compenso sono arrivati Tom Hanks e Steven Spielberg grazie al fatto che le loro consorti sono patronesse del comitato di beneficenza che ha patrocinato il party.

Poteva mancare il duo Cric e Croc della mondanità svenuta, vale a dire Naomi e Briatore? Non servono a niente- è vero - ma apparecchiano bene. Tra sofà vellutati e puf leopardati tragica apparizione di una Claudia Schiffer in stato catatonico e con la tettina sciolta in un abito da imperatrice Sissi. Meglio, molto meglio, il gody-building di Elle MacPherson e di quella gran gnocca di Liz Hurley, in versione bitch-chic.

Ma l'arrivo che ha entusiasmato i presenti è stato quello di Bruno Vespa e consorte. Rintronati dal fuso, apparivano come Bonnie & Clyde: fantastici. Dall'alto della sua vita in cachemire, anche Fabrizio Del Noce ha fatto la sua bella figura, impegnato nella realizzazione di una speciale-Rai per Valentino.

Due parole due sul doppio catalogo (Fashion Photocopy e Red Book). Franca Sozzani, direttora di "Vogue", responsabile del cosiddetto "concept" (chissà cosa vuol dire), ha pensato bene di delegare il progetto grafico al suo fidanzato sbarbatello Luca Stoppini - che lo ritroviamo sempre in prima fila alle sfilate con scorno delle altre giornaliste.

(Copyright Dagospia.com 22-11-2000)