IL NOTAIO DEL CORRIERE - LA VISITA ALLA REDAZIONE ROMANA DEL DOPPIO-PRESIDENTE PIERGAETANO MARCHETTI HA SOLLEVATO UN POLVERONE NELLA SEDE MILANESE DEL GIORNALE. IN VIA SOLFERINO HANNO COLPITO DUE COINCIDENZE.
La visita alla redazione romana del "Corriere della Sera" del notaio Piergaetano Marchetti, presidente di Rcs Quotidiani e del patto di sindacato Rcs Mediagroup, ha sollevato un polverone nella sede milanese del giornale. In via Solferino hanno colpito due coincidenze.
La prima è che la scelta di ripetere nella redazione distaccata di Roma il saluto di presentazione già fatto a Milano, costituisce un caso con pochi precedenti e accomuna soltanto gli autentici "parvenus" dell'editoria. Quella romana infatti non è un altro ramo aziendale, ma una struttura che dipende direttamente da Stefano Folli. Una visita della "proprietà" in assenza del direttore, equivale a una intromissione dell'editore nell'organizzazione del giornale.
Andare a parlare poi di come dovrebbe essere proposta ai lettori la cronaca politica, proprio ai giornalisti della redazione politica, non ammette attenuanti. La seconda ragione di perplessità è che quando un fatto simile si è verificato, puntualmente e a breve scadenza, è maturato un ribaltone. È il chiaro sintomo, infatti, che al vertice del giornale c'è movimento e qualcosa sta per accadere.
Ma l'inattesa iniziativa del più fidato notaio di Mediobanca dalle bretelle alla "Citizen Kane", ha provocato grande scompiglio anche nelle stanze poco ovattate dei banchieri e delle holding che rappresentano i cosiddetti "soci forti" del Gruppo. Si era detto che il referente all'interno e all'esterno di tutta la casa editrice, poteva e doveva essere soltanto Colao Meravigliao.
Ed era stato pubblicamente ripetuto (da Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa) che la comunicazione non avrebbe più dovuto provocare incubi e tensioni. Invece, emerge sempre più chiaramente fra azionisti e amministratori la voglia-ambizione di porsi sotto i riflettori e di far sentire la propria voce.
C'è chi - memore di alcuni episodi che lo hanno visto protagonista nel dopo-Cuccia in via Filodrammatici - ha definito Marchetti "vittima di euforia da establishment". Ma c'è anche chi ha fatto chiaramente notare che simili performance sono frutto di problemi mai affrontati, tanto meno chiariti.
Evidente il riferimento al pressing di Luchino di Montezemolo, secondo azionista di Rcs, su Ferruccio De Bortoli, proprio uno degli uomini più in vista dell'azienda, affinché prendesse armi e bagagli e si trasferisse alla guida del "Sole 24 Ore". Così l'imminente confronto di martedì 12 ottobre si preannuncia ancora più ruvido del previsto.
Dagospia 08 Ottobre 2004
La prima è che la scelta di ripetere nella redazione distaccata di Roma il saluto di presentazione già fatto a Milano, costituisce un caso con pochi precedenti e accomuna soltanto gli autentici "parvenus" dell'editoria. Quella romana infatti non è un altro ramo aziendale, ma una struttura che dipende direttamente da Stefano Folli. Una visita della "proprietà" in assenza del direttore, equivale a una intromissione dell'editore nell'organizzazione del giornale.
Andare a parlare poi di come dovrebbe essere proposta ai lettori la cronaca politica, proprio ai giornalisti della redazione politica, non ammette attenuanti. La seconda ragione di perplessità è che quando un fatto simile si è verificato, puntualmente e a breve scadenza, è maturato un ribaltone. È il chiaro sintomo, infatti, che al vertice del giornale c'è movimento e qualcosa sta per accadere.
Ma l'inattesa iniziativa del più fidato notaio di Mediobanca dalle bretelle alla "Citizen Kane", ha provocato grande scompiglio anche nelle stanze poco ovattate dei banchieri e delle holding che rappresentano i cosiddetti "soci forti" del Gruppo. Si era detto che il referente all'interno e all'esterno di tutta la casa editrice, poteva e doveva essere soltanto Colao Meravigliao.
Ed era stato pubblicamente ripetuto (da Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa) che la comunicazione non avrebbe più dovuto provocare incubi e tensioni. Invece, emerge sempre più chiaramente fra azionisti e amministratori la voglia-ambizione di porsi sotto i riflettori e di far sentire la propria voce.
C'è chi - memore di alcuni episodi che lo hanno visto protagonista nel dopo-Cuccia in via Filodrammatici - ha definito Marchetti "vittima di euforia da establishment". Ma c'è anche chi ha fatto chiaramente notare che simili performance sono frutto di problemi mai affrontati, tanto meno chiariti.
Evidente il riferimento al pressing di Luchino di Montezemolo, secondo azionista di Rcs, su Ferruccio De Bortoli, proprio uno degli uomini più in vista dell'azienda, affinché prendesse armi e bagagli e si trasferisse alla guida del "Sole 24 Ore". Così l'imminente confronto di martedì 12 ottobre si preannuncia ancora più ruvido del previsto.
Dagospia 08 Ottobre 2004