MEDIA QUOTIDIANO - MERCOLEDÌ POTREMMO AVERE: GIANNI RIOTTA DIRETTORE DEL CORRIERE DELLA SERA, ANTONIO DI ROSA ALLA GAZZETTA DELLO SPORT, PIETRO CALABRESE A PANORAMA. E IL POVERO STEFANO FOLLI?...
Mario Adinolfi per www.mediaquotidiano.it
1. Ventiquattro ore per decidere che fare dell'accordo su tasse e rimpasto siglato nell'ultimo vertice della Casa delle Libertà. Oggi ci sarà il vertice tecnico con il ministro Domenico Siniscalco, per rivedere i conti e concordare il testo dell'emendamento alla finanziaria su Irap e sgravi. Non tira un'aria di pace. Silvio Berlusconi e la Lega, attraverso la longa manus del ministro Roberto Calderoli, chiedono che non venga toccata una virgola dell'intesa. Altrimenti salta tutto e la crisi diventa una possibilità. Ma sarebbe Berlusconi ad avviarla. An e Udc lo sanno e si apprestano ad azionare il pedale del freno.
2. La posizione di Giulio Tremonti (che ha dichiarato che nella maggioranza ha vinto "il partito della spesa pubblica") conferma un segnale anticipato da mesi da Media Quotidiano. L'ex ministro dell'Economia è pronto a fare politica per conto proprio. Con uno spirito vendicativo contro il Cavaliere che viene alimentato giorno dopo giorno dal ruolo decisivo giocato dall'ex amico Siniscalco. Domani Tremonti presenterà una rivista insieme a Marco Follini e ne sapremo di più. Si attende una dichiarazione pubblica del commercialista che sogna di diventare il nuovo vero leader politico dell'asse costruito tra i delusi di Forza Italia e la Lega.
3. Se le prossime ventiquattro ore dovessero scorrere lisce, domani potrebbe arrivare anche il sospirato via libera al rimpasto e nel fine settimana Gianfranco Fini si ritroverebbe finalmente ministro degli Esteri. E subito verrebbe messa in agenda, in contropartita immediata, la riforma della par condicio, vero obiettivo da mesi dell'azione del presidente del Consiglio.
4. Entro mercoledì tutto questo cancan di direttori dovrebbe concludersi, perché per quella data la Mondadori vuole aver portato a casa il suo commander in chief da piazzare sulla tolda di Panorama. Come oramai si dice da tempo, dovrebbe essere Pietro Calabrese a prendere il posto di Carlo Rossella, promosso al Tg5, anche se nel fine settimana sono emerse più voci che vorrebbero il direttore della Gazzetta dello Sport prendere posto sulla prima poltrona dell'altro quotidiano Rizzoli, Il Corriere della Sera.
5. Quella di Calabrese al Corriere, però, sarebbe una nomina senza precedenti. Certo, il suo è un curriculum di tutto rispetto, ma la direzione di Via Solferino richiede ben altri numeri. Intanto non si è mai visto un direttore che arriva al Corsera da un giornale sportivo, per quanto la Gazzetta sia prestigiosa. E poi l'ultima direzione di Calabrese ad un quotidiano nazionale (Il Messaggero) viene ricordata soprattutto per le ampie pagine dedicate al cosiddetto cazzeggio (quelle che fanno tanto piacere alla Roma piaciona e potentona). Infine c'è da ricordare che Calabrese sarebbe in tutto e per tutto un outsider, e al Corriere si sa che non amano gli estranei.
6. E allora nelle ultime ore sta avanzando sempre più insistentemente la candidatura interna che metterebbe d'accordo tutto e, soprattutto, lascerebbe il Corriere in mano ad un professionista cresciuto in casa: Gianni Riotta. Dopo questi due anni di semivacanza trascorsi negli Stati Uniti, per Riotta sarebbe il ritorno nella stanza dei bottoni di un quotidiano (prima di arrivare al Corriere era condirettore de La Stampa), ma soprattutto per la proprietà sarebbe una dichiarazione di pace con tutta la redazione, che a lui non potrebbe dire di no. E poi la sua nomina andrebbe bene sia a una parte del centrosinistra (è di sinistra), sia a buona parte del centrodestra, visto che in merito alla guerra in Iraq non si è certo iscritto al gruppo dei "ciecopacisti". Insomma, il suo sarebbe un nome di alto livello totalmente al di fuori dalle logiche di parte e di partito (come è giusto per il primo quotidiano italiano).
7. Ricapitolando mercoledì potremmo avere: Gianni Riotta direttore del Corriere della Sera, Antonio Di Rosa alla Gazzetta dello Sport, Pietro Calabrese a Panorama. E il povero Stefano Folli? Bisogna vedere cosa riescono a inventarsi al Quirinale per salvarlo. Dopo le lenzuolate dedicata a nonno Azeglio praticamente tutti i giorni, sarebbe incredibile che il buon Gaetano Gifuni e il fido Peluffo non abbiano pensato per lui a qualcosa di più di un semplice posto da editorialista di prima pagina (come vorrebbero, invece, gli azionisti del Corriere).
Dagospia 15 Novembre 2004
1. Ventiquattro ore per decidere che fare dell'accordo su tasse e rimpasto siglato nell'ultimo vertice della Casa delle Libertà. Oggi ci sarà il vertice tecnico con il ministro Domenico Siniscalco, per rivedere i conti e concordare il testo dell'emendamento alla finanziaria su Irap e sgravi. Non tira un'aria di pace. Silvio Berlusconi e la Lega, attraverso la longa manus del ministro Roberto Calderoli, chiedono che non venga toccata una virgola dell'intesa. Altrimenti salta tutto e la crisi diventa una possibilità. Ma sarebbe Berlusconi ad avviarla. An e Udc lo sanno e si apprestano ad azionare il pedale del freno.
2. La posizione di Giulio Tremonti (che ha dichiarato che nella maggioranza ha vinto "il partito della spesa pubblica") conferma un segnale anticipato da mesi da Media Quotidiano. L'ex ministro dell'Economia è pronto a fare politica per conto proprio. Con uno spirito vendicativo contro il Cavaliere che viene alimentato giorno dopo giorno dal ruolo decisivo giocato dall'ex amico Siniscalco. Domani Tremonti presenterà una rivista insieme a Marco Follini e ne sapremo di più. Si attende una dichiarazione pubblica del commercialista che sogna di diventare il nuovo vero leader politico dell'asse costruito tra i delusi di Forza Italia e la Lega.
3. Se le prossime ventiquattro ore dovessero scorrere lisce, domani potrebbe arrivare anche il sospirato via libera al rimpasto e nel fine settimana Gianfranco Fini si ritroverebbe finalmente ministro degli Esteri. E subito verrebbe messa in agenda, in contropartita immediata, la riforma della par condicio, vero obiettivo da mesi dell'azione del presidente del Consiglio.
4. Entro mercoledì tutto questo cancan di direttori dovrebbe concludersi, perché per quella data la Mondadori vuole aver portato a casa il suo commander in chief da piazzare sulla tolda di Panorama. Come oramai si dice da tempo, dovrebbe essere Pietro Calabrese a prendere il posto di Carlo Rossella, promosso al Tg5, anche se nel fine settimana sono emerse più voci che vorrebbero il direttore della Gazzetta dello Sport prendere posto sulla prima poltrona dell'altro quotidiano Rizzoli, Il Corriere della Sera.
5. Quella di Calabrese al Corriere, però, sarebbe una nomina senza precedenti. Certo, il suo è un curriculum di tutto rispetto, ma la direzione di Via Solferino richiede ben altri numeri. Intanto non si è mai visto un direttore che arriva al Corsera da un giornale sportivo, per quanto la Gazzetta sia prestigiosa. E poi l'ultima direzione di Calabrese ad un quotidiano nazionale (Il Messaggero) viene ricordata soprattutto per le ampie pagine dedicate al cosiddetto cazzeggio (quelle che fanno tanto piacere alla Roma piaciona e potentona). Infine c'è da ricordare che Calabrese sarebbe in tutto e per tutto un outsider, e al Corriere si sa che non amano gli estranei.
6. E allora nelle ultime ore sta avanzando sempre più insistentemente la candidatura interna che metterebbe d'accordo tutto e, soprattutto, lascerebbe il Corriere in mano ad un professionista cresciuto in casa: Gianni Riotta. Dopo questi due anni di semivacanza trascorsi negli Stati Uniti, per Riotta sarebbe il ritorno nella stanza dei bottoni di un quotidiano (prima di arrivare al Corriere era condirettore de La Stampa), ma soprattutto per la proprietà sarebbe una dichiarazione di pace con tutta la redazione, che a lui non potrebbe dire di no. E poi la sua nomina andrebbe bene sia a una parte del centrosinistra (è di sinistra), sia a buona parte del centrodestra, visto che in merito alla guerra in Iraq non si è certo iscritto al gruppo dei "ciecopacisti". Insomma, il suo sarebbe un nome di alto livello totalmente al di fuori dalle logiche di parte e di partito (come è giusto per il primo quotidiano italiano).
7. Ricapitolando mercoledì potremmo avere: Gianni Riotta direttore del Corriere della Sera, Antonio Di Rosa alla Gazzetta dello Sport, Pietro Calabrese a Panorama. E il povero Stefano Folli? Bisogna vedere cosa riescono a inventarsi al Quirinale per salvarlo. Dopo le lenzuolate dedicata a nonno Azeglio praticamente tutti i giorni, sarebbe incredibile che il buon Gaetano Gifuni e il fido Peluffo non abbiano pensato per lui a qualcosa di più di un semplice posto da editorialista di prima pagina (come vorrebbero, invece, gli azionisti del Corriere).
Dagospia 15 Novembre 2004