CASETTA BIANCA - NUOVO BUSH, NUOVO LOOK PER LAURA E LE FIGLIE - KERRY FA CAUSA AGLI AUTORI DI "UNFIT FOR COMMAND" - GIORNALISTA ACCUSA KITTY KELLEY: "SONO LA TUA FONTE CONTRO BUSH E NON MI CITI."

1 - NUOVI STILISTI PER LE BUSH ALLA CERIMONIA PER L'INSEDIAMENTO: DA UN OSCURO TEXANO A BADGLEY MISCHIA.
La famiglia Bush, sta preparando il secondo giuramento del presidente, previsto come da tradizione il 20 gennaio. E le donne di casa, Laura e le figlie, Barbara e Jenna, stanno pensando ad un cambio di look per l'occasione. Addio agli abiti di cattivo gusto di quattro anni fa, disegnati dal texano Michael Faircloth e dall'amica di famiglia Lela Rose.

Stavolta la scelta sarebbe caduta su Badgley Mischka, la maison, sempre americana, fondata alla fine degli anni ottanta da Mark Badgley e James Mischka che, secondo "Vogue" è stata capace di creare il "perfetto abito nero".

Pare che i due stilisti siano stati contattati da inviati della Casa Bianca, martedì mattina mentre facevano colazione a Dean & Deluca, a New York. Ma niente di ufficiale è finora trapelato.

2 - KERRY VUOLE FARE CAUSA AGLI AUTORI DI "UNFIT FOR COMMAND", C'È CHI DICE PERCHÉ VUOLE RICANDIDARSI.
Ma ci crede veramente? Non si placano le voci che vogliono John Kerry come possibile candidato democratico anche nel 2008. Non sarebbe la prima volta (Nixon, ad esempio) che uno sconfitto ad un elezione risorge e ne vince un'altra. Ma su pollo al Kerry, oggi non ci scommetterebbe nessuno.

Eppure una fonte vicina a Kerry, racconta al "New York Post" che proprio per liberarsi dal fardello, in previsione di una futura campagna elettorale, il senatore sconfitto da Bush starebbe pensando di fare causa a John O'Neill, autore di "Unfit for Command", il libro che massacrava il suo curriculum militare e la cui uscita in estate ha dato un serio colpo alla credibilità del candidato: "Vogliono fare causa", dice la fonte al tabloid di Murdoch, "Non so se alla fine andranno fino in fondo, ma se Kerry vorrà riprovarci tra quattro anni - e mi dicono di sì - portarli in tribunale ha un senso."

3 - KITTY KELLEY, LA BIOGRAFA ANTI-BUSH CITATA IN TRIBUNALE: "HA COPIATO I MIEI ARTICOLI", ACCUSA UNA GIORNALISTA.
E se gli autori del libro anti-Kerry per eccellenza dovranno vedersela con l'infuriato senatore, anche Kitty Kelley, autrice del volume al vetriolo sulla famiglia Bush "The Family", ha i suoi grattacapi.



Ma nessun Bush sembra aver intenzione di fargliela pagare (magnanimità dei vincitori). Contro Kitty si lancia la giornalista freelance dell'Alabama Glynn Wilson, che accusa la Kelley di plagio e chiede cinque milioni di dollari di danni.

Oggetto del contendere uno scritto della Wilson apparso sul suo blog, Southerner Daily News, nel febbraio 2004 intitolato: "George W. Bush's Lost Year in 1972 Alabama". Si tratta di un dettagliato resoconto delle attività del futuro presidente, quando prestava servizio nella Guardia Nazionale e allo stesso tempo lavorava per il candidato al senato e amico di famiglia Winton Blount.

La Wilson metteva l'accento anche sulla passione del giovane Bush per il whisky, la birra, gli hamburger e le "manciate di noccioline". Frasi - pare - riportate quasi alla lettera dalla Kelley nel suo libro.

"È un 'copia è incolla', amico", si sfoga Glynn. "Quando riprendi interi passaggi devi metterli tra virgolette e citare la fonte. Poteva riscriverli e segnalarmi tra i crediti, sarebbe stato diverso. Ma io ho insegnato giornalismo per nove anni, so cos'è un plagio".

Kitty Kelley si difende intervistata dal "Daily News": "Plagio mi sembra esagerato, nelle note in fondo al capitolo la Wilson è citata insieme a molte altre fonti, non citare i riferimenti è scorretto, non lo farei mai".

E all'accusa di non aver pagato i diritti d'autore Kelley replica: "Sono 219 parole su un pezzo di 4.200, credo che rientri ampiamente nel diritto di cronaca."


Dagospia 18 Novembre 2004