MEDIA QUOTIDIANO - LA7 DI MARCO BERLUSCONI PROVERA - MONTEPREZZEMOLO INFOGLIATO - ROSSELLA AMBASCIATORE DELLA TREGUA GOVERNO-CONFINDUSTRIA - IL VICE-PRES TREMONTI IN ATTESA DI UN PARTITO (E DEL PROPORZIONALE) - MARINI MA PRODI.
Mario Adinolfi per www.mediaquotidiano.it
1. La settimana scorsa, appuntamento a Palazzo Chigi. Ieri, l'applauso da ultrà a Silvio Berlusconi. Nel mezzo, il sì a Adriano Galliani presidente della Lega Calcio. Da sempre, una rete televisiva che sta buona buona nel suo cantuccino del due per cento di share e non dà fastidio a nessuno, ma come arma deterrente messa lì ci sta sempre bene. Questa, in sintesi, la strategia di un Marco Tronchetti Provera che sembra sempre di più preoccupato dei rapporti con il governo.
2. Ieri il vicepresidente di Confindustria, a Venezia per i Telecom Colloquia, ha detto testualmente: "Il calo delle tasse è un fatto positivo se è parte di un progetto per ridurre la presenza dello Stato, l'augurio è che a questo segnale ne seguano altri". Una bella apertura di credito al governo, che fa parte di un nuovo patto di non belligeranza con il Cavaliere di cui Tronchetti Provera sembra il principale alfiere.
3. Alla tregua con Berlusconi sembra aderire anche Luckino Cordero di Montezemolo, con la sua già celebre lettera al Foglio in cui arriva l'excusatio non petita di mister Ferrari: "Chiunque immagini che l'organizzazione che presiedo coltivi il progetto di ridisegnare il formato della politica italiana, evocando fantasmi neocentristi, è semplicemente fuori strada". No, fino al 3 aprile 2005 Luckino non coltiva progetti. Poi, dati delle elezioni regionali alla mano, vedrete che la strana coppia che guida Confindustria si rimetterà a zappettare l'orticello. Per ora, tregua.
4. La lettera di Montezemolo al giornale di Giuliano Ferrara è stata adeguatamente celebrata dal servizio del Tg5 delle 20 di Carlo Rossella, che sembra essere stato il trait d'union del recupero di sintonia tra il presidente di Confindustria e il premier. Ieri il direttore del Tg5 si è anche abilmente cavato d'impaccio sul caso Tricoli, convocando il cdr e spiegando di averlo scelto per i servizi sul processo a Dell'Utri per la sua elevata professionalità. Il cdr del Tg5 si è detto soddisfatto delle risposte del direttore, che ha mollato anche lo zuccherino della presentazione del piano editoriale: avverrà il 13 dicembre alle ore 15. Domani o dopodomani arriverà la sentenza del processo Dell'Utri. Da queste parti si continua ad auspicare che a raccontarla il Tg5 non mandi il parente dell'avvocato difensore dell'imputato. Ma forse siamo strani noi. Forse è più comodo poter chiedere un commento direttamente a zio.
5. Il Cavaliere approfitta della tregua armata offerta da Confindustria e nell'inconsapevole attesa delle Idi di aprile prova a mettere mano agli assetti interni a Forza Italia. All'organizzazione potrebbe tornare l'odiatissimo Claudio Scajola, leader dell'unica vera componente interna del partito, composta da una trentina di parlamentari che devono a lui il collegio elettorale e dunque gli sono fedelissimi.
6. Berlusconi è tentato anche dal colpo di teatro a favore di Giulio Tremonti: farlo diventare vicepresidente di Forza Italia. Sarebbe l'indicazione di un delfinato ufficiale per l'ex ministro dell'Economia, visto che il partito berlusconiano non ha mai avuto un numero due. Tremonti così accantonerebbe l'ipotesi di far da sé, attraverso l'apparentamento esplicito con la Lega, di cui Umberto Bossi l'avrebbe probabilmente incoronato capo, perché va bene tutto, ma lasciare il movimento in mano ai tre Roberti (Calderoli, Maroni e Castelli) proprio non si può. Ma Tremonti potrebbe preferire l'offerta del Cavaliere, meno affascinante nell'immediato ma anche meno densa di incognite.
7. Sul fronte del centrosinistra Romano Prodi ha tirato fuori il colpo a sorpresa: incaricare l'arcinemico Franco Marini di coordinare il tavolo delle candidature per le presidenze delle regioni. Problema non da poco, visto che in cinque regioni ancora si litiga e in Campania c'è la grana Mastella (che ora chiede le primarie per competere preventivamente con Antonio Bassolino). Marini comunque un risultato l'ha già ottenuto: i Ds si sono rassegnati e la lista unitaria della Fed non si farà in tutte le regioni. Si deciderà caso per caso. E dal caso al caos il passo è breve.
Dagospia 02 Dicembre 2004
1. La settimana scorsa, appuntamento a Palazzo Chigi. Ieri, l'applauso da ultrà a Silvio Berlusconi. Nel mezzo, il sì a Adriano Galliani presidente della Lega Calcio. Da sempre, una rete televisiva che sta buona buona nel suo cantuccino del due per cento di share e non dà fastidio a nessuno, ma come arma deterrente messa lì ci sta sempre bene. Questa, in sintesi, la strategia di un Marco Tronchetti Provera che sembra sempre di più preoccupato dei rapporti con il governo.
2. Ieri il vicepresidente di Confindustria, a Venezia per i Telecom Colloquia, ha detto testualmente: "Il calo delle tasse è un fatto positivo se è parte di un progetto per ridurre la presenza dello Stato, l'augurio è che a questo segnale ne seguano altri". Una bella apertura di credito al governo, che fa parte di un nuovo patto di non belligeranza con il Cavaliere di cui Tronchetti Provera sembra il principale alfiere.
3. Alla tregua con Berlusconi sembra aderire anche Luckino Cordero di Montezemolo, con la sua già celebre lettera al Foglio in cui arriva l'excusatio non petita di mister Ferrari: "Chiunque immagini che l'organizzazione che presiedo coltivi il progetto di ridisegnare il formato della politica italiana, evocando fantasmi neocentristi, è semplicemente fuori strada". No, fino al 3 aprile 2005 Luckino non coltiva progetti. Poi, dati delle elezioni regionali alla mano, vedrete che la strana coppia che guida Confindustria si rimetterà a zappettare l'orticello. Per ora, tregua.
4. La lettera di Montezemolo al giornale di Giuliano Ferrara è stata adeguatamente celebrata dal servizio del Tg5 delle 20 di Carlo Rossella, che sembra essere stato il trait d'union del recupero di sintonia tra il presidente di Confindustria e il premier. Ieri il direttore del Tg5 si è anche abilmente cavato d'impaccio sul caso Tricoli, convocando il cdr e spiegando di averlo scelto per i servizi sul processo a Dell'Utri per la sua elevata professionalità. Il cdr del Tg5 si è detto soddisfatto delle risposte del direttore, che ha mollato anche lo zuccherino della presentazione del piano editoriale: avverrà il 13 dicembre alle ore 15. Domani o dopodomani arriverà la sentenza del processo Dell'Utri. Da queste parti si continua ad auspicare che a raccontarla il Tg5 non mandi il parente dell'avvocato difensore dell'imputato. Ma forse siamo strani noi. Forse è più comodo poter chiedere un commento direttamente a zio.
5. Il Cavaliere approfitta della tregua armata offerta da Confindustria e nell'inconsapevole attesa delle Idi di aprile prova a mettere mano agli assetti interni a Forza Italia. All'organizzazione potrebbe tornare l'odiatissimo Claudio Scajola, leader dell'unica vera componente interna del partito, composta da una trentina di parlamentari che devono a lui il collegio elettorale e dunque gli sono fedelissimi.
6. Berlusconi è tentato anche dal colpo di teatro a favore di Giulio Tremonti: farlo diventare vicepresidente di Forza Italia. Sarebbe l'indicazione di un delfinato ufficiale per l'ex ministro dell'Economia, visto che il partito berlusconiano non ha mai avuto un numero due. Tremonti così accantonerebbe l'ipotesi di far da sé, attraverso l'apparentamento esplicito con la Lega, di cui Umberto Bossi l'avrebbe probabilmente incoronato capo, perché va bene tutto, ma lasciare il movimento in mano ai tre Roberti (Calderoli, Maroni e Castelli) proprio non si può. Ma Tremonti potrebbe preferire l'offerta del Cavaliere, meno affascinante nell'immediato ma anche meno densa di incognite.
7. Sul fronte del centrosinistra Romano Prodi ha tirato fuori il colpo a sorpresa: incaricare l'arcinemico Franco Marini di coordinare il tavolo delle candidature per le presidenze delle regioni. Problema non da poco, visto che in cinque regioni ancora si litiga e in Campania c'è la grana Mastella (che ora chiede le primarie per competere preventivamente con Antonio Bassolino). Marini comunque un risultato l'ha già ottenuto: i Ds si sono rassegnati e la lista unitaria della Fed non si farà in tutte le regioni. Si deciderà caso per caso. E dal caso al caos il passo è breve.
Dagospia 02 Dicembre 2004