POLITIKOM - COSSIGA, DIMISSIONI DI BERLUSCONI ANCHE CON PRESCRIZIONE E SE SI VA A ELEZIONI VOTERO' FORZA ITALIA - ALLA SCALA O DA RUINI? -DIMANCHE SARKOZY - GLI STRILLI DI LOTITO NON INTERESSANO A STORACE - ORGIA VESPA - BRANCO ROSA FU.

1 - Non dite a Silvio Berlusconi che il politico transalpino Nicolas Sarkozy è stato tutto il pomeriggio di domenica in tv, a France 2, a parlare insieme a Jean Reno, attrici, cantanti e chi più ne ha più ne metta...

2 - Il Procuratore Capo della Repubblica di Frosinone Margherita Gerunda lunedì mattina di buon'ora entrava, chissà perché, nella sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma.

3 - Vi ricordate il Branco Rosa? Gruppo di pressione formato tre anni fa per scardinare l'élite politica maschile e tutelare le donne, messo su da Daniela Santanché e Selma Dell'Olio, con Barbara Palombelli e Alessandra Mussolini, Livia Turco e Barbara Pollastrini, Anna Finocchiaro e Maria Giovanna Maglie, miseramente estinto. Con il pretesto di un articolo su donne e Islam per Libero, Maria Giovannona così fa a fettine il Branco: - Le donne, caro Vittorio Feltri, caro Renato Farina, la presunta lobby delle donne in politica, lasciatela perdere. Non esiste, ve lo dice una che qualche anno fa si provò a fare branco e - vistolo prima abbandonato di corsa da quelle della sinistra richiamate all'ordine dai maschi, che fate vi riunite con le fasciste, siete impazzite, zitte e a casa, poi trasformato in salottino di mezza tacca da una parte delle sopravvissute, a colpi di tacco a spillo e spinta di tetta, si va a cena da questo, si va in barca con quello, si va tutte a quel programma, infine abbandonato tristemente dalle poche che ci avevano creduto - è certa che un momento così basso noi femmine non lo abbiamo toccato mai. Preferisco l'Italia della radio, andare avanti a testa bassa a ragionare su giudizi, pregiudizi, e naturalmente le vostre belle inchieste. Uomini e donne, individui e poi per scelta insieme, di buona volontà, decisi a non consegnarci.

4 - Scivola in fondo alla classifica, cambia oggi l'allenatore, ma invece di badare al dolore dei tifosi, Claudio Lotito, patron della Lazio, spara numeri e polemiche. Così rivela in un'intervista che Giuseppe De Mita, figlio di Ciriaco, ed ex-direttore della squadra prendeva 800 milioni di lire (oltre alla macchina e ai vari benefici), mentre il capo ufficio stampa ne portava a casa 400. L'imprenditore delle pulizie, che ha sposato Cristina, figlia di Gianni Mezzaroma, uno dei più noti costruttori romani, spara a zero su Mancini ("incassava 7 miliardi netti l'anno, lo porto in tribunale) si vanta di aver salvato la Lazio, ma l'amico (romanista) Francesco Storace vorrebbe che la squadra diventasse il fiore all'occhiello della campagna elettorale. I pianti e gli strilli di Lotito non gli interessano.

5 - Martedì sera si va alla Scala di Milano o si resta a Roma per andare nella basilica di San Giovanni in Laterano, alla Santa Messa per i cinquant'anni di ordinazione sacerdotale del cardinale Camillo Ruini? E' una domanda che si ascolta nella capitale tra i personaggi più legati al Vaticano. Alcuni hanno già scelto, e senza dubbi, come il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta: da Ruini.

6 - A proposito di Gianni Letta. Lunedì a mezzogiorno ha un appuntamento alla Rai di viale Mazzini con il sindaco di Roma Walter-Ego Veltroni, per presentare "Il teatro in Italia", raccontato da Giorgio Albertazzi e Dario Fo.

7 - Mentre Flavio Cattaneo si esibiva davanti a un Fabio Fazio che con imbarazzo cercava di fargli vedere i fantasmi di Enzo Biagi e di Michele Santoro, Bruno Vespa si esibiva per l'ennesima volta davanti alle telecamere compiacenti. Il fiume di presentazioni-recensioni del libricino storico è inarrestabile e vergognoso. Non tanto perché ripropone il malvezzo di esaltare autori dell'Azienda, quanto per il rilievo che ogni anno viene dato "all'umile cronista della televisione italiana". La sua modesta fatica viene esaltata da un tripudio mediatico che non ha alcuna giustificazione se non quella di vendere le copie di un libro funzionale all'establishment. Ieri sera Cattaneo ha teorizzato il "modello ambrosiano" per la privatizzazione della RAI, cioè la combinazione tra azionisti privati e pubblici. Se questo avverrà (ma c'è da dubitarne) forse le luci della ribalta potranno spegnersi su questa orgia di primi piani che ha superato il limite della decenza.



8 - Nuovo organigramma di Alleanza Nazionale: Daniela Santadeché coordinatrice del dipartimento Pari Opportunità del partito. Già la chiamano "la Madonna Nera di An".

9 - Tornano le cene del lunedì: niente più Arcore, ma Gemonio, chez Umberto Bossi, con la compagnia di Giulietto Tremonti e Roberto Calderoli, per la gola di Silvio Berlusconi.

10 - (jena per il manifesto) - Scusate la franchezza compagni ma ho la vaga impressione che Berlusconi ci stia rompendo il culo.

11 - (da L'Indipendente) - Mario Baccini appena arrivato a Palazzo Vidoni ci ha dato subito sotto. Su proposta sua e del ministro Siniscalco, il Consiglio dei ministri ha approvato un provvedimento che autorizza il ministero della Pubblica Istruzione a assumere 9229 docenti per l'insegnamento della religione cattolica.

12 - (ANSA) - ''Se si dovesse andare al voto come necessaria e doverosa conseguenza di una pronunzia giudiziaria contraria al Presidente del Consiglio io, che non ho mai votato per Forza Italia, voterei per la sovranita' popolare contro il ''governo dei giudici'', per lo stato di diritto, per il giusto processo su prove certe e quindi contro ''il partito dei giudici'', il partito di Prodi e di Di Pietro''. E' quanto dichiara l'ex Capo dello Stato Francesco Cossiga.

13 - (ANSA) - Per l' ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, una eventuale assoluzione per prescrizione al processo Iri-Sme di Silvio Berlusconi non esimerebbe il presidente del consiglio dalle dimissioni con la conseguente apertura di una campagna elettorale ''devastante'' che avrebbe come oggetto un ''giudizio del popolo'' sullo stesso Berlusconi ma anche sulla magistratura.
Commentando le fasi finali del processo in corso a Milano, Cossiga ha definito ''non comune'', inserito pero' in un processo che e' stato tutto ''non comune e tutto politico'', l'appello rivolto ieri ai giudici dall'avvocato Gaetano Pecorella difensore di Berlusconi. Cossiga sottolinea che Pecorella si e' rivolto ai giudici dicendo ''la vostra sentenza puo' cambiare la storia d'Italia''' alludendo ''alla qualita' di presidente del Consiglio e quindi anche massimo rappresentante italiano nell'Ue, nella Nato ed in generale nell' ordinamento internazionale ed alle conseguenze politiche che potrebbe avere un sentenza di condanna''.
''E' vero - sostiene Cossiga - che una eventuale condanna dell'on. Berlusconi per quello che, attribuito al capo dell'esecutivo, sarebbe un 'crimine di Stato', la corruzione di giudici, porterebbe certamente alle sue dimissioni'' e quindi alla nomina o ''di un governo presieduto da un altro esponente della casa delle liberta' o meglio di Forza Italia o di un governo tecnico', allo scioglimento delle camere e a nuove elezioni, con una devastante campagna elettorale, che avrebbe come oggetto un 'giudizio del popolo' su Berlusconi, ma anche sulla magistratura e sull' ordinamento giudiziario''. Per Cossiga, una ''tale conseguenza non sarebbe certo evitata da una sentenza di assoluzione per prescrizione, perche' chi e' presidente del consiglio dei ministri, di fronte a cosi' gravi accuse, non potrebbe che rinunciare alla prescrizione, sottoporsi ad un altro giudizio e nel frattempo dimettersi, con quel che seguirebbe''.


Dagospia 06 Dicembre 2004