CAFONALINO ALLO STADIO - "DI CANIO LORD D'OLTREMANICA, TOTTI SIR DE' TORVAJANICA" - PESTONI IN CAMPO, INCIUCI IN TRIBUNA: VELTRONI-STORACE, GASPARRI-BONAIUTI, DANIELA FINI CON UN BRANCO DI VISONI ADDOSSO, GEDDAFINO FA IL FIGO.

Dario Bersani per Il Tempo
Reportage di Umberto Pizzi da Zagarolo


L'atmosfera derby si accende già a partire dalle ore 18, con due ore e mezzo di anticipo rispetto al fischio d'inizio dell'arbitro Dondarini. Molti tifosi poco dopo le 17 hanno premuto per anticipare l'ingresso ai cancelli. Le curve completamente gremite in uno stadio Olimpico ancora pressoché deserto, a duellare a distanza con schermaglie dialettiche e a dar vita a una battaglia a colpi di striscioni, molti dei quali simpatici, altrettanti irriferibili.

Le tifoserie contrapposte cominciano a schernirsi con il rispettivo sventolio di vessilli. Gli sfottò - coloriti e colorati - iniziano all'insegna della solita goliardia. Una partita attesa quasi nove mesi, dal lontano 21 aprile scorso, quando andò in scena la ripetizione del derby sospeso. "Contro tutto, tutti e Totti". Ad aprire le danze sono i tifosi biancocelesti, anticipando un tema fin troppo prevedibile, anche alla luce delle polemiche della vigilia. "Paolo Di Canio napoletano".

Così, di rimando, il ritornello più gettonato nella hit parade della curva sud. Una rivalità ancor più acuita dalle dichiarazioni al curaro rilasciate dai due protagonisti della contesa. Di Canio da una parte e Totti dall'altra. I due alfieri che incarnano lo spirito di appartenenza delle due squadre. Un botta e risposta continuo, senza esclusione di colpi, che si protrae a ritmi serrati per tutta la gara.

Riprende la sfilata degli striscioni monotematici. "La vostra bandiera? Totti 108 gol Di Canio 108 maglie". I giallorossi colgono l'occasione per ricordare ai dirimpettai tutte le squadre in cui ha militato il nemico giurato della Roma. Pronta la risposta della curva nord. "Tante maglie una sola bandiera. Ave Paolo". Era cominciata la consueta e puntuale applicazione delle classiche "soffiate". Lentamente mezzora dopo si riempiono, oltre ai distinti, anche le due tribune.

Un'ora e mezzo dall'inizio, la tensione che comincia a salire nella umida serata del Foro Italico. I tifosi sembrano risentirne e inizia una sorta di piccolo armistizio. Come per riordinare le idee e raccogliere le energie. Poi d'improvviso riaprono le ostilità. Di nuovo il gong: "Nun ve salva manco una memory card". La classifica della Lazio langue al quartultimo posto e lo striscione romanista viene issato lì, esattamente al centro della gradinata sud, per rammentarlo ai cugini. Dalla nord la risposta: "Ma quale fama, ma quale stima, pure il Cervia è nato prima".

Ancora i romanisti. "A quaranta anni ve torna pure Nesta". Ma i laziali non gradiscono la provocazione. "Di Canio lord d'oltremanica, Totti sir de' Torvajanica". In loro è ancora vivo il derby del 15 gennaio 1989. "Ricordi il dito alzato? L'incubo è tornato". C'è qualche scaramuccia nella parte bassa della tribuna Tevere, parte delle tifoserie contrapposte che viene a contatto pericolosamente. Disordini subito sedati dall'intervento delle forze dell'ordine.

Quando nel giro di cinque minuti, alle 19,25 arrivano allo stadio Olimpico i pullman delle due squadre, l'aria diventa davvero elettrica. Le ultime battute. "Lotito a Zelig" da parte romanista. "Tatuaggi e basettoni, forza Paolo prendiamoli spintoni", l'incoraggiamento laziale. Poi il riscaldamento sotto le rispettive gradinate, tra l'ovazione generale e l'assordante del pubblico.

Ore 20.25. Le squadre pronte all'ingresso in campo. Una pioggia di coriandoli luminosi biancocelesti dalla nord, un insieme di bandiere e fumogeni giallorossi in sud. Nessuna scenografia particolare rispetto agli anni passati, anche per testimoniare in modo tangibile tutto il raccoglimento verso i popoli del sud est asiatico colpiti dal devastante maremoto di Santo Stefano. Il minuto di silenzio accompagnato da un lungo applauso. E' l'atteggiamento di rispetto che ha accomunato e unito le due tifoserie, volto al ricordo delle decine di migliaia di vittime inermi dello "tsunami". Sicuramente il derby più bello. Quello della solidarietà.




Dagospia 07 Gennaio 2005