FIAT CAR-ATTREZZI - I GUAI DI RICK WAGONER, BOSS DELLA GENERAL MOTORS, CHE CONSIDERAVA "RIDICOLOUS" PENSARE CHE GLI AGNELLI AVREBBERO MAI MINACCIATO DI ESERCITARE QUELL'OPZIONE PUT.
Da Finanza & Mercati
Non è facile parlare di Rick Wagoner a prescindere da GM. Sarebbe come immaginare la vita di Paolo Maldini senza il Milan. In questo ambito possiamo convenire che è «ridicolous», come ha fatto notare un portavoce di GM, pensare a un diverso destino professionale del ceo di Detroit. Un manager che, da quando è uscito da Harvard nel 1977, ha campato di pane e GM. Ma il capitano rossonero non ha sulla coscienza un autogol clamoroso come rischia di essere la put Fiat per il gigante americano: 325mila dipendenti, stabilimenti in 32 Paesi.
Quando nell'aprile del 2000 Rick Wagoner e Bob Lutz (prossimo alla pensione) illustrarono al board di Detroit l'accordo con Fiat, qualcuno sollevò dubbi su quella garanzia pesante fornita al Lingotto. Ma era «ridicolous», sostenne Wagoner, pensare che gli Agnelli avrebbero mai minacciato di esercitare quell'opzione. Eppoi, in caso contrario GM avrebbe avuto spalle abbastanza solide per ampliare a un altro Paese (il 33esimo) la rete produttiva. Anche così si poteva difendere un primato che dura dal 1931.
Da allora, infatti, GM è la prima azienda al mondo per numero di vetture prodotte. Ed è questa, per ora, l'unica cosa che non è cambiata in questi anni. La situazione finanziaria della società di Detroit è peggiorata, quella di Fiat ancora di più. L'ipotesi «ridicolous» è diventata un nightmare, un incubo, che turba le notti dei vertici di GM, già alle prese con una situazione esplosiva dei fondi pensione, la concorrenza di Toyota e gli sgambetti dei cinesi che sfornano la Chery, versione fotocopia della Chevy.
Tra pochi giorni si saprà se e come Fiat e GM risolveranno la questione put. Quell'eventualità teorica, in caso di accordo negoziale, costerà a GM una bella somma, in miliardi più che in milioni. Altrimenti, nel caso di esercizio da parte di Fiat, farà precipitare il grande di Detroit nel purgatorio dei junk.
Davvero a Detroit non pagherà nessuno se le cose andranno così? Oppure sarà punito il cfo John Devine, che non ha nascosto le sue perplessità per il contratto incriminato? Suvvia, it's ridicolous.
Dagospia 08 Gennaio 2005
Non è facile parlare di Rick Wagoner a prescindere da GM. Sarebbe come immaginare la vita di Paolo Maldini senza il Milan. In questo ambito possiamo convenire che è «ridicolous», come ha fatto notare un portavoce di GM, pensare a un diverso destino professionale del ceo di Detroit. Un manager che, da quando è uscito da Harvard nel 1977, ha campato di pane e GM. Ma il capitano rossonero non ha sulla coscienza un autogol clamoroso come rischia di essere la put Fiat per il gigante americano: 325mila dipendenti, stabilimenti in 32 Paesi.
Quando nell'aprile del 2000 Rick Wagoner e Bob Lutz (prossimo alla pensione) illustrarono al board di Detroit l'accordo con Fiat, qualcuno sollevò dubbi su quella garanzia pesante fornita al Lingotto. Ma era «ridicolous», sostenne Wagoner, pensare che gli Agnelli avrebbero mai minacciato di esercitare quell'opzione. Eppoi, in caso contrario GM avrebbe avuto spalle abbastanza solide per ampliare a un altro Paese (il 33esimo) la rete produttiva. Anche così si poteva difendere un primato che dura dal 1931.
Da allora, infatti, GM è la prima azienda al mondo per numero di vetture prodotte. Ed è questa, per ora, l'unica cosa che non è cambiata in questi anni. La situazione finanziaria della società di Detroit è peggiorata, quella di Fiat ancora di più. L'ipotesi «ridicolous» è diventata un nightmare, un incubo, che turba le notti dei vertici di GM, già alle prese con una situazione esplosiva dei fondi pensione, la concorrenza di Toyota e gli sgambetti dei cinesi che sfornano la Chery, versione fotocopia della Chevy.
Tra pochi giorni si saprà se e come Fiat e GM risolveranno la questione put. Quell'eventualità teorica, in caso di accordo negoziale, costerà a GM una bella somma, in miliardi più che in milioni. Altrimenti, nel caso di esercizio da parte di Fiat, farà precipitare il grande di Detroit nel purgatorio dei junk.
Davvero a Detroit non pagherà nessuno se le cose andranno così? Oppure sarà punito il cfo John Devine, che non ha nascosto le sue perplessità per il contratto incriminato? Suvvia, it's ridicolous.
Dagospia 08 Gennaio 2005