DAGO BUSINE$$ - PITTI E LAZZI: LUCHINO FA SHOW PER IL FIGLIO MATTEO MA EVITA IL FRATELLO DANIELE - AMBASCIATA DI CARACAS COLTA IN FALLO - FERROVIE, GIORNALISTI SENZA SCONTO - MA CHE FINE FARANNO QUELLE PIRELLI? - IMPREGILO, CHI SGANCIA 550 MILIONI DI EURO

1 - Mentre succedeva di tutto e di brutto tra Fiat e GM, ieri mattina al Pitti Uomo di Firenze uno svolazzante Luca di Monteparioli intratteneva le giornaliste modaiole davanti allo stand Ballantyne per supportare il di lui figliolo Matteo, alla guida della società specializzata in cachemire, acquisita dal montezemolato fondo Charme. "Un pullover rosa per andare a Palazzo Chigi? Non ci vedo niente di male, anzi: potrei farlo molto presto", riferisce Daniela Fedi su "Il Giornale". Gli unici a non ridere delle battute di Luchino il birichino sono stati gli Agnelli (guarda questo, invece di pensare alla put se ne va a fare i caroselli) e il di lui fratello Daniele, anche lui presente al Pitti come produttore di cravatte e abiti bi-uso. Infatti, il presidente-multiplex si è ben guardato ad affacciarsi allo stand di Daniele Montezemolo. Del resto è famoso il motto di Daniele: "Mio fratello è figlio unico.".

2 - Folla nella sede dell'Associazione bancaria italiana guidata da Maurizio Sella - stamattina - per la presentazione del volume "Il sistema bancario italiano negli anni novanta", di Fabio Panetta (capo della direzione monetaria e finanziaria del servizio studi della Banca d'Italia), edito da Il Mulino. In attesa dell'invitato numero uno - il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio - il confindustriale Alfonso Dell'Erario aspettava sul portone di Palazzo Altieri.

3 - Chissà cosa diranno i Ministri Gianfranco Fini e Mirko Tremaglia, quando sapranno che nella residenza dell'Ambasciatore italiano a Caracas Gerardo Carante è arrivata da poco un bella scultura rappresentante un fallo di legno, alto circa 1,30 m., originario dell'Indonesia; dovrebbe portare fortuna. Nella "fessura" sono conficcati dei pugnali. Se oltre al pisellone, aggiungessimo i vari quadri osé nei salotti di rappresentanza (che tanto sconvolsero il Nunzio Appostolico), oltre all'arredamento poco consono per una residenza del massimo rappresentante italiano all'estero (immenso "gong" all'ingresso, pelli e teste di animali selvaggi, struzzi di grandi dimensioni, mobili in stile balinese), sarebbe da chiedersi circa l'efficacia dei controlli da parte dell'Ispettorato Generale guidato da Alessandro Vattani.

4 - Tensioni in arrivo tra Alitalia e i giornalisti. Pare che Cimoli abbia deciso, ormai definitivamente, di non rinnovare lo storico sconto da sempre effettuato dalla compagnia agli iscritti all'Ordine dei Giornalisti. Una corporazione in più che non sarà certo indulgente verso gli attuali vertici dell'azienda...

5 - IMPREGILO, CHI SGANCIA 550 MILIONI DI EURO?
Walter Galbiati per La Repubblica

Bisognerà bussare alla porta delle banche. L´unica soluzione rimasta a Impregilo per uscire dal vicolo cieco del rimborso dei bond non è altro che ricorrere al sistema creditizio. Così, la settimana prossima, probabilmente martedì, con la valigetta piena di buoni propositi, i consulenti dello Studio Poli incontreranno Intesa, Capitalia, Unicredit e SanPaolo. L´obiettivo è capire se gli istituti attraverso un finanziamento ponte vorranno mettere o no sul piatto quei 550 milioni di euro che serviranno per restituire i denari che gli obbligazionisti hanno concesso al gruppo guidato da Piergiorgio Romiti e Paolo Savona, in scadenza tra maggio e giugno di quest´anno.



Contemporaneamente gli avvocati di Impregilo si muoveranno in quel di Monza, per capire le intenzioni del pm Walter Mapelli, che con l´apertura di un´inchiesta su alcune voci di bilancio ha proiettato sui numeri del gruppo un cono d´ombra, tale da bloccare la ricapitalizzazione programmata. Quanto all´aumento di capitale, se ne riparlerà a inchiesta conclusa.

6 - MA CHE FINE FARANNO QUELLE PIRELLI?
Corbeille per Finanza & Mercati

Caro direttore, gli Editori per la Finanza, che poi sareste voi, si proclamano «autorevoli e indipendenti» e, anche se spesso lo sono già, non sarebbe male che cercassero di esserlo il più spesso possibile. Anche quando, per esempio, si occupano del gruppo che fa capo a Marco Tronchetti Provera.

Mi riferisco, in particolare, al commento che Finis Terrae di mercoledì 12 gennaio ha dedicato alla Camfin e alla sua quota di Pirelli & C «ereditata» dalla famiglia Orlando. Che Tronchetti Provera cercasse di scaricare al meglio e al più presto questo pacco è del tutto normale ma che a caricarselo siano state Capitalia e Banca Intesa, cioè due banche che di tutto avrebbero bisogno tranne che di altre partecipazioni industriali, davvero non è normale.

O, meglio, non sarebbe normale in una economia seria, dove la concorrenza è reale e la finanza è neutrale. Cioè non toglie le castagne dal fuoco solo agli amici garantendogli addirittura «una bella plusvalenza». Mi consente, per finire, una domanda: che se ne faranno le suddette banche di queste azioni Pirelli? Le collocheranno nei portafogli dei loro clienti o si limiteranno a fare da spalloni, in gergo portage? Davvero una domanda da Finis Terrae. Cordialmente.



Dagospia 14 Gennaio 2005