GALLIANI SULLA BRACE, TRADITO DA GIRAUDO E DAL CORRIERE DELLA SERA
CHE FA "SCOOP" (A SCOPPIO RITARDATO) SUL CALCIO-MARCIO E "TAROCCA" ILARY
FRANCO SENSI INSORGE - MONTEPREZZEMOLO SCENDE IN CAMPO, COME MEDIATORE
CHE FA "SCOOP" (A SCOPPIO RITARDATO) SUL CALCIO-MARCIO E "TAROCCA" ILARY
FRANCO SENSI INSORGE - MONTEPREZZEMOLO SCENDE IN CAMPO, COME MEDIATORE
A Milano, negli uffici della Lega calcio di via Turati raccontano di un Adriano Galliani furioso con le manovre di Palazzo e per certi "scoop" (a scoppio ritardato) del "Corriere della Sera" sui trucchi e il "marcio" del calcio mercato.
L'uomo di Silvio Berlusconi alla guida sia della Lega calcio sia del Milan, dopo l'ultima lite con Antonio Giraudo, amministratore delegato della Juventus, rischia infatti di trovarsi sempre più debole nella corsa per la sua riconferma alla presidenza della Lega. Tutto ciò a vantaggio del suo rivale, Diego Della Valle, che da mesi con la sua Fiorentina gli si è messo di traverso.
E per capire che la "Grande Intesa" pallonara Milan-Juventus rischia davvero di andare in frantumi basta leggere il titolo della "Stampa" di martedì 18 gennaio: "Dopo dieci anni di politica comune i Poteri Forti (sic) del calcio si ritrovano divisi da tv e direzioni arbitrali/ Lite Giraudo-Galliani: Juve e Milan si separano...bianconeri verso Della Valle". Più chiaro di così non poteva essere il quotidiano della Fiat, azionista del club bianco-nero.
Già, Dieghito el dritto e la "Razza Volpona" che ha nel suo leader il migliore sodale di Frau Della Valle. Cioè Luchino Cordero di Montezemolo. Il presidente della Fiat e della Confindustria a suo tempo si era addirittura impegnato con Gianni Letta negando che la Juventus potesse passare nel campo degli avversari di Galliani. Promesse di marinaio? Tutti stanno a vedere.
CONTRO GALLIANI SCENDE IN CAMPO IL "CORRIERE" DI MIELI.
Certo è che da tempo, nonostante le rassicurazioni del Cavaliere, l'Adriano dei poteri pallonari sospettava il voltafaccia di Giraudo. E non soltanto per rivalità di campionato (ridotto appunto a una sfida a due Juve-Milan; o per certi arbitraggi scandalosi. Quelli ci sono sempre stati. Per carità nessun complotto, assicura Galliani. Ma come non rilevare la contemporanea scesa in campo contro di lui, la Lega e il Milan dell'insospettabile "Corriere della Sera" diretto da Paolino Mieli, che di calcio non ne mastica neppure un pochino. Sabato 15 gennaio sulla prima pagina del quotidiano di via Solferino Giorgio Tosatti affrontava il tema calcio-tv sottolineano sin dal titolo "Gli errori di Galliani".
IL (FALSO) TITOLO ALL'INTERVISTA DELLA DONNA DEL PUPONE
Ma c'era un'altra indiscrezione che mandava su tutte le furie l'Adriano tradito e la tifoseria romanista (con in testa il suo presidente Franco Sensi): "Ilary aspetta Totti a Milano. Inter e Milan ci provano". Ma nell'intervista pubblicata a pag.45 a firma di Giancarla Ghisi alla Ilary Blasi, si scopre che la fidanzata del Pupone giallo-rosso, non afferma mai che Totti "Sta valutando se cambiare città. Io lo aspetto a Milano...".
Come si evince dall'intervista pubblicata dal "Corriere".
Domanda della Ghisi:
"Sarebbe felice se Francesco si trasferisse a Milano?"
Risposta della Blasi:
"Non influisco nella sue decisioni. Quello che lui farà mi andrà sicuramente bene. Io a Milano ci sono già".
Da dove nasce allora il titolo (Totti):"Sta valutando se cambiare città. Io lo aspetto a Milano...". A chiederselo è anche Paolo Mieli....
BERLUSCONI PENSA A TOTTI MA DOPO LE POLITICHE DEL 2006
Ora anche i sassi sanno che in vista delle Regionali di aprile e le Politiche del 2006, Silvio Berlusconi non ha alcuna intenzione di "strappare" Totti alla Roma con il rischio di perdere ampi consensi elettorali nella Capitale. Dopo giugno 2006 (rinnovo della legislatura) ci sono, invece, concrete probabilità che il capitano della Roma possa traslocare proprio al club del Cavaliere. Ma non è finita. Il giorno dopo, domenica 16 gennaio, sempre in prima pagina:
LA SARZANINI FA "SCOOP" MA L'INCHIESTA SI FERMA AL 2003.
Il "Corrierone" piazza un altro "scoop" (a scoppio ritardato) della sua cronista giudiziaria, Fiorenza Sarzanini, sul "debiti e i falsi" del calcio mercato indagati dalla Procura di Roma. E della pesante esposizione con l'Erario. Un altro colpo alla schiena del presidente della Lega. Ma superato lo sconcerto, Adriano Galliani (e i lettori) leggendo l'inchiesta venuta dai Tribunali romani scoprono che i documenti dei periti della Finanza pubblicati dal "Corriere" si fermano alla stagione 2003.
Dunque, non tengono conto di quanto è avvenuto nell'ultimo anno: società retrocesse, sanatorie con il fisco, etc. "Possibile - si chiedeva Galliani - che nessuno in via Solferino abbia controllato nulla? Nemmeno la redazione sportiva? O quella economica?".
SENSI SBOTTA E MINACCIA QUERELE: PAGATO TUTTO ALL'ERARIO.
Mistero. Ad essere sbattuto come "mostro" (del calcio) il prima pagina non ci stava il presidente della Roma (società quotata in Borsa), Franco Sensi - al quale secondo quanto pubblicato in rilievo dall'inchiesta del Corriere "vanno ipotecati i beni della squadra" -, che s'affrettava a precisare con durezza: "Al contrario di quanto riportato nell'articolo, la Società anche in virtù dell'adesione al Condono fiscale...ha effettuato regolare versamento di imposte e ritenute dovute a tutto il 31 dicembre 2003, come più volte reso noto...in data 19 luglio, 18 ottobre e 27 dicembre 2004 - continua la nota - la Società ha provveduto al pagamento rispettivamente della prima, seconda e terza rata estinguendo il debito tributario...Si precisa altresì che, a decorrere dall'esercizio sociale 2004/2005 la Società ha provveduto ad effettuare regolare versamento di imposte per complessivi 45,6 milioni di Euro". Il presidente Sensi si riservava inoltre d'intraprendere ogni azione legale nei confronti del Corriere "a tutela dei propri interessi e di quelli dei propri azionisti".
LUCHINO MEDIATORE
In queste ore Luchino di Monteparioli, più che pensare al GM put e al convertendo Fiat, è impegnato in un'impresa non da poco: come far ragionare il sodale Diego Della Valle. Il presidente multiplex vuole a tutti i costi - per interessi superiori al calcio - che il ciabattino marchgiano e il pelato Adriano trovino un accordo. "Un accordo ma non una resa", è la replica di Dieguito. E nei prossimi giorni i due sfidanti si siederanno a un tavolo di pace, Monteprezzemolo mediatore.
Dagospia 19 Gennaio 2005
L'uomo di Silvio Berlusconi alla guida sia della Lega calcio sia del Milan, dopo l'ultima lite con Antonio Giraudo, amministratore delegato della Juventus, rischia infatti di trovarsi sempre più debole nella corsa per la sua riconferma alla presidenza della Lega. Tutto ciò a vantaggio del suo rivale, Diego Della Valle, che da mesi con la sua Fiorentina gli si è messo di traverso.
E per capire che la "Grande Intesa" pallonara Milan-Juventus rischia davvero di andare in frantumi basta leggere il titolo della "Stampa" di martedì 18 gennaio: "Dopo dieci anni di politica comune i Poteri Forti (sic) del calcio si ritrovano divisi da tv e direzioni arbitrali/ Lite Giraudo-Galliani: Juve e Milan si separano...bianconeri verso Della Valle". Più chiaro di così non poteva essere il quotidiano della Fiat, azionista del club bianco-nero.
Già, Dieghito el dritto e la "Razza Volpona" che ha nel suo leader il migliore sodale di Frau Della Valle. Cioè Luchino Cordero di Montezemolo. Il presidente della Fiat e della Confindustria a suo tempo si era addirittura impegnato con Gianni Letta negando che la Juventus potesse passare nel campo degli avversari di Galliani. Promesse di marinaio? Tutti stanno a vedere.
CONTRO GALLIANI SCENDE IN CAMPO IL "CORRIERE" DI MIELI.
Certo è che da tempo, nonostante le rassicurazioni del Cavaliere, l'Adriano dei poteri pallonari sospettava il voltafaccia di Giraudo. E non soltanto per rivalità di campionato (ridotto appunto a una sfida a due Juve-Milan; o per certi arbitraggi scandalosi. Quelli ci sono sempre stati. Per carità nessun complotto, assicura Galliani. Ma come non rilevare la contemporanea scesa in campo contro di lui, la Lega e il Milan dell'insospettabile "Corriere della Sera" diretto da Paolino Mieli, che di calcio non ne mastica neppure un pochino. Sabato 15 gennaio sulla prima pagina del quotidiano di via Solferino Giorgio Tosatti affrontava il tema calcio-tv sottolineano sin dal titolo "Gli errori di Galliani".
IL (FALSO) TITOLO ALL'INTERVISTA DELLA DONNA DEL PUPONE
Ma c'era un'altra indiscrezione che mandava su tutte le furie l'Adriano tradito e la tifoseria romanista (con in testa il suo presidente Franco Sensi): "Ilary aspetta Totti a Milano. Inter e Milan ci provano". Ma nell'intervista pubblicata a pag.45 a firma di Giancarla Ghisi alla Ilary Blasi, si scopre che la fidanzata del Pupone giallo-rosso, non afferma mai che Totti "Sta valutando se cambiare città. Io lo aspetto a Milano...".
Come si evince dall'intervista pubblicata dal "Corriere".
Domanda della Ghisi:
"Sarebbe felice se Francesco si trasferisse a Milano?"
Risposta della Blasi:
"Non influisco nella sue decisioni. Quello che lui farà mi andrà sicuramente bene. Io a Milano ci sono già".
Da dove nasce allora il titolo (Totti):"Sta valutando se cambiare città. Io lo aspetto a Milano...". A chiederselo è anche Paolo Mieli....
BERLUSCONI PENSA A TOTTI MA DOPO LE POLITICHE DEL 2006
Ora anche i sassi sanno che in vista delle Regionali di aprile e le Politiche del 2006, Silvio Berlusconi non ha alcuna intenzione di "strappare" Totti alla Roma con il rischio di perdere ampi consensi elettorali nella Capitale. Dopo giugno 2006 (rinnovo della legislatura) ci sono, invece, concrete probabilità che il capitano della Roma possa traslocare proprio al club del Cavaliere. Ma non è finita. Il giorno dopo, domenica 16 gennaio, sempre in prima pagina:
LA SARZANINI FA "SCOOP" MA L'INCHIESTA SI FERMA AL 2003.
Il "Corrierone" piazza un altro "scoop" (a scoppio ritardato) della sua cronista giudiziaria, Fiorenza Sarzanini, sul "debiti e i falsi" del calcio mercato indagati dalla Procura di Roma. E della pesante esposizione con l'Erario. Un altro colpo alla schiena del presidente della Lega. Ma superato lo sconcerto, Adriano Galliani (e i lettori) leggendo l'inchiesta venuta dai Tribunali romani scoprono che i documenti dei periti della Finanza pubblicati dal "Corriere" si fermano alla stagione 2003.
Dunque, non tengono conto di quanto è avvenuto nell'ultimo anno: società retrocesse, sanatorie con il fisco, etc. "Possibile - si chiedeva Galliani - che nessuno in via Solferino abbia controllato nulla? Nemmeno la redazione sportiva? O quella economica?".
SENSI SBOTTA E MINACCIA QUERELE: PAGATO TUTTO ALL'ERARIO.
Mistero. Ad essere sbattuto come "mostro" (del calcio) il prima pagina non ci stava il presidente della Roma (società quotata in Borsa), Franco Sensi - al quale secondo quanto pubblicato in rilievo dall'inchiesta del Corriere "vanno ipotecati i beni della squadra" -, che s'affrettava a precisare con durezza: "Al contrario di quanto riportato nell'articolo, la Società anche in virtù dell'adesione al Condono fiscale...ha effettuato regolare versamento di imposte e ritenute dovute a tutto il 31 dicembre 2003, come più volte reso noto...in data 19 luglio, 18 ottobre e 27 dicembre 2004 - continua la nota - la Società ha provveduto al pagamento rispettivamente della prima, seconda e terza rata estinguendo il debito tributario...Si precisa altresì che, a decorrere dall'esercizio sociale 2004/2005 la Società ha provveduto ad effettuare regolare versamento di imposte per complessivi 45,6 milioni di Euro". Il presidente Sensi si riservava inoltre d'intraprendere ogni azione legale nei confronti del Corriere "a tutela dei propri interessi e di quelli dei propri azionisti".
LUCHINO MEDIATORE
In queste ore Luchino di Monteparioli, più che pensare al GM put e al convertendo Fiat, è impegnato in un'impresa non da poco: come far ragionare il sodale Diego Della Valle. Il presidente multiplex vuole a tutti i costi - per interessi superiori al calcio - che il ciabattino marchgiano e il pelato Adriano trovino un accordo. "Un accordo ma non una resa", è la replica di Dieguito. E nei prossimi giorni i due sfidanti si siederanno a un tavolo di pace, Monteprezzemolo mediatore.
Dagospia 19 Gennaio 2005