PANORAMA CON VISTA - "GALATEA" FLOP - COLOMBO DISORIENTATO - LA MINISTRA E IL GRANDE ATTORE - IL MEZZO VENTENNIO DI LARUSSA - RIFORMISTA MENSILE - IL "SOLE" VUOLE GIAVAZZI - SILVIO IN VIVAVOCE PER MAMMÀ.

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1 - E GALATEA FA INFURIARE VENEZIANI
È durata poco l'alleanza cultural-televisiva di An e Lega. II tempo del rapidissimo flop di "Galatea", magazine culturale di seconda serata fortemente voluto dal consigliere d'amministrazione Marcello Veneziani e realizzato da Raidue a Milano, con la regia della rediviva Anna Carlucci.

All'esordio, il 20 gennaio, "Galatea" ha racimolato il 3,5 di share ("Realizzazione padana, ascolti padani" scherzano in Rai) mandando su tutte le furie Veneziani, che sul programma aveva ottenuto il voto dell'intero consiglio Rai. Raccontano che dopo aver visto il programma abbia scritto una feroce lettera al direttore di Raidue Massimo Ferrario. Diceva, tra l'altro, che "abbiamo visto un aborto di programma".
E ora Veneziani è pronto a sollevare il caso Raidue, al terzo fallimento dopo la cancellazione di "Star flash" e il cambio di conduttore a "Bye bye baby". (A.P.)

2 - NON C'É SPAZIO PER COLOMBO
I giornali, compresi quelli di sinistra come "Il Riformista", "il Manifesto" e "Liberazione", l'hanno messa in prima pagina con grande spazio. Per tutti la sentenza di Milano, dove alcuni islamici accusati di reclutare kamikaze per l'Iraq sono stati assolti perché giudicati guerriglieri, era una notizia shock. Salvo che per "L'Unità", che l'ha considerata una cosa normalissima: nel pezzo, finito a pagina 11, si tratta semplicemente di "una sentenza che chiama le cose con il loro nome. Un conto è il terrorismo, altro è la guerriglia in un paese occupato da forze straniere".

Interpellato da "Panorama" sul perché l'abbia ignorata in prima pagina, il direttore Furio Colombo dice: "Non c'era spazio, avevamo notizie più importanti". Per esempio dimostrare che le prime elezioni che si terranno in Iraq saranno una mancanza di democrazia. Ma Colombo crede che gli islamici assolti siano terroristi o resistenti? "Personalmente sono disorientato". (S.G.)

3 - JEREMY, TI PRESENTO LA MINISTRA
Incontri ravvicinati di un certo tipo. Capita a Gianfranco Fini e a Stefania Prestigiacomo di ritorno dalla missione nei paesi asiatici colpiti dallo tsunami. A Bangkok, nella hall dello splendido Oriental hotel, la delegazione italiana si è imbattuta negli attori Michael Douglas e Jeremy Irons.

Gridolini delle signore per quest'ultimo e foto di rito con telefonino. Quando è stato il turno di Prestigiacomo, il bel tenebroso Irons le ha chiesto: "Ministro, la trovo in grande forma, che film sta girando?".

4 - LAPSUS IN NERO PER LA RUSSA
L'unità di misura è il Ventennio: niente male come lapsus. L'argomento è quello di darsi da fare per la celebrazione del decennale della fondazione di Alleanza nazionale e Ignazio La Russa, coordinatore del partito, firma una comunicazione ufficiale a Francesco Pontone, segretario amministrativo, incorrendo in un inciampo nostalgico: "Come a suo tempo deciso dall'apposito Comitato, la celebrazione del ventennale di Alleanza nazionale si svolgerà il 29 e 30 gennaio 2005 a Roma".

In realtà, sono passati solo dieci anni dallo sdoganamento di An, ma a La Russa, dopo aver celebrato ogni anno il Ventennio, quello di Benito Mussolini, è Venuto facile questo errore e tanto vale risolverla con Marcello De Angelis, direttore di Area, la rivista della destra sociale, che della celebrazione dice: "Festeggiamo il primo mezzo Ventennio".

5 - DISPACCI
Finirà così. Finirà che Luca Cordero di Montezemolo, mosso da alti ideali, accogliendo il grido di dolore che si leva dal Quirinale e da ogni parte d'Italia, sottoponendosi alle primarie, presso la tribuna dell'Artemio Franchi a Firenze (in competizione con Diego Della Valle) e presso il palloncino del Lingotto (in competizione con Lapo Elkann), scenderà in pista sopperire all'inadeguatezza di Romano Prodi e di tutta la sinistra.



A questa, con Giovanni Agnelli in luogo di Giuseppe Mazzini, darà un nome, un programma, un accappatoio e un phon. La nazione intera sarà in vetrina coi brand dei made in ltaly. Sarà l'apoteosi del taroccabile. (P.Butt.)

6 - MENSILE E RIFORMISTA
"Il Riformista" si fa anche mensile. II quotidiano diretto da Antonio Polito partirà con una nuova rivista che si chiamerà "New politics", primo numero a marzo. Si tratta di un mensile di comunicazione politica, istituzionale e aziendale. Cento pagine a colori, con foto e contributi di giornalisti (tutti i Riformisti: Isabella Argus, Stefano Cappellini, Francesco Cundari, Fabrizio d'Esposito, Massimiliano Gallo, Luca Mastrantonlo).

Tra le firme, Alberto Abruzzese, Mauro Calise, Philip Gould, Paolo Mancini, Gianpietro Mazzoleni che compongono con altri il comitato scientifico della rivista. II progetto grafico è dì Cinzia Leone, direttore responsabile resta Polito, il direttore operativo Caro Puca, notista politico del "Riformista".

7 - GIAVAZZI: AL SOLE CORRE VOCE...
Grandi amici, ma pur sempre concorrenti. Così capita che qualche volta "Corriere" e "Sole 24 Ore" si pestino i piedi. A Ferruccio de Bortoli, neodirettore del giornale della Confindustria, piacerebbe tanto arruolare nella pattuglia degli editorialisti Francesco Giavazzi.

Peccato però che l'economista sia da molti anni una delle firme di punta del quotidiano guidato da Paolo Mieli. E l'interessato cosa dice? Ha preso tempo, ma non è certo insensibile al richiamo di de Bortoli. Il quale, per convincerlo, ha aumentato la posta. Oltre a Giavazzi, vuole ospitare molti dei commenti che appaiono sul suo sito LaVoce.info, apprezzata tribuna internettiana (col cuore a sinistra) degli economisti riformisti.

8 - AUGURI A MAMMA ROSA CON IL PREMIER IN VIVAVOCE
Antonio Bufano, proprietario e chef del ristorante L'angolo, in zona Lambrate a due passi dall'aeroporto di Linate, ce l'ha messa tutta: una saletta riservata, tavolata con rose bianche e rosate, cucina toscana e piatti tipici milanesi. Durante la cena, musiche e canzoni nostalgiche. Così si sono celebrati degnamente i 94 anni (auguri!) di Rosa Bossi Berlusconi, madre del presidente del Consiglio.

Intorno al tavolo solo 26 persone, i parenti più stretti e gli amici intimi. Mancava solo lui, Silvio, trattenuto a Roma da impegni di governo. Ma una linea telefonica in vivavoce ha permesso al premier di essere presente e di fare gli auguri alla mamma. Una serata allegra dove si è parlato di tutto tranne che di politica.


Dagospia 27 Gennaio 2005