KIT CAT SENTE PUZZA DI BRUCIATO E VUOLE TORNARE A MILANO
I PAOLETTI DI BACCINI - LUISS DI SALVATAGGIO PER PAOLO SAVONA
I PROBLEMINI DI BINI SMAGHI - IL SADICO FERRUCCIO - PARISI MINUS FAST
I PAOLETTI DI BACCINI - LUISS DI SALVATAGGIO PER PAOLO SAVONA
I PROBLEMINI DI BINI SMAGHI - IL SADICO FERRUCCIO - PARISI MINUS FAST
1 - KIT CAT SENTE PUZZA DI BRUCIATO
Ritorno al passato per Flavio Cattaneo, il direttore che governa la RAI con l'aria sana del contadino e la fedeltà dello scudiero. L'ex-presidente della Fiera di Milano sente puzza di bruciato e vuole tornare nella capitale lombarda. Lo slittamento ormai sicuro della privatizzazione dell'azienda lo ha molto seccato anche perché contrasta con il parere dell'advisor Rotschild che ritiene quotabile la RAI. Il manager quarantunenne avrebbe voluto fare della privatizzazione il fiore all'occhiello della sua discussa gestione iniziata il 26 marzo 2003. Poiché questo è impossibile perché prima ci sono le Regionali, Kit-Cat sta cercando freneticamente una poltrona presso qualche azienda municipalizzata di Milano. Ideale sarebbe stata quella dell'AEM, ma è già ipotecata da Massimo Sarmi, il manager delle Poste dalle orecchie generose.
2 - I PAOLETTI DI BACCINI
Mario Baccini, il ministro chiamato in causa per le vicende dei bond argentini, ha molti amici, uno in particolare che si chiama Vittorio Paoletti ed è un imprenditore romano legato all'uomo politico da rapporti di solida amicizia. A entrambi piace l'Argentina delle pampas dove sembra che Paoletti abbia qualche migliaio di ettari, ed entrambi hanno a cuore le sorti di Fiumicino dove il ministro attinge voti a piene mani. A Fiumicino c'è anche l'Alitalia e dentro l'aeroporto ha operato dal 2000 la società "Eurohandling" specializzata nel movimento di materiale aeronautico negli hangar della Compagnia. L'attività di Paoletti e della sua azienda è stata sempre seguita attentamente da Marco Zanichelli che come Amministratore delegato ha ballato per poche settimane. Nel 2003 i sindacati aprirono una dura vertenza per il licenziamento degli operai, un gesto che non ha incrinato il rapporto tra Paoletti e il prossimo padrone dell'UCD, Mario Baccini.
3 - I PROBLEMINI DI BINI SMAGHI
Quando Lorenzo Bini Smaghi occuperà la scrivania che apparteneva a Tommaso Padoa Schioppa nel grattacielo della BCE a Francoforte, alla SACE di cui era presidente si dovrà risolvere qualche problemino. Tanto per cominciare c'è da decidere il destino della cosiddetta SACE 2, la società che avrebbe dovuto allargare la copertura dei rischi commerciali e politici delle imprese esportatrici. Finora la società non ha decollato e nei giorni scorsi la SACE ha acquistato una società per le cauzioni. Inoltre Siniscalco dovrà cercare il successore di Bini Smaghi e mettere un po' di pace nei rapporti sempre tesi tra l'amministratore delegato, Giorgio Tellini (dirigente calante) e il direttore generale Alessandro Castellano (dirigente scalpitante).
4 - LUISS DI SALVATAGGIO PER PAOLO SAVONA
Alla vigilia dei 70 anni il curriculum strepitoso di Paolo Savona, il professore di Cagliari laureato "cum laude" in Economia nel 1961, rischia di bloccarsi. Per l'ex-ministro dell'Industria che ha un'altissima considerazione di sé e degli economisti al potere, sarebbe un colpo durissimo. Le principali banche impegnate nel salvataggio di Impregilo si riuniscono oggi per un vertice decisivo. Due sono le considerazioni che gli istituti di credito mettono sul tappeto: un maggior impegno finanziario della Gemina di Cesarone Romiti, e il ricambio dei vertici di Impregilo. Paolo Savona, presidente della società, è buon amico di Marcellino Gavio, probabile salvatore di Impregilo, ma se le banche chiederanno la sua testa cercherà di non rimanere senza l'autista e di saltare sulla poltrona della LUISS dove il rettore Adriano De Maio è in procinto di andarsene.
5 - IL SADICO FERRUCCIO
Il marchese De Sade era uno spirito libero che si diede al libertinaggio dopo aver frequentato i gesuiti. Ferruccio De Bortoli è uno spirito libero che non ha precedenti libertini ma conosce lo stile del marchese. Non si spiegherebbe altrimenti la sua voluttà nel pizzicare tutto ciò che accade dentro l'azionariato del Gruppo RCS che ha lasciato dopo sei anni alla guida del "Corriere della Sera". Oggi sbatte in prima pagina la notizia che l'immobiliarista Stefano Ricucci, partner di Anna Falchi, è titolare del 4,99% di azioni di RCS "un pacchetto che va a irrobustire le quote fuori dal patto di sindacato che vedono in prima fila l'imprenditore romano Francesco Caltagirone". Ferruccio si diverte e come il divino marchese del '700 aggiunge una frustata finale a mamma Fiat. Sadico.
6 - PARISI MINUS FAST
Stefano Parisi, amministratore delegato di Fastweb, ha corretto il tiro. Dopo i proclami che annunciavano un'offerta per Wind (seguiti da una precipitosa ritirata) e dopo i report di alcuni analisti che hanno messo in luce l'elevato indebitamento della società, anche la pubblicità sui giornali ha modificato il tono trionfalistico che Dagospia aveva denunciato il 18 gennaio a scapito della concorrenza. In luogo del pay-off "siamo la compagnia più veloce del mondo", oggi si legge: ". la nostra rete, una delle più veloci del mondo".
7 - LA SCOMMESSA DI FINOCCHIARO
Mentre il Governatore Fazio spreca il tempo al telefono per spiegare al suo portavoce, il senatore Luigi Grillo, come deve fottere la coppia Tabacci-La Malfa, c'è un uomo in Banca d'Italia che deve togliere le castagne dal fuoco. Si chiama Antonio Finocchiaro, ha 66 anni ed è nativo di Molfetta come il fratello Beniamino che fu presidente della RAI. Dopo aver scalato la gerarchia interna Finocchiaro è vice direttore generale di Bankitalia ed è in pole position per la successione all'attuale direttore generale Vincenzo Desario (l'altro candidato Pierluigi Ciocca è considerato troppo a sinistra). In queste ore l'uomo di Molfetta deve vedersela con i sindacati che accusano Fazio di aver violato i patti sindacali per mantenere in servizio tre fedelissimi in pensione (Bianchi, Pontolillo e Catapano) che il Governatore vorrebbe utilizzare per incarichi importanti. Se Finocchiaro uscirà bene dalla vertenza (i sindacati hanno già annunciato uno sciopero di due ore per il 16 febbraio) potrà aspirare alla poltrona di Desario. Altrimenti resterà ancora in stand-by nonostante il brillante curriculum.
8 - FINSIEL, L'AFFARE SI INGROSSA
L'affare Finsiel si complica, i sindacati vogliono aprire un confronto con il ministro Marzano e sono preoccupati per il destino della società informatica. Secondo le rappresentanze dei lavoratori c'è un nesso tra la vittoria di Finmeccanica per gli elicotteri della Casa Bianca e l'eventuale cessione della società italiana a una multinazionale americana (Accenture, Eds). I sindacati temono che scatti la regola della reciprocità: "tu hai fatto un favore a me, io faccio un favore a te". In realtà Tronchetti Provera è molto lontano da queste preoccupazioni e guarda soprattutto al prezzo che offriranno le società rimaste in gara. Ma è proprio sul prezzo che stanno nascendo le prime perplessità perché l'americana Accenture ritiene adesso che le attese di Tronchetti siano troppo alte rispetto al valore effettivo dell'azienda. Tra l'altro Finsiel ha perso il business dell'appalto che gestiva da anni al ministero dell'Istruzione e in questi giorni sono subentrati i tecnici di EDS che hanno vinto la gara europea per il sistema informatico della Moratti.
Dagospia 01 Febbraio 2005
Ritorno al passato per Flavio Cattaneo, il direttore che governa la RAI con l'aria sana del contadino e la fedeltà dello scudiero. L'ex-presidente della Fiera di Milano sente puzza di bruciato e vuole tornare nella capitale lombarda. Lo slittamento ormai sicuro della privatizzazione dell'azienda lo ha molto seccato anche perché contrasta con il parere dell'advisor Rotschild che ritiene quotabile la RAI. Il manager quarantunenne avrebbe voluto fare della privatizzazione il fiore all'occhiello della sua discussa gestione iniziata il 26 marzo 2003. Poiché questo è impossibile perché prima ci sono le Regionali, Kit-Cat sta cercando freneticamente una poltrona presso qualche azienda municipalizzata di Milano. Ideale sarebbe stata quella dell'AEM, ma è già ipotecata da Massimo Sarmi, il manager delle Poste dalle orecchie generose.
2 - I PAOLETTI DI BACCINI
Mario Baccini, il ministro chiamato in causa per le vicende dei bond argentini, ha molti amici, uno in particolare che si chiama Vittorio Paoletti ed è un imprenditore romano legato all'uomo politico da rapporti di solida amicizia. A entrambi piace l'Argentina delle pampas dove sembra che Paoletti abbia qualche migliaio di ettari, ed entrambi hanno a cuore le sorti di Fiumicino dove il ministro attinge voti a piene mani. A Fiumicino c'è anche l'Alitalia e dentro l'aeroporto ha operato dal 2000 la società "Eurohandling" specializzata nel movimento di materiale aeronautico negli hangar della Compagnia. L'attività di Paoletti e della sua azienda è stata sempre seguita attentamente da Marco Zanichelli che come Amministratore delegato ha ballato per poche settimane. Nel 2003 i sindacati aprirono una dura vertenza per il licenziamento degli operai, un gesto che non ha incrinato il rapporto tra Paoletti e il prossimo padrone dell'UCD, Mario Baccini.
3 - I PROBLEMINI DI BINI SMAGHI
Quando Lorenzo Bini Smaghi occuperà la scrivania che apparteneva a Tommaso Padoa Schioppa nel grattacielo della BCE a Francoforte, alla SACE di cui era presidente si dovrà risolvere qualche problemino. Tanto per cominciare c'è da decidere il destino della cosiddetta SACE 2, la società che avrebbe dovuto allargare la copertura dei rischi commerciali e politici delle imprese esportatrici. Finora la società non ha decollato e nei giorni scorsi la SACE ha acquistato una società per le cauzioni. Inoltre Siniscalco dovrà cercare il successore di Bini Smaghi e mettere un po' di pace nei rapporti sempre tesi tra l'amministratore delegato, Giorgio Tellini (dirigente calante) e il direttore generale Alessandro Castellano (dirigente scalpitante).
4 - LUISS DI SALVATAGGIO PER PAOLO SAVONA
Alla vigilia dei 70 anni il curriculum strepitoso di Paolo Savona, il professore di Cagliari laureato "cum laude" in Economia nel 1961, rischia di bloccarsi. Per l'ex-ministro dell'Industria che ha un'altissima considerazione di sé e degli economisti al potere, sarebbe un colpo durissimo. Le principali banche impegnate nel salvataggio di Impregilo si riuniscono oggi per un vertice decisivo. Due sono le considerazioni che gli istituti di credito mettono sul tappeto: un maggior impegno finanziario della Gemina di Cesarone Romiti, e il ricambio dei vertici di Impregilo. Paolo Savona, presidente della società, è buon amico di Marcellino Gavio, probabile salvatore di Impregilo, ma se le banche chiederanno la sua testa cercherà di non rimanere senza l'autista e di saltare sulla poltrona della LUISS dove il rettore Adriano De Maio è in procinto di andarsene.
5 - IL SADICO FERRUCCIO
Il marchese De Sade era uno spirito libero che si diede al libertinaggio dopo aver frequentato i gesuiti. Ferruccio De Bortoli è uno spirito libero che non ha precedenti libertini ma conosce lo stile del marchese. Non si spiegherebbe altrimenti la sua voluttà nel pizzicare tutto ciò che accade dentro l'azionariato del Gruppo RCS che ha lasciato dopo sei anni alla guida del "Corriere della Sera". Oggi sbatte in prima pagina la notizia che l'immobiliarista Stefano Ricucci, partner di Anna Falchi, è titolare del 4,99% di azioni di RCS "un pacchetto che va a irrobustire le quote fuori dal patto di sindacato che vedono in prima fila l'imprenditore romano Francesco Caltagirone". Ferruccio si diverte e come il divino marchese del '700 aggiunge una frustata finale a mamma Fiat. Sadico.
6 - PARISI MINUS FAST
Stefano Parisi, amministratore delegato di Fastweb, ha corretto il tiro. Dopo i proclami che annunciavano un'offerta per Wind (seguiti da una precipitosa ritirata) e dopo i report di alcuni analisti che hanno messo in luce l'elevato indebitamento della società, anche la pubblicità sui giornali ha modificato il tono trionfalistico che Dagospia aveva denunciato il 18 gennaio a scapito della concorrenza. In luogo del pay-off "siamo la compagnia più veloce del mondo", oggi si legge: ". la nostra rete, una delle più veloci del mondo".
7 - LA SCOMMESSA DI FINOCCHIARO
Mentre il Governatore Fazio spreca il tempo al telefono per spiegare al suo portavoce, il senatore Luigi Grillo, come deve fottere la coppia Tabacci-La Malfa, c'è un uomo in Banca d'Italia che deve togliere le castagne dal fuoco. Si chiama Antonio Finocchiaro, ha 66 anni ed è nativo di Molfetta come il fratello Beniamino che fu presidente della RAI. Dopo aver scalato la gerarchia interna Finocchiaro è vice direttore generale di Bankitalia ed è in pole position per la successione all'attuale direttore generale Vincenzo Desario (l'altro candidato Pierluigi Ciocca è considerato troppo a sinistra). In queste ore l'uomo di Molfetta deve vedersela con i sindacati che accusano Fazio di aver violato i patti sindacali per mantenere in servizio tre fedelissimi in pensione (Bianchi, Pontolillo e Catapano) che il Governatore vorrebbe utilizzare per incarichi importanti. Se Finocchiaro uscirà bene dalla vertenza (i sindacati hanno già annunciato uno sciopero di due ore per il 16 febbraio) potrà aspirare alla poltrona di Desario. Altrimenti resterà ancora in stand-by nonostante il brillante curriculum.
8 - FINSIEL, L'AFFARE SI INGROSSA
L'affare Finsiel si complica, i sindacati vogliono aprire un confronto con il ministro Marzano e sono preoccupati per il destino della società informatica. Secondo le rappresentanze dei lavoratori c'è un nesso tra la vittoria di Finmeccanica per gli elicotteri della Casa Bianca e l'eventuale cessione della società italiana a una multinazionale americana (Accenture, Eds). I sindacati temono che scatti la regola della reciprocità: "tu hai fatto un favore a me, io faccio un favore a te". In realtà Tronchetti Provera è molto lontano da queste preoccupazioni e guarda soprattutto al prezzo che offriranno le società rimaste in gara. Ma è proprio sul prezzo che stanno nascendo le prime perplessità perché l'americana Accenture ritiene adesso che le attese di Tronchetti siano troppo alte rispetto al valore effettivo dell'azienda. Tra l'altro Finsiel ha perso il business dell'appalto che gestiva da anni al ministero dell'Istruzione e in questi giorni sono subentrati i tecnici di EDS che hanno vinto la gara europea per il sistema informatico della Moratti.
Dagospia 01 Febbraio 2005