PICCOLA POSTA - FORMIGOIL PREMIA DE BORTOLI - MADE IN ITALY IN CHINA - LA SINISTRA MALTRATTA I SUOI "EROI" - CHE SCHIFO L'INNO DI ELISA! - PAOLA E CHIARA DA SQUALIFICARE - SUL CASO JUVE MEGLIO IL SILENZIO.
Riceviamo e pubblichiamo:
Lettera 1
Non solo Formigoni è andato, per la prima volta, alla Festa dello Statuto, ma è anche stato tutto il tempo sul palco insieme al padrone di casa, avv. Fontana, rubandogli la scena e ha dato il premio a De Bortoli senza fare un plissé. Chapeau! Siamo in campagna elettorale e non ha perso l'occasione.
Maria Antonietta Di Credico
Lettera 2
Ciao Roberto, un mio amico mi ha segnalato che alla Conferenza sul Made in Italia le penne che regalavano in cartellina erano Made in China.
Luis
Lettera 3
Lo so, bisogna essere tolleranti, rispettare le idee degli altri, ascoltare con umiltà, non prendere mai seriamente sè stessi, fondersi con l'universo...lo so, lo so, tutto corretto. Però ugualmente non capisco come mai nei programmi televisivi si debbano vedere persone così insulse, insipienti, che non hanno nulla da dare. Dire che gente in gamba ce n'è, in giro, anche nel mondo dello spettacolo.
Che so, mettete Fabio Volo, Andrea Pezzi, Paola Cortellesi, Anna Marchesini.
Scoprite personaggi non noti, ce ne sono tanti. E invece no.
Vai con Giucas Casella, Massimo Giletti, Carlo Conti, Mara Venier, carrettate di oroscopari, Alberto Castagna, Amadeus, Carmen Di Pietro, Sonia Grey. Scommetto che prima o poi si rivedranno persino "artisti" quali Alessandro Greco, o Paola Saluzzi.
La televisione indirizza la cultura popolare, va maneggiata con cura.
Tubi
Lettera 4
Ciao Dago, come si fa a dare solo nel mezzo del telegiornale una notizia come quella dei cento morti causati da un auto bomba in Iraq, attentato più grave dalla caduta di Saddam? E come si fa a farlo quando quello stesso telegiornale lo si apre con la notizia dei fiocchi di neve caduti al nord e delle tante auto tamponatesi a causa del ghiaccio sulle strade? E come si fa a dare a quella stessa notizia meno spazio della notizia che segue, il lancio dell'intervista di Barbara Berlusconi rilasciata a Verissimo? Giri tu queste domande a Carlito Rossella, per favore?
Aria
Lettera 5
Caro Dago, riguardo al cambio di direzione all'Unità, nell'editoriale di sabato, il neo-direttore Antonio Padellaro, conferma che tutto al giornale rimarrà come prima, linea politica inclusa. Ciononostante, l'Unione dei Ds con la Nie (editrice del quotidiano), dopo mesi di tiro al piccione è riuscita ad abbattere Furio Colombo. Contrariamente a quanto avrebbe fatto Cesare Previti dopo una vittoria, la testata (intesa come giornale) lo ha fatto prigioniero. Il buon Furio quindi, potrà disporre in totale libertà dell'ora d'aria (editoriale in prima pagina), e sicuramente gli sarà concessa anche la possibilità di ricevere lettere, pacchi e visite da parte dei suoi lettori.
Eppure questi quattro anni, sotto la guida del direttore dalla "coiffeuratura" Grigio Steel metallizzato Fiat, sono stati anni ricchi di successi per il giornale fondato da Gramsci e sfondato dai Ds al governo. Per qualche verso la situazione ricorda la triste vicenda di Michele Santoro, oggi provvisoriamente parcheggiato all'Europarlamento, dove nei primi mesi di legislatura si è occupato soprattutto di etologia e telecomunicazioni: voleva vedere se uno scimmione (così definì Romano Prodi) che lo aveva pure "violentato", riusciva ad usare il telefono per mettersi in contatto con lui. Ecco, il povero Santoro, che nella Rai della Prima Repubblica si era fatto un nome, con l'arrivo della sinistra al governo perse il cognome, divenne "Michele chi?", e fu costretto a trasferirsi a Mediaset. E' così che la sinistra, equa e solidale, tratta i suoi "eroi"?
Adriano Nardini
Lettera 6
Bravo Pannella? E' riuscito a far parlare di se e dei radicali inventandosi, dopo scioperi della fame e della sete, l'asta "tosta" tra i due poli?
Evidentemente, oltre ad indire decine di referendum alla volta, allontanando gli elettori da questo fondamentale strumento di democrazia, i Radicali non hanno nulla altro ormai da dire, se per far parlare di se, devono inventarsi una "sceneggiata" alla volta.
giusepperiano
Lettera 7
Cito: (da Piccola Posta, Prima edizione del 28/2/05) "Caro Dago, battute bipartisan (scommettiamo che ai Sinistri piacerà solo la seconda?)".
No problem, Natalino... fanno cagare entrambe...
(il sinistro) magnamagna
Lettera 8
Caro Dago, il bell'articolo di Barbara Spinelli, al quale è stato dato l'adeguato spazio e presentazione, originale per lo sforzo di uscire dallo scontato e dai precotti destinati ai poveri di spirito, alla fine tuttavia ricalca lo stereotipato modello culturalistico. E la conclusione, che risolve tutto in una indefinita arte della speranza inequivocabilmente mostra i limiti. La stessa chiesa contemporanea, franata ai minimi storici soprattutto in Europa, con la maldestra opzione di assimilarsi a una istituzione moralistica e di terapia psicologica, favorisce il prevalere di categorie più secolari che religiose.
La Barbara Spinelli curiosamente non lo cita ma è il grandissimo Soren Kierkegard che dovrebbe svettare, con il suo timore e tremore, con il suo peccato mortale e salto nella fede. Perché il punto centrale è la fede, nella quale si salta senza il sussidio di rassicuranti apparati filosofici o pseudoteologici.
San Paolo giustamente coglie l'essenza della fede e certezza della salvezza solo nella resurrezione di Cristo, colui che ha definitivamente sconfitto il peccato e il male. (Il poema di S. Kluz già nasce nell'ambito della fede, senza che l'autrice lo riconosca).
Oggi le molte redenzioni facili sono offerte dalle numerose religioni secolari. Della redenzione del vangelo, sembra esistere una sorta di paura. La logica del discorso si arresta al fatto culturale, con il crocifisso emblema della nostra cultura, quando per il Papa dovrebbe essere di più: la garanzia della salvezza e della redenzione estese a tutti.
Il punto centrale non è la tragedia e il naufragio umano, l'accettazione della sofferenza e morte con dignità e consapevolezza o no, ma che tipo di vita e prospettiva la morte rispecchi. Solo stoicismo o filosofica rassegnazione finale? Che cosa sia la fede, dopo secoli di potere temporale della chiesa e successiva istituzionalizzazione politico terapica.
Tantomeno è eludibile sul piano culturale la domanda su quanto dio, la sua cura per i più deboli e l'uguaglianza di fronte a lui partecipino alla fondazione dello stato terreno, che ridotto a un accordo tra individui aggressivi e egoisti per la loro preservazione, davanti all'indecifrabile male, al non senso della morte e sofferenza può annichilirsi.
Kovalsky
Lettera 9
Caro Dago, ma Michele Centonze, "l'autore" della versione swing del nostro povero Inno di Mameli, Elisa, la cantante, e Marco Balich, peroratore della causa di questo strazio musicale, ce le hanno le orecchie?
Qui non si parla solo di pessimo gusto e di scarso rispetto di un simbolo importante, ma proprio di timpani foderati di prosciutto!
Michele Novaro si rivolta nella tomba! Questa è roba da Amnesty International, mica no!
Emanuele Mastrangelo
Lettera 10
Oggi verso le 13.30 o poco più girellando fra i canali mi appare Ilaria D'amico che esclama testuale"Ormai il Cervia è la seconda squadra degli italiani". Ora premetto che sono appassionato di calcio, l'unica cosa che auguro al Cervia è di perdere più partite e più ascolto (che è poi quello che interessa a loro) possibile, se arrivassi a tifare per una vittoria del Cervia credo che sarei pronto per un reparto neuropsichiatrico.
L'ultimo romantico
Lettera 11
Caro Dago, in riferimento alla notizia dal titolo "le avvocato-star alle politiche" del 28.02.2005 secondo la "A Milano si dice che Maria Sole Brivio Sforza si candiderà alle regionali con Alleanza Nazionale", ti posso confermare che il "si dice" risulta del tutto fondato in quanto campeggiano già per la città i cartelloni elettorali della su detta candidata, la quale si presenta quale indipendente nella lista di A.N.,
Non ho purtroppo alcun documento fotografico a supporto, ma ripeto confermo per averlo visto di persona.
teo
Lettera 12
Dedicare la nuova Scala alle vittime del terrorismo di tutto il mondo. L'assemblea degli artisti lirici dello SNAAL ha deliberato recentemente di proporre al Sindaco di Milano e al Ministro dei Beni Culturali di intitolare il nuovo teatro - ristrutturato sull' antica Scala - alle vittime del terrorismo di tutto il mondo e di tutti i tempi. A seguito della delibera, il segretario dello SNAAL, baritono Giuseppe Zecchillo, ha inviato una lettera alle suddette autorità dicendo, fra l'altro, che la ristrutturazione ha asportato le vecchie fondamenta della chiesa di Santa Maria della Scala, su cui sorgeva il teatro, per cui non ci sarebbe più alcuna ragione di conservare il nome di teatro alla Scala, mentre sarebbe più attuale e significativo dedicare il teatro alla rimembranza, per non dimenticare le vittime innocenti del terrore, che non sono solo i morti, ma anche coloro che sono sopravissuti alla violenza omicida, segnati nell' anima e nel corpo. Un teatro conosciuto in tutto il mondo potrebbe essere la sede ideale per rendere omaggio alle vittime e per lanciare un messaggio di concordia fra i popoli. è giusto che un luogo, creato appositamente per la musica, che notoriamente ha un linguaggio comprensibile a tutti, sia dedicato a un' idea che accomuna un sentimento condiviso in tutto il mondo.
Giuseppe Zecchillo
Lettera 13
Come si fa a non essere daccordo con GRILLO. E' vero i politici che ci ritroviamo non ci rappresentano più, sono una casta votata al mantenimento dello status quo, che si autocelebra sorretta dalla razza cialtrona, quella che ci cambia la vita senza aver chiesto il nostro permesso. Romiti, Tronchetti, Montezemolo, Geronzi, Profumo, Passera, De Benedetti, Tanzi, Cragnotti, Benetton, Fazio e compagnia bella, hanno messo le mani su tutto, con il beneplacito di chi ci chiede un voto per mantenere le cose così come sono.
Ebbene si, la rete è l'unica cosa che ci rimane, tutto il resto è nelle loro sporche mani. Suggerirei a Grillo di lanciare un'iniziative durante i suoi spettacoli, provate a pensare, ad ogni suo spettacolo si presentano in media 50.000 persone che moltiplicato per 53 spettacoli hanno un audience di 2.650.000 persone, bene, se tutte queste persone ne convincono almeno altre due ci troviamo con una forza di 7.950.000 persone che il giorno delle elezioni si recheranno diligentemente ai seggi, ma anziche entrare e votare si siedono fuori dai seggi fino alla chiusura senza entrare. Sai che ridere, sono proprio curioso di vedere come una simile situazione possa passare sotto silenzio dei media. Pensate alla gara che faranno i politici non votati a strumentalizzare a loro favore un'azione promossa per toglierceli dalle palle. Tutti a casa!
Lettera 14
Ciao Dago, dal sito
http://www.sonymusiceurope.com/cgi-bin/multimedia/wmwax?wm.sony-europe.global.speedera.net&wm.sony-europe.global/catalog/audio034/519723/912345862144564.WMA è possibile ascoltare un anteprima di 30 secondi della canzone di Paola e Chiara al Festival. Prima era possibile ascoltarla anche al sito www.paolaychiara.tk ma il link rimandava proprio al sito ufficiale della Sony. Ovviamente non serve ribadire che a questo punto rischieranno la squalifica.
Daniele
Lettera 15
Dear Dago, certo che Bettega non ha proprio pudore quando pronuncia frasi del tipo "quando entro nella stanza dei trofei, provo orgoglio, serenità e felicità." dimenticandosi che per colpa del doping qualcun altro invece prova dolore, sofferenza o addirittura non prova più nulla poiché ha abbandonato prematuramente questa valle di lacrime.
Peggio ancora comunque la Signora Christillin Evelina, autorevole Vicepresidente del Toroc (trattasi del comitato organizzatore dei XX Giochi Olimpici invernali di Torino2006 non di pizza e fichi) che in pieno delirio comunicazionale tenta una tristissima difesa d'ufficio che, afferma, avrebbe fatto lo stesso nel caso si fosse parlato di Roma e Milan.
Naturalmente entrambi avrebbero fatto un gesto elegante ed apprezzabile se avessero taciuto come hanno fatto efficientemente i signori calciatori davanti ai giudici.
Lisigia ed il suo urlo dal Thiasos
Dagospia 01 Marzo 2005
Lettera 1
Non solo Formigoni è andato, per la prima volta, alla Festa dello Statuto, ma è anche stato tutto il tempo sul palco insieme al padrone di casa, avv. Fontana, rubandogli la scena e ha dato il premio a De Bortoli senza fare un plissé. Chapeau! Siamo in campagna elettorale e non ha perso l'occasione.
Maria Antonietta Di Credico
Lettera 2
Ciao Roberto, un mio amico mi ha segnalato che alla Conferenza sul Made in Italia le penne che regalavano in cartellina erano Made in China.
Luis
Lettera 3
Lo so, bisogna essere tolleranti, rispettare le idee degli altri, ascoltare con umiltà, non prendere mai seriamente sè stessi, fondersi con l'universo...lo so, lo so, tutto corretto. Però ugualmente non capisco come mai nei programmi televisivi si debbano vedere persone così insulse, insipienti, che non hanno nulla da dare. Dire che gente in gamba ce n'è, in giro, anche nel mondo dello spettacolo.
Che so, mettete Fabio Volo, Andrea Pezzi, Paola Cortellesi, Anna Marchesini.
Scoprite personaggi non noti, ce ne sono tanti. E invece no.
Vai con Giucas Casella, Massimo Giletti, Carlo Conti, Mara Venier, carrettate di oroscopari, Alberto Castagna, Amadeus, Carmen Di Pietro, Sonia Grey. Scommetto che prima o poi si rivedranno persino "artisti" quali Alessandro Greco, o Paola Saluzzi.
La televisione indirizza la cultura popolare, va maneggiata con cura.
Tubi
Lettera 4
Ciao Dago, come si fa a dare solo nel mezzo del telegiornale una notizia come quella dei cento morti causati da un auto bomba in Iraq, attentato più grave dalla caduta di Saddam? E come si fa a farlo quando quello stesso telegiornale lo si apre con la notizia dei fiocchi di neve caduti al nord e delle tante auto tamponatesi a causa del ghiaccio sulle strade? E come si fa a dare a quella stessa notizia meno spazio della notizia che segue, il lancio dell'intervista di Barbara Berlusconi rilasciata a Verissimo? Giri tu queste domande a Carlito Rossella, per favore?
Aria
Lettera 5
Caro Dago, riguardo al cambio di direzione all'Unità, nell'editoriale di sabato, il neo-direttore Antonio Padellaro, conferma che tutto al giornale rimarrà come prima, linea politica inclusa. Ciononostante, l'Unione dei Ds con la Nie (editrice del quotidiano), dopo mesi di tiro al piccione è riuscita ad abbattere Furio Colombo. Contrariamente a quanto avrebbe fatto Cesare Previti dopo una vittoria, la testata (intesa come giornale) lo ha fatto prigioniero. Il buon Furio quindi, potrà disporre in totale libertà dell'ora d'aria (editoriale in prima pagina), e sicuramente gli sarà concessa anche la possibilità di ricevere lettere, pacchi e visite da parte dei suoi lettori.
Eppure questi quattro anni, sotto la guida del direttore dalla "coiffeuratura" Grigio Steel metallizzato Fiat, sono stati anni ricchi di successi per il giornale fondato da Gramsci e sfondato dai Ds al governo. Per qualche verso la situazione ricorda la triste vicenda di Michele Santoro, oggi provvisoriamente parcheggiato all'Europarlamento, dove nei primi mesi di legislatura si è occupato soprattutto di etologia e telecomunicazioni: voleva vedere se uno scimmione (così definì Romano Prodi) che lo aveva pure "violentato", riusciva ad usare il telefono per mettersi in contatto con lui. Ecco, il povero Santoro, che nella Rai della Prima Repubblica si era fatto un nome, con l'arrivo della sinistra al governo perse il cognome, divenne "Michele chi?", e fu costretto a trasferirsi a Mediaset. E' così che la sinistra, equa e solidale, tratta i suoi "eroi"?
Adriano Nardini
Lettera 6
Bravo Pannella? E' riuscito a far parlare di se e dei radicali inventandosi, dopo scioperi della fame e della sete, l'asta "tosta" tra i due poli?
Evidentemente, oltre ad indire decine di referendum alla volta, allontanando gli elettori da questo fondamentale strumento di democrazia, i Radicali non hanno nulla altro ormai da dire, se per far parlare di se, devono inventarsi una "sceneggiata" alla volta.
giusepperiano
Lettera 7
Cito: (da Piccola Posta, Prima edizione del 28/2/05) "Caro Dago, battute bipartisan (scommettiamo che ai Sinistri piacerà solo la seconda?)".
No problem, Natalino... fanno cagare entrambe...
(il sinistro) magnamagna
Lettera 8
Caro Dago, il bell'articolo di Barbara Spinelli, al quale è stato dato l'adeguato spazio e presentazione, originale per lo sforzo di uscire dallo scontato e dai precotti destinati ai poveri di spirito, alla fine tuttavia ricalca lo stereotipato modello culturalistico. E la conclusione, che risolve tutto in una indefinita arte della speranza inequivocabilmente mostra i limiti. La stessa chiesa contemporanea, franata ai minimi storici soprattutto in Europa, con la maldestra opzione di assimilarsi a una istituzione moralistica e di terapia psicologica, favorisce il prevalere di categorie più secolari che religiose.
La Barbara Spinelli curiosamente non lo cita ma è il grandissimo Soren Kierkegard che dovrebbe svettare, con il suo timore e tremore, con il suo peccato mortale e salto nella fede. Perché il punto centrale è la fede, nella quale si salta senza il sussidio di rassicuranti apparati filosofici o pseudoteologici.
San Paolo giustamente coglie l'essenza della fede e certezza della salvezza solo nella resurrezione di Cristo, colui che ha definitivamente sconfitto il peccato e il male. (Il poema di S. Kluz già nasce nell'ambito della fede, senza che l'autrice lo riconosca).
Oggi le molte redenzioni facili sono offerte dalle numerose religioni secolari. Della redenzione del vangelo, sembra esistere una sorta di paura. La logica del discorso si arresta al fatto culturale, con il crocifisso emblema della nostra cultura, quando per il Papa dovrebbe essere di più: la garanzia della salvezza e della redenzione estese a tutti.
Il punto centrale non è la tragedia e il naufragio umano, l'accettazione della sofferenza e morte con dignità e consapevolezza o no, ma che tipo di vita e prospettiva la morte rispecchi. Solo stoicismo o filosofica rassegnazione finale? Che cosa sia la fede, dopo secoli di potere temporale della chiesa e successiva istituzionalizzazione politico terapica.
Tantomeno è eludibile sul piano culturale la domanda su quanto dio, la sua cura per i più deboli e l'uguaglianza di fronte a lui partecipino alla fondazione dello stato terreno, che ridotto a un accordo tra individui aggressivi e egoisti per la loro preservazione, davanti all'indecifrabile male, al non senso della morte e sofferenza può annichilirsi.
Kovalsky
Lettera 9
Caro Dago, ma Michele Centonze, "l'autore" della versione swing del nostro povero Inno di Mameli, Elisa, la cantante, e Marco Balich, peroratore della causa di questo strazio musicale, ce le hanno le orecchie?
Qui non si parla solo di pessimo gusto e di scarso rispetto di un simbolo importante, ma proprio di timpani foderati di prosciutto!
Michele Novaro si rivolta nella tomba! Questa è roba da Amnesty International, mica no!
Emanuele Mastrangelo
Lettera 10
Oggi verso le 13.30 o poco più girellando fra i canali mi appare Ilaria D'amico che esclama testuale"Ormai il Cervia è la seconda squadra degli italiani". Ora premetto che sono appassionato di calcio, l'unica cosa che auguro al Cervia è di perdere più partite e più ascolto (che è poi quello che interessa a loro) possibile, se arrivassi a tifare per una vittoria del Cervia credo che sarei pronto per un reparto neuropsichiatrico.
L'ultimo romantico
Lettera 11
Caro Dago, in riferimento alla notizia dal titolo "le avvocato-star alle politiche" del 28.02.2005 secondo la "A Milano si dice che Maria Sole Brivio Sforza si candiderà alle regionali con Alleanza Nazionale", ti posso confermare che il "si dice" risulta del tutto fondato in quanto campeggiano già per la città i cartelloni elettorali della su detta candidata, la quale si presenta quale indipendente nella lista di A.N.,
Non ho purtroppo alcun documento fotografico a supporto, ma ripeto confermo per averlo visto di persona.
teo
Lettera 12
Dedicare la nuova Scala alle vittime del terrorismo di tutto il mondo. L'assemblea degli artisti lirici dello SNAAL ha deliberato recentemente di proporre al Sindaco di Milano e al Ministro dei Beni Culturali di intitolare il nuovo teatro - ristrutturato sull' antica Scala - alle vittime del terrorismo di tutto il mondo e di tutti i tempi. A seguito della delibera, il segretario dello SNAAL, baritono Giuseppe Zecchillo, ha inviato una lettera alle suddette autorità dicendo, fra l'altro, che la ristrutturazione ha asportato le vecchie fondamenta della chiesa di Santa Maria della Scala, su cui sorgeva il teatro, per cui non ci sarebbe più alcuna ragione di conservare il nome di teatro alla Scala, mentre sarebbe più attuale e significativo dedicare il teatro alla rimembranza, per non dimenticare le vittime innocenti del terrore, che non sono solo i morti, ma anche coloro che sono sopravissuti alla violenza omicida, segnati nell' anima e nel corpo. Un teatro conosciuto in tutto il mondo potrebbe essere la sede ideale per rendere omaggio alle vittime e per lanciare un messaggio di concordia fra i popoli. è giusto che un luogo, creato appositamente per la musica, che notoriamente ha un linguaggio comprensibile a tutti, sia dedicato a un' idea che accomuna un sentimento condiviso in tutto il mondo.
Giuseppe Zecchillo
Lettera 13
Come si fa a non essere daccordo con GRILLO. E' vero i politici che ci ritroviamo non ci rappresentano più, sono una casta votata al mantenimento dello status quo, che si autocelebra sorretta dalla razza cialtrona, quella che ci cambia la vita senza aver chiesto il nostro permesso. Romiti, Tronchetti, Montezemolo, Geronzi, Profumo, Passera, De Benedetti, Tanzi, Cragnotti, Benetton, Fazio e compagnia bella, hanno messo le mani su tutto, con il beneplacito di chi ci chiede un voto per mantenere le cose così come sono.
Ebbene si, la rete è l'unica cosa che ci rimane, tutto il resto è nelle loro sporche mani. Suggerirei a Grillo di lanciare un'iniziative durante i suoi spettacoli, provate a pensare, ad ogni suo spettacolo si presentano in media 50.000 persone che moltiplicato per 53 spettacoli hanno un audience di 2.650.000 persone, bene, se tutte queste persone ne convincono almeno altre due ci troviamo con una forza di 7.950.000 persone che il giorno delle elezioni si recheranno diligentemente ai seggi, ma anziche entrare e votare si siedono fuori dai seggi fino alla chiusura senza entrare. Sai che ridere, sono proprio curioso di vedere come una simile situazione possa passare sotto silenzio dei media. Pensate alla gara che faranno i politici non votati a strumentalizzare a loro favore un'azione promossa per toglierceli dalle palle. Tutti a casa!
Lettera 14
Ciao Dago, dal sito
http://www.sonymusiceurope.com/cgi-bin/multimedia/wmwax?wm.sony-europe.global.speedera.net&wm.sony-europe.global/catalog/audio034/519723/912345862144564.WMA è possibile ascoltare un anteprima di 30 secondi della canzone di Paola e Chiara al Festival. Prima era possibile ascoltarla anche al sito www.paolaychiara.tk ma il link rimandava proprio al sito ufficiale della Sony. Ovviamente non serve ribadire che a questo punto rischieranno la squalifica.
Daniele
Lettera 15
Dear Dago, certo che Bettega non ha proprio pudore quando pronuncia frasi del tipo "quando entro nella stanza dei trofei, provo orgoglio, serenità e felicità." dimenticandosi che per colpa del doping qualcun altro invece prova dolore, sofferenza o addirittura non prova più nulla poiché ha abbandonato prematuramente questa valle di lacrime.
Peggio ancora comunque la Signora Christillin Evelina, autorevole Vicepresidente del Toroc (trattasi del comitato organizzatore dei XX Giochi Olimpici invernali di Torino2006 non di pizza e fichi) che in pieno delirio comunicazionale tenta una tristissima difesa d'ufficio che, afferma, avrebbe fatto lo stesso nel caso si fosse parlato di Roma e Milan.
Naturalmente entrambi avrebbero fatto un gesto elegante ed apprezzabile se avessero taciuto come hanno fatto efficientemente i signori calciatori davanti ai giudici.
Lisigia ed il suo urlo dal Thiasos
Dagospia 01 Marzo 2005