VATICAN REPORT - CONCISTORO-LAMPO SUBITO DOPO PASQUA? UN'«INFORNATA» DI PORPORE PER CONCEDERE IL CAPPELLO CARDINALIZIO AD ALCUNI PRELATI MOLTO VICINI A WOJTYLA, COME MONSIGNOR STANISLAW DZIWISZ, IL FEDELISSIMO SEGRETARIO PARTICOLARE DEL PONTEFICE.
Andrea Tornielli per Il Giornale
Si era parlato di giugno, ma ora addirittura c'è chi immagina un
concistoro-lampo per la nomina dei nuovi cardinali subito dopo Pasqua.
Notizia da considerare incredibile o almeno improbabile, viste le condizioni di salute di Giovanni Paolo II che ne ha celebrato uno appena 17 mesi fa, se non fosse che proprio di questo si parla con insistenza nei sacri palazzi vaticani.
Un'«infornata» di porpore per concedere il cappello cardinalizio ad alcuni prelati molto vicini a Wojtyla, come ad esempio il presidente del Pontificio consiglio per i laici, l'arcivescovo polacco Stanislaw Rylko, o all'italiano Angelo Comastri, arciprete «coadiutore» di San Pietro. E si sussurra anche che nella «rosa» questa volta possa esserci pure monsignor Stanislaw Dziwisz, il fedelissimo segretario particolare del pontefice che compirà 66 anni il prossimo aprile, magari insieme ad altri due fedeli segretari di Papi, Pasquale Macchi e Loris Capovilla, rispettivamente collaboratori di Paolo VI e di Giovanni XXIII, entrambi ultraottantenni e dunque già esclusi «per legge» dal conclave.
Nella Curia romana ci sono altri capi dicastero in attesa della berretta rossa: dal Prefetto della Congregazione per i religiosi Franc Rodé al Prefetto della Segnatura apostolica Gaetano Vallini, dal segretario generale del Sinodo Nikola Etereovic al presidente del Pontificio consiglio «Cor Unum» Paul Cordes fino al presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso Michael Luis Fitzgerald.
Diverse le sedi cardinalizie che sono attualmente senza porpora: Parigi, Barcellona, Toledo, Bologna (dove è arcivescovo Carlo Caffarra), Dublino, Belo Horizonte, Brasilia, Cordoba, Boston, Saint Luis, Manila, Dakar e Nairobi. A fine marzo i cardinali con meno di ottant'anni saranno 117, soltanto tre in meno del «plenum» stabilito da Paolo VI.
Se questo concistoro si farà, è fuori dubbio che anche stavolta Giovanni Paolo II supererà il tetto consentito pur senza cambiare la legge. Va ricordato che Wojtyla nel 2003 si era riservato un cardinale «in pectore» (potrebbe essere l'arcivescovo di Hong Kong) e infine che nella lista potrebbe essere sanata la clamorosa esclusione del concistoro precedente, quella dell'allora penitenziere maggiore, Luigi De Magistris.
Dagospia 15 Marzo 2005
Si era parlato di giugno, ma ora addirittura c'è chi immagina un
concistoro-lampo per la nomina dei nuovi cardinali subito dopo Pasqua.
Notizia da considerare incredibile o almeno improbabile, viste le condizioni di salute di Giovanni Paolo II che ne ha celebrato uno appena 17 mesi fa, se non fosse che proprio di questo si parla con insistenza nei sacri palazzi vaticani.
Un'«infornata» di porpore per concedere il cappello cardinalizio ad alcuni prelati molto vicini a Wojtyla, come ad esempio il presidente del Pontificio consiglio per i laici, l'arcivescovo polacco Stanislaw Rylko, o all'italiano Angelo Comastri, arciprete «coadiutore» di San Pietro. E si sussurra anche che nella «rosa» questa volta possa esserci pure monsignor Stanislaw Dziwisz, il fedelissimo segretario particolare del pontefice che compirà 66 anni il prossimo aprile, magari insieme ad altri due fedeli segretari di Papi, Pasquale Macchi e Loris Capovilla, rispettivamente collaboratori di Paolo VI e di Giovanni XXIII, entrambi ultraottantenni e dunque già esclusi «per legge» dal conclave.
Nella Curia romana ci sono altri capi dicastero in attesa della berretta rossa: dal Prefetto della Congregazione per i religiosi Franc Rodé al Prefetto della Segnatura apostolica Gaetano Vallini, dal segretario generale del Sinodo Nikola Etereovic al presidente del Pontificio consiglio «Cor Unum» Paul Cordes fino al presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso Michael Luis Fitzgerald.
Diverse le sedi cardinalizie che sono attualmente senza porpora: Parigi, Barcellona, Toledo, Bologna (dove è arcivescovo Carlo Caffarra), Dublino, Belo Horizonte, Brasilia, Cordoba, Boston, Saint Luis, Manila, Dakar e Nairobi. A fine marzo i cardinali con meno di ottant'anni saranno 117, soltanto tre in meno del «plenum» stabilito da Paolo VI.
Se questo concistoro si farà, è fuori dubbio che anche stavolta Giovanni Paolo II supererà il tetto consentito pur senza cambiare la legge. Va ricordato che Wojtyla nel 2003 si era riservato un cardinale «in pectore» (potrebbe essere l'arcivescovo di Hong Kong) e infine che nella lista potrebbe essere sanata la clamorosa esclusione del concistoro precedente, quella dell'allora penitenziere maggiore, Luigi De Magistris.
Dagospia 15 Marzo 2005