FAZIO? OLE'! IL POTENTISSIMO BANCHIERE SPAGNOLO BOTIN VUOLE SAN PAOLO-IMI
DUE MILIONI DI PREMIO PER CONVINCERE COLAO MERAVIGLIAO A GUIDARE RCS
"BUONENTRATA" ANCHE PER MODIANO - PERCHE' LA CONSOB HA BOCCIATO BONDI

1 - DUE MILIONI DI PREMIO PER CONVINCERE COLAO A GUIDARE RCS. BONUS D'INGRESSO PER MODIANO AL SANPAOLO
Da gioco di società il "bonus" aziendale sta diventando un fenomeno di massa. L'elenco dei privilegiati si arricchisce ogni giorno di nuovi nomi e di cifre sorprendenti. Si apprende da La Repubblica, autore Ettore Livini, che oltre al bonus di Riccardo Ruggiero (7.203 milioni), ci sono anche i 17.33 milioni regalati a Giovanni Ferrario, ex-numero uno della Pirelli che dal 7 dicembre scorso è passato alla presidenza di Olivetti-Tecnosti. Ormai è un delirio di cifre da capogiro che privilegia anche gli autori di performances negative (come ad esempio, Maurizio Romiti). La palma della classifica mondiale tocca però a Colao Meravigliao per il quale il "bonus" è diventato "optimus". Appena messo piede dentro il Gruppo RCS, al manager McKinsey è stato regalato un bonus di 2 milioni di euro. Vale a dire che nel giugno del 2004 prima ancora di sedersi sulla poltrona del suo nuovo incarico, una manina generosa gli ha fatto trovare sulla scrivania una busta con 4 miliardi di vecchie lire. La stessa "buonaentrata" è stata offerta al neodirettore del S. Paolo Pietro Modiano che dopo un mese di lavoro si è presentato in famiglia con un bonus di 1,9 milioni ed è stato abbracciato con calore dai parenti. Optimus e abbondante.

2 - OLE'! IL POTENTISSIMO BANCHIERE SPAGNOLO EMILIO BOTIN VUOLE SAN PAOLO-IMI
D'inverno preferisce la neve di Gstaad, ma l'Italia è nel cuore di Emilio Botin, il potentissimo banchiere spagnolo che guida il Gruppo Santander. Dopo che è stato tratto "el dado primero", la stampa di Madrid non ha dubbi: la prossima preda sarà il S. Paolo di Torino. Ieri il sito "El Confidential" si è spinto addirittura oltre e ha scritto che pur di acquisire la banca torinese, Botin sarebbe disposto a cedere il 32% della quota del Santander concentrata nella finanziaria Auna, Fenosa y Cepsa, per la quale il fondo Blackstone aveva offerto 12 miliardi di euro. Come si vede i soldi agli spagnoli di Santander non mancano e quello che fa gola è l'attivo di "S. Paolo IMI mucho mejor que la BNL".

3 - UN ARCHITETTO PER STATUTO
Giuseppe Statuto non parla e si tiene alla larga dai giornali. Il palazzinaro in cordata con Caltagirone preferisce per sua natura il profilo basso e si preoccupa di rafforzare il suo business sulla piazza di Milano. Se vendesse oggi il suo pacchetto di BNL porterebbe a casa una plusvalenza di almeno 50 milioni di euro. Questi conti li sta facendo nel nuovo ufficio romano che senza badare a spese si è fatto realizzare davanti al S. Regis Hotel. Per dare un tocco di classe agli ambienti, Statuto ha chiamato Tommaso Ziffer, l'architetto che ha realizzato l'Hotel de Russie.

4 - PERCHE' LA CONSOB HA BOCCIATO BONDI
Nessuno dei suoi collaboratori più stretti può avvicinarsi nemmeno alla porta dell'ufficio. Enrico Bondi è furibondo. La bocciatura da parte della Consob del prospetto informativo per la quotazione della nuova Parmalat lo ha colpito al cuore. Non è escluso che il manager oltre a rimettersi a fumare (aveva abbandonato le 70 sigarette pochi mesi fa) possa rassegnare le dimissioni. Perché la Consob ha fatto questa scelta?, si chiedono a Collecchio. E girano versioni fantascientifiche che si possono riassumere in un triste presagio. Dopo le elezioni, cioè la settimana ventura, i magistrati di Parma tireranno le conclusioni delle loro inchieste e potrebbero essere colpi di scena clamorosi addosso alle banche coinvolte nel crack. Sentendo puzza di bruciato qualcuno alla Consob - dicono sempre a Collecchio - non se l'è sentita di dare semaforo verde alla quotazione di una Parmalat "nuova" che si trascina addosso l'immagine scandalosa della Parmalat "vecchia". Fantasie?



5 - UN SALTO DAL SARTO PER CIPOLLETTA E ILLY
Innocenzo Cipolletta e Riccardo Illy sono gemelli. Li accomuna il cattivo gusto nel vestire e - nel caso del Governatore del Friuli - la voglia narcisistica di snobbare le regole del cerimoniale. Davanti al Capo dello Stato il Riccardo del caffè ostenta la camicia sbottonata come facevano i figli dei fiori nel '68 all'università di Berkeley. Per Cipolletta il discorso è da manuale di estetica: cravatta rossa su vestito marrone, giacca sbottonata, colletti sbaffati all'insù. Un dramma per un uomo che è stato presidente della Marzotto. L'altro ieri era seduto in prima fila nei saloni del Quirinale e gli impeccabili corazzieri fremevano dalla voglia di spedirlo dal sarto di Mieli, elegantissimo.

6 - NONNA EDOARDA HA UN APPETITO SMISURATO
E' durato molte ore il Consiglio di Amministrazione dell'Enav, la società dalla quale nonna Edoarda Crociani vorrebbe portare a casa una pensione d'oro di 220 milioni di euro. La riunione si è conclusa con l'approvazione del bilancio che registra un utile di 27,1 milioni di euro. Poi i consiglieri hanno parlato di nonna Edoarda e della questione Vitrociset sulla quale dopo 30 anni di indecisioni finalmente l'amministratore Guido Pugliesi ha messo dei paletti ben precisi con la gara europea per l'affidamento della gestione dei radar. Anche Belinda Lanzillotta, solitamente critica, ha preso atto che la linea del top aziendale è quella giusta: nonna Edoarda ha un appetito smisurato, e insieme a Finmeccanica bisogna rimetterla con i piedi per terra.

7 - L'ASSENTEISTA RUBBIA
Carlo Rubbia
è sommerso dagli onori e dalle critiche. Il Premio Nobel per la Fisica (1984) dovrebbe lasciare tra poco la presidenza dell'Enea dove è stato nominato nel 1999 e dove - secondo quanto riferisce "Economy" - avrebbe "sgovernato" alla grande. "Litiga con tutti e si occupa sempre meno dell'ente - così dicono i sindacati - nel 2005 è stato presente solo 20 giorni". Il carattere spigoloso del professore che al CERN di Ginevra fece meraviglie, è noto a tutti come nota è la sua presunzione. Ma sembra arrivato il momento della verità anche se Rubbia (che rifiuta con sdegno le critiche e i commenti) ritiene che la causa dei guai dell'Enea sia da cercare nel rifiuto dei suoi progetti ambiziosi.

8 - "LIBERALISMO DI FACCIATA"
Nella comunità finanziaria francese le intenzioni del Governatore Fazio di difendere l'italianità delle banche è stata giudicata uno shock. Così scrive il quotidiano francese "Le Monde" che poi spiega come questo atteggiamento aperto alle invasioni della finanza straniera sia per i francesi soltanto di facciata "nessuno in Francia - dice il giornale - è pronto ad accettare un Opa ostile perché dalla nazionalità delle banche dipende in gran parte il futuro della piazza di Parigi e l'influenza della Francia sull'economia internazionale". Non a caso il titolo del giornale recita: "liberalismo di facciata".


Dagospia 01 Aprile 2005