TE LO DICO TRA LE RUGHE
SCALFARI SOTTO LE LENZUOLA DELL'AVVOCATO
LE PAGINE PIU' SCANDALOSE, TRA COCA E PARTOUZE.

L'ultima fatica letteraria di Eugenio Scalari ha per titolo "La ruga sulla fronte", un romanzo che racconta la vita e le opere e i miracoli di sesso droga e noia di Andrea Grammonte, alias Gianni Agnelli. Rubando segreti all'Avvocato di Panna Montata (storico copyright di Scalfari), il fondatore di Repubblica descrive 40 anni di storia italiana. Ci sono tutti, a volte sotto falso nome: Romiti, Cuccia, Carli, Luca di Montezemolo, Marella Caracciolo, Pietro Nenni, eccetera eccetera.

Non è una insinuazione. Lo racconta lo stesso Scalari a Pasquale Chessa su "Panorama": "Gianni Agnelli è il mio modello. Gli ho rubato un po' di biografia: l'immagine di Andrea è sua, la vita romanzesca invece appartiene alla mia invenzione. Se poi i moti più profondi dell'animo di Andrea Grammonte corrispondano alla più intima psicologia di Gianni Agnelli questo solo lui potrà dirlo o pensarlo. Se mi leggerà. Ma una volta capito che Agnelli era il mio golem romanzesco ho passato più di un anno e mezzo senza riuscire a scrivere nemmeno una riga. La vulgata sul mito Agnelli, le sue battute fulminanti, i pettegolezzi, la cronaca tramandata quotidianamente da amici e cortigiani, mi impedivano di mettere in moto il meccanismo narrativo. Insomma, mi sentivo schiacciato dal personaggio reale. Un dramma per un romanziere alla prima prova, ché il mio "Labirinto" più che un romanzo era un racconto filosofico. Come ne sono uscito? Per un altro anno mi sono imposto una ferrea dieta intellettuale, scordandomi che Agnelli esistesse. Solo così sono riuscito a far rifluire la sua biografia reale nella mia trama letteraria. Sono stato attratto dal quel suo profondo senso di noia che gli impedisce di affrontare la vita con un progetto, pronto però ad accettare qualsiasi sfida. Gareggia quando si trova in guerra, gareggia nel possesso delle femmine, gareggia nel sedurre gli amici, le persone che gli stanno intorno, i collaboratori di fiducia, gareggia negli affari; gareggia in tutte le occasioni".

Quotidiani e settimanali hanno anticipato l'uscita del romanzo scalfariano mettendo in luce lo spirito guida nella persona dell'Agnus Dei di Torino. La Stampa, foglio di casa Agnelli, è andata oltre: ha intervistato il protagonista camuffato. Il Re della Sacra Ruota ascolta la domanda, "Il romanzo comprende anche una storia sentimentale, perché il protagonista si innamora di una intellettuale di sinistra. Una storia simile potrebbe adombrare la sua biografia?, e così replica, sardonico: "Un'intellettuale? No, una cosa del genere non mi è mai successa". E in un altro articolo della Stampa parte la botta: a un certo punto, dalla biografia di Agnelli si passa all'autobiografia di Scalfari.
Da parte nostra, al fine di soddisfare le vostre malcelate e trucide curiosità, abbiamo estrapolato - a puntate - le parti del libro nelle quali si dipinge l'agnelloide protagonista al meglio (o al peggio) di sé. Secondo la celebre frase di un ottimo conoscitore di casa Agnelli (ebbe una storia con la di Lui sorella, Suni), il saggista Cesare Garboli: "Agnelli era crociano anche nella ripugnanza al mistero, alla malattia, alla decadenza, e si rivelava homo oeconomicus anche negli sport e nella soddisfazione di desideri sostanzialmente collettivi (la barca, il calcio, la fica)".

L'AMANTE LAURA RIFLETTE SU ANDREA GRAMMONTE, ALIAS GIANNI AGNELLI (pag:129)
Andrea vorrebbe che andassi a vivere con lui ma ormai lo conosco bene e so che infondo non ne ha voglia. Me lo ha detto per farmi capire che il suo rapporto con me è diverso da tulli quelli che ha avuto con altre donne e questo è certamente vero: lui ha paura delle donne, ha un fondo invincibile di misoginia..
Naturalmente adesso facciamo spesso l'amore, quando ce ne viene voglia; soprattutto se la voglia viene a me e se mi va di eccitarlo, cioè se mi comporto - dice lui - come una porca. Lui è abituato così, per eccitarsi ha bisogno delle puttane o di droga o di tutte e due, lo aiuta a disinibirsi, non gli è mai capitato di eccitarsi per amore, non ce la fa e basta. Per me accettare tutto questo al principio è stato molto difficile, mi pareva di sporcarmi, non per moralismo ma per disgusto rispetto a tutto ii mio modo di essere e di sentire.

Sono il suo confidente, il suo compagno e amico, il suo educatore culturale e la sua viziosa puttana. Sì, proprio così, e ormai lo sono con naturalezza e direi che mi piace farlo, mi piace vedermi trasgredire, mi piace dirgli mentre lui mi prende sono una troia e mi piace scriverlo qui su questa pagina e mentre lo scrivo mi sto eccitando perché Ie parole viziosa puttana, troia, mi fanno scattare una scarica elettrica che dal cervello mi attraversa il corpo e mi prepara come in una cerimonia d'iniziazione. Il telefono ha squillato, è Andrea, gli ho detto stavo pensando a te, è rimasto in silenzio, forse teme parole sentimentali.
Gli ho detto mi sto carezzando, ho allungato le gambe e mi sto carezzando, lui ha cominciato a mugolare piano come seguendo un ritmo, adesso siamo in sintonia e il ritmo è lo stesso, e adesso, sì ora ora ora.
E ADESSO PARTOUZE.(pag.134)
Una sera - avevano già deciso di cenare in un locale molto alla moda in via Sant'Andrea - lui l'avvertì che era arrivata a Milano una sua amica americana e che l'avrebbe condotta a cena con loro. "Ma se non ti va la vedrò domani, non è un problema." "Sono curiosa delle tue amicizie, lo sai, portala, mi fa piacere." "È molto bella" disse lui come per avvisarla in antiticipo. "Ragione dì più" rispose Laura. i Infatti era bellissima, una bellissima bionda, anzi fulva, appena un po' opulenta nelle forme del corpo, occhi neri che colpivano per il taglio allungato e il contrasto di colori con i capelli e la carnagione chiara del viso. Voluttuosa, pensò Laura mentre si stringevano la mano. una donna da letto, sarà stupida, speriamo bene. Ma Dorothy non era stupida, era invece molto bizzarra, voluttuosamente bizzarra; senza timore di mostrarsi nella sua autentica natura.
"La tua amica è tremendamente attraente" disse rivolta ad Andrea "se fossi uomo me ne innamorerei subito." "Pensavo la stessa cosa di te" rispose Laura fissandola. Andrea sorrideva divertito. "Apertura eccellente" commentò "un doppio servizio, ma io sono solo contro due, la partita non è leale".

Chiacchierarono, bevvero, fiutarono una pizzicata di bianca, alle tre cucinarono spaghetti, Laura mise sul grammofono "La morte e la ragazza", Dorothy tolse il disco e lo sostituì con "Lola" e la voce di Marlene. Andrea ballò con tutte e due insieme e giocarono a baciarsi in tre. Poi si sdraiò in poltrona a guardarle ballare tra loro. Mimavano figure di danza ma poi Dorothy avvinse Laura e aderirono l'una all'altra con volti arrossati e le mani intrecciate. Durò a lungo quel ballo, Andrea per non farlo intcrrompere cambiava i dischi. Infine Laura sedette al pianoforte che stava in fondo alla stanza e suonò. Suonò alcuni blues e uno dei preludi dì Chopin. Alle quattro del mattino li spinse fuori. Due giorni dopo partirono tutti e tre per Napoli con l'aereo di Andrea. .
Avevamo trovato soltato due camere all'Excelsior e c'era stato un po' di imbarazzo su come dividerle ma io avevo tagliato corto tenendone una per me e loro due insieme nell'altra. Non volevo che una di loro dormisse da sola. E poi mi piaceva immaginarle. Mentre si spogliavano parlando tra loro, scambiandosi le impressioni della giornata.
Sentivo le voci e le risate di là della parete e vedevo nella fantasia quei due corpi distesi uno accanto all'altro, le loro gambe le loro mani, le sentivo vici- ne più che se fossi stato nel loro letto, forse sarebbe stata Dorothy a prendere l'iniziativa ma chissà, nessuna gelosia comunque, sono stato io a escludermi ma sto anch'io giocando con loro. Al di là di quella parete il mare luccica di luci, le lampare al largo tra Capri e Punta Campanella, sono uscito sul balcone in mezzo a quella natura con dentro il piacere di desiderare il piacere, la loro finestra socchiusa, sono entrato mi stavano aspettando, i loro corpi morbidi e caldi li ho trovati nel buio.
Ma ora le voglio qui, da lontano la loro assenza è una puntura al cuore e gelosia per le carezze che si staranno scambiando, voglio che tornino domani stesso.
(1.continua)

Copyright Dagospia.com 28 Sttembre 2001