POLITIKOM - OLE'! SI GONFIA IL BERLUSCONI-BIS, BUTTIGLIONE: "C'E' L'ACCORDO" - ANCHE LA BASILICATA ALL'UNIONE - 286 SU 305 SEZIONI SCRUTINATE: CACCIARI (50,55%) IN VANTAGGIO SU CASSON (49,45%).
(Adnkronos/Mak)
Ore decisive per il governo. Dopo le due ore di faccia tra il premier Silvio Berlusconi e il leader dell'Udc Marco Follini, a Palazzo Grazioli è iniziato poco dopo le 15.30 un vertice di tutti i leader della Casa della Libertà. Alla riunione sono presenti oltre al presidente del Consiglio e al vicepremier dimissionario Follini, il presidente di An, Gianfranco Fini, il ministro leghista delle Riforme Roberto Calderoli, il titolare del Viminale Giuseppe Pisanu e il segretario del Nuovo Psi Gianni De Michelis.
I leader della maggioranza hanno atteso proprio il ritorno del leader centrista per dare il via ufficiale al summit. Al termine dell'incontro a Palazzo Grazioli, infatti, Follini si è diretto a Montecitorio per un colloquio con il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini.
Un faccia a faccia cruciale quello tra Berlusconi e Follini dopo il ritiro di venerdì dei ministri centristi e una due giorni all'insegna di ultimatum e risposte a distanza. Con il premier che ieri, dopo l'incontro con Umberto Bossi a Comerio, ha intimato ai centristi di sostenere l'attuale esecutivo, respingendo al mittente l'ipotesi di un Berlusconi-bis, pena il ricorso al voto anticipato. Mentre solo sabato Follini aveva ribadito la richiesta di un ''nuovo programma e un nuovo governo''.
Da parte sua l'Unione chiede lo stop dei lavori in Parlamento e, visto ''il protrarsi della grave crisi politica che ha investito la Cdl'', che il premier Berlusconi si presenti subito alle Camere. ''E' urgente - ha detto il senatore ds, Gavino Angius - che in ogni caso e quali che siano le ipotesi risolutive della crisi alla quale si andra', il governo venga in Parlamento. Il Paese non puo' piu' aspettare''. Nel frattempo bisogna fermare i lavori in Parlamento. ''E' impensabile - ha aggiunto - che domani l'Aula del Senato prosegua l'esame di un provvedimento quale la riforma dell'ordinamento giudiziario che, a parte la nostra forte opposizione, ha suscitato riserve esplicite nella maggioranza e persino nello stesso governo''.
Solo nel pomeriggio, il premier Silvio Berlusconi salirà al Quirinale per l'incontro con il capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi. Un appuntamento non più rinviabile. Sul tavolo ci sono le lettere di dimissioni del vicepremier Marco Follini e delle delegazioni di Udc e Nuovo Psi e i relativi decreti di accettazione che il Cavaliere dovrà sottoporre a Ciampi per la firma di rito. Ma sarà soprattutto l'occasione per fare il punto della situazione politica. Da lì dovrebbe arrivare l'attesa 'fumata bianca' sulla sorte del governo Berlusconi.
BUONE NOTIZIE
''Tra breve avrete buone notizie per la Cdl e per i moderati italiani. Ma non ve le posso dire io....''. Lo ha detto il ministro per le Politiche comunitarie Rocco Buttiglione, dopo l'incontro con il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini.
BASILICATA A SINISTRA
Anche la Basilicata all'Unione. Con la conferma dell'amministrazione del centrosinistra alla Regione (a lasciare il testimone, infatti, il governatore Filippo Bubbico dei Ds), l'esito di queste regionali si chiuderebbe con un netto 12 a 2 a favore dell'Unione. Il secondo exit poll fornito dal Consorzio Nexus stima che la sfida per la poltrona del Presidente della Regione si dovrebbe chiudere con la netta vittoria del centrosinistra. Il candidato dell'Unione Vito De Filippo avrebbe una forbice tra il 68 e 72% mentre quello del centrodestra Cosimo Latronico si fermerebbe al 25-29%.
Un dato che fa dire a Romano Prodi, intervistato dai cronisti all'ingresso del suo studio a piazza Santi Apostoli, che ''se è così si profila un risultato straordinario. La Basilicata è una regione piccolina, ma molto ben amministrata, in cui i fondi europei sono ben impiegati e in cui i partiti collaborano in perfetta concordia. E' una regione significativa''. Insomma, 'la Basilicata come la 'rossa' Emilia Romagna?', chiedono i cronisti. Il Professore sorride e aggiunge: ''anche meglio''.
CACCIARI IN VANTAGGIO SU CASSON
Per le elezioni comunali di Venezia, 286 sezioni scrutinate su 305, Felice Casson ha il 49,45% mentre Massimo Cacciari lo supera di poco: 50,55%. I due se la giocheranno sul filo dei 'cento voti'. L'ex pm e' sostenuto dalla coalizione di centro sinistra di Prodi-Fassino, mentre il filosofo e' appoggiato dalla Margherita di Rutelli.
Dagospia 18 Aprile 2005
Ore decisive per il governo. Dopo le due ore di faccia tra il premier Silvio Berlusconi e il leader dell'Udc Marco Follini, a Palazzo Grazioli è iniziato poco dopo le 15.30 un vertice di tutti i leader della Casa della Libertà. Alla riunione sono presenti oltre al presidente del Consiglio e al vicepremier dimissionario Follini, il presidente di An, Gianfranco Fini, il ministro leghista delle Riforme Roberto Calderoli, il titolare del Viminale Giuseppe Pisanu e il segretario del Nuovo Psi Gianni De Michelis.
I leader della maggioranza hanno atteso proprio il ritorno del leader centrista per dare il via ufficiale al summit. Al termine dell'incontro a Palazzo Grazioli, infatti, Follini si è diretto a Montecitorio per un colloquio con il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini.
Un faccia a faccia cruciale quello tra Berlusconi e Follini dopo il ritiro di venerdì dei ministri centristi e una due giorni all'insegna di ultimatum e risposte a distanza. Con il premier che ieri, dopo l'incontro con Umberto Bossi a Comerio, ha intimato ai centristi di sostenere l'attuale esecutivo, respingendo al mittente l'ipotesi di un Berlusconi-bis, pena il ricorso al voto anticipato. Mentre solo sabato Follini aveva ribadito la richiesta di un ''nuovo programma e un nuovo governo''.
Da parte sua l'Unione chiede lo stop dei lavori in Parlamento e, visto ''il protrarsi della grave crisi politica che ha investito la Cdl'', che il premier Berlusconi si presenti subito alle Camere. ''E' urgente - ha detto il senatore ds, Gavino Angius - che in ogni caso e quali che siano le ipotesi risolutive della crisi alla quale si andra', il governo venga in Parlamento. Il Paese non puo' piu' aspettare''. Nel frattempo bisogna fermare i lavori in Parlamento. ''E' impensabile - ha aggiunto - che domani l'Aula del Senato prosegua l'esame di un provvedimento quale la riforma dell'ordinamento giudiziario che, a parte la nostra forte opposizione, ha suscitato riserve esplicite nella maggioranza e persino nello stesso governo''.
Solo nel pomeriggio, il premier Silvio Berlusconi salirà al Quirinale per l'incontro con il capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi. Un appuntamento non più rinviabile. Sul tavolo ci sono le lettere di dimissioni del vicepremier Marco Follini e delle delegazioni di Udc e Nuovo Psi e i relativi decreti di accettazione che il Cavaliere dovrà sottoporre a Ciampi per la firma di rito. Ma sarà soprattutto l'occasione per fare il punto della situazione politica. Da lì dovrebbe arrivare l'attesa 'fumata bianca' sulla sorte del governo Berlusconi.
BUONE NOTIZIE
''Tra breve avrete buone notizie per la Cdl e per i moderati italiani. Ma non ve le posso dire io....''. Lo ha detto il ministro per le Politiche comunitarie Rocco Buttiglione, dopo l'incontro con il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini.
BASILICATA A SINISTRA
Anche la Basilicata all'Unione. Con la conferma dell'amministrazione del centrosinistra alla Regione (a lasciare il testimone, infatti, il governatore Filippo Bubbico dei Ds), l'esito di queste regionali si chiuderebbe con un netto 12 a 2 a favore dell'Unione. Il secondo exit poll fornito dal Consorzio Nexus stima che la sfida per la poltrona del Presidente della Regione si dovrebbe chiudere con la netta vittoria del centrosinistra. Il candidato dell'Unione Vito De Filippo avrebbe una forbice tra il 68 e 72% mentre quello del centrodestra Cosimo Latronico si fermerebbe al 25-29%.
Un dato che fa dire a Romano Prodi, intervistato dai cronisti all'ingresso del suo studio a piazza Santi Apostoli, che ''se è così si profila un risultato straordinario. La Basilicata è una regione piccolina, ma molto ben amministrata, in cui i fondi europei sono ben impiegati e in cui i partiti collaborano in perfetta concordia. E' una regione significativa''. Insomma, 'la Basilicata come la 'rossa' Emilia Romagna?', chiedono i cronisti. Il Professore sorride e aggiunge: ''anche meglio''.
CACCIARI IN VANTAGGIO SU CASSON
Per le elezioni comunali di Venezia, 286 sezioni scrutinate su 305, Felice Casson ha il 49,45% mentre Massimo Cacciari lo supera di poco: 50,55%. I due se la giocheranno sul filo dei 'cento voti'. L'ex pm e' sostenuto dalla coalizione di centro sinistra di Prodi-Fassino, mentre il filosofo e' appoggiato dalla Margherita di Rutelli.
Dagospia 18 Aprile 2005