LA PRIMA VITTIMA DELLA RATZINGA REVOLUTION
IL CONDIRETTORE LUDOVICO FESTA SI E' DIMESSO DA "IL FOGLIO"
L'ELEFANTINO IN GINOCCHIO, FOLGORATO SULLA VIA DI COMUNIONE E LIBERAZIONE
LA MAPPA DEI GIORNALISTI CIELLINI NEI POSTI DI COMANDO
IL CONDIRETTORE LUDOVICO FESTA SI E' DIMESSO DA "IL FOGLIO"
L'ELEFANTINO IN GINOCCHIO, FOLGORATO SULLA VIA DI COMUNIONE E LIBERAZIONE
LA MAPPA DEI GIORNALISTI CIELLINI NEI POSTI DI COMANDO
Alla fine non ce l'ha fatta più. All'ennesimo scazzo con Giuliano Ferrara, il condirettore Ludovico Festa ha rassegnato le dimissioni. Oggi il tamburino del Foglio riporta un solo nome, quello dell'altro condirettore: Giuseppe Sottile. La Festa è finita. Andate in pace. Amen.
Nelle ore precedenti l'intronizzazione del "Prof. Joseph Ratzinger", come lo chiama Ferrara, il quotidiano aveva addirittura sostituito la "F" con la "S" e la testata per un giorno, era diventata "Il Soglio" (pontificio) riempiendo le pagine con lenzuolate pro-ortodossia cattolica.
Folgorato sulla via di Comunione & Liberazione, testimone principe della sacralità dell'embrione, Ferrara ha completamente ribaltato il suo giornale in un supplemento extra-colto di "Tempi Moderni" di Luigi Amicone (un ciellino che collabora assiduamente al Foglio), che di per sé è già un supplemento settimanale a "Il Giornale".
Il movimento fondato da Don Giussani e politicamente incarnato da Roberto Formigoni e Rocco Buttiglione aveva già messo radici all'interno del quotidiano grazie alla presenza del vice-direttore Ubaldo Casotto e del redattore Maurizio Crippa. Altri collaboratori di stampo cielle da segnalare: in primis Antonio Socci, quindi Lucio Brunelli, vaticanista del Tg2, ex "Sabato"; infine Roberto De Mattei del Centro Lepanto, che si segnalò all'epoca per aver pregato in compagnia di Irene Pivetti contro la moschea capitolina.
La conversione di Ferrara non poteva non ricevere la benedizione di Angelo Scola, il patriarca di Venezia che iniziò la sua ascesa come responsabile delle pubbliche relazioni di Comunione e liberazione negli anni Settanta nella sede di via Pagliano. Giulianone è stato così esaltato da Scola in un'intervista a "Panorama": "Il direttore del Foglio scrive stupendamente. Questa è la cosa che mi piace di più di Ferrara: come scrive. Inoltre è stimolante".
Talmente stimolante che nello scorso autunno il pio Giuliano si recò a Loreto, casa di Giuseppe e Maria, per un convegno. Più recentemente - fine febbraio 2005 - ha partecipato a una conferenza di cardinal Camillo Ruini (equivicino a Ratzinger) all'Opera Romana Pellegrinaggi. Altro segnale che Ferrara è ormai pronto a sostituire anche Benedetto XVI (agli amici si fa vanto di essere stato tra i grandi elettori) è la scenetta che ha chiuso ieri sera "Otto e Mezzo".
Prima della sigla di chiusura Ferrara si è collegato con Daria Bignardi, alle prese con la prima puntata di "Invasione Barbariche", che ha comunicato di aver pronto un servizio dal Seminario di Pisa per comprendere come studiano i preti. Alla parola "prete", Ferrara ha avuto un soprassalto de panza: "Un servizio che mi interessa, anch'io voglio entrare in un Seminario". Sotto gli occhioni basiti della bertinottina Ritanna Armeni, ha proseguito: "Del resto, anche Stalin aveva iniziato da un Seminario."
Ma l'Elefantino non è solo. I ciellini sono dappertutto e nei posti di comando: Franco Bechis, direttore del "Tempo", Renato Farina ("Libero"), Antonio Socci ("Giornale"), Roberto Fontolan ("Velino"), Luigi Amicone ("Foglio" e "Tempi"), Lucio Brunelli e Rocco Tolfa (Tg2), Alessandro Banfi (Tg5). Perfino nel gruppo di comando della laicissima "Repubblica" spunta un ciellino doc: il vice-direttore Angelo Rinaldi che, per protestare contro un articolo di Francesco Merlo sbertucciante lo scomparso Don Giussani, si autosospese per qualche ora dal suo incarico.
Questo è il quadro che ha portato l'ex comunista Ludovico Festa, detto Vicky, a dimettersi da un giornale ormai ridotto a un "santino" parrocchiale. Da parta sua, nella sua furia catto-integralista, il pontefice Ferrara è ben felice di togliersi dai piedi chi non la pensa come lui. Il vero Unto del Signore - altro che quel laico-laido del Cavaliere libertino - ha dovuto però far pippa davanti alle dichiarazioni pro-referendum del suo editore, Veronica Lario in Berlusconi, rilasciate a Maria Latella sul Corriere della Sera. Non potendo attaccare chi gli mantiene in vita "Il Foglio", l'Elefantino di Santa Madre Chiesa si sfogò allora sulla povera sicula Stefania Prestigiacomo, rea di non rispettare sua maestà l'Embrione. Essì, le vie del Signore sono davvero infinite..
Dagospia 21 Aprile 2005
Nelle ore precedenti l'intronizzazione del "Prof. Joseph Ratzinger", come lo chiama Ferrara, il quotidiano aveva addirittura sostituito la "F" con la "S" e la testata per un giorno, era diventata "Il Soglio" (pontificio) riempiendo le pagine con lenzuolate pro-ortodossia cattolica.
Folgorato sulla via di Comunione & Liberazione, testimone principe della sacralità dell'embrione, Ferrara ha completamente ribaltato il suo giornale in un supplemento extra-colto di "Tempi Moderni" di Luigi Amicone (un ciellino che collabora assiduamente al Foglio), che di per sé è già un supplemento settimanale a "Il Giornale".
Il movimento fondato da Don Giussani e politicamente incarnato da Roberto Formigoni e Rocco Buttiglione aveva già messo radici all'interno del quotidiano grazie alla presenza del vice-direttore Ubaldo Casotto e del redattore Maurizio Crippa. Altri collaboratori di stampo cielle da segnalare: in primis Antonio Socci, quindi Lucio Brunelli, vaticanista del Tg2, ex "Sabato"; infine Roberto De Mattei del Centro Lepanto, che si segnalò all'epoca per aver pregato in compagnia di Irene Pivetti contro la moschea capitolina.
La conversione di Ferrara non poteva non ricevere la benedizione di Angelo Scola, il patriarca di Venezia che iniziò la sua ascesa come responsabile delle pubbliche relazioni di Comunione e liberazione negli anni Settanta nella sede di via Pagliano. Giulianone è stato così esaltato da Scola in un'intervista a "Panorama": "Il direttore del Foglio scrive stupendamente. Questa è la cosa che mi piace di più di Ferrara: come scrive. Inoltre è stimolante".
Talmente stimolante che nello scorso autunno il pio Giuliano si recò a Loreto, casa di Giuseppe e Maria, per un convegno. Più recentemente - fine febbraio 2005 - ha partecipato a una conferenza di cardinal Camillo Ruini (equivicino a Ratzinger) all'Opera Romana Pellegrinaggi. Altro segnale che Ferrara è ormai pronto a sostituire anche Benedetto XVI (agli amici si fa vanto di essere stato tra i grandi elettori) è la scenetta che ha chiuso ieri sera "Otto e Mezzo".
Prima della sigla di chiusura Ferrara si è collegato con Daria Bignardi, alle prese con la prima puntata di "Invasione Barbariche", che ha comunicato di aver pronto un servizio dal Seminario di Pisa per comprendere come studiano i preti. Alla parola "prete", Ferrara ha avuto un soprassalto de panza: "Un servizio che mi interessa, anch'io voglio entrare in un Seminario". Sotto gli occhioni basiti della bertinottina Ritanna Armeni, ha proseguito: "Del resto, anche Stalin aveva iniziato da un Seminario."
Ma l'Elefantino non è solo. I ciellini sono dappertutto e nei posti di comando: Franco Bechis, direttore del "Tempo", Renato Farina ("Libero"), Antonio Socci ("Giornale"), Roberto Fontolan ("Velino"), Luigi Amicone ("Foglio" e "Tempi"), Lucio Brunelli e Rocco Tolfa (Tg2), Alessandro Banfi (Tg5). Perfino nel gruppo di comando della laicissima "Repubblica" spunta un ciellino doc: il vice-direttore Angelo Rinaldi che, per protestare contro un articolo di Francesco Merlo sbertucciante lo scomparso Don Giussani, si autosospese per qualche ora dal suo incarico.
Questo è il quadro che ha portato l'ex comunista Ludovico Festa, detto Vicky, a dimettersi da un giornale ormai ridotto a un "santino" parrocchiale. Da parta sua, nella sua furia catto-integralista, il pontefice Ferrara è ben felice di togliersi dai piedi chi non la pensa come lui. Il vero Unto del Signore - altro che quel laico-laido del Cavaliere libertino - ha dovuto però far pippa davanti alle dichiarazioni pro-referendum del suo editore, Veronica Lario in Berlusconi, rilasciate a Maria Latella sul Corriere della Sera. Non potendo attaccare chi gli mantiene in vita "Il Foglio", l'Elefantino di Santa Madre Chiesa si sfogò allora sulla povera sicula Stefania Prestigiacomo, rea di non rispettare sua maestà l'Embrione. Essì, le vie del Signore sono davvero infinite..
Dagospia 21 Aprile 2005