ROSIKO BANKARIO - GLI OLANDESI ALL'ATTACCO: LA PROCURA MILANO AVVIA UN'INCHIESTA PER AGGIOTAGGIO SULLA SCALATA DI FIORANI ALL'ANTOVENETA - FIAMME GIALLE NELLA POP DI LODI (INIZIANO I DOLORI PER FAZIO.)
(Adnkronos)
La procura di Milano ha avviato un'inchiesta sulla scalata di Antonveneta. Le ipotesi di reato sono quelle di aggiotaggio e ostacolo alla Consob. L'indagine, affidata al pm Eugenio Fusco, per ora e' a carico di ignoti ed e' nata dalla denuncia di quelli che gli inquirenti definiscono ''soggetti interessati e che, stando a quel che si apprende, potrebbero essere i legali degli olandesi di Abn Amro.
GDF MILANO, ACQUISISCE DOCUMENTI IN BPL
Gli ufficiali del nucleo provinciale della Guardia di finanza di Milano stanno acquisendo documenti nella sede della Banca Popolare di Lodi in relazione all'inchiesta per aggiotaggio e ostacolo alla Consob avviata dalla procura milanese nell'ambito della scalata di banca Antonveneta.
STORIA DI UN PASTICCIACCIO BRUTTO: DAL LANCIO DELL'OPA ALL'INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO
Dal lancio dell'opa, un mese fa, all'apertura di un'inchiesta. L'offerta pubblica di acquisto relativa ad Antonveneta lanciata dagli olandesi di Abn Amro si arricchisce di un nuovo capitolo con l'apertura di un inchiesta avviata oggi dalla Procura di Milano. Le ipotesi di reato sono quelle di aggiotaggio e ostacolo alla Consob. Inizia tutto il 30 marzo scorso, quando Abn Amro, la decima banca europea per capitalizzazione, lancia un'opa sul 100% di Antonveneta, la settima banca italiana. L'offerta pubblica di acquisto ha un valore di 6,3 miliardi di euro, con gli olandesi che offrono 25 euro per azione, un prezzo decisamente allettante per gli azionisti, grandi e piccoli, dell'istituto. La banca veneta viene così valutata 7,2 mld. Secondo il documento dell'opa di Abn la stima dei risparmi annuali derivanti dall'avvio delle sinergie dopo l'acquisizione ammontano a 106 mln entro il 2007, con costi una tantum per la ristrutturazione di Antonveneta per 200 mln nel 2005.
Abn Amro parte da una quota in Antonveneta del 12,71% e l'opa si riferisce al restante 83,7%, con l'offerta condizionata al superamento del 50%. Tra le condizioni poste dagli olandesi l'ottenimento dell'autorizzazione da parte di Bankitalia entro il 31 maggio, da cui consegue che la data di partenza dell'offerta non cade prima del 15 aprile. "Se tutto va secondo i piani -dice Rijkman Groenink, ad di Abn- dovremmo essere in grado di chiudere questa transazione entro giugno".
L'offerta non piace pero' alla banca popolare di Lodi che decide di proseguire nel suo piano di integrazione tra Bpl e Antonveneta. Da quel momento inizia la battaglia per la conquista dell'istituto di credito padovano. A seguito dell'offerta le azioni Antonveneta schizzano in borsa a +6,29%, a quota 25 euro. Nel frattempo Groenink si dichiara fiducioso che anche questi aderiranno all'opa.
Ma dal mercato si levano sempre piu' insistenti le voci di contrarieta' all'offerta degli olandesi da parte di Bankitalia e dall'Europa iniziano ad arrivare i primi avvertimenti. Charlie McCreevy, commissario al mercato interno della Ue, afferma che il "no" di una banca centrale ad un take over lanciato dall'estero può avvenire solo "per motivi prudenziali". A Lodi intant fervono i preparativi per le contromosse: Giampiero Fiorani, ad della Popolare di Lodi il giorno dopo si reca da Antonio Fazio, governatore della Banca d'Italia.
Al momento del lancio dell'opa olandese la banca lodigiana possiede il 5,05% dell'istituto veneto, e ha al proprio fianco, già prima del 30 marzo, la Edizione Holding dei Benetton (al 5%), Unipol (2,1%), e gran parte degli imprenditori Deltaerre (10%), il che consente tutt'al più, a dire degli analisti, di creare una minoranza di blocco. Ma non è questo l'obiettivo della Popolare di Lodi. Al 5 aprile è già al 7,97%.
Inizia allora il rastrellamento azionario da parte di entrambi gli schieramenti, con Abn che non può comprare ad un prezzo superiore ai 25 euro per azione, pena il rilancio dell'opa. Il 6 di aprile l'istituto di Fiorani è al 10,82% e la Consob, sollecitata dagli olandesi, si muove per capire se l'istituto lombardo ha agito di concerto con altri azionisti.
Il 15 aprile gli advisor di Abn Amro avviano nuove iniziative legali per impedire l'avanzata della popolare di Lodi, denunciando l'atteggiamento di Bankitalia alla Commissione europea. Nel frattempo il cda di Antonveneta, riunitosi a Milano, dà il via libera (con un solo astenuto, Romeo Chiarotto) all'opa olandese. con gli advisor dell'istituto che esprimono parere favorevole all'offerta olandese. In due giorni Abn incassa il parere favorevole di Antonveneta e della Consob, ma non ottiene il permesso dalla banca centrale italiana di superare la quota del 20% nell'istituto padovano.
Tre giorni dopo il 18 aprile la Popolare di Lodi acquista il 5% detenuto da Benetton ed arriva al 23,282% di Antonveneta. Abn nel frattempo non può far altro che appellarsi a Bruxelles per il rispetto delle regole comunitarie. La Consob effettua un'ispezione nella sede centrale della Popolare dopo l'esposto sul "concerto".
Il 20 aprile compaiono le tre liste dei consiglieri per il nuovo board di Antonveneta. Gli olandesi, la Popolare di Lodi e la Magiste di Stefano Ricucci, propongono ognuno il proprio elenco di nomi. A sorpresa, Tommaso Cartone, presidente dell'istituto padovano, entra nella lista della Popolare e non in quella di Abn. Gli olandesi annunciano di essere saliti al 18,1% (dal 13,7% del giorno precedente), la Lodi al 27%, avvicinandosi a quella soglia del 29,9% che comporterebbe il lancio di una contro-opa.
L'Antitrust italiano, giudicata positiva l'operazione degli olandesi, decide di lasciare il dossier in mano all'Unione europea.
Il 22 aprile la Lodi di Fiorani è al 28%, mentre gli olandesi attivano alleanze con fondi esteri, raccogliendo ancora qualche punto percentuale in più. Intanto la Fingruppo di Stefano Gnutti annuncia di essere salita al 4,9% di Antonveneta. La Consob fa pressing sulla Lodi, perchè chiarisca le intenzioni sul futuro della banca padovana (ormai è al 28,6%). Gli altri soci detengono un altro 13,7%, portando a oltre il 42% il fronte anti Abn Amro.
Il 29 aprile Lodi presenta l'ops sull'istituto padovano, con un'offerta sul 70% del capitale. L'offerta pubblica di scambio è di 'carta', in azioni e bond, al valore nominale di 26 euro per azione, di cui il 17,7% del controvalore in nuove azioni Bpl, il 69,2% in azioni Reti Bancarie già esistenti, l'11,6% in obbligazioni Bpl, più un pagamento integrativo eventuale di 0,40 euro. Fiorani dichiara di voler fondere i due istituti e creare il quinto polo bancario in Italia. Intanto i due fronti depositano azioni pari all'85% del capitale, in vista dell'assemblea degli azionisti del giorno successivo. "Anche se i venti continueranno a soffiarci contro -afferma Groenink- non molleremo".
E all'assemblea degli azionisti l'ultima sorpresa. La Popolare di Lodi conquista il consiglio di amministrazione, riuscendo a far eleggere tutti i nomi presenti nella propria lista. Fuori gli olandesi, fuori l'ad Piero Montani, ma anche i rappresentanti dei piccoli azionisti. A fronte di un'assemblea di circa 3 mila persone dello scorso anno, all'appuntamento di sabato vi sono solo 299 azionisti e un gran numero di legali. Tommaso Cartone è riconfermato presidente, Fiorani è consigliere con deleghe, Romeo Chiarotto è vicepresidente e Giovanni Benevento è vicepresidente vicario.
Le prossime mosse sono incerte e ancora allo studio delle due parti: il nuovo cda potrebbe respingere l'opa degli olandesi e a quel punto sarebbe in forse anche l'approvazione dell'ops e la fusione con la Popolare di Lodi. Da parte loro gli olandesi potrebbero fare ostruzionismo e bloccare l'ops di Fiorani, ma sicuramente,a quanto dichiara Groenink, non rimarranno azionisti di minoranza nell'istituto padovano. Certamente non molleranno facilmente e, l'annuncio dell'apertura dell'inchiesta lascia intravedere nuove e aggressive vie legali.
Dagospia 02 Maggio 2005
La procura di Milano ha avviato un'inchiesta sulla scalata di Antonveneta. Le ipotesi di reato sono quelle di aggiotaggio e ostacolo alla Consob. L'indagine, affidata al pm Eugenio Fusco, per ora e' a carico di ignoti ed e' nata dalla denuncia di quelli che gli inquirenti definiscono ''soggetti interessati e che, stando a quel che si apprende, potrebbero essere i legali degli olandesi di Abn Amro.
GDF MILANO, ACQUISISCE DOCUMENTI IN BPL
Gli ufficiali del nucleo provinciale della Guardia di finanza di Milano stanno acquisendo documenti nella sede della Banca Popolare di Lodi in relazione all'inchiesta per aggiotaggio e ostacolo alla Consob avviata dalla procura milanese nell'ambito della scalata di banca Antonveneta.
STORIA DI UN PASTICCIACCIO BRUTTO: DAL LANCIO DELL'OPA ALL'INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO
Dal lancio dell'opa, un mese fa, all'apertura di un'inchiesta. L'offerta pubblica di acquisto relativa ad Antonveneta lanciata dagli olandesi di Abn Amro si arricchisce di un nuovo capitolo con l'apertura di un inchiesta avviata oggi dalla Procura di Milano. Le ipotesi di reato sono quelle di aggiotaggio e ostacolo alla Consob. Inizia tutto il 30 marzo scorso, quando Abn Amro, la decima banca europea per capitalizzazione, lancia un'opa sul 100% di Antonveneta, la settima banca italiana. L'offerta pubblica di acquisto ha un valore di 6,3 miliardi di euro, con gli olandesi che offrono 25 euro per azione, un prezzo decisamente allettante per gli azionisti, grandi e piccoli, dell'istituto. La banca veneta viene così valutata 7,2 mld. Secondo il documento dell'opa di Abn la stima dei risparmi annuali derivanti dall'avvio delle sinergie dopo l'acquisizione ammontano a 106 mln entro il 2007, con costi una tantum per la ristrutturazione di Antonveneta per 200 mln nel 2005.
Abn Amro parte da una quota in Antonveneta del 12,71% e l'opa si riferisce al restante 83,7%, con l'offerta condizionata al superamento del 50%. Tra le condizioni poste dagli olandesi l'ottenimento dell'autorizzazione da parte di Bankitalia entro il 31 maggio, da cui consegue che la data di partenza dell'offerta non cade prima del 15 aprile. "Se tutto va secondo i piani -dice Rijkman Groenink, ad di Abn- dovremmo essere in grado di chiudere questa transazione entro giugno".
L'offerta non piace pero' alla banca popolare di Lodi che decide di proseguire nel suo piano di integrazione tra Bpl e Antonveneta. Da quel momento inizia la battaglia per la conquista dell'istituto di credito padovano. A seguito dell'offerta le azioni Antonveneta schizzano in borsa a +6,29%, a quota 25 euro. Nel frattempo Groenink si dichiara fiducioso che anche questi aderiranno all'opa.
Ma dal mercato si levano sempre piu' insistenti le voci di contrarieta' all'offerta degli olandesi da parte di Bankitalia e dall'Europa iniziano ad arrivare i primi avvertimenti. Charlie McCreevy, commissario al mercato interno della Ue, afferma che il "no" di una banca centrale ad un take over lanciato dall'estero può avvenire solo "per motivi prudenziali". A Lodi intant fervono i preparativi per le contromosse: Giampiero Fiorani, ad della Popolare di Lodi il giorno dopo si reca da Antonio Fazio, governatore della Banca d'Italia.
Al momento del lancio dell'opa olandese la banca lodigiana possiede il 5,05% dell'istituto veneto, e ha al proprio fianco, già prima del 30 marzo, la Edizione Holding dei Benetton (al 5%), Unipol (2,1%), e gran parte degli imprenditori Deltaerre (10%), il che consente tutt'al più, a dire degli analisti, di creare una minoranza di blocco. Ma non è questo l'obiettivo della Popolare di Lodi. Al 5 aprile è già al 7,97%.
Inizia allora il rastrellamento azionario da parte di entrambi gli schieramenti, con Abn che non può comprare ad un prezzo superiore ai 25 euro per azione, pena il rilancio dell'opa. Il 6 di aprile l'istituto di Fiorani è al 10,82% e la Consob, sollecitata dagli olandesi, si muove per capire se l'istituto lombardo ha agito di concerto con altri azionisti.
Il 15 aprile gli advisor di Abn Amro avviano nuove iniziative legali per impedire l'avanzata della popolare di Lodi, denunciando l'atteggiamento di Bankitalia alla Commissione europea. Nel frattempo il cda di Antonveneta, riunitosi a Milano, dà il via libera (con un solo astenuto, Romeo Chiarotto) all'opa olandese. con gli advisor dell'istituto che esprimono parere favorevole all'offerta olandese. In due giorni Abn incassa il parere favorevole di Antonveneta e della Consob, ma non ottiene il permesso dalla banca centrale italiana di superare la quota del 20% nell'istituto padovano.
Tre giorni dopo il 18 aprile la Popolare di Lodi acquista il 5% detenuto da Benetton ed arriva al 23,282% di Antonveneta. Abn nel frattempo non può far altro che appellarsi a Bruxelles per il rispetto delle regole comunitarie. La Consob effettua un'ispezione nella sede centrale della Popolare dopo l'esposto sul "concerto".
Il 20 aprile compaiono le tre liste dei consiglieri per il nuovo board di Antonveneta. Gli olandesi, la Popolare di Lodi e la Magiste di Stefano Ricucci, propongono ognuno il proprio elenco di nomi. A sorpresa, Tommaso Cartone, presidente dell'istituto padovano, entra nella lista della Popolare e non in quella di Abn. Gli olandesi annunciano di essere saliti al 18,1% (dal 13,7% del giorno precedente), la Lodi al 27%, avvicinandosi a quella soglia del 29,9% che comporterebbe il lancio di una contro-opa.
L'Antitrust italiano, giudicata positiva l'operazione degli olandesi, decide di lasciare il dossier in mano all'Unione europea.
Il 22 aprile la Lodi di Fiorani è al 28%, mentre gli olandesi attivano alleanze con fondi esteri, raccogliendo ancora qualche punto percentuale in più. Intanto la Fingruppo di Stefano Gnutti annuncia di essere salita al 4,9% di Antonveneta. La Consob fa pressing sulla Lodi, perchè chiarisca le intenzioni sul futuro della banca padovana (ormai è al 28,6%). Gli altri soci detengono un altro 13,7%, portando a oltre il 42% il fronte anti Abn Amro.
Il 29 aprile Lodi presenta l'ops sull'istituto padovano, con un'offerta sul 70% del capitale. L'offerta pubblica di scambio è di 'carta', in azioni e bond, al valore nominale di 26 euro per azione, di cui il 17,7% del controvalore in nuove azioni Bpl, il 69,2% in azioni Reti Bancarie già esistenti, l'11,6% in obbligazioni Bpl, più un pagamento integrativo eventuale di 0,40 euro. Fiorani dichiara di voler fondere i due istituti e creare il quinto polo bancario in Italia. Intanto i due fronti depositano azioni pari all'85% del capitale, in vista dell'assemblea degli azionisti del giorno successivo. "Anche se i venti continueranno a soffiarci contro -afferma Groenink- non molleremo".
E all'assemblea degli azionisti l'ultima sorpresa. La Popolare di Lodi conquista il consiglio di amministrazione, riuscendo a far eleggere tutti i nomi presenti nella propria lista. Fuori gli olandesi, fuori l'ad Piero Montani, ma anche i rappresentanti dei piccoli azionisti. A fronte di un'assemblea di circa 3 mila persone dello scorso anno, all'appuntamento di sabato vi sono solo 299 azionisti e un gran numero di legali. Tommaso Cartone è riconfermato presidente, Fiorani è consigliere con deleghe, Romeo Chiarotto è vicepresidente e Giovanni Benevento è vicepresidente vicario.
Le prossime mosse sono incerte e ancora allo studio delle due parti: il nuovo cda potrebbe respingere l'opa degli olandesi e a quel punto sarebbe in forse anche l'approvazione dell'ops e la fusione con la Popolare di Lodi. Da parte loro gli olandesi potrebbero fare ostruzionismo e bloccare l'ops di Fiorani, ma sicuramente,a quanto dichiara Groenink, non rimarranno azionisti di minoranza nell'istituto padovano. Certamente non molleranno facilmente e, l'annuncio dell'apertura dell'inchiesta lascia intravedere nuove e aggressive vie legali.
Dagospia 02 Maggio 2005