ESPRESSO RISERVATO - L'ORO DI GELLI - IL MEGA BUDGET DELLA FILARMONICA TOSCANINI - CECCHI GORI RIPARTE DAL LIVORNO - FURTO AL CONSIGLIO DEI MINISTRI.
Da "L'espresso" - a cura di Paolo Forcellini
1 - MASSONERIA DEVIATA - GELLI PAGA IN LINGOTTI
A distanza di 24 anni, il prossimo 20 maggio i magistrati Giuliano Turone e Gherardo Colombo avranno una piccola soddisfazione. Potrebbero infatti ottenere quale risarcimento un lingotto d'oro, parte del tesoro di Licio Gelli, pari a 126 chili, trovato dagli inquirenti nelle fioriere di Villa Wanda ad Arezzo. E che fu sequestrato nel '98 per illeciti valutari e depositato nei caveau della Banca d'Italia.
Furono Turone e Colombo, mentre districavano il caso Sindona, a scoperchiare, casualmente, il vaso di Pandora della loggia massonica P2 di Gelli, allora sconosciuta ai più. Era il 20 maggio del 1981 e gli italiani scoprirono l'esistenza di un potere sotterraneo, di un governo parallelo. Il Venerabile depistò e calunniò i due giovani magistrati. Il risultato? Le indagini vennero sottratte alla Procura di Milano.
Colombo e Turone denunciarono penalmente il capo della P2. Lungaggini e trasferimenti di competenza territoriale portarono nel '96 alla prescrizione dei reati penali ma non dell'azione civile per la quale il massone aretino fu condannato a risarcire i danni. Ma il Venerabile è nullatenente. Perciò l'avvocato Carlo D'Inzillo, legale dei due magistrati, ha chiesto e ottenuto il pignoramento del lingotto d'oro, uno di quelli non ancora dissequestrati.
Colombo ha già detto che destinerà il ricavato ai familiari delle vittime della strage di Bologna e alle madri di Plaza de Mayo. Sarà il presidente della IV Sezione civile del Tribunale di Roma, Tommaso Sciascia, il 20 maggio, a disporre l'assegnazione o la vendita del lingotto d'oro, sulla base delle quotazioni del metallo prezioso nel giorno precedente. (D.N.)
2 - MUSICA E AFFARI - A PARMA STONA IL BUDGET
In ribasso a Milano, Valentin Proczynski si consola a Parma, dove il discusso agente di Montecarlo tirato in ballo nella crisi Scala ('L'espresso' n. 16) fa affari bipartisan. Proczynski ha sotto contratto le attività in Europa della Filarmonica Toscanini, orchestra dell'omonima Fondazione che fa capo alla Regione Emilia-Romagna. Sovrintendente è l'ex funzionario Pci Gianni Baratta, e direttore musicale, sino al 2007, Lorin Maazel, la vera star dell'agenzia di Proczynski.
Maazel a Parma è pagato 50 mila euro a concerto, un'enormità per un budget regionale. A Parma ritroviamo anche Muti, che sta mettendo in piedi l'Orchestra giovanile Cherubini, e la Scala, partner della Toscanini per una serie di corsi di formazione. Nel 2005 la Toscanini è l'unica orchestra a ricevere 3 milioni di euro dalla Arcus Spa, fondata dai ministeri dei Beni culturali e delle Infrastrutture. Il ministro Pietro Lunardi è di Parma: un caso? E il presidente della Regione, Vasco Errani, ha nulla da dire? (E.A.)
3 - DA VIOLA AD AMARANTO
Ha tentato per vie legali di riprendersi la 'sua' Fiorentina, ma invano, e così il produttore Vittorio Cecchi Gori, ex patron dei viola, è affascinato dall'idea di sbarcare di nuovo in Toscana e nel calcio. Questa volta però al Livorno, il cui presidente Aldo Spinelli, dopo sei anni di vittorie e trionfi (l'ha portato in serie A), vorrebbe disfarsi, anche perché "con un budget di 15 milioni la serie A è davvero difficile".
Spinelli, che ha annunciato ufficialmente al sindaco diessino di Livorno, Alessandro Cosimi, l'intenzione di cedere il club amaranto, che annovera tra i suoi tifosi anche il presidente Ciampi, stende un tappetino rosso a Cecchi Gori: "Sarebbe un'ottima scelta. Cecchi Gori è uno che dal mondo del calcio ha ricevuto molto meno di quanto avrebbe dovuto".
Lui, il Vittorione, medita la rivincita. Contro il Palazzo del calcio che, a suo dire, l'ha fatto fallire, ma anche contro Firenze che si è lasciata andare a scene di giubilo quando se ne è andato: ora la Fiorentina lotta per la salvezza mentre il Livorno sogna la zona Uefa. (M.Lan.)
4 - PALAZZO CHIGI - VINO FANTASMA
Possibile, un furto tra ministri durante una riunione del governo nella sala delle riunioni di Palazzo Chigi? È accaduto un anno fa a Gianni Alemanno, titolare delle Politiche agricole (a raccontarlo è Laura Della Pasqua nel libro 'Il potere a tavola', Gangemi editore).
Il ministro aveva portato un regalo a Giulio Tremonti, allora all'Economia: una bottiglia di vino di gran pregio chiusa in una bella confezione. Durante il vertice i due si appartano, ma al loro ritorno in sala la sorpresa: aprono il pacco e al posto della bottiglia trovano solo fogli di giornale. Grande sorpresa e inutile caccia al ladro. (P.D.N.)
Dagospia 13 Maggio 2005
1 - MASSONERIA DEVIATA - GELLI PAGA IN LINGOTTI
A distanza di 24 anni, il prossimo 20 maggio i magistrati Giuliano Turone e Gherardo Colombo avranno una piccola soddisfazione. Potrebbero infatti ottenere quale risarcimento un lingotto d'oro, parte del tesoro di Licio Gelli, pari a 126 chili, trovato dagli inquirenti nelle fioriere di Villa Wanda ad Arezzo. E che fu sequestrato nel '98 per illeciti valutari e depositato nei caveau della Banca d'Italia.
Furono Turone e Colombo, mentre districavano il caso Sindona, a scoperchiare, casualmente, il vaso di Pandora della loggia massonica P2 di Gelli, allora sconosciuta ai più. Era il 20 maggio del 1981 e gli italiani scoprirono l'esistenza di un potere sotterraneo, di un governo parallelo. Il Venerabile depistò e calunniò i due giovani magistrati. Il risultato? Le indagini vennero sottratte alla Procura di Milano.
Colombo e Turone denunciarono penalmente il capo della P2. Lungaggini e trasferimenti di competenza territoriale portarono nel '96 alla prescrizione dei reati penali ma non dell'azione civile per la quale il massone aretino fu condannato a risarcire i danni. Ma il Venerabile è nullatenente. Perciò l'avvocato Carlo D'Inzillo, legale dei due magistrati, ha chiesto e ottenuto il pignoramento del lingotto d'oro, uno di quelli non ancora dissequestrati.
Colombo ha già detto che destinerà il ricavato ai familiari delle vittime della strage di Bologna e alle madri di Plaza de Mayo. Sarà il presidente della IV Sezione civile del Tribunale di Roma, Tommaso Sciascia, il 20 maggio, a disporre l'assegnazione o la vendita del lingotto d'oro, sulla base delle quotazioni del metallo prezioso nel giorno precedente. (D.N.)
2 - MUSICA E AFFARI - A PARMA STONA IL BUDGET
In ribasso a Milano, Valentin Proczynski si consola a Parma, dove il discusso agente di Montecarlo tirato in ballo nella crisi Scala ('L'espresso' n. 16) fa affari bipartisan. Proczynski ha sotto contratto le attività in Europa della Filarmonica Toscanini, orchestra dell'omonima Fondazione che fa capo alla Regione Emilia-Romagna. Sovrintendente è l'ex funzionario Pci Gianni Baratta, e direttore musicale, sino al 2007, Lorin Maazel, la vera star dell'agenzia di Proczynski.
Maazel a Parma è pagato 50 mila euro a concerto, un'enormità per un budget regionale. A Parma ritroviamo anche Muti, che sta mettendo in piedi l'Orchestra giovanile Cherubini, e la Scala, partner della Toscanini per una serie di corsi di formazione. Nel 2005 la Toscanini è l'unica orchestra a ricevere 3 milioni di euro dalla Arcus Spa, fondata dai ministeri dei Beni culturali e delle Infrastrutture. Il ministro Pietro Lunardi è di Parma: un caso? E il presidente della Regione, Vasco Errani, ha nulla da dire? (E.A.)
3 - DA VIOLA AD AMARANTO
Ha tentato per vie legali di riprendersi la 'sua' Fiorentina, ma invano, e così il produttore Vittorio Cecchi Gori, ex patron dei viola, è affascinato dall'idea di sbarcare di nuovo in Toscana e nel calcio. Questa volta però al Livorno, il cui presidente Aldo Spinelli, dopo sei anni di vittorie e trionfi (l'ha portato in serie A), vorrebbe disfarsi, anche perché "con un budget di 15 milioni la serie A è davvero difficile".
Spinelli, che ha annunciato ufficialmente al sindaco diessino di Livorno, Alessandro Cosimi, l'intenzione di cedere il club amaranto, che annovera tra i suoi tifosi anche il presidente Ciampi, stende un tappetino rosso a Cecchi Gori: "Sarebbe un'ottima scelta. Cecchi Gori è uno che dal mondo del calcio ha ricevuto molto meno di quanto avrebbe dovuto".
Lui, il Vittorione, medita la rivincita. Contro il Palazzo del calcio che, a suo dire, l'ha fatto fallire, ma anche contro Firenze che si è lasciata andare a scene di giubilo quando se ne è andato: ora la Fiorentina lotta per la salvezza mentre il Livorno sogna la zona Uefa. (M.Lan.)
4 - PALAZZO CHIGI - VINO FANTASMA
Possibile, un furto tra ministri durante una riunione del governo nella sala delle riunioni di Palazzo Chigi? È accaduto un anno fa a Gianni Alemanno, titolare delle Politiche agricole (a raccontarlo è Laura Della Pasqua nel libro 'Il potere a tavola', Gangemi editore).
Il ministro aveva portato un regalo a Giulio Tremonti, allora all'Economia: una bottiglia di vino di gran pregio chiusa in una bella confezione. Durante il vertice i due si appartano, ma al loro ritorno in sala la sorpresa: aprono il pacco e al posto della bottiglia trovano solo fogli di giornale. Grande sorpresa e inutile caccia al ladro. (P.D.N.)
Dagospia 13 Maggio 2005