IL CASHMIRE DI CUI E' FATTO ALBERTO BEVILACQUA
L'UNICO PARMIGIANO CON LA FACCIA DA STRACCHINO
L'UNICO PARMIGIANO CON LA FACCIA DA STRACCHINO
Godono di cattiva fama, i romanzieri della virgola italiana. La tentazione di risarcire le nostre brutture quotidiane con la letteratura è quindi debolissima. Quando va bene, l'arte di leggere consiste nel saper saltare le pagine. In Italia, poi, si legge solo per legittima difesa. Quando capitano in mano assegni, multe, schedine, cartelle delle tasse. Intanto si vede gente che legge muovendo le labbra, come i bambini. Spesso facciamo errori di grammatica anche quando pensiamo. Tutto ciò viene dipinto come ignoranza di massa. A tale osservazione, il compianto (e finto ignorante) Massimo Troisi replicava: "Scusatemi, a scrivere sono tanti. A leggere solo io".
Il castigo di leggere. L'occasione per riflettere sul dispiacere della lettura è offerta dal mitico Alberto Bevilacqua. Vi ricordate l'autore di "Questa specie di amore", "la Califfa", "Giallo Parma"? Quello dotato di una prosa così graffiante che i suoi lettori si riconoscono dai segni sulla faccia? A proposito, conoscete la peggior battutaccia su Bevilacqua? Recita così: "E' l'unico parmigiano con la faccia da stracchino.".
Dalle freddure torniamo a bomba. Contrariamente a quello che molti immaginano, una carriera letteraria non è senza inconvenienti. La principale scomodità, oltre a quella di doversi sedere continuamente per scrivere, è quella di pagare bollette, affitto, rata del mutuo, vacanze nel monastero tibetano, alimenti alle mogli vecchie e abbandonate. Scrivere racconti su commissione di ditte e multinazionali è diventata ormai un secondo lavoro, ben remunerato, della classe intellettuale. Il maestro di tutti fu Alberto Moravia che spacciava raccontini anche al Gazzettino dell'Appettito della val Brembana. Tonino Guerra - il grandioso poeta fellinista - fa oggi il povero fellone per la pubblicità dei telefonini... Natalia Aspesi descrisse le magie edificate da Berlusconi per Milano2.
Aldo Busi scrisse un racconto per lanciare le borsette di Bulgari. La faccenda divenne anche oggetto di una lite a tre fra Busi, Isabella Bossi Fedrigotti e Carmen Covito. Avvenne quando la Covito lanciò per la Wella una linea di prodotti per capelli (ovvio, da parte della bruttina stagionata), la Fedrigotti sul Corriere la punzecchiò ferocemente e Busi rispose con un fax nel quale ricordava di aver regalato metà del compenso ricevuto da Bulgari e rivelava che Covito aveva dato tutto il suo in beneficenza ("almeno non abbiamo dovuto pagarci anche le tasse").
Del resto, siamo uomini di mondo: c'è la sagra della porchetta allegra, la sagra del carciofo triste, la fiera del culatello selvaggio; ditemi voi se poteva mancare la Fiera del Marchetting culturale? No. L'occasione per riflettere sul piacere di veder un intelletto prono alle leggi del marketing è offerta dall'ultimo catalogo massiccio della Malo, azienda numero uno del cachemire in Italia.
Si chiama "Armonie" e si apre come una cozza con un raccontino scritto "in esclusiva" per Malo da Bevilacqua, appunto. "Maestro prodigioso" inizia così: "Il pubblico era soggiogato dal vederlo, sul podio, con la testa rovesciata all'indietro, sopra il frac (sopra?ndr) vecchio e liso (un vezzo, quel frac portafortuna, il primo che gli aveva regalato la madre) mentre governava le mani, trasmetteva una sensitività estrema ai polpastrelli ingialliti dalla nicotina".
Trattenete lo sturbo perché l'Autore si pone la domanda da cento pistole: come, dove, perché e quando nasce tale "sensitività"? Bella domanda. Bevilacqua sbircia l'assegno di Malo, da una sniffatina al pulloverino e termina così il raccontino: "In fondo, da cosa è nata la vita? Da un semplice, vellutato tocco di polpastrelli: i polpastrelli con cui Dio sfiorò una creta così pura, così ineffabile, da potersi definire il "cashmere di cui è fatto l'uomo". Cashmere? Cashmere! Per la verità, si scrive cashmere ma si deve leggere cash, cash, cash!
Copyright dagospia.com 17 Ottobre 2001
Il castigo di leggere. L'occasione per riflettere sul dispiacere della lettura è offerta dal mitico Alberto Bevilacqua. Vi ricordate l'autore di "Questa specie di amore", "la Califfa", "Giallo Parma"? Quello dotato di una prosa così graffiante che i suoi lettori si riconoscono dai segni sulla faccia? A proposito, conoscete la peggior battutaccia su Bevilacqua? Recita così: "E' l'unico parmigiano con la faccia da stracchino.".
Dalle freddure torniamo a bomba. Contrariamente a quello che molti immaginano, una carriera letteraria non è senza inconvenienti. La principale scomodità, oltre a quella di doversi sedere continuamente per scrivere, è quella di pagare bollette, affitto, rata del mutuo, vacanze nel monastero tibetano, alimenti alle mogli vecchie e abbandonate. Scrivere racconti su commissione di ditte e multinazionali è diventata ormai un secondo lavoro, ben remunerato, della classe intellettuale. Il maestro di tutti fu Alberto Moravia che spacciava raccontini anche al Gazzettino dell'Appettito della val Brembana. Tonino Guerra - il grandioso poeta fellinista - fa oggi il povero fellone per la pubblicità dei telefonini... Natalia Aspesi descrisse le magie edificate da Berlusconi per Milano2.
Aldo Busi scrisse un racconto per lanciare le borsette di Bulgari. La faccenda divenne anche oggetto di una lite a tre fra Busi, Isabella Bossi Fedrigotti e Carmen Covito. Avvenne quando la Covito lanciò per la Wella una linea di prodotti per capelli (ovvio, da parte della bruttina stagionata), la Fedrigotti sul Corriere la punzecchiò ferocemente e Busi rispose con un fax nel quale ricordava di aver regalato metà del compenso ricevuto da Bulgari e rivelava che Covito aveva dato tutto il suo in beneficenza ("almeno non abbiamo dovuto pagarci anche le tasse").
Del resto, siamo uomini di mondo: c'è la sagra della porchetta allegra, la sagra del carciofo triste, la fiera del culatello selvaggio; ditemi voi se poteva mancare la Fiera del Marchetting culturale? No. L'occasione per riflettere sul piacere di veder un intelletto prono alle leggi del marketing è offerta dall'ultimo catalogo massiccio della Malo, azienda numero uno del cachemire in Italia.
Si chiama "Armonie" e si apre come una cozza con un raccontino scritto "in esclusiva" per Malo da Bevilacqua, appunto. "Maestro prodigioso" inizia così: "Il pubblico era soggiogato dal vederlo, sul podio, con la testa rovesciata all'indietro, sopra il frac (sopra?ndr) vecchio e liso (un vezzo, quel frac portafortuna, il primo che gli aveva regalato la madre) mentre governava le mani, trasmetteva una sensitività estrema ai polpastrelli ingialliti dalla nicotina".
Trattenete lo sturbo perché l'Autore si pone la domanda da cento pistole: come, dove, perché e quando nasce tale "sensitività"? Bella domanda. Bevilacqua sbircia l'assegno di Malo, da una sniffatina al pulloverino e termina così il raccontino: "In fondo, da cosa è nata la vita? Da un semplice, vellutato tocco di polpastrelli: i polpastrelli con cui Dio sfiorò una creta così pura, così ineffabile, da potersi definire il "cashmere di cui è fatto l'uomo". Cashmere? Cashmere! Per la verità, si scrive cashmere ma si deve leggere cash, cash, cash!
Copyright dagospia.com 17 Ottobre 2001