E' L'ORA DELLO "STRUNZ CHIC"
IL MARZULLISMO È UNA PRESA PER IL CULO O C'È IL CULO NELLA PRESA?
BERLUSCONI IN SARDEGNA HA MENO VILLE DI LELE MORA - CLEOPATRA BELLUCCI
DELLA VALLE, UN GOMMONE COI PALLINI - ANGIOLILLO NERA, PANTACOLLANT BIANCO



Pietrangelo Buttafuoco per Panorama- seconda parte dei 100 personaggi dell'estate 2005


34 - PAOLO MIELI
Tornerà al Palone, che non è un grosso palo, ma la tenuta degli Antinori sulla costa di Bolgheri. Lì pianterà paletti e strategie. Dopo di che il direttore del «Corriere della sera», tornerà a Creta in cerca del freschetto, poi un'ultima puntata prima della fine stagione la farà al Nido delle Aquile per preparare un incontro con Stefano Ricucci alloggiato al Brennero.

35 - ALESSANDRA MUSSOLINI
Andrà in vacanza a Marina di San Nicola, spiaggia del litorale romano sufficientemente popolata da bella gente, dove poter sfoderare e sferrare chiacchiere e sorrisi. Recuperato spazio su Gianfranco Fini, la prima nipote d'Italia dovrà vedersela con un altro pericoloso concorrente, un altro aspirante all'esclusivo ruolo di nipote: Jaki Elkann.

36 - SANDRO CURZI
Er presidente scòmmodo. Potranno pure metterci Matusalemme nel consiglio d'amministrazione della Rai per fregargli il grado di «consigliere anziano», potranno piazzargli al fianco il miglior manager delle comunicazioni, ma via Teulada, Saxa Rubra, il Cavallo, la Carlucci e tutto il pubblico radiotelevisivo degli amici vicini e lontani ormai è tutto suo. Lui sarà er presidente scòmmodo della Rai. Dal suo ufficio in viale Mazzini non si schioda e il suo cambio ferie lo farà alla grande: presidente della Rai.
A costo di rimanere da solo o in compagnia di Citto Maselli, del prefetto e del ministro dell'Interno a Ferragosto, Sandro Curzi la programmazione estiva della tv di Stato la farà filare come i bicchieri di granita filano dentro i panini caldi. Vantaggio a nessuno. Aprirà la Festa dell'Unità a Testaccio come ha aperto quella di Liberazione alla Garbatella, farà tutto il dovere suo di capopolo, si farà cambiare il servizio di controllo delle guardie giurate chiamando nei corridoi i compagni della vigilanza, ma a Capalbio di sicuro non ci andrà (troppo affollato di damerini di sinistra).
Er presidente scòmmodo da sinistra si chiamerà piuttosto Massimo Magliaro, il direttore di Rai International, e l'unica gita che si concederà con questi sarà a Solopaca, nel Beneventano, dove andranno per fare una visita a Gennaro Malgieri, 'o consigliere scòmmodo di destra.

37 - PIERO GNUDI
L'autorevole demoplutocrate, presidente dell'Enel, in predicato per la Rai, per l'Ente Broccoli, la Pentennale e la Totale, ha fatto terra bruciata nelle colline bolognesi perché, insomma, non può fare come l'asino tra i suoni. O con Pier Ferdinando o con Romano, la scelta è drammatica e l'estate lo coglierà nel dilemma: cosa ne sarà di noi, cioè di lui e di tutto ciò che deriva dall'essere considerato il meglio pezzo dell'argenteria esposta dai poteri forti con brio. Si farà gonfiare le ruote della bici da Romano, il pieno di benzina dal Pierferdi.

38 - MARIA ANGIOLILLO
Paparazzabile, volendo. Non avrà modo di godersi l'estate perché passerà tutto luglio, tutto agosto e tutto il tempo a selezionare il catering per le cene del prossimo settembre. La prima signora del primo salotto nazionale verrà pure invitata, da Carmen Llera perfino, a Sabaudia, ma fasciata dell'eterno pantacollant bianco donna Maria non sentirà caldo e la sua vessata servitù solo segretamente potrà indossare le livree in fresco lana fornite loro nei primi di maggio da donna Lella Bertinotti e da Antonio Polito, il direttore di 'O Riformista.

39 - SILVIO BERLUSCONI
In Sardegna ha meno ville di Lele Mora, aveva anche un manager per fargli da trainer sulla scelta delle vacanze ma anche questo gli è stato soffiato dall'intraprendente agente dei vip. Non gli resterà che andarsene alle Bermuda, fonti accreditate ci assicurano che per questa volta ciccia: niente bandane, niente ricrescita, niente corsette
in braghette, niente di niente: solo partito unico. E Casini vari.

40 - MANUELA ARCURI
Altro che paparazzabile, non cerca altro. Il suo target la vorrebbe in Sardegna, ma la bella ragazzona parte delle sue vacanze dovrà passarle a Livorno, giusto per fare amicizia con i suoceri dal gusto difficile. I genitori di Aldo Montano, lo schermitore che la vorrebbe sposare, sono infatti restii, nella Livorno rossa sono una rarità, sono appunto di destra e la bella Arcuri potrà sperare di sciogliere i loro cuori chiedendo al regista Pierfrancesco Pingitore di farle da compare di nozze.

41 - CARLO DE BENEDETTI
Passerà l'estate sul rompighiaccio Itaska, però non al gelo del Mare di Barents ma al largo di Marina di Modica e Punta Secca, dove in luogo degli iceberg ci sono gommoni pieni di immigrati clandestini in arrivo e giocatori d'azzardo in sali e scendi da Malta. Probabilmente il rompighiaccio andrà altrove dopo, ma perché le barche fanno vita separata dai loro padroni: sarà avvistata al largo, tra una pipinara di Giulianova e l'algido lucore di Capo Sunion. In tutta quest'estate l'Ingegnere rilascerà interviste a tutti fuorché ai suoi giornali. Dopo un lungo cercare, aiutato da Enzo Bianco, ha preso casa a Modica, nel fasto del giardino barocco dove, esaurite le polemiche postume con Giovanni Agnelli, potrà dedicarsi a un serrato confronto dialettico-epistemologico con il commissario Montalbano. Tra gli invitati chiamati dall'Ingegnere a gustare il cioccolato di Bonaiuto,
a Modica, si segnalano: il fratello Franco, con paletta e secchiello perché le pietre piatte sono tutte sue, e Veronica Berlusconi, ambasciatrice della futura pacificazione (quella che mette insieme i cani e i lupi: povere pecore, sventurate capre!).

42 - JAS GAWRONSKI
Anche questa volta i fotografi potranno registrare nel principe Gawronski il più bel girovita che mai gentiluomo potrà desiderare. Gran signore, perfetto nei modi, trascorrerà le giornate del riposo immerso nella memorialistica e nella letteratura europea: risulterà più ferrato di Enzo Bettiza, più informato di Cesara Buonamici e, consultato da Silvio Berlusconi, più vicino a Lui di Paolo Bonaiuti.

43 - GIGI MARZULLO
Non potrà andare più lontano delle sue extension. Resterà nell'area propria del suo ombrello capelluto. Il popolare giornalista della televisione di Stato, grande intervistatore di donne a getto continuo, esperto di cinema perfino, uomo di solide letture, farà vacanzucce a metà. A metà col fare nulla e la restante parte a fare niente, quindi a lavorare a maggior gloria dell'unica metafisica prodotta dalla Rai: il marzullismo, categoria filosofica dell'Homo videns con sottofondo di pensiero reversibile: «È una presa per il culo o c'è il culo nella presa?». Gli capita ovviamente di fare interviste riuscite: la più bella quella a Letizia Muratori, autrice del libro Einaudi Tu non c'entri. Sul merito appunto, lui non c'entra.

44 - FRANCESCO RUTELLI
Sebbene L'Unità, Il Manifesto e La Repubblica per tutta l'estate lo daranno vacanziero in Sardegna, e non nelle ville di Lele Mora, il leader della Margherita assolverà il rito della villeggiatura nelle solite tappe della comunità della Roma felix. Verrà fotografato insieme con la moglie, Barbara Palombelli (e per fortuna questa, in pausa per le ferie, non avrà intorno né Giovanni Masotti di Punto e a capo), verrà chiamato al telefono da Enrico Letta ma con quest'ultimo, poveraccio, farà sempre cadere la linea: «Non c'è campo». Non c'è scampo co' er Cicoria.

45 - AFEF JNIFEN
Tra i bagnini e le bagnine in coordinato mare, lei che non li coordina sarà paparazzata sempre al fianco del marito, Marco Tronchetti Provera. Così, per la disperazione delle sciure che le fanno continuamente esami social e dei servizi segreti che la vorrebbero novella Mata Hari dell'islamismo antioccidentale per meglio spaventare il pollaio delle esagerazioni di propaganda. Spiazzante, lei farà dimenticare Nino D'Angelo e il celebrato 'Nu jeans e 'na maglietta perché solo lei saprà come vestire i caldi, il mare e il sole della bella stagione nella disarmante rappresentazione del puro coprirsi. Quando poi vorrà mettere pepe nelle sue apparizioni, non si denuderà, piuttosto indosserà il velo e sulla curva della Mezzaluna saprà versare gocce d'essenza di fiori d'ibisco, per un omaggio all'hadit: «Prediligo la preghiera, le donne e i profumi».

46 - GIOVANNI MALAGÒ
Egemone del lusso a quattro ruote, titolare del marchio di rivendita delle migliori macchine, conquistatore di donne a getto continuo, non si fidanza per amore delle figlie, praticamente mutua la vecchia tecnica di dichiararsi sposato per non avere gravami a ogni conquista. A lui spetta di ripetere ciò che un tempo era riservato ai gerarchi, al tempo dei telefoni bianchi. E questo è il primo dei complimenti da rivolgergli: uomo dal fascino scavato già sulla pioggia di barba e ciuffo, campione della Roma più piaciona, ha già dettato il suo motto «Hic habitat felicitas» nello sgranare il rosario dei finesettimana. Nella sua casa di Sabaudia (nido appunto dei gerarchi) ha una celebratissima sauna con musica di Keith Jarrett in sottofondo, cosa che fa molto fico, e poiché corrisponde ai maggior sui, l'effetto risulta eguale a quello che ai Tempi si poteva dare con Conosci una bambina, che è bionda come l'or?. Con il suo Itahma, uno scafo nippodotato che attira i pescispada, fa la spola da Sabaudia a Ponza. La barca è stata decretata dai minus come cosa borissima, in realtà è molto bella, come nelle Apette dei fruttaroli dovrebbe scriverci sopra: «Invidioso, crepa!».

47 - SIMONA VENTURA
Simo, Super Simo, Simonissima svernerà, è il caso di dirlo, lontano dai ghiacciai dei riflettori, al sole della meditazione, della pausa e della dichiarazione di guerra prossima ventura. È proprio il caso di dirlo, questi due mesi di ferie non sono che l'incubatrice di una rivoluzione autunnale. La sua vacanza è quasi un oroscopo a futura memoria.

48 - GAD LERNER
Difficile l'estate con un Prodi azzoppato dalle primarie e con la concorrenza sempre più agguerrita di Arturo Parisi, immancabilmente primo al traguardo del cuore del Professore. Gad Lerner coglierà l'occasione della villeggiatura per farsi ancora qualche «photo opportunity» al fianco di Giovanni Bazoli, fine teologo e banchiere, e con Francesco Giorgino, il giornalista del Tg1 silurato dal regime.

49 - SAIF GHEDDAFI
In Sardegna questo povero Saif, la cui traduzione corrisponde a Spada, Spada dell'Islam precisamente, non avrà altra meta che la Sardegna. Da lì aspetterà la consunzione di luglio e agosto per poi andarsene a Venezia, al Festival, per rimorchiare dive come minimo del livello della Kidman, che però si offendono per la sua corte assillante, molto maghrebina: fiori, doni, complimenti, succhiamenti ravvicinati. Paparazzatissimo.



50 - ALESSANDRO PIPERNO
Specie di questi tempi la letteratura aiuta nella dispersione delle energie sessuali, ma siccome il fenomeno editoriale dei prossimi dieci anni ha dichiarato di essere impotente, in quest'estate di ardori repressi, inespressi e venuti a male sarà chiamato a fare la reclame del Viagra. Uomo di bellezza nascosta, è comunque la trasfigurazione del giammai impotente Gabriele D'Annunzio, dotato di barbetta e pizzetto, avvolto in morbido accappatoio bianco, anche Piperno verrà immortalato su una spiaggia. Avrà cura di togliersi gli occhialini e di far baluginare il petto villoso.

51 - SILVIO MUCCINO
Estate di età adulta, consolidato nel ruolo di romano emancipato, Muccino darà il meglio di sé nei caldi. Addobbato nella sbrigativa vestizione del disinvolto, con opportuna esibizione degli accessori tipo braccialini, collanine, motorini, pensierini, questo novello Marcello Mastroianni con patata in bocca alimenterà nell'italiano medio la mitologia del giovanilese.

52 - MONICA BELLUCCI
Pare che dopo aver copiato la Rolls-Royce i cinesi abbiano già approntato un altro clone dell'immaginario occidentale. In una fabbrica di Shanghai, i compagni tecnici, i compagni scienziati e i compagni operai sono riusciti a doppiare un esemplare di Monica Bellucci, perfezionata perfino: questo modello, concepito secondo i gloriosi dettati del compianto presidente Mao Zedong, non cadrà nella trappola della buona coscienza. A differenza dell'originale, infatti, non firmerà appelli referendari, non si avventurerà in complicate discussioni politiche, non farà da specchietto di propaganda per il politically correct progressista, canterà le lodi del popolo operoso, il patriottismo delle risaie e il capitalismo dei proletari e sarà insomma la Bellucciona per come deve essere: una diva.
Probabilmente la notizia dell'avvenuta clonazione e l'occasione di alleggerire in estate tutte le fumisterie feriali offriranno a Bellucci il giusto relax. Andrà in vacanza a Formentera, asserragliata in villa con la sua famiglia e Ilaria D'Amico, la sua migliore amica. Solo il tragitto da Parigi e da altri scali aeroportuali potrà consentire ai reporter di fermarla nelle istantanee. Colta dopo l'infelice campagna referendaria, la nostra Cleopatra, sempre parca di espressioni, rallegrerà le ferie esibendosi con un impercettibile frullar di ciglia.

53 - DIEGO DELLA VALLE
Anche i ricchi vanno in vacanza. Un'altra faticosa estate del re delle scarpe, il più felice tra i calzolai del mondo, imprenditore dello stile, fabbricatore del gusto italiano. Approfitterà di quest'estate per lanciare il suo ultimo gioiello: un gommone coi pallini delle Tod's. Risulterà nell'effetto simile a un immenso mocassino, sarà colorato di viola e verrà messo in acqua immediatamente, in questa prima fetta d'estate per non cozzare con gli impegni calcistici d'agosto.

54 - MAGDI ALLAM
Non andrà là, resterà qua. Starà sempre sul sofà senza credere in Allah. L'esperto dell'Islam, magnate del Corriere della sera, noto volto della tv quest'estate non farà venerdì, ma solo weekend di tolleranza. Non scriverà che lettere a Oriana Fallaci e al pascià di Custonaci. Con l'autorizzazione della Cia andrà solo a 'Stambul, nel paesul fatto di sei tukul dove per trastul dei fanciul si trovano gli Abdul. Ci andrà su d'un mul ed entrerà nel tukul, col cadì di Paranà che (manco a dirlo) non crede in Allah. Sarà paparazzato previa autorizzazione del Pentagono.

55 - MARIA DE FILIPPI
La temuta dottoressa della televisione sentimentale farà nanna e riposini nella sua casa in Toscana, ma negli spazi del suo passatempo rimetterà in riga tutto il circo dei suoi adolescenti sperimentati nei talk-show per vivisezionarli secondo l'eugenetica della telegenia. I fotografi avranno il loro più difficile lavoro nel catalogare e fare didascalie con tutto il bestiario di Jessiche, Katie, Samanthe, Kevin, Selvagge, Mirka e mai una, almeno una, Concettina.

56 - ROMANO BATTAGLIA
Immancabile come il primo topless di Rosanna Cancellieri allo stabilimento di Mastino a Fregene, Battaglia sarà come sempre il vate dell'estate intellettuale. Divinità albergante tra le pinete di Versilia e i gazebo dell'Aurelia, lo scrittore dal microfono da modernariato farà dibattito riuscendo a far sentire meravigliosi Rosa e Giannetto, Pinotto e Alberoni, e perfino Flavia e Vento. Di suo presenterà nuove e delicate pagine, sul suo riporto in testa farà adagiare la rugiada dell'alba tirrenica, al tramonto eleverà peana al delicato tratto, ma il vero capolavoro di ogni estate sarà quello di radunare intorno agli alberi della famosa pioggia, ovvero quella che cade sulle tamerici salmastre e arse, sui pini silvestri e irti, sui salici spenti e sulle lacrime lucenti, i meglio e i meravigliosi vecchioni del carosello culturale.
 
È un grandissimo Battaglia, è il vero Marzullo se solo Gigi Marzullo potesse avere il genio di colui che di ogni ricettario sa fare un capolavoro degno di pubblicazione nella collana Meridiani Mondadori. Milioni di scatti fotografici sono stati riversati sulle sue tavole rotonde, sui suoi incontri e sulle presentazioni che l'inventore del salotto culturale ha saputo apparecchiare per fare ingoiare agli italiani l'esercizio di scrittura. È persona delicata, è l'incarnazione di un Buddha neppure sovrappeso, è l'approdo felice per milioni di autori fai-da-te.

57 - CHARLOTTE CASIRAGHI
Signorina dal tratto siderale, la figlia di Carolina di Monaco farà scuola nell'olimpo dello stile «strunz chic». Sempre più bella, alloggerà a Saint- Remy, dove c'è la casa di mamma Carolina, la città che fa l'aggiornamento chic di San Remo. La ragazza sta sempre con i fratelli Andrea e Pierre, sono una specie di Dreamers di Bertolucci, però paparazzati.

58 - SANDRA CARRARO
Se non ci fossero dame come la signora Carraro, l'Italia toccherebbe il fondo della noia. Invece, beata nell'accompagnarsi a garbo e spiritosaggini, tutta la nazione, grata, riconoscerà alla divina Sandra il titolo di Graziosa Potente. A maggior ragione sotto gli ombrelloni e tra gli scogli, lei che non è solo una moglie (il marito, Franco, è il presidente della Federcalcio e di Mediocredito centrale) senza alcun titolo fa da sovrintendente agli affanni di scalata sociale delle varie tribù. Nessun passa, però.

59 - BENEDETTO XVI
Non potendo più ritirare personalmente i premi della variegata premiopoli estiva, il povero Papa non potrà farsi le piccole e gradite vacanzucce, come quella di Capri. Ma è un sacrificio che avrà le sue giuste ricompense con le trasferte ufficiali. La prima sarà in Germania, tenendo però a bada il fratello, a seguire il solito tran tran.

60 - PIPPO BAUDO
Come tutti i siciliani, non avrà che una meta per le vacanze: tornare a casa. A Militello Baudo verrà infatti fotografato assecondando tutti gli appuntamenti della vera villeggiatura: dalla passata di zolfo alle vigne alla raccolta delle prugne, fino a preparare le reti dei materassi per l'esposizione al sole dei pomodori da mettere sotto olio. Unici impedimenti a cotante georgiche e siffatte bucoliche saranno le serate tra dispersi premi e saggi poetici etnici ed etnei.

61 - ELISABETTA CANALIS
Ha fatto irritare le signore dell'elegante Capri perché proprio non è possibile che giusto lei (nell'isola dove passeggiava indisturbata Grace Kelly), senza avere la qualità della diva, c'è arrivata una settimana fa trascinandosi un tristo codazzo di ammiratori, non certo capresi, bensì tifoseria reclutata a margine di una festa buona per calciatori. Però è bella, anche se è più donna d'inverno: d'estate le si rimpolpa il broncio.

62 - GEORG GAENSWEIN
Fatto salvo l'Ordine sacerdotale, è il sex symbol in carne e ossa. Segretario particolare di Benedetto XVI, l'aitante teologo popola l'immaginario della calura estiva sollecitando confessioni e peccati. Piace a tutte, e siccome Sodoma è diventata Gomorra, piace anche agli uomini, seguendo quel ragionamento a suo tempo adottato per Sean Connery: tutti vorrebbero essere come lui.
Vestito come cristo comanda, padre Georg non si deprezza con ridicoli clergyman; addobbato con l'abito talare il prode tedesco è ormai una rappresentazione dell'importanza d'aver fatto studi seri. Laureato a Friburgo di Brisgovia, patria di Martin Heidegger, padre Georg si abbeverò alle lezioni di un grandissimo docente della storia della filosofia, padre Eduard Landolt, già cappellano militare, titolare di cattedra in Germania, acuto esegeta della parola poetica nonché (scusate se è poco) parroco del quartiere San Cristoforo in quel di Catania. Se due più due fa quattro, da cotanta scuola non potrà che venire furore spirituale e i paparazzi che seguiranno padre Georg nel suo soggiorno estivo in Brisgovia, ai margini della Foresta Nera, sappiano a quale comandamento adeguarsi: mettersi in divisa.

63 - MASSIMO D'ALEMA
In mancanza di un U-Boot, si sa, il leader dei Ds deve accontentarsi di un «Mascalzone latino» qualsiasi, e dopo Valencia, dove ha fatto da commentatore alle regate, il più bel baffo del Mediterraneo farà il bagnetto nel mare del riformismo traditore. Paparazzato in costumino, farà schiattare tutti per la perfezione degli addominali

64 - FABIANO FABIANI
È la sora Lella dell'establishment, è un'istituzione dell'Italia civile, e civilmente lui si farà fotografare all'Ultima Spiaggia, il lido della sinistra bene, per il consueto rito alto e nobile dell'Italia migliore ritratta nell'istante del pediluvio. Con qualche lapsus può diventare Fagiano Fagiani, ma questo importante manager, antica parte in causa dei salotti Rai, riserva della Repubblica, dovrà ringraziare i paparazzi che lo immortaleranno perché fanno eterno il gioco del c'era questo e c'era quello. Lui c'è sempre.

65 - GIANNI ALEMANNO
Il ministro dell'Agricoltura viaggerà in incognito dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, da Capocotta a Milano Marittima, per non farsi scoprire da Diego Della Valle e dal principe Carlo Caracciolo, che ormai se lo contendono e ne fanno strame per averlo come ospite nelle loro barche, nelle baite e negli abbaini. Fin qui non sarà paparazzabile. Uomo di rude scorza, Alemanno farà immersioni, scalate, ruzzolate, ma, ahinoi, neppure un'adunata.

L'estate, secondo tradizione, aggiorna i vertici dei partiti, ma il leader della Destra sociale non asseconderà congiure, convocherà piuttosto consigli, gran consigli solo tra gli slow food. Perfino a Marettimo, nell'isola feudo di Maurizio Gasparri, Alemanno passerà solo per fare rifornimento di capperi e bottarga di tonno. Tonico, sorridente, intellettuale, con gli ultravioletti del K2, con lo iodio di Creta e le vongole di Mastino a Fregene, Alemanno risulterà più abbronzato di Gianfranco Fini, più glamour di Francesco Storace, più a sinistra di Fausto Bertinotti. Paparazzabile solo con esclusiva, il ministro più social si guadagnerà una copertina del Venerdì di Repubblica ma, a differenza dell'Achille Occhetto di un'estate felice di molti anni fa, tutto baci con la moglie Aureliana Alberici, Isabella Rauti, signora del ministro, non esibirà intimità.
(2. Continua)



Dagospia 30 Giugno 2005