MORO PER SEMPRE - COSSIGA PICCONA: "GALLONI, IMBEVUTO DI SINISTRISMO E DI "ANTIAMERICANISMO CATTOLICO" NON PUÒ ACCETTARE CHE ALDO MORO SIA STATO UCCISO... DA SINISTRA!" - LA DISINFORMAZIONE DEL KGB SU BERLINGUER.

Lettera di Francesco Cossiga a l'Unità


Gentile Direttore,
Giovanni Galloni e io, militanti prima nella Federazione Universitari Cattolici Italiani e poi nella Democrazia Cristiana, nella corrente di Iniziativa Democratica di Fanfani, Moro e Rumor e poi compagni nella corrente della Sinistra di Base di questo partito, amici da una vita, uniti dallo stesso amore per il diritto, abbiamo avuto in tutta la nostra vita un solo momento di scontro.

Siamo stati compagni nella corrente della Sinistra di Base di questo partito, sostenitori fermi e caparbi della politica del compromesso storico nella versione morotea, e cioè politica e non, come invece i dossettiani, ideologica (le due parti di un unico soggetto: il Popolo degli intellettuali antiliberali ed anticapitalisti, comunisti e cattolici progressisti) nonché della solidarietà nazionale.

Ebbene, quell'unico momento di scontro fu quando egli, eletto contro la mia opinione di Capo dello Stato all'ufficio di Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, si convertì rapidamente al giustizialismo e si schierò a favore dell'Associazione Nazionale Magistrati, che già cominciava a manifestare il suo volto di "partito politico di fatto", di carattere elitario, antiparlamentare e tendenzialmente eversivo, contro di me, che in un caso in cui i membri magistrati del Csm volevano tentare la prima usurpazione di funzioni costituzionali, fui costretto a dare l'alt al Consiglio Superiore, minacciando lo scioglimento, revocando le deleghe a Giovanni Galloni ed inviando, con il consenso del Governo e, per quanto atteneva alla legittimità del mio operato, della Procura della Repubblica di Roma, nella piazza antistante la sede del Consiglio, un battaglione mobile di carabinieri in tenuta antisommossa, agli ordini di un generale di brigata dell'Arma e del comandante della Legione Territoriale Carabinieri di Roma, pronti a far irruzione nella sede ed a sgombrarla, su ordine da me impartito nell'esercizio delle mie funzioni di Presidente del Consiglio Superiore, qualora avessero insistito nel votare un ordine del giorno di censura del Presidente del Consiglio dei ministri.

Come fa dire Alessandro Manzoni a Don Abbondio nel suo colloquio con il Card. Federico Borromeo: «Chi il coraggio non l'ha, non se lo può dare...», vi fu una rapida ritirata di Giovanni Galloni e dei "magistrati democratici" di pseudosinistra e di quelli "corporativi" di destra, spesso alleati tra di loro contro i poteri politici espressione della sovranità popolare e non di quella da essi preferita... "per concorso cooptativo". Ed io incassai l'approvazione perfino della Direzione del Partito Comunista Italiano, che solo mi pregò di non accettare le dimissioni presentate dai membri togati del Csm che al Pci si erano rivolti, terrorizzati all'idea che io potessi accettarle ed essi dovessero ritornare a, si fa per dire..., lavorare, rinunciando a prebende e privilegi!



Giovanni Galloni fu poi durante il sequestro di Aldo Moro "ufficiale di collegamento" tra me e la Dc, così come l'indimenticabile e coraggioso amico Ugo Pecchioli lo fu con il Partito Comunista.

Mai Giovanni mi prospettò l'ipotesi di una infiltrazione delle Brigate Rosse da parte della Cia e del Mossad. In realtà, secondo le informazioni fornitemi dal Controspionaggio militare (quello che mi tenne sotto controllo fisico ed elettronico durante i miei anni al ministero dell'Interno: altro che priorità alla lotta al terrorismo!) e dal Servizio di Sicurezza del ministero, risultava che il Mossad israeliano avesse avuto nei primi tempi contatti con le Br, ma soltanto per capire che cosa fossero e per scoprire i legami allora esistenti con il terrorismo palestinese. Sono stato ministro dell'Interno di Aldo Moro, e quando egli fu sostituito a Palazzo Chigi da Giulio Andreotti, lo visitavo ogni settimana nel suo studio di Via Savoia.

Mai mi parlò di coinvolgimento della Cia o del Mossad. In realtà, essendo stato oggetto... di attenzioni da parte del Kgb in Roma, egli mi espresse l'ipotesi che questa potente agenzia di spionaggio e di azioni "non convenzionali" potesse essere dietro o aver infiltrato le Br: cosa cui io mai ho creduto, mentre è accertato che lo Stb, il servizio segreto della Cecoslovacchia comunista, addestrò alcuni brigatisti rossi italiani e infiltrò la Democrazia Cristiana.

Il fatto è che anche Giovanni Galloni, imbevuto di sinistrismo e di "antiamericanismo cattolico" (quello cattolico è uno dei filoni più robusti dell'antiamericanismo europeo e latinoamericano, basti pensare al peraltro piissimo Card. Martini!), non può accettare che Aldo Moro sia stato ucciso... da sinistra! Ed anche egli è rimasto vittima di quella che dopo il caso "P2", "Piano Solo" e "Gladio" è stata la più brillante opera di disinformazione del Kgb, arrivata perfino per vie misteriose sullo scrittoio del buon Benigno Zaccagnini: l'attribuzione del rapimento e dell'uccisione di Aldo Moro al complotto Kissinger, Giscard d'Estaing e Schröder, attuato poi dalla Cia! Male andò invece la "misura attiva" di disinformazione del Kgb volta a far passare, dopo lo "strappo", Enrico Berlinguer come un profittatore ed un disonesto!

Non credo quindi che Aldo Moro abbia detto a Giovanni Galloni, di cui come risulta dal suo epistolario dal "carcere", ed ingiustamente! Aveva assai poca stima morale, queste fantasiose ipotesi: certamente Giovanni ricorda male..
Male!


Dagospia 07 Luglio 2005