ESPRESSO RISERVATO - ACCONCIATORI PER PELATI - SCHERZI DA ULTRÀ IN FORZA ITALIA - D'AMATO ULTIMO GIAPPONESE - SILVIA ROSSI: DAL "FALLO" DI BRASS A PORTABORSE FORZISTA - IL TERZO POLO DELLA CRAVATTA.
A cura di Primo Di Nicola per "L'espresso"
1 - ACCONCIATORI - CALVI ALLA RISCOSSA
Figaro va in pensione. Grazie soprattutto ai deputati calvi, prevalentemente della Casa delle libertà. Buona parte dei "sì", nella commissione Attività produttive di Montecitorio chiamata a varare la nuova disciplina dell'attività di acconciatore, è infatti venuto da parlamentari rigorosamente senza capelli in testa.
Si trattava di recepire una direttiva europea che abolisce la distinzione tra barbiere e parrucchiere per signora, unificando il tutto sotto il titolo di acconciatore. Sui tanti voti a favore del provvedimento, che è passato all'unanimità, una decina sono stati infatti dati da teste più o meno 'pulite'.
Si tratta, per il centro-destra, di Mario Airaghi , Paolo Dalle Fratte, Luigi Gastaldi, Giovanni Jacini, Antonio Palmieri, Antonio Lorusso, Michele Zuin e Bruno Tabacci; ma i "sì" sono arrivati anche dai calvi dell'opposizione, tra i quali spicca Rolando Nannicini. "Almeno stavolta", scherza la relatrice Lorena Milanato (Fi), "nessuno potrà dire che c'è stato un conflitto di interessi". (B.C.)
2 - CICCHITTO, CHE PENNELLATE!
Lo scherzo è stato atroce, come solo chi conosce la passione calcistica della vittima può capire. Luca D'Alessandro è noto ai giornalisti per essere il capo ufficio stampa di Forza Italia; ma lo è ancor più, per chiunque abbia parlato con lui anche solo due volte di persona, come uno dei più sfegatati tifosi della Lazio che si possano incontrare fuori e dentro i palazzi della politica.
Facile quindi immaginare lo sconcerto e la rabbia che lo hanno colto qualche settimana fa quando, entrando nel suo ufficio di via dell'Umiltà, la sede nazionale del partito di Silvio Berlusconi, ha trovato la parete di fondo dipinta di giallo e rosso, i colori della Roma.
Risate generali, naturalmente, dei funzionari e degli impiegati forzisti. E D'Alessandro? Dopo avere chiamato un imbianchino per far ritinteggiare di bianco il muro, il capo ufficio stampa ha avviato la sua inchiesta personale scoprendo, alla fine, che la colpa di tutto era di Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore forzista e tifosissimo della Roma. (M.G.P.)
3 - CONFINDUSTRIA - GLI ULTIMI GIAPPONESI
Antonio D'Amato show alla giunta della Confindustria di giovedì 7 luglio. L'ex presidente, che finora in viale dell'Astronomia si era visto poco o niente, è riuscito a prendere la parola per sei volte. Prima D'Amato ha ripetutamente detto la sua sulla situazione politica. Poi è intervenuto sulla questione del Tfr.
Ma il meglio di sé l'industriale di Arzano lo ha dato di fronte all'annuncio dell'ingresso delle Poste in Confindustria. Spalleggiato da Nicola Tognana (candidato al vertice sconfitto poco più di un anno fa da Luca di Montezemolo), D'Amato è balzato su come una molla. Non si può fare, ha detto perentorio. E ha spiegato che il nuovo statuto non prevede la possibilità di associare aziende pubbliche. Quando il vice presidente per l'organizzazione Marino Vago lo ha smentito, escludendo l'esistenza di un simile sbarramento, lo sconcerto è sceso nella sala: le nuove regole, infatti, sono state scritte proprio da Tognana sotto la presidenza di D'Amato.
Incassata la figuraccia, gli ex alleati nella guerra a Montezemolo hanno comunque deciso di non desistere. Al momento del voto sulle Poste sono stati contati due no. Quelli degli ultimi giapponesi. (S.L.)
4 - MONTECITORIO - A LUCE ROSSI
Tinto Brass è approdato in Transatlantico. Silvia Rossi, protagonista del memorabile film 'Fallo' del regista a luci rosse si è fatta fotografare alla buvette di Montecitorio per un servizio di una rivista patinata. Mini vertiginosa, abbagliante scollatura, Rossi ha tenuto gli onorevoli presenti con il fiato sospeso. Come ha fatto ad ottenere il permesso? Semplice. La bella Silvia, autrice di un volume sulle abitudini culinarie degli onorevoli, risulta essere anche assistente-portaborse di Giorgio Galvagno, deputato di Forza Italia. (B.C.)
5 - E SPUNTA IL TERZO NODO
Anche la cravatta, accessorio maschile per eccellenza, divide i politici in fazioni stilistiche. E, nella guerra fra i due poli Marinella-Hermès, ne spunta un terzo che promette di diventare il più agguerrito. Si tratta di un polo trasversale, che riunisce sotto le insegne del made in Italy Giulio Tremonti e Marcello Pera, Guido Possa e Fausto Bertinotti fino alla new entry Joachín Navarro-Valls, portavoce del Papa.
Tutti clienti del marchio Roda, fondato nel '96 dal giovane Luca Roda, definito da 'Le Monde' "il designer emergente del nodo". Così, accanto alle tradizionali tribù dei fan di Marinella (Berlusconi, Casini, Bonaiuti, Rutelli) e di Hermès (Fini, Follini), nasce quella 'made in Bedizzole', piccolo paese lombardo da cui prendono il volo stock di cravatte alla volta degli Usa (famiglia Bush al completo) e della Germania (il cancelliere Schröder).
E il designer bresciano, che ha appena siglato un accordo con il department store Sacks di New York, svela i gusti di alcuni suoi clienti: "Bertinotti predilige le tinte verdi e marrone in cashmere, mentre Navarro-Valls sceglie cravatte blu o azzurre in pura seta". (A.Mat)
Dagospia 15 Luglio 2005
1 - ACCONCIATORI - CALVI ALLA RISCOSSA
Figaro va in pensione. Grazie soprattutto ai deputati calvi, prevalentemente della Casa delle libertà. Buona parte dei "sì", nella commissione Attività produttive di Montecitorio chiamata a varare la nuova disciplina dell'attività di acconciatore, è infatti venuto da parlamentari rigorosamente senza capelli in testa.
Si trattava di recepire una direttiva europea che abolisce la distinzione tra barbiere e parrucchiere per signora, unificando il tutto sotto il titolo di acconciatore. Sui tanti voti a favore del provvedimento, che è passato all'unanimità, una decina sono stati infatti dati da teste più o meno 'pulite'.
Si tratta, per il centro-destra, di Mario Airaghi , Paolo Dalle Fratte, Luigi Gastaldi, Giovanni Jacini, Antonio Palmieri, Antonio Lorusso, Michele Zuin e Bruno Tabacci; ma i "sì" sono arrivati anche dai calvi dell'opposizione, tra i quali spicca Rolando Nannicini. "Almeno stavolta", scherza la relatrice Lorena Milanato (Fi), "nessuno potrà dire che c'è stato un conflitto di interessi". (B.C.)
2 - CICCHITTO, CHE PENNELLATE!
Lo scherzo è stato atroce, come solo chi conosce la passione calcistica della vittima può capire. Luca D'Alessandro è noto ai giornalisti per essere il capo ufficio stampa di Forza Italia; ma lo è ancor più, per chiunque abbia parlato con lui anche solo due volte di persona, come uno dei più sfegatati tifosi della Lazio che si possano incontrare fuori e dentro i palazzi della politica.
Facile quindi immaginare lo sconcerto e la rabbia che lo hanno colto qualche settimana fa quando, entrando nel suo ufficio di via dell'Umiltà, la sede nazionale del partito di Silvio Berlusconi, ha trovato la parete di fondo dipinta di giallo e rosso, i colori della Roma.
Risate generali, naturalmente, dei funzionari e degli impiegati forzisti. E D'Alessandro? Dopo avere chiamato un imbianchino per far ritinteggiare di bianco il muro, il capo ufficio stampa ha avviato la sua inchiesta personale scoprendo, alla fine, che la colpa di tutto era di Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore forzista e tifosissimo della Roma. (M.G.P.)
3 - CONFINDUSTRIA - GLI ULTIMI GIAPPONESI
Antonio D'Amato show alla giunta della Confindustria di giovedì 7 luglio. L'ex presidente, che finora in viale dell'Astronomia si era visto poco o niente, è riuscito a prendere la parola per sei volte. Prima D'Amato ha ripetutamente detto la sua sulla situazione politica. Poi è intervenuto sulla questione del Tfr.
Ma il meglio di sé l'industriale di Arzano lo ha dato di fronte all'annuncio dell'ingresso delle Poste in Confindustria. Spalleggiato da Nicola Tognana (candidato al vertice sconfitto poco più di un anno fa da Luca di Montezemolo), D'Amato è balzato su come una molla. Non si può fare, ha detto perentorio. E ha spiegato che il nuovo statuto non prevede la possibilità di associare aziende pubbliche. Quando il vice presidente per l'organizzazione Marino Vago lo ha smentito, escludendo l'esistenza di un simile sbarramento, lo sconcerto è sceso nella sala: le nuove regole, infatti, sono state scritte proprio da Tognana sotto la presidenza di D'Amato.
Incassata la figuraccia, gli ex alleati nella guerra a Montezemolo hanno comunque deciso di non desistere. Al momento del voto sulle Poste sono stati contati due no. Quelli degli ultimi giapponesi. (S.L.)
4 - MONTECITORIO - A LUCE ROSSI
Tinto Brass è approdato in Transatlantico. Silvia Rossi, protagonista del memorabile film 'Fallo' del regista a luci rosse si è fatta fotografare alla buvette di Montecitorio per un servizio di una rivista patinata. Mini vertiginosa, abbagliante scollatura, Rossi ha tenuto gli onorevoli presenti con il fiato sospeso. Come ha fatto ad ottenere il permesso? Semplice. La bella Silvia, autrice di un volume sulle abitudini culinarie degli onorevoli, risulta essere anche assistente-portaborse di Giorgio Galvagno, deputato di Forza Italia. (B.C.)
5 - E SPUNTA IL TERZO NODO
Anche la cravatta, accessorio maschile per eccellenza, divide i politici in fazioni stilistiche. E, nella guerra fra i due poli Marinella-Hermès, ne spunta un terzo che promette di diventare il più agguerrito. Si tratta di un polo trasversale, che riunisce sotto le insegne del made in Italy Giulio Tremonti e Marcello Pera, Guido Possa e Fausto Bertinotti fino alla new entry Joachín Navarro-Valls, portavoce del Papa.
Tutti clienti del marchio Roda, fondato nel '96 dal giovane Luca Roda, definito da 'Le Monde' "il designer emergente del nodo". Così, accanto alle tradizionali tribù dei fan di Marinella (Berlusconi, Casini, Bonaiuti, Rutelli) e di Hermès (Fini, Follini), nasce quella 'made in Bedizzole', piccolo paese lombardo da cui prendono il volo stock di cravatte alla volta degli Usa (famiglia Bush al completo) e della Germania (il cancelliere Schröder).
E il designer bresciano, che ha appena siglato un accordo con il department store Sacks di New York, svela i gusti di alcuni suoi clienti: "Bertinotti predilige le tinte verdi e marrone in cashmere, mentre Navarro-Valls sceglie cravatte blu o azzurre in pura seta". (A.Mat)
Dagospia 15 Luglio 2005