PIANGE IL TELEFONO - FIORANI: "CARDIA È AL SERVIZIO DI QUALCHE POTERE FORTE - CE LI INCULIAMO A SANGUE" - GNUTTI: "IN BANKITALIA CI SONO NEMICI" (GERONZI) - RICUCCI: "HEDGE FUND? IO NON SO MANCO CHI SONO QUESTI - MICA UNO HA FATTO NIENTE DE MALE, MICA...

Ettore Livini e Marco Mensurati per La Repubblica


Fazio voleva dare l´ok a Fiorani per l´acquisizione di Antonveneta ancora prima che l´istruttoria di Bankitalia fosse ultimata. Non è la convinzione di un investigatore. È il risultato inequivocabile di una intercettazione telefonica eseguita dalla guardia di finanza di Milano sui telefoni del capo della vigilanza di Banca d´Italia, Francesco Frasca. Alle 10 e 45 del 7 luglio Frasca chiama al telefono una persona ancora in via di identificazione e chiede consigli su come comportarsi in merito agli sviluppi relativi alla vicenda dell´istruttoria. Prima, però, lo aggiorna su quanto successo: «... gli uffici, due servizi che stanno sotto di me, hanno a mia insaputa concluso una istruttoria sulla possibile autorizzazione con un giudizio prettamente negativo. Io devo trasmettere questo giudizio al Governatore - aggiunge Frasca inchiodando inconsapevolmente Fazio - il quale mi ha anticipato che lui vuole dissentire.... Loro l´hanno fatto perché sono impauriti».

Dalle intercettazioni emergono anche i disagi dei funzionari contrari a dare il via libera a Lodi, costretti a inventarsi scuse ("doveva spostare la macchina") per defilarsi dalle riunioni più imbarazzanti. E tanto sospettosi da chiudere i loro pareri negativi in una cassaforte. «Il Governatore è molto inquieto su questo» ammette Frasca, impegnato in una "caccia all´esperto" per trovare pareri e interpretazioni autorevoli in grado di puntellare la linea di Fazio: «Siamo andati da Gambino rapidamente per avere il parere, che differisce notevolmente da quello di Gastaldi (negativo, ndr)».

GARANTISCE FAZIO
L´esito dell´istruttoria di Bankitalia, almeno a sentire alcune telefonate di Fiorani, era scontato. Il 28 giugno dopo una felice spedizione di Fiorani a Roma, da Cardia, il banchiere lodigiano che era in compagnia di Gnutti aveva chiamato Boni per raccontargli i dettagli. Ma quello, dopo aver fatto i complimenti al «Chicco nazionale», aveva avanzato qualche dubbio: «Il discorso adesso è a Roma. Non è che ci fanno aspettare loro adesso?».
Fiorani: «No... Il Gover?... No, ho chiamato, m´ha risposto, ho telefonato, domani lo vedo... No, ci, ci siamo... dobbiamo essere messi abbastanza bene altrimenti ce li inculiamo a sangue... la vedo molto improbabile».

IL GRANDE NEMICO
In Banca d´Italia rivela Gnutti a Fiorani dopo l´ok all´Opa, ci sono anche altri nemici. «De Mattia è stato equilibrato e ha difeso il Governatore da tutte le correnti interne al palazzo». «Correnti - scrivono i finanzieri nei brogliacci - che secondo Fiorani fanno capo a una persona sola della quale parleranno l´indomani». Secondo gli investigatori potrebbe trattarsi di Cesare Geronzi.



CARDIA E LA TALPA
Il nemico numero uno di Bpi è comunque la Consob: Fiorani chiama Gnutti. Fiorani: «Tieni conto che Abn Amro sapeva benissimo del provvedimento che la Consob avrebbe preso».
Gnutti: «Pensa te».
Fiorani: «Perché la prima chiamata è arrivata dall´avvocato Abn Amro a Franco Gianni ieri sera... ma prima che lo sapessi io eh? Quindi hanno delle talpe lì dentro... Ma lì è Cardia no? Lì è chiaramente Cardia, è Cardia, che è al servizio di qualche potere forte».

I PIOPPETTI DI GNUTTI
Fiorani è in linea con Boni, il direttore finanziario di Lodi. Gnutti, a fianco dell´ad di Bpi, chiede il telefono per ricordargli la promessa relativa a un finanziamento da 200 milioni. Gnutti: «Non ti dimenticare i miei 200 pioppetti». Boni: «Già fatto». «Già fatto?». «Sì». «E allora ti perdono... Te lo ripasso».

GLI UCCELLINI DI RICUCCI
Sono le 15 e 41 del 28 giugno Fiorani chiama Stefano Ricucci. I due parlano degli esiti di una riunione della Consob (i rapporti tra Fiorani e Cardia non erano certo ottimi) attesi di lì a poco. Ricucci: «Ma mi sembra che sia positiva eh mi hanno detto ho avuto degli uccellini che mi dicono che sia positiva».
Fiorani: «Chi te l´ha... È importantissima sta frase qua».
Ricucci: «E beh, lo so che è importante appunto ti stavo chiamando io adesso... Sono uccellini recenti sì... Ti dico di stare tranquillo».
Fiorani: «Ok. Sei sicuro e non posso chiedere niente al telefono comunque vabè... ok va bene allora ci aggiorniamo più tardi vediamo se gli uccellini cantavano bene o cantavano male».

RICUCCI E GLI HEDGE FUND
Sono le 10 e 09 del 23 luglio, la Consob ha appena accusato Ricucci e gli altri di concerto bloccando le loro azioni. Ricucci chiama il suo braccio destro Gugliemo Fransoni e con i suoi modi a metà strada tra Califano e Cragnotti spiega il suo punto di vista: «Scusa io ho comprato quattro milioni di titoli con 54 milioni di euro di cash e cento milioni di linee di credito, ma possono inficià 'na roba del genere? Perché questa è la sostanza, no Gugliemo?»
Fransoni: «Assolutamente. Ma poi cosa c´entri tu con gli Hedge Fund».
Ricucci: «Hedge fund? Non so, ma io non so manco chi sono questi».
Fransoni: «E perché, (tartaglia) fa un accordo insieme con gli Hedge fund».
Ricucci: «Io?» (...) «Cioè io non lo so... io vado in una cazzo de banca glie do 54 milioni de euro, gliene chiedo cento, non posso comprà quattro milioni di titoli. Fa ride´ no? Allora... Allora è finito il mondo... Pure la porcata degli avvocati. L´ho detto: Irti, l´altra volta hanno fatto il concerto loro, metteteci anche il nostro cinque... Tanto prima o poi faranno di tutto per rompe´ il cazzo...»

RICUCCI E GNUTTI
Lo stesso giorno poche ore dopo. Ricucci chiama Gnutti.
Ricucci: «Eccoci».
Gnutti: «Porca troia»
Ricucci: «Da oggi siamo ufficialmente concertisti (...) Ci hanno fidanzato ufficialmente eh?».
Gnutti: «Ma pensa te».
Ricucci: «Allora quando io dico le cose un mese fa, l´avevo detto, facciamo un patto di sindacato ufficialmente, io, te e Giampiero, fine, ma tanto che dobbiamo nasconde´?».
Gnutti: «Mi sembra una roba fuori di testa».
Ricucci: «Eh è così, è così Chicco cioè una roba... Ma questa la risolviamo...»
Gnutti: «Vabbè adesso vediamo gli avvocati che cazzo stan facendo».
Ricucci: «M´ha detto lui: "C´avevi ragione te". Eh, c´ho ragione io, ma però non me lo dici... Cioè uno fa un patto di sindacato e lancia l´Opa. Che c´è di... che mica uno ha fatto niente de... mica mica 'amo seviziato un ragazzino...»
Gnutti: «Ma dici che si sistema?»
Ricucci: «Se sistema sì però se prolunga».
Gnutti: «Che casino porca troia! Va be´ ci sentiamo in giornata appena...»
Ricucci: «...Abbiamo notizie più precise. Ciao bello».


Dagospia 04 Agosto 2005