GRANDE PUNTO INTERROGATIVO: RIUSCIRA' A SALVARE IL LINGOTTO?
LA PRIMA GRANDE SERA DI TORINO SENZA I FANTASMI DI GIANNI E UMBERTO AGNELLI
UNA FESTA QUASI SURREALE CON LUCA CHE RIESCE A STRINGERE QUASI TUTTE LE MANI

Maurizio Crosetti per "La Repubblica"
Reportage Lapresse


Tanti tavoli identici, rotonde isole di tovaglie grigio perla ma non cercate il tavolo dei re. Non c´è. Niente più re e dunque niente tavolo. Ma la città dei funerali prova a darsi una scossa, fa piovere petali di ortensie e genziane tra fumi da concerto rock e distribuisce i suoi personaggi in maniera più uniforme e orizzontale, nella ciclopica sala da banchetto.

Susanna Agnelli l´hanno messa insieme a Schumacher, Giraudo, Pezzotta e Angeletti, ecco un desco trasversale niente male. Donna Allegra Agnelli sta con Salza, Chiamparino e il cardinale Poletto. John Elkann è con Giugiaro e Barrichello, il primo a sedersi quando tutti sono ancora in piedi. Il brasiliano si accomoda e comincia a tormentare la tastiera del cellulare: messaggini. «Sì, qui sotto prende», commenta felice. Ma lui, si sa, è già altrove.

La prima grande sera di Torino senza Giovanni e Umberto Agnelli è una festa quasi surreale, dentro il Palavela rifatto per le Olimpiadi da Gae Aulenti, e non c´è sorriso che non nasconda un esatto pensiero, questo: la Punto deve salvare Torino e magari un po´ di Italia, altrimenti siamo tutti fregati. «Io vi consiglio quella nera, magnifica» insiste Luca di Montezemolo che riesce a stringere quasi tutte le mani. «E´ perfetta anche per le vostre signore».

L´ultimo ragazzo che porta ancora il cognome Agnelli si chiama Andrea e non è famoso, non è visibile come John e Lapo che però di cognome fanno Elkann, e non lascia per un attimo la sua sposa Emma. Invece Lapo, che è venuto solo, senza Martina Stella, dà un dolce bacio sul collo di Susanna Agnelli, forse la più contenta: «E´ proprio un bel momento», dice zia Suni. «Sarebbe ora che la Fiat riprendesse a competere e tornasse quello che era. La Punto è un´auto riuscita, io ne possiedo due vecchi modelli e ora avrò anche questa, una ce l´ho a benzina e a metano, una soluzione visto il prezzo del petrolio».

La potente Torino che rimane, sfila per l´aperitivo tra alte canne di bambù sapendo che nulla potrà mai più essere come prima, ma che qualcosa può pure trasformarsi e trovare un´identità nuova. Gli effetti speciali a sorpresa e i ventisei acrobati magari non c´entrano tanto, con la storia del fabbricone, però bisogna fare un po´ di ambaradàn. «No, la Punto non l´ho ancora vista, veramente», ammette Schumacher prima di cena.



«Dovrete comprarla perché è bellissima, perché vi piacerà tanto», si lancia John Elkann, e sembra dare una clamorosa spinta a se stesso. Il fratello Lapo è incontenibile: «Questa è la migliore automobile mai prodotta dalla Fiat, un lavoro incredibile, una seconda casa, un´isola di protezione. E vedrete che colori! Si può personalizzare in maniera assoluta. Io ne ho due: una blu con il joker sul tetto e un´altra rossa, con sopra un asso di cuori».

Pur di credere davvero nella macchina che salverà Torino, Torino ha provato per una sera ad essere diversa, a giocare un po´, a togliersi il muso lungo, a fare cin cin. Non le riesce quasi mai. «La Fiat e le Olimpiadi sono le due vere carte nel futuro della nostra città» ripete il sindaco Chiamparino «e bisogna crederci. L´importante è che Torino non sia mai più legata a un unico destino industriale».

Quando il blu della sala diventa buio, scoppia la luce nel più grande schermo tridimensionale del mondo e appare finalmente la creatura, con quel parabrezza obliquo che fa tanto sportivo. C´è grinta, c´è speranza, l´ultima, del tipo più accanito, destinata alle cose estreme. Forse non sarà abbastanza, o magari è già moltissimo dopo le molte lacrime, dopo le code di gente ai funerali, uno dietro l´altro, l´Avvocato, il dottor Umberto, ormai si parlava di Torino solo per le sue bare. Se quest´auto funziona saranno contenti tutti, anche i cassintegrati rimasti fuori con il loro striscione.


Dagospia 06 Settembre 2005