CAFONALINO - L'AMBASCIATORE TORNA A PARIGI E PALAZZO FARNESE VIENE INVASO DAGLI SFACCENDATI ROMANI: IL CLAN VERUSIO-SARTORI, IL CLUB MARISELA-ORSINI, GLI ANTIPATIZZANTI GASPARRI & MELANDRI, L'ARISTO-ZAPATA LILLIO RUSPOLI.
Ilaria Sacchettoni per il "Corriere della Sera - Roma"
Reportage di Umberto Pizzi da Zagarolo
Per salutare un'ultima volta l'ambasciatore di Francia, Loic Hennekinne, Gìuliano Amato ha lasciato il lavoro a metà pomeriggio. Varca la soglia di Palazzo Farnese che sono le diciotto e trenta. Il Lungotevere, corso Vittorio Emanuele, largo Argentina, Via Arenula e, come sempre, Corso Rinascimento, sono ridotti a un tappeto di auto. Questo, per il vice presidente della commissione europea, vuol dire aver deposto gli occhiali (in punta di, naso, come sempre) già alle diciassette, per infilarsi nell'automobile che lo lascia al Palazzo.
Arriva puntuale e stringe con calore le mani eleganti di Loic Hennekinne e Mariè sua moglie che torneranno a Parigi nei prossimi giorni. Subito dopo aver ospitato i romani in seguito alla terza Notte Bianca (il 18 settembre dalle 6 di mattina alle 16). E appena in tempo per vivere a Parigi, la quarta Notte bianca della Ville Lumiere.
Va via Hennekinne, ambasciatore francese cresciuto sui campi diplomatici di Tokyo, Jakarta e Ottawa tra gli anni Settanta e i Novanta. Ufficiale della Legione d'Onore e amante di musica e sport. Arriva Yves Aubin de la Messuzière due anni più giovane (classe 1942), esperto dì islam e mondo arabo. Il suo ultimo incarico è stato a Tunisi. Prima ha rappresentato la Francia nella sede di Baghdad dal '97 al '99.
Alla fine del lungo corridoio che precede la sala dei Carracci, Hennekinne stringe le mani di Giorgio Napoletano, impeccabile nel suo vestito di blu. Accoglie l'ex ministro delle Poste e telecomunicazioni Maurizio Gasparri, dell'ex Garante per la protezione dei dati personali Stefano Rodotà, dell'attuale presidente della Sta, Chicco Testa.
C'è il Soprintendente Claudio Strinati, mancano gli amministratori della capitale che il quattordici luglio erano venuti a festeggiare con l'ambasciatore. Il sindaco non ha potuto e neppure la sua vice. C'è Altero Matteoli, l'editorialista Marío Pirani e Guido Fabiani, il Rettore dell'Università di Roma Tre.
Hennekinne dice che tornerà al suo appartamento parigino: sono solo cento metri quadri ma è stato l'ultimo atelìer di Toulouse-Lautrec e lui gli è affezionato: «É una casa tranquilla in una strada chiusa senza una macchina attorno» dice, da sopravvissuto al traffico romano. Gianni Letta gli va incontro per salutarlo ed è rammaricato: «Mi dispiace moltissimo che vada via questo ambasciatore» dirà poi allontanandosi da Palazzo Farnese.
Ci sono la stilista Laura Biagiotti e l'ex ministro dei Beni Culturalí Giovanna Melandri. Quasi alla fine, arrivano Giovanni Sartori e Boris Biancheri. Lungo i corridoi del Palazzo ci sono Gianfranco Cimoli, Maria Pia e Lillio Ruspoli, Marisela Federici.
A tutti gli ospiti l'ambasciatore regala un dvd su Palazzo Farnese in cui si trovano anche i suoi nuovi recapiti.
Dagospia 16 Settembre 2005
Reportage di Umberto Pizzi da Zagarolo
Per salutare un'ultima volta l'ambasciatore di Francia, Loic Hennekinne, Gìuliano Amato ha lasciato il lavoro a metà pomeriggio. Varca la soglia di Palazzo Farnese che sono le diciotto e trenta. Il Lungotevere, corso Vittorio Emanuele, largo Argentina, Via Arenula e, come sempre, Corso Rinascimento, sono ridotti a un tappeto di auto. Questo, per il vice presidente della commissione europea, vuol dire aver deposto gli occhiali (in punta di, naso, come sempre) già alle diciassette, per infilarsi nell'automobile che lo lascia al Palazzo.
Arriva puntuale e stringe con calore le mani eleganti di Loic Hennekinne e Mariè sua moglie che torneranno a Parigi nei prossimi giorni. Subito dopo aver ospitato i romani in seguito alla terza Notte Bianca (il 18 settembre dalle 6 di mattina alle 16). E appena in tempo per vivere a Parigi, la quarta Notte bianca della Ville Lumiere.
Va via Hennekinne, ambasciatore francese cresciuto sui campi diplomatici di Tokyo, Jakarta e Ottawa tra gli anni Settanta e i Novanta. Ufficiale della Legione d'Onore e amante di musica e sport. Arriva Yves Aubin de la Messuzière due anni più giovane (classe 1942), esperto dì islam e mondo arabo. Il suo ultimo incarico è stato a Tunisi. Prima ha rappresentato la Francia nella sede di Baghdad dal '97 al '99.
Alla fine del lungo corridoio che precede la sala dei Carracci, Hennekinne stringe le mani di Giorgio Napoletano, impeccabile nel suo vestito di blu. Accoglie l'ex ministro delle Poste e telecomunicazioni Maurizio Gasparri, dell'ex Garante per la protezione dei dati personali Stefano Rodotà, dell'attuale presidente della Sta, Chicco Testa.
C'è il Soprintendente Claudio Strinati, mancano gli amministratori della capitale che il quattordici luglio erano venuti a festeggiare con l'ambasciatore. Il sindaco non ha potuto e neppure la sua vice. C'è Altero Matteoli, l'editorialista Marío Pirani e Guido Fabiani, il Rettore dell'Università di Roma Tre.
Hennekinne dice che tornerà al suo appartamento parigino: sono solo cento metri quadri ma è stato l'ultimo atelìer di Toulouse-Lautrec e lui gli è affezionato: «É una casa tranquilla in una strada chiusa senza una macchina attorno» dice, da sopravvissuto al traffico romano. Gianni Letta gli va incontro per salutarlo ed è rammaricato: «Mi dispiace moltissimo che vada via questo ambasciatore» dirà poi allontanandosi da Palazzo Farnese.
Ci sono la stilista Laura Biagiotti e l'ex ministro dei Beni Culturalí Giovanna Melandri. Quasi alla fine, arrivano Giovanni Sartori e Boris Biancheri. Lungo i corridoi del Palazzo ci sono Gianfranco Cimoli, Maria Pia e Lillio Ruspoli, Marisela Federici.
A tutti gli ospiti l'ambasciatore regala un dvd su Palazzo Farnese in cui si trovano anche i suoi nuovi recapiti.
Dagospia 16 Settembre 2005