L'IMPERDONABILE LAND ROVER DEL GLADIATORE ROMITI - GLI (S)CAVI DI POMPEI
CALABRO' A "EAST" DI CORTINA - ROMA NON AMA DE BORTOLI - UN MEDIUM MIELI
CHI ERA IN BUONA FEDE SULLE RACCOMANDAZIONI ALLA ROVESCIA? EMILIO O CELLI?
CALABRO' A "EAST" DI CORTINA - ROMA NON AMA DE BORTOLI - UN MEDIUM MIELI
CHI ERA IN BUONA FEDE SULLE RACCOMANDAZIONI ALLA ROVESCIA? EMILIO O CELLI?
"Si può tacere il proprio disprezzo;
ma esso viene sempre indovinato"
Benjamin Constant
ROMITI CESARE (9). Ahimè di zoppie me ne intendo. Di tradimenti e privacy (sabauda) pure. Una volta sui campi da sci un bisonte delle nevi travolse la mia gamba sfortunata. La notiziola doveva restare segreta ma finì sulle prime pagine. Ecco perché provo dolorosa simpatia per il Dottore che in quel di Cetona, di ritorno dall'aver fatto visita a sua moglie Gina nel cimitero del luogo più amato da Mario Pirani e dal dandy della Magna Grecia Sandro Viola, si è rotto il femore schiantandosi con una vecchia "Land Rover" (imperdonabile!) contro il muro della sua "Villa Taragna". Già tradire la Fiat con un macinino da guerra per di più di fabbricazione britannica e pensare, al tempo stesso di far passare inosservato (sui giornali e in tv) l'incidente, è stato davvero un atto di presunzione d'altri tempi. La vecchiaia, ci ricorda Proust, resta pur sempre "lo stato più miserando per gli uomini". Anche per i Gladiatori romani.
POMPEI TOMMASO (3). Gli (s)cavi di Pompei. Gratta gratta in casa Wind (telefonica ex Enel appena acquistata dall'egiziano Naguib Sawaris) e scopri che Tommasino l'amministratore del telefonino (spento), noto soprattutto per le sue assidue presenze nel salotto Angiolillo e la frequentazione con Franz Tatò ("Alla faccia del kaiser", direbbe Totò l'egiziano), non riesce a farsi licenziare dal nuovo padrone. Così da incassare una liquidazione, questa sì, faraonica. I giornali (amici) gli danno una mano in questa incredibile impresa. Ma tanto di cappello al Rais Sawaris che si è presentato alla stampa italiana mettendo in chiaro quanto è poco noto ai manager del nostro Bel Paese: "Non ho mai visto nessuno comprare una azienda e poi rinunciare di occuparsene".
CELLI PIER LUIGI (8). Nanitrix & Ballerine. Oddio si discetta ancora di raccomandati-raccomandanti nello spazio tv oggi okkupato su Canale 5 da Enrico Mentana. Di lui parlava un gran bene Luchino Cordero di Montezemolo che me lo segnalò per qualche particina da intrattenitore per le nostre convention Fiat. Anche se in pochi hanno compreso la querelle accesasi tra Emilio Fede e Pier Luigi Celli sul familismo come fase suprema del clientelismo. Sollevato con grande signorilità dall'ex direttore generale della Rai. Chi era in buona Fede sulle raccomandazioni alla rovescia? Don Emilio o Sir Pier Luigi? E se nella disputa alla fine c'entrasse la sorella di Apollo? Ai mitografi l'ardua sentenza.
CALABRO' ANTONIO (4). A Nord "East" di Cortina. Non ho mai compreso il turismo culturale estivo. Perché, mi sono sempre domandato veleggiando sulla Costa Azzurra in compagnia di qualche soave fanciulla da diporto, raggiungere Cortina d'agosto, infilarsi sotto una tendone della Wolkswagen (orrore!) montato dalle parti della vecchia stazione ferroviaria, per assistere insieme a delle damazze vestite alla tirolese ad un dibattito condotto da Martufello Marzullo o da Tartufello Vespa? A maggior ragione non comprendo la ragione che sta logorando l'ingegno di carta della penna al burro Antonio Calabrò. Per far concorrenza a Cortina al suo collega Enrico Cis-netto (informato) il direttore dell'ApCom sta logorando la resistenza di Alessandro Profumo (UniCredit) e di Massimo Cacciari per essere tra i protagonisti con la sua agenzia dei meeting veneziani che prossimamente saranno organizzati dalla rivista "East".
DE BORTOLI FERRUCCIO (6). Il giornalista (romano) non è di legno. L'idea coltivata fin o all'ultimo dal bravo Flebuccio di candidarsi a sindaco di Milano ha fatto perdere le staffe anche allo charmant Luchino. Al momento di convincere i signorotti di palazzo Chigi a metterlo sulla poltrona del "Sole 24 Ore", Libera e Bella infatti aveva fatto presente che così la Casa delle libertà si sarebbe tolta soprattutto un pretendente sicuro a palazzo Marino. Ma Roma, stavolta intesa come la redazione del quotidiano confindustriale, continua a non amarlo. Dopo lo sciopero delle firme, i ventiquattroristi della capitale stanno ostacolando il trasloco dal quarto al secondo piano in programma nella sede di piazza San Silvestro. Chedono di potersi trasferire insieme alle loro vecchie scrivanie di mogano. Infatti hanno scoperto che soltanto il capo della redazione, Alberto Orioli, il notista senza note, Stefano Folli, e il postino al Sole, Aldo Carboni, potranno godere di tavoli in legno massello.
VIANELLO LUIGI (6). Sasà Vianello. Resta un mistero perché il portavoce di Cesare Geronzi, l'egregio Gigi, abbia chiesto la tessera di socio del circolo reale Tevere Remo con il rischio di andare incontro ad una sonora bocciatura. Nonostante tra i suoi sponsor ci sia il simpatico pierre caprese Sasà Torriello.
BUSI MARIA ROSA (10). Mass medium. Dopo la risoluzione del giallo della ragazza scomparsa (e fatta ritrovare) nel lago di Como sarà sempre lei, la maga di Brescia, a rivelare finalmente come il direttore del Corriere della Sera, Paolino Mieli, nel 1994 ebbe in anteprima la notizia dell'avviso di garanzia a Silvio Berlusconi? Oppure dobbiamo prendere per vera la ricostruzione (nuova?) che fa l'ex caporedattore del giornale Alessandro Sallustri? Certo è (parlo per conoscenza dei fatti) la verità (anche giudiziaria) fornita da Paolino Mieli ha sempre fatto acqua (in bocca). Già, per dirla con Cioran, anche la menzogna è una forma di talento.
Dagospia 21 Settembre 2005
ma esso viene sempre indovinato"
Benjamin Constant
ROMITI CESARE (9). Ahimè di zoppie me ne intendo. Di tradimenti e privacy (sabauda) pure. Una volta sui campi da sci un bisonte delle nevi travolse la mia gamba sfortunata. La notiziola doveva restare segreta ma finì sulle prime pagine. Ecco perché provo dolorosa simpatia per il Dottore che in quel di Cetona, di ritorno dall'aver fatto visita a sua moglie Gina nel cimitero del luogo più amato da Mario Pirani e dal dandy della Magna Grecia Sandro Viola, si è rotto il femore schiantandosi con una vecchia "Land Rover" (imperdonabile!) contro il muro della sua "Villa Taragna". Già tradire la Fiat con un macinino da guerra per di più di fabbricazione britannica e pensare, al tempo stesso di far passare inosservato (sui giornali e in tv) l'incidente, è stato davvero un atto di presunzione d'altri tempi. La vecchiaia, ci ricorda Proust, resta pur sempre "lo stato più miserando per gli uomini". Anche per i Gladiatori romani.
POMPEI TOMMASO (3). Gli (s)cavi di Pompei. Gratta gratta in casa Wind (telefonica ex Enel appena acquistata dall'egiziano Naguib Sawaris) e scopri che Tommasino l'amministratore del telefonino (spento), noto soprattutto per le sue assidue presenze nel salotto Angiolillo e la frequentazione con Franz Tatò ("Alla faccia del kaiser", direbbe Totò l'egiziano), non riesce a farsi licenziare dal nuovo padrone. Così da incassare una liquidazione, questa sì, faraonica. I giornali (amici) gli danno una mano in questa incredibile impresa. Ma tanto di cappello al Rais Sawaris che si è presentato alla stampa italiana mettendo in chiaro quanto è poco noto ai manager del nostro Bel Paese: "Non ho mai visto nessuno comprare una azienda e poi rinunciare di occuparsene".
CELLI PIER LUIGI (8). Nanitrix & Ballerine. Oddio si discetta ancora di raccomandati-raccomandanti nello spazio tv oggi okkupato su Canale 5 da Enrico Mentana. Di lui parlava un gran bene Luchino Cordero di Montezemolo che me lo segnalò per qualche particina da intrattenitore per le nostre convention Fiat. Anche se in pochi hanno compreso la querelle accesasi tra Emilio Fede e Pier Luigi Celli sul familismo come fase suprema del clientelismo. Sollevato con grande signorilità dall'ex direttore generale della Rai. Chi era in buona Fede sulle raccomandazioni alla rovescia? Don Emilio o Sir Pier Luigi? E se nella disputa alla fine c'entrasse la sorella di Apollo? Ai mitografi l'ardua sentenza.
CALABRO' ANTONIO (4). A Nord "East" di Cortina. Non ho mai compreso il turismo culturale estivo. Perché, mi sono sempre domandato veleggiando sulla Costa Azzurra in compagnia di qualche soave fanciulla da diporto, raggiungere Cortina d'agosto, infilarsi sotto una tendone della Wolkswagen (orrore!) montato dalle parti della vecchia stazione ferroviaria, per assistere insieme a delle damazze vestite alla tirolese ad un dibattito condotto da Martufello Marzullo o da Tartufello Vespa? A maggior ragione non comprendo la ragione che sta logorando l'ingegno di carta della penna al burro Antonio Calabrò. Per far concorrenza a Cortina al suo collega Enrico Cis-netto (informato) il direttore dell'ApCom sta logorando la resistenza di Alessandro Profumo (UniCredit) e di Massimo Cacciari per essere tra i protagonisti con la sua agenzia dei meeting veneziani che prossimamente saranno organizzati dalla rivista "East".
DE BORTOLI FERRUCCIO (6). Il giornalista (romano) non è di legno. L'idea coltivata fin o all'ultimo dal bravo Flebuccio di candidarsi a sindaco di Milano ha fatto perdere le staffe anche allo charmant Luchino. Al momento di convincere i signorotti di palazzo Chigi a metterlo sulla poltrona del "Sole 24 Ore", Libera e Bella infatti aveva fatto presente che così la Casa delle libertà si sarebbe tolta soprattutto un pretendente sicuro a palazzo Marino. Ma Roma, stavolta intesa come la redazione del quotidiano confindustriale, continua a non amarlo. Dopo lo sciopero delle firme, i ventiquattroristi della capitale stanno ostacolando il trasloco dal quarto al secondo piano in programma nella sede di piazza San Silvestro. Chedono di potersi trasferire insieme alle loro vecchie scrivanie di mogano. Infatti hanno scoperto che soltanto il capo della redazione, Alberto Orioli, il notista senza note, Stefano Folli, e il postino al Sole, Aldo Carboni, potranno godere di tavoli in legno massello.
VIANELLO LUIGI (6). Sasà Vianello. Resta un mistero perché il portavoce di Cesare Geronzi, l'egregio Gigi, abbia chiesto la tessera di socio del circolo reale Tevere Remo con il rischio di andare incontro ad una sonora bocciatura. Nonostante tra i suoi sponsor ci sia il simpatico pierre caprese Sasà Torriello.
BUSI MARIA ROSA (10). Mass medium. Dopo la risoluzione del giallo della ragazza scomparsa (e fatta ritrovare) nel lago di Como sarà sempre lei, la maga di Brescia, a rivelare finalmente come il direttore del Corriere della Sera, Paolino Mieli, nel 1994 ebbe in anteprima la notizia dell'avviso di garanzia a Silvio Berlusconi? Oppure dobbiamo prendere per vera la ricostruzione (nuova?) che fa l'ex caporedattore del giornale Alessandro Sallustri? Certo è (parlo per conoscenza dei fatti) la verità (anche giudiziaria) fornita da Paolino Mieli ha sempre fatto acqua (in bocca). Già, per dirla con Cioran, anche la menzogna è una forma di talento.
Dagospia 21 Settembre 2005