IL "RUBBER BALL", GRANDE SABBA DEL FETISH, SBARCA A ROMA
PARTY DI TRE GIORNI A BASE DI PRATICHE SADOMASO, PIERCING, BONDAGE

Monica Maggi per "News Settimanale"




Si chiama Torture Garden, ed è davvero un giardino delle torture. Deliziose, avvolgenti, irresistibili. I suoi "fiori" sono personaggi ai limiti del credibile, e la sua sigla (TG) non ha niente a che vedere con il palinsesto televisivo. Torture Garden è il nome del gruppo più fetish, più in, più trasgressivo che la moda e la cultura erotica mondiale conosca.

Nasce a Londra circa dieci anni fa, dalla vulcanica mente di David TG e Allen TG, due dj molto noti nell'ambiente della scena alternativa britannica; edita un giornale (Skin Two); produce una linea di moda (rigorosamente in latex e gomma lucida). Ma il suo fiore all'occhiello è un altro: organizza ogni ottobre il Rubber Ball, party di tre giorni a base di sensualità, colori, bizzarrie, tutto condito da una spruzzata di leggera perversione.

Troppo goloso per gli appassionati del genere, il Rubber Ball è arrivato sin qua, e da due anni ha messo radici a Roma. È stato importato da un altro gruppo simile, il Ritual di Roma, che il 7 dicembre, mentre la metropoli già impazzirà per le spese natalizie e i cenoni a base di tacchino e panettone, organizza un appuntamento, ormai imperdibile per chi sente guizzare nel corpo la voglia sottile di peccare un po'.

E sono in tanti. Di giorno impiegati, studenti, segretarie. Di notte amanti del fetish, del gothic e della musica più hard. l seguaci della cultura della sessualità alternativa arrivano a frotte, nella fredda notte dicembrina di Roma.

Chi ha partecipato, almeno una volta, al Grande Sabba del Fetish lo dice senza esitare: inimmaginabile. Sembra di entrare in un altro mondo di dimensioni illimitate, o di partecipare a un film onirico dal sapore fiabesco. Il portavoce (e importatore) italiano si chiama Tiziano. Tiziano e basta. «Un Rubber Ball è indimenticabile», dice. «Noi sosteniamo e incoraggiamo la libera espressione dell'individuo».

II giardino della tortura colpisce nel punto giusto il pubblico underground, perché sa essere eclettico: abbraccia pratiche sadomaso, fetish, body art e tutto ciò che è trasformazione dell'individuo, comprese pratiche estreme come cybermutation e body modification. Piercing, tattoo, bondage: c'è tutto in un fetish party, ma il vero cavallo di battaglia è il dress code, l'abbigliamento a tema.

È quello di cui vanno fieri tutti i clubber. È l'abbigliamento in latex, pelle e gomma, ed è obbligatorio per entrare e partecipare. Londra, ma anche Tokyo, New York e Los Angeles, e oggi Roma: ogni Rubber Ball sposta dalle 900 alle 1200 persone, da tutto il mondo. Che alle cinque di mattina, in silenzio e tranquilli, sciamano verso casa, per togliere corsetti e armature e indossare il vestito del giorno dopo.


Dagosex.org 06 Ottobre 2005