GERONZI, IL CUCCIA DE' NOANTRI - BILL GATES A MILANO MA L'EX IBM CATANIA RESISTE
RICUCCI E MIELI, LA COPPIA PERDENTE - DOPO SILVIO, LUCHINO RACCOGLIERA' I COCCI
IL "SOLE" CONTRO-WIND (E TRONCHETTI GODE) - LA NEW CLESSIDRA DI NONNA EDOARDA

1 - GERONZI, IL CUCCIA DE' NOANTRI
Sotto la corteccia cerebrale del Cavaliere, messa a dura prova dai trapianti, manca qualcosa. Dalle esternazioni di ieri che hanno portato Berlusconi a stendere la sua classifica dei nemici, è venuto fuori infatti un curioso elenco di banche ostili che lascia fuori soltanto Cesare Geronzi di Capitalia. Il premier si sente accerchiato, è innervosito dal successo di Prodi alle primarie, e va giù pesante dimenticando la storia antica e quella degli ultimi dieci anni. In quella antica c'era un imperatore di nome Cesare che nella Roma del tempo si destreggiava tra i nemici riuscendo a sventare le congiure e a diventare l'ombelico del mondo. Dormiva poco e nella notte tra il 14 e il 15 marzo ebbe strani presagi su quello che sarebbe successo per colpa di Bruto.

Nella prima, seconda e terza Repubblica (che sta per cominciare) c'è un altro Cesare che ha dispensato favori a destra e a sinistra con l'abilità di un giocoliere. Ieri il Cavaliere si è ricordato delle tante volte in cui ha attraversato via del Corso insieme a Gianni Letta per pranzare nella foresteria di Geronzi dove sono stati sistemati i debiti di Mediaset, ma ha dimenticato che Cesare ha risolto i problemi finanziari dei Ds e del Manifesto. L'uomo è abile, frequenta Fazio per due decenni, poi lo molla al suo destino senza rifiutare l'ipotesi di recuperarlo nel momento di maggiore sconforto. Con La Malfa e con Tremonti non si acchiappa, poi li riceve in modo assiduo. Gli piace giocare col potere perchè ha bevuto il latte andreottiano che gli ha messo addosso un profilo alla Enrico Cuccia - che lo porterà, prima o poi, sul trono di Mediobanca. "Sesso e politica sono affari privati", ama ripetere Geronzi ai suoi collaboratori. La battuta di Berlusconi è roba da parco giochi.

2 - GATES A MILANO MA CATANIA RESISTE
Sarà Bill Gates a salvare lo Smau di Milano che si apre oggi con una mesta cerimonia alla quale partecipa il Ministro Stanca. Il padrone di Microsoft arriverà con il suo jet a Linate e per domenica sera è prevista una cena all'hotel Principe di Savoia alla quale parteciperà un ristretto numero di imprenditori e di banchieri. Corre voce che Big Bill vorrebbe a tutti i costi incontrare Elio Catania, il manager delle Ferrovie affezionato all'IBM, per piazzare i prodotti della sua azienda informatica. Ma Catania resiste e sono in molti a chiedersi il perchè.

3 - RICUCCI E MIELI, LA COPPIA PERDENTE
Non bisogna essere dei grandi politologi per capire come scattano gli automatismi in politica. All'indomani delle primarie Francesco Rutelli affossa il vinello ideologico di Frascati che era tanto piaciuto a Mario Monti, e si allinea dietro il corpaccione vincente del Professore di Bologna. Nello stesso giorno rotola nella polvere la costruzione ambiziosa di Stefano Ricucci che voleva scalare RCS e vincere la madre di tutte le battaglie. L'immobiliarista romano dice addio al "Corriere" e dietro lo quinte c'è un banchiere che finalmente esce dall'angoscia. Si chiama Giovanni Bazoli, il presidente di Intesa che pianta la sua bandiera su via Solferino. Seguendo la logica degli automatismi dovrebbe finire anche il ping-pong ideologico di Paolino Mieli che ha cerchio-buttato il quotidiano più importante d'Italia un giorno a destra e il giorno dopo a sinistra. Ricucci e Mieli: un accostamento che fa inorridire i salotti nobili, ma oggi la coppia esce perdente dopo le piroette estive al ballo Excelsior del Grande Centro.



4 - DOPO SILVIO, LUCHINO
Luchino di Montezemolo è un po' in affanno. Il presidente di Confindustria è un manager di carattere che preferisce la verità al lifting delle parole. In questo momento, però, sta pattinando sul ghiaccio e strizza l'occhio in modo fin troppo generoso verso la Finanziaria di Tremonti che in realtà lascia agli industriali soltanto le briciole di un bel discorso sui Distretti Produttivi. Ieri davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato ha detto che la manovra 2006 garantisce la stabilità finanziaria e la crescita. Non si allinea Luca-Luca ed è evidente l'imbarazzo di mediare tra le diverse anime di Confindustria anche a costo di smentire gli attacchi che ha fatto al Governo per un anno e mezzo. Con malizia infinita qualcuno pensa che il pattinatore della Fiat abbia un disegno che va oltre le prossime elezioni e guarda al dopo Berlusconi quando si aprirà un varco nel quale un altro imprenditore-manager potrebbe raccogliere i cocci e buttarsi nella mischia in prima persona.

5 - IL "SOLE" CONTRO-WIND (E TRONCHETTI GODE)
Picchia duro sull'affare Wind il "Sole 24 Ore" che oggi ritorna sulla vicenda dei 400 milioni di commissioni pagate dalla compagnia telefonica per portare a termine l'acquisizione del faraone egiziano, Sawiris. Perchè non è possibile sapere con esattezza quanti milioni sono stati pagati al mediatore Alessandro Benedetti?, si chiede il giornale. E giù un elenco pesante di note biografiche su questo personaggio di cui si ricorda che vive a Londra e ha procedimenti in corso a Milano per la bancarotta della Magnetofoni Castelli. "Nessuno può accusare Benedetti di alcun reato nel caso Wind - scrive il "Sole" - ma un po' di trasparenza sul percorso delle commissioni aiuterebbe a dissipare i sospetti". Oggi per Tronchetti Provera, vice presidente di Confindustria, e proprietario di TelecomItalia (avversaria di Wind), è una bellissima giornata.

6 - LA CLESSIDRA DI NONNA EDOARDA
Nonna Edoarda non molla, rifiuta le lusinghe dell'Enav, è offesa con Pierfrancesco Guarguaglini che la snobba, e difende dalla sua torre del Circeo la sopravvivenza di Vitrociset, la società di manutenzione dei radar che le ha lasciato in eredità il marito Camillo Crociani. Adesso la terribile signora ne ha pensata un'altra e vorrebbe, insieme al Fondo Clessidra di Claudio Sposito, creare una newco per sistemare l'azienda. La notizia arriva da "MF" e sembra destinata soltanto a scombinare i giochi e ad allungare i tempi per tenere in piedi quel formidabile contratto che consente a nonna Edoarda di intascare ogni anno dall'Enav 40 milioni di euro.

7 - ROMITI IRRICONOSCIBILE
L'avevamo detto ieri che Cesare Romiti si era troppo distratto durante la convalescenza per l'incidente subìto nella villa di Cetona. Oltre all'assalto alla Gemina portato avanti da Enrico Marchi della Save che gestisce l'aeroporto di Venezia, Cesarone ha perso un'altra battuta importante quando poteva vendere a un prezzo vantaggioso il suo 1% dentro Rcs. Da parte sua Stefano Ricucci in preda all'euforia nuziale si era spinto a dire che quel pacchetto l'avrebbe pagato anche 7 euro ad azione. Poi Cesarone si è messo a fare il difficile e oggi si ritrova con pacchetto in mano che vale molto poco. Irriconoscibile.


Dagospia 19 Ottobre 2005