A CHI LA BANCA DI LODI? IL NOME CHE CORRE È QUELLO DI BAZOLI (BANCA INTESA)
FAZIO, LEGA E BERLUSCONI CONTRO LE TRUPPE PRODIANE DI "BANCHE & MARTELLO"
FIORANI PARLA, ROMA TREMA: SI APRIRANNO CAPITOLI NUOVI DEL ROSIKO BANCARIO
FAZIO, LEGA E BERLUSCONI CONTRO LE TRUPPE PRODIANE DI "BANCHE & MARTELLO"
FIORANI PARLA, ROMA TREMA: SI APRIRANNO CAPITOLI NUOVI DEL ROSIKO BANCARIO
Il pool dei professori e degli esperti della Bocconi che Divo Gronchi, direttore generale della BPI, la banca gestita fino a poche settimane fa da Gianpiero Fiorani, si è portato a Lodi per assisterlo nella ricostruzione del santuario più amato dal pio Governatore, sta in queste ore con gli occhi sui monitor della Borsa. Alle 11,26 di oggi il titolo che ieri era crollato del 21,7% bruciando 806 milioni di capitalizzazione, stava recuperando terreno (più 5,59%).
Insieme agli esperti bocconiani tira un respiro di sollievo il popolo di professionisti, imprenditori e risparmiatori di Lodi e della grande provincia lombarda che nell'ultimo giorno dell'aprile scorso aveva vissuto un orgasmo collettivo quando nell'auditorium griffato Renzo Piano della Popolare di Lodi, il Gianpy aveva eccitato la platea con l'urlo dei crociati. "Gli stranieri sono arroganti - aveva esclamato il banchiere - ad Amsterdam fanno solo business".
Lui il business l'ha fatto, ma non nel senso che desiderava il popolo padano e che stava a cuore ad Antonio Fazio, bensì attraverso la costruzione di un pauroso groviglio finanziario-immobiliaristico sul quale la magistratura sta cercando di venire a capo. Che il ragioniere di Codogno, amico di Gnutti, Ricucci, Coppola, Lonati e grande ammiratore di Luisa Corna, sia riuscito a costruirsi un tesoretto ormai non ci piove.
Ai magistrati che lo torchiano e che continueranno a cercare la verità interessa conoscere l'entità di questo tesoretto. Non sarà facile anche perchè il groviglio di off-shore e di passaggi messo in piedi da Fiorani per aiutare gli amici è un'autentica tela di ragno.
Ma ad aiutare i magistrati di Milano a raccapezzarsi nella girandola dei miliardi sembra che sia Fiorani stesso. L'avvocato Martucelli che lo assiste (lo stesso che ha difeso Carlo Sama ai tempi del crac Ferruzzi) pare che abbia imposto al suo cliente l'obbligo di parlare e di collaborare in modo aperto con gli inquirenti.
Se questo è vero, nelle prossime settimane si apriranno capitoli nuovi e straordinari del thriller finanziario che sembrava esaurito in agosto con la pubblicazione del "Codice Fazio". "Un autentico best-seller telefonico andato a ruba".
Mentre la magistratura fa il suo lavoro, ieri il pensiero è andato subito al crollo dell'Ambrosiano di Guido Calvi e a quello più recente di Bipop (per uno strano gioco del destino le province milanesi si ritrovano sempre al centro di drammi finanziari). La botta sul titoli della BPI è stata pilotata dalla vendita "al meglio" dei fondi americani, ma c'è qualcuno che dà altre interpretazioni e pensa che il boccone lodigiano possa finire nelle mani di qualche grande banca italiana. Il nome che corre è soprattutto quello di BancaIntesa, la più desiderosa di espandersi e in grado di metter mano al portafoglio per comprare titoli e sportelli.
Ma Nanni Bazoli troverebbe sulla strada l'ostacolo di Antonio Fazio, della Lega e del Cavaliere trapiantato che non hanno alcuna intenzione di rafforzare le truppe bancarie di "banche & martello". Resta il fatto che a questi prezzi la BPI diventa interessante a a portata di mano. Una volta ripulita dalla cessione delle quote RCS e dal fardello del sor Ricucci, lo scenario lodigiano cambia colore e il popolo di Lodi insieme alla sua madrina Luisa Corna, può immaginare una resurrezione prosperosa.
Ma ci vorrà ancora molto tempo.
Dagospia 20 Ottobre 2005
Insieme agli esperti bocconiani tira un respiro di sollievo il popolo di professionisti, imprenditori e risparmiatori di Lodi e della grande provincia lombarda che nell'ultimo giorno dell'aprile scorso aveva vissuto un orgasmo collettivo quando nell'auditorium griffato Renzo Piano della Popolare di Lodi, il Gianpy aveva eccitato la platea con l'urlo dei crociati. "Gli stranieri sono arroganti - aveva esclamato il banchiere - ad Amsterdam fanno solo business".
Lui il business l'ha fatto, ma non nel senso che desiderava il popolo padano e che stava a cuore ad Antonio Fazio, bensì attraverso la costruzione di un pauroso groviglio finanziario-immobiliaristico sul quale la magistratura sta cercando di venire a capo. Che il ragioniere di Codogno, amico di Gnutti, Ricucci, Coppola, Lonati e grande ammiratore di Luisa Corna, sia riuscito a costruirsi un tesoretto ormai non ci piove.
Ai magistrati che lo torchiano e che continueranno a cercare la verità interessa conoscere l'entità di questo tesoretto. Non sarà facile anche perchè il groviglio di off-shore e di passaggi messo in piedi da Fiorani per aiutare gli amici è un'autentica tela di ragno.
Ma ad aiutare i magistrati di Milano a raccapezzarsi nella girandola dei miliardi sembra che sia Fiorani stesso. L'avvocato Martucelli che lo assiste (lo stesso che ha difeso Carlo Sama ai tempi del crac Ferruzzi) pare che abbia imposto al suo cliente l'obbligo di parlare e di collaborare in modo aperto con gli inquirenti.
Se questo è vero, nelle prossime settimane si apriranno capitoli nuovi e straordinari del thriller finanziario che sembrava esaurito in agosto con la pubblicazione del "Codice Fazio". "Un autentico best-seller telefonico andato a ruba".
Mentre la magistratura fa il suo lavoro, ieri il pensiero è andato subito al crollo dell'Ambrosiano di Guido Calvi e a quello più recente di Bipop (per uno strano gioco del destino le province milanesi si ritrovano sempre al centro di drammi finanziari). La botta sul titoli della BPI è stata pilotata dalla vendita "al meglio" dei fondi americani, ma c'è qualcuno che dà altre interpretazioni e pensa che il boccone lodigiano possa finire nelle mani di qualche grande banca italiana. Il nome che corre è soprattutto quello di BancaIntesa, la più desiderosa di espandersi e in grado di metter mano al portafoglio per comprare titoli e sportelli.
Ma Nanni Bazoli troverebbe sulla strada l'ostacolo di Antonio Fazio, della Lega e del Cavaliere trapiantato che non hanno alcuna intenzione di rafforzare le truppe bancarie di "banche & martello". Resta il fatto che a questi prezzi la BPI diventa interessante a a portata di mano. Una volta ripulita dalla cessione delle quote RCS e dal fardello del sor Ricucci, lo scenario lodigiano cambia colore e il popolo di Lodi insieme alla sua madrina Luisa Corna, può immaginare una resurrezione prosperosa.
Ma ci vorrà ancora molto tempo.
Dagospia 20 Ottobre 2005