POLITIKOM - SILVIO: "UN KAMIKAZE ALLO STADIO CONTRO DI ME" - L'IRAN DELL'ARCIGAY - LA FIOCCOLATA DI FINI SORPRENDE L'AMBASCIATORE IRANIANO - MAGDI ALLAM ASSENTE - ROSSANDA CONTRO - SOFT ECONOMY, HARD ENTRY - BOBO, IL CANE DA GUARDIA DI PRODI.

1 - Silvio Berlusconi si sfoga con Renato Farina, e come da tradizione tutto viene scritto su Libero, oggi: ""Ho ben altro in mente. Io sono oggetto di una minaccia diretta. Un kamikaze allo stadio contro di me". E continua: "Ma non è una questione di me. Qui c'é di mezzo l'Italia. Come fate a non avere questa avvertenza? Siamo esposti ad attacchi micidiali del terrorismo. Io non rinnego nulla, espongo sempre la verità per togliere pretesti propagandistici a chi vuole organizzare stragi. Per questo evidenzio la mia assoluta disponibilità al dialogo con i Paesi islamici".

2 - L'Arcigay di Roma, dichiara il presidente Fabrizio Marrazzo, parteciperà alla manifestazione di questa sera contro l'Iran "contro le minacce allo Stato d'Israele da parte della dittatura teocratica iraniana". E non solo: "Da sempre il movimento gay si batte per l'affermazione e il rispetto della democrazia e delle libertà. Il regime iraniano viola costantemente i diritti umani e quelli degli omosessuali."

3 - (Jena per La Stampa) - La sinistra ha ancora poche ore per sciogliere il suo ultimo dilemma: mi si nota di più se aderisco ma non ci vado o se ci vado ma non aderisco?

4 - Cena a Villa Madama, ieri sera, per Silvio Berlusconi e gli ambasciatori musulmani in Italia. Scrive Emanuele Novazio, su La Stampa: "Passando da un tavolo all'altro, ognuno con dieci commensali e contrassegnato con il nome di un pittore italiano, da Mantegna a Giotto, Berlusconi ha parlato anche con Ghasemi (ambasciatore iraniano a Roma, ndD), seduto accanto all'ex ambasciatore d'Italia a Teheran Riccardo Sessa, ora direttore per il Medio Oriente alla Farnesina, e al segretario generale della presidenza del Consiglio Mauro Masi. Il premier e l'ospite, secondo testimoni, si sono comportati in «maniera formale». Ma Ghasemi - che non ha nascosto al premier la preoccupazione per la manifestazione di questa sera davanti all'ambasciata di Teheran e ha espresso sorpresa per la partecipazione del ministro degli Esteri Fini - ha definito «molto alto» il discorso del presidente del Consiglio, che un altro partecipante alla cena ha volutamente messo a confronto con «recenti affermazioni del presidente del Senato Pera», dalle quali «traspariva tutt'altra disponibilità nei confronti dell'Islam».

5 - Repubblica scrive: "Il menù, preparato dallo chef Michele Persichini, è rispettoso delle prescrizioni islamiche: pennette tricolori, branzino ai ferri, tagliata chianina, formaggio, gelati e datteri. L'alcol è stato bandito, a tavola solo acqua e succhi di frutta. Insieme a Berlusconi ci sono i ministri dell'Interno e degli Esteri, Pisanu e Fini. L'esperto di Islam Khaled Fouad Allam, Jnifen Afef e la giornalista de La 7 Rula Jebreal rappresentano la società civile. Declina l'invito Mario Scialoja, presidente della Lega Musulmana Mondiale in Italia, che fa sapere di «avere problemi di salute»". (Come mai non è stato invitato, tra i rappresentanti della società civile,il vice direttore ad personam del Corriere Magdi Allam? Ah, saperlo.)

6 - (Robin per Europa) - Una manovra della destra, un misero sfilare con Calderoli e Fini, superamento del limite fra provocazione e stupidità. È durissima Rossanda con il presidio "iraniano". Ha contraddizioni in casa, perché giornalisti del manifesto ci vanno. Su una cosa ha ragione: sarà libera di sbagliare e non andare (fra tanta gente che ha di che farsi perdonare), senza essere schedata come antisemita?



7 - "Europa" pubblica anche in prima pagina il discorso tenuto il 30 agosto scorso a Polistena (Rc) dal defunto Francesco Fortugno in qualità di vicepresidente del consiglio regionale calabrese, ucciso a Locri il 16 ottobre. Fortugno parlò a braccio davanti a oltre 500 persone riunite nell'auditorium Comunale.

8 - Una lunghissima fila di persone ieri, dalla 17, cercava di entrare nella sala di Palazzo Marini, per la presentazione del libro "Soft Economy", con le presenze annunciate di Francesco Rutelli, Piero Fassino e Carlo De Benedetti. In coda, anche le imprenditrici rutellissime Raffaella Alibrandi e Sabrina Florio. E visto che la fila non andava avanti, c'è chi ha detto: "Ma al metal detector hanno messo uno di Forza Italia?"

9 - Una spettinatissima Giovanna Melandri stamattina ha partecipato a "Omnibus", su La7.

10 - Testarossa per News settimanale - Il copione è sempre lo stesso: Prodi contro i partiti, i partiti contro Prodi e Arturo Parisi contro tutti.
Ma passata la sbornia delle adunate oceaniche in occasione delle primarie, ora la strategia del Professore si arricchisce di un nuovo elemento: l'inedita alleanza con un politico che di cognome fa Craxi. E' grazie a Bobo, infatti, che il leader dell'Unione spera di ridimensionare l'egemonia dei Ds nella coalizione. L'obiettivo è ridurre il più possibile il peso che il partito di Fassino ha nell'alleanza e avrà, in prospettiva, nel governo. E il cavallo di Troia di questa operazione è la nuova aggregazione socialista e radicale che si basa sulla triade Boselli-Pannella-Craxi ed ha un peso potenziale intorno al 5 per cento. Ma l'utilità di Bobo sarà anche nel controllare dal di dentro gli irrequieti pannelliani e il neo anticlericale Boselli, che rischiano di compromettere il rapporto di Prodi con la Chiesa. Per questo il mezzo segretario del Nuovo Psi ha gettato acqua sul fuoco a proposito di abolizione del concordato. L'arrivo nell'Unione della componente craxiana è stato seguito con attenzione dal Professore, come conferma anche il "vivo apprezzamento" espresso da Prodi dopo il confuso congresso socialista. Un'investitura che non è piaciuta a Fassino, intenzionato a trattare l'ingresso dei socialisti con Gianni De Michelis, ritenuto più affidabile per il suo passato. Insomma, per l'erede di Bettino si prospetta il ruolo di nuovo cane da guardia del prodismo.

11 - "Si stanno perdendo tanti punti di riferimento: la famiglia, l'amore, la voglia di stare insieme". Generica dichiarazione d'intenti per Flavia Vento al primo giorno da matricola universitaria alla facoltà di Scienze Politiche della Lumsa di Roma. Intervistata nella trasmissione "Contro Adinolfi", la soubrette immagina i ruoli dei politici trasformati in uomini di spettacolo: "Fausto Bertinotti dovrebbe fare più spettacolo che politica, potrebbe condurre Libero al posto di Teo Mammucari. Magari con Gianfranco Fini nel ruolo mio, sotto il tavolo di vetro. Due estremisti, si troverebbero bene. Silvio Berlusconi e Francesco Rutelli potrebbero condurre Striscia la Notizia, con Pierferdinando Casini in regia al posto di Antonio Ricci". La Vento dice la sua anche sulla trasmissione Rockpolitik: "Non mi piace il programma di Celentano. La televisione deve essere intrattenimento, la politica si fa a Montecitorio. Benigni non m'è piaciuto, è tutto finto".


Dagospia 03 Novembre 2005