NAZISTA A CHI? - LO STORICO DI SINISTRA LUCIANO CANFORA FINISCE IN NAFTALINA. PERCHE' L'EDITORE TEDESCO BECK HA BOCCIATO IL SUO LIBRO: "E' UNO STALINISTA CHE DISTORCE FATTI. ADENAUER NON ERA UN NAZISTA".
(AGI) - La Beck si difende dalle accuse di censura per la mancata pubblicazione del saggio di Luciano Canfora "La democrazia. Storia di un'ideologia". In un'intervista alla "Frankfurter Allgemeine Zeitung", il capo redattore della casa editrice tedesca, Detlef Felken, ha parlato della volonta' di non offrire ai lettori tedeschi "la visione unilaterale dei fatti descritti" dallo storico di sinistra italiano.
"E' in gioco la reputazione della nostra casa editrice - ha spiegato - e' angosciante l'idea che un giovane lettore possa prendere per oro colato tutto quello che scrive Canfora. La nostra decisione non e' stata motivata dalle ardite tesi di Canfora sulla democrazia occidentale, quanto dal suo modo di trattare i fatti storici". Richiesto di fornire esempi al riguardo, Felken ne ha indicati tre: il silenzio sulla strage dei 4400 ufficiali polacchi a Katyn da parte dell'Armata Rossa, episodio che "non rientrava nel quadro" dello storico comunista. Poi l'esaltazione dello sviluppo dell'Urss e dei Paesi del blocco orientale sotto l'influenza sovietica, definito "un laboratorio" senza "spendere nemmeno una parola" sulle "vittime di questo laboratorio e del terrore paranoico del 'buon realista' Stalin".
Infine l'asserzione che il governo di Adenauer incarnava una 'politica revanscista, se non di un non velato nazismo' per Felken va considerata "nel migliore dei casi come una sua opinione personale". "Gli standard scientifici della nostra casa editrice e di tutta la collana devono essere mantenuti - ha affermato il capo redattore - Adenauer non era un nazista". Felken ha spiegato di aver comunicato a Canfora queste obiezioni e di aver chiesto il giudizio di molti storici, tra i quali Hans-Ulrich Wehler. "Tutti ci hanno sconsigliato di pubblicare il libro - ha insistito - e io con i suggerimenti ricevuti ho steso una lista di errori lunga dieci pagine, che ho inviato a Canfora e al direttore della collana Jacques LeGoff con la richiesta di una presa di posizione. Fino a oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta".
Il capo redattore di Beck ha precisato che la casa editrice ha respinto la proposta dello storico francese LeGoff, responsabile della pubblicazione in cinque Paesi europei della collana comprendente il libro di Canfora, di pubblicare il saggio con una nota di presa di distanza.
Dagospia 16 Novembre 2005
"E' in gioco la reputazione della nostra casa editrice - ha spiegato - e' angosciante l'idea che un giovane lettore possa prendere per oro colato tutto quello che scrive Canfora. La nostra decisione non e' stata motivata dalle ardite tesi di Canfora sulla democrazia occidentale, quanto dal suo modo di trattare i fatti storici". Richiesto di fornire esempi al riguardo, Felken ne ha indicati tre: il silenzio sulla strage dei 4400 ufficiali polacchi a Katyn da parte dell'Armata Rossa, episodio che "non rientrava nel quadro" dello storico comunista. Poi l'esaltazione dello sviluppo dell'Urss e dei Paesi del blocco orientale sotto l'influenza sovietica, definito "un laboratorio" senza "spendere nemmeno una parola" sulle "vittime di questo laboratorio e del terrore paranoico del 'buon realista' Stalin".
Infine l'asserzione che il governo di Adenauer incarnava una 'politica revanscista, se non di un non velato nazismo' per Felken va considerata "nel migliore dei casi come una sua opinione personale". "Gli standard scientifici della nostra casa editrice e di tutta la collana devono essere mantenuti - ha affermato il capo redattore - Adenauer non era un nazista". Felken ha spiegato di aver comunicato a Canfora queste obiezioni e di aver chiesto il giudizio di molti storici, tra i quali Hans-Ulrich Wehler. "Tutti ci hanno sconsigliato di pubblicare il libro - ha insistito - e io con i suggerimenti ricevuti ho steso una lista di errori lunga dieci pagine, che ho inviato a Canfora e al direttore della collana Jacques LeGoff con la richiesta di una presa di posizione. Fino a oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta".
Il capo redattore di Beck ha precisato che la casa editrice ha respinto la proposta dello storico francese LeGoff, responsabile della pubblicazione in cinque Paesi europei della collana comprendente il libro di Canfora, di pubblicare il saggio con una nota di presa di distanza.
Dagospia 16 Novembre 2005