CIME DI RAP - LA GALERA, A VOLTA, FA BENE. STIMOLA, AD ESEMPIO, LA CREATIVITA' DELLA COATTA LIL KIM: "LA GENTE VA E VIENE MA IO SONO ETERNA / FINO AL GIORNO IN CUI STRAMAZZERĂ’ PER TERRA / E I NEGRI VERSERANNO LACRIME SULLA MIA BARA FIRMATA VERSACE"...

Riccardo Romani per il Corriere della Sera


Maricela Cuvlye, 30 anni, è uscita dal penitenziario federale di Philadelphia una settimana fa. Racconta: «La ragazza è in trance, canta in continuazione. Uscirà da quella prigione e produrrà un cd formidabile». Maricela, arresto per spaccio, era la vicina di cella della detenuta numero 56198-054, registrata all'ingresso come Jones Kimberly. In genere si farebbe chiamare «Regina del rap», ma quello è un posto dove l'appellativo «regina» viene usato con altre e poco civili intenzioni. Miss Johnson, in arte Lil Kim, è comunque davvero la regina maledetta della cultura hip-hop. L'incriminazione per falsa testimonianza e ostruzione della giustizia non ha fatto che accrescere il suo prestigio.

(Lil Kim)


Lil Kim è dentro dal 19 settembre. Rimarrà in galera per un anno. Ma non è abbattuta: passa giornate a comporre rap, e sotto la sua finestra, la gente si ferma, fa il tifo, sbandiera magliette con la scritta «Free Lil». E il tam tam coi testi delle canzoni che verranno è già su internet, nei ghetti dove la 31enne nativa di Brooklyn è una figura mitica. Al punto che la reclusione ha l'aria di un'abile manovra pubblicitaria: l'album dell'artista, uscito 11 giorni dopo la sua incarcerazione, resiste solido al sesto posto delle classifiche americane. S'intitola «The Naked Truth», la nuda verità. Contiene anche una sequela di insulti ai danni della polizia, del giudice che l'avrebbe incastrata, Cathy Seibel, e naturalmente degli ex compagni che l'hanno «scaricata».



La sua ambizione feroce, a dispetto del metro scarso di altezza, l'ha portata, prima donna, a conquistare un mondo storicamente dominato da uomini. Il suo linguaggio esplicito e volgare, unito a un abbigliamento eccentrico e provocante, le ha regalato un ruolo prominente nel panorama dell'hip hop americano. Lo storico di rap e autore del documentario «Direttamente dal ghetto» Kevin Powell non usa mezzi termini: «Chiunque è diventato milionario col rap, ad un certo punto s'é dovuto sporcare le mani di sangue».

(Lil Kim)


E in qualche modo così è stato per Lil Kim, cresciuta lontana dai genitori in mezzo agli spacciatori di crack, e portata alla musica da Notorius Big, il musicista Christopher Wallace ucciso a pistolettate nel 1997. Era anche il suo amante. Lil era incinta ma perse il figlio.
I guai veri per Lil Kim sono arrivati, inevitabilmente, nel 2001, di fronte agli uffici di Hot 97, un potente emittente di musica rap, nel West Village di Manhattan. Dopo una sparatoria tra rivali musicali, Lil Kim era fuggita, per poi testimoniare di non aver visto nulla. Il giudice di Manhattan non le ha creduto. Due componenti della sua stessa etichetta le hanno dato contro.

Lil Kim, soprannominata «Queen Bee», l'ape regina, ora continua a pungere dietro le sbarre. Mel Sachs, l'avvocato dell'artista, dice che non è preoccupata per gli insulti che Lil spedisce a chi l'ha condannata: «Non mi aspetto altre noie legali. Lil è una performer sofisticata e vuole solo esprimersi a modo suo». La rabbia della ragazza di Brooklyn, deriva dal fatto che l'hanno assegnata ad un penitenziario di alta sicurezza, dove vive con addosso una tuta verde in uno spazio esiguo e spiccioli d'aria quotidiana. Lil Kim fa le pulizie negli uffici e le compagne l'adorano. Alla fine dell'estate prossima sarà libera e pur sempre milionaria.

(Lil Kim)


LA CANZONE "LAST DAY"
E sono ancora qui, sempre più forte
Quel che non mi ammazza mi rende più forte
Tutti quegli insulti mi hanno solo sporcato
Se la lealtà è un reato allora sono colpevole...
La gente va e viene ma io sono eterna / Fino al giorno in cui stramazzerò per terra / E i negri verseranno lacrime sulla mia bara firmata
Versace...
Ora tutti sanno che non sono una rapper come tante
E non non c'è nulla che possano fare per far brillare di meno la mia stella



Dagospia 21 Novembre 2005