PICCOLA POSTA - CONTRO FO: DAL SOCCORSO ROSSO AL NOBEL - PRODI, PERCHÉ SOLO GRADOLI? - ESSERE "DI SINISTRA" - LE VERITÀ SU PIAZZA FONTANA BY FREDA - ARIDACCI IL BRAMBILLA - USA, CIA E EUROPA.
Riceviamo e pubblichiamo:
Lettera 1
Caro Dago, potremmo spiegare ai Tuoi vari ed affezionati lettori un pezzo di storia patria che riguarda anche un noto personaggio da tutti osannato, nonché sua moglie?
Negli anni settanta e ottanta dei simpatici ragazzi sparavano ed ammazzavano con il vari marchi terroristici di matrice marxista. Ti assicuro che anche loro, come la mafia, esistono, non sono una invenzione dei carabinieri e dei magistrati che da tali galantuomini venivano e vengono periodicamente sbudellati.
Le persone normali, magari poco intellettuali, stanno con i carabinieri e con i magistrati.
Taluno negli anni settanta organizzò e finanziò - mi risulta senza mai essersene pentito - una organizzazione chiamata SOCCORSO ROSSO - che anziché costituire fondi e borse di studio per vedove ed orfani del terrorismo fece una scelta precisa ed opposta: raccogliere fondi ed organizzare la difesa giuridica dei terroristi contro lo Stato borghese. Furono loro a delineare la famosa tecnica difensiva del rifiuto sistematico degli avvocati, che poteva paralizzare i processi vista la non ammissibilità dell'autodifesa nel processo italiano. Tanto per capirci. Combattevano a fianco dei terroristi, quelli di Soccorso Rosso, ma con armi legali.
Chi erano gli animatori di tale brillante e benemerita organizzazione di pirla civili?
Dario Fo e Franca Rame; ovviamente ne facevano parte in molti, fra cui ad esempio il Gaetano Pecorella e l'avvocato Spezzali di dipietrina memoria.
Ma il Nobel e la sua mogliettina erano gli organizzatori.
Tanto per ricordare.
paolino pulici
Lettera 2
Caro Dago, molto interessante la trascrizione dell'audizione del prof. Prodi alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul caso Moro.
Prodi riferisce che vennero fuori "Bolsena, Viterbo, Gradoli" e aggiunge che "si faceva la targa VT; i monti Volsini... ripeto, dopo si dava importanza perchè avevamo visto dove erano; con la carta geografica in mano, fa tutti i «ballottini» che vuole..."
Dunque vennero fuori diverse indicazioni geografiche. Perché riferì esattamente e solo "Gradoli"? Poteva riferirle tutte, no? Come faceva a selezionare proprio Gradoli? Questa è una bella domanda, vero?
Numerio Negidio
Lettera 3
Caro Dago, da affezionato lettore del tuo sito e della rubrica piccola posta, premesso che sono assolutamente contrario alla censura, non potresti trovare una qualche soluzione al problema Natalino che ha un po' scassato i garbasilli?
ps: sei andato al ricevimento del nuovo ambasciatore statunitense... ci prendi per il culo, oppure iniziano a prenderti sul serio.
Francesco
Lettera 4
Che cosa significa, dunque, essere "di sinistra"? Parole d'ordine del secolo scorso, quali socialismo, marxismo, comunismo sono ormai antiquate; dicono più niente. Si impiegano per rimuovere la consapevolezza della reale situazione in cui si versa. Ma il tempo impone chiarezza. "Di sinistra" è il costituirsi come forma-partito, il credere nei partiti, giacché questa categoria rappresenta (dal 1770) una forma liberale della lotta contro la società superiore, della lotta di classe, dell'anelito a maggioranze con il concorso di "tutti": "sinistra" significa quantità invece di qualità, il gregge invece del signore. "Di sinistra" è l'aver un programma, giacché questa è la credenza intellettuale, razionalistico-romantica: di forzare la realtà applicandole astrazioni. "Di sinistra" è l'agitare e l'agitarsi chiassoso per le strade e nei comizi, l'arte di eccitare le masse da città con parole forti e ragioni mediocri: la prosa latina sviluppa al tempo dei Gracchi quello stile retorico, buono soltanto alle sottigliezze e ai cavilli, che rinveniamo in Cicerone. "Di sinistra" è il provare una passione delirante per masse viste in genere come base di potere personale, è la volontà di livellare ciò che spicca, di identificare il manovale con il popolo, dando oblique occhiate di disprezzo all'elemento rurale e a quello borghese.
Un partito non è solo una forma in disuso: esso poggia anche sull'antiquata ideologia della massa, vede le cose dal basso e corre dietro all'opinione della maggioranza. "Di sinistra" è, infine e sopra tutto, la mancanza di rispetto per la proprietà.-
tratto da "ANNI DELLA DECISIONE" di Oswald Spengler
1933!
Ezzelino -- Treviso --
Lettera 5
Gentile Signore, approfitterei della Sua disponibilità per invitare il lettore Franco Due a una considerazione più lucida e meno stizzita della mia nota su "Piazza Fontana: una vendetta ideologica".
Io mi sono limitata a proporre all'interesse e alla curiosità dei visitatori un'inchiesta di segno diverso dalle molte sull'argomento che si citano l'una con l'altra. Un'inchiesta che, a me lettrice, ha avuto il merito di spiegare come si sia potuti giungere a un atto più che anticostituzionale: quello per cui si è insinuata la responsabilità penale di due persone, Freda e Ventura, assolte con sentenza passata in giudicato da ben due Corti d'Appello. Che fa il punto, senza transiti obbligati nel patetismo, sulle costanti vere dei numerosi processi. Che controbilancia il livore aprioristico di chi (quorum lo stesso Franco Due?...) vuole a tutti i costi attribuire Piazza Fontana ai nazifascisti. Che riconosce, dietro il tortuoso iter della vicenda, l'impulso irrazionale e irredimibile delle passioni.
Una lettura certamente 'conturbante'. Ma proprio perciò salutare.
Anna K. Valerio
Lettera 6
Gentile Signor D'Agostino, leggo la lettera, firmata Franco Due, riguardo la pubblicazione del libro: "Piazza Fontana: una vendetta ideologica".
Mi stupisce che l'autore della lettera si definisca un 'sincero democratico', perché dovrebbe allora dolersi dell'ultima sentenza per la bomba di Piazza Fontana, che contiene un'accusa dalla quale Freda non ha potuto difendersi. L'eccesso di garantismo dello Stato democratico, in questo caso, non ha garantito Freda, il quale è stato chiamato in causa nel processo senza avere la garanzia del diritto di difesa. E un processo democratico senza l'esercizio della funzione dialettica mi sembra più simile a una farsa - o a un 'dispetto'.
Pietro Carini
Lettera 7
Senti Dago, ma c'era PROPRIO bisogno del PESSIMO clone del ben più Grande e Viperigno GiovanBattista Brambilla? Mi riferisco a "MARINA APRE LA PROCESSIONE E AMANDA FA LA MADONNA!"... Il pezzo di questa wannabe-frocia da mercato rionale (gelosa dei capi dell'ineffabile Gianni Molaro? O marchettaro del cuore deluso - magari proprio uno dei maschioni "vasciaioli" che mostrano il deretano nella foto - ? O gossipparo rampante, ma piuttosto vigliacchello, dato che si tiene nell'anonimato?) è un patetico quanto inutile tentativo di emulazione fallita del suddetto Vate di "Peccati & Peccatori", mancante della stessa verve, tra l'altro. Facci 'sto regalo di Natale e aridacci il Brambilla, chè qui tutto il palazzo sta a chiagne...
Amyl Nitrate
Lettera 8
Dago, oggi la REUTERS ha pubblicato questa notizia : ''KIEV (Reuters) - Gli Stati Uniti hanno detto oggi di aver cambiato la politica sugli interrogatori dei detenuti, e hanno imposto un divieto globale di tortura a tutto il personale Usa ''.
Cioè, fino a ieri all'esercito USA era permesso torturare i prigionieri ?
Luigi A.
Lettera 9
Caro D'Agostino, Ambrogino d'oro, ho voglia di qualcuno buonista.
TuboCattolico http://tubocattolico.ilcannocchiale.it
Lettera 10
Caro Dago, un gruppo islamico ha messo una taglia su dei vignettisti danesi, colpevoli di aver raffigurato Maometto nelle loro vignette. Per fortuna non so disegnare.
Francesco Nardi - www.francesconardi.it
Lettera 11
Caro Dago, mentre la politica italiana e la stampa nazionale, con essa, rimangono prigioniere del peggiore provincialismo, cliccando sulla stampa internazionale si leggono delle notizie estremamente interessanti; ci si rende conto ad esempio che il governo europeo ammanicato con Bush e la sua politica segreta era niente di meno quello socialdemocratico di Schroeder: il suo ministro degli esteri Otto Schily era perfettamente al corrente del rapimento da parte degli uomini mascherati della Cia del cittadino tedesco Khaled Al-Masri, ed anche l'attuale ministro degli esteri della cancelliera Merkel lo sapeva,in quanto allora capo della cancelleria. Probabilmente, io ci credo fermamente, Berlusconi, descritto dalla sinistra come una sorta di cavalier servente dell'amministrazione americana, non avrebbe mai permesso tutto cio', anche perchè i nostri servizi conoscono bene gli agenti della Cia in Italia e li sorvegliano il piu' delle volte. Il motto dei nostri :conosci il nemico, diffida dell'amico.
Federico Marni acaceto@hotmail.com.
Lettera 12
Caro Dago. Con i soldi di tutti, la Rai in questa settimana sta facendo una serie di telepromozioni al nuovo spettacolo del Bagaglino che, come è noto, andrà in onda sulle reti concorrenti .Concorrenti solo a parole, perchè a questo punto il dubbio che siano la stessa cosa è ben più di un sospetto.
Riccardo
Dagospia 10 Dicembre 2005
Lettera 1
Caro Dago, potremmo spiegare ai Tuoi vari ed affezionati lettori un pezzo di storia patria che riguarda anche un noto personaggio da tutti osannato, nonché sua moglie?
Negli anni settanta e ottanta dei simpatici ragazzi sparavano ed ammazzavano con il vari marchi terroristici di matrice marxista. Ti assicuro che anche loro, come la mafia, esistono, non sono una invenzione dei carabinieri e dei magistrati che da tali galantuomini venivano e vengono periodicamente sbudellati.
Le persone normali, magari poco intellettuali, stanno con i carabinieri e con i magistrati.
Taluno negli anni settanta organizzò e finanziò - mi risulta senza mai essersene pentito - una organizzazione chiamata SOCCORSO ROSSO - che anziché costituire fondi e borse di studio per vedove ed orfani del terrorismo fece una scelta precisa ed opposta: raccogliere fondi ed organizzare la difesa giuridica dei terroristi contro lo Stato borghese. Furono loro a delineare la famosa tecnica difensiva del rifiuto sistematico degli avvocati, che poteva paralizzare i processi vista la non ammissibilità dell'autodifesa nel processo italiano. Tanto per capirci. Combattevano a fianco dei terroristi, quelli di Soccorso Rosso, ma con armi legali.
Chi erano gli animatori di tale brillante e benemerita organizzazione di pirla civili?
Dario Fo e Franca Rame; ovviamente ne facevano parte in molti, fra cui ad esempio il Gaetano Pecorella e l'avvocato Spezzali di dipietrina memoria.
Ma il Nobel e la sua mogliettina erano gli organizzatori.
Tanto per ricordare.
paolino pulici
Lettera 2
Caro Dago, molto interessante la trascrizione dell'audizione del prof. Prodi alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul caso Moro.
Prodi riferisce che vennero fuori "Bolsena, Viterbo, Gradoli" e aggiunge che "si faceva la targa VT; i monti Volsini... ripeto, dopo si dava importanza perchè avevamo visto dove erano; con la carta geografica in mano, fa tutti i «ballottini» che vuole..."
Dunque vennero fuori diverse indicazioni geografiche. Perché riferì esattamente e solo "Gradoli"? Poteva riferirle tutte, no? Come faceva a selezionare proprio Gradoli? Questa è una bella domanda, vero?
Numerio Negidio
Lettera 3
Caro Dago, da affezionato lettore del tuo sito e della rubrica piccola posta, premesso che sono assolutamente contrario alla censura, non potresti trovare una qualche soluzione al problema Natalino che ha un po' scassato i garbasilli?
ps: sei andato al ricevimento del nuovo ambasciatore statunitense... ci prendi per il culo, oppure iniziano a prenderti sul serio.
Francesco
Lettera 4
Che cosa significa, dunque, essere "di sinistra"? Parole d'ordine del secolo scorso, quali socialismo, marxismo, comunismo sono ormai antiquate; dicono più niente. Si impiegano per rimuovere la consapevolezza della reale situazione in cui si versa. Ma il tempo impone chiarezza. "Di sinistra" è il costituirsi come forma-partito, il credere nei partiti, giacché questa categoria rappresenta (dal 1770) una forma liberale della lotta contro la società superiore, della lotta di classe, dell'anelito a maggioranze con il concorso di "tutti": "sinistra" significa quantità invece di qualità, il gregge invece del signore. "Di sinistra" è l'aver un programma, giacché questa è la credenza intellettuale, razionalistico-romantica: di forzare la realtà applicandole astrazioni. "Di sinistra" è l'agitare e l'agitarsi chiassoso per le strade e nei comizi, l'arte di eccitare le masse da città con parole forti e ragioni mediocri: la prosa latina sviluppa al tempo dei Gracchi quello stile retorico, buono soltanto alle sottigliezze e ai cavilli, che rinveniamo in Cicerone. "Di sinistra" è il provare una passione delirante per masse viste in genere come base di potere personale, è la volontà di livellare ciò che spicca, di identificare il manovale con il popolo, dando oblique occhiate di disprezzo all'elemento rurale e a quello borghese.
Un partito non è solo una forma in disuso: esso poggia anche sull'antiquata ideologia della massa, vede le cose dal basso e corre dietro all'opinione della maggioranza. "Di sinistra" è, infine e sopra tutto, la mancanza di rispetto per la proprietà.-
tratto da "ANNI DELLA DECISIONE" di Oswald Spengler
1933!
Ezzelino -- Treviso --
Lettera 5
Gentile Signore, approfitterei della Sua disponibilità per invitare il lettore Franco Due a una considerazione più lucida e meno stizzita della mia nota su "Piazza Fontana: una vendetta ideologica".
Io mi sono limitata a proporre all'interesse e alla curiosità dei visitatori un'inchiesta di segno diverso dalle molte sull'argomento che si citano l'una con l'altra. Un'inchiesta che, a me lettrice, ha avuto il merito di spiegare come si sia potuti giungere a un atto più che anticostituzionale: quello per cui si è insinuata la responsabilità penale di due persone, Freda e Ventura, assolte con sentenza passata in giudicato da ben due Corti d'Appello. Che fa il punto, senza transiti obbligati nel patetismo, sulle costanti vere dei numerosi processi. Che controbilancia il livore aprioristico di chi (quorum lo stesso Franco Due?...) vuole a tutti i costi attribuire Piazza Fontana ai nazifascisti. Che riconosce, dietro il tortuoso iter della vicenda, l'impulso irrazionale e irredimibile delle passioni.
Una lettura certamente 'conturbante'. Ma proprio perciò salutare.
Anna K. Valerio
Lettera 6
Gentile Signor D'Agostino, leggo la lettera, firmata Franco Due, riguardo la pubblicazione del libro: "Piazza Fontana: una vendetta ideologica".
Mi stupisce che l'autore della lettera si definisca un 'sincero democratico', perché dovrebbe allora dolersi dell'ultima sentenza per la bomba di Piazza Fontana, che contiene un'accusa dalla quale Freda non ha potuto difendersi. L'eccesso di garantismo dello Stato democratico, in questo caso, non ha garantito Freda, il quale è stato chiamato in causa nel processo senza avere la garanzia del diritto di difesa. E un processo democratico senza l'esercizio della funzione dialettica mi sembra più simile a una farsa - o a un 'dispetto'.
Pietro Carini
Lettera 7
Senti Dago, ma c'era PROPRIO bisogno del PESSIMO clone del ben più Grande e Viperigno GiovanBattista Brambilla? Mi riferisco a "MARINA APRE LA PROCESSIONE E AMANDA FA LA MADONNA!"... Il pezzo di questa wannabe-frocia da mercato rionale (gelosa dei capi dell'ineffabile Gianni Molaro? O marchettaro del cuore deluso - magari proprio uno dei maschioni "vasciaioli" che mostrano il deretano nella foto - ? O gossipparo rampante, ma piuttosto vigliacchello, dato che si tiene nell'anonimato?) è un patetico quanto inutile tentativo di emulazione fallita del suddetto Vate di "Peccati & Peccatori", mancante della stessa verve, tra l'altro. Facci 'sto regalo di Natale e aridacci il Brambilla, chè qui tutto il palazzo sta a chiagne...
Amyl Nitrate
Lettera 8
Dago, oggi la REUTERS ha pubblicato questa notizia : ''KIEV (Reuters) - Gli Stati Uniti hanno detto oggi di aver cambiato la politica sugli interrogatori dei detenuti, e hanno imposto un divieto globale di tortura a tutto il personale Usa ''.
Cioè, fino a ieri all'esercito USA era permesso torturare i prigionieri ?
Luigi A.
Lettera 9
Caro D'Agostino, Ambrogino d'oro, ho voglia di qualcuno buonista.
TuboCattolico http://tubocattolico.ilcannocchiale.it
Lettera 10
Caro Dago, un gruppo islamico ha messo una taglia su dei vignettisti danesi, colpevoli di aver raffigurato Maometto nelle loro vignette. Per fortuna non so disegnare.
Francesco Nardi - www.francesconardi.it
Lettera 11
Caro Dago, mentre la politica italiana e la stampa nazionale, con essa, rimangono prigioniere del peggiore provincialismo, cliccando sulla stampa internazionale si leggono delle notizie estremamente interessanti; ci si rende conto ad esempio che il governo europeo ammanicato con Bush e la sua politica segreta era niente di meno quello socialdemocratico di Schroeder: il suo ministro degli esteri Otto Schily era perfettamente al corrente del rapimento da parte degli uomini mascherati della Cia del cittadino tedesco Khaled Al-Masri, ed anche l'attuale ministro degli esteri della cancelliera Merkel lo sapeva,in quanto allora capo della cancelleria. Probabilmente, io ci credo fermamente, Berlusconi, descritto dalla sinistra come una sorta di cavalier servente dell'amministrazione americana, non avrebbe mai permesso tutto cio', anche perchè i nostri servizi conoscono bene gli agenti della Cia in Italia e li sorvegliano il piu' delle volte. Il motto dei nostri :conosci il nemico, diffida dell'amico.
Federico Marni acaceto@hotmail.com.
Lettera 12
Caro Dago. Con i soldi di tutti, la Rai in questa settimana sta facendo una serie di telepromozioni al nuovo spettacolo del Bagaglino che, come è noto, andrà in onda sulle reti concorrenti .Concorrenti solo a parole, perchè a questo punto il dubbio che siano la stessa cosa è ben più di un sospetto.
Riccardo
Dagospia 10 Dicembre 2005