PER CHI SUONA IL CAMPANELLA - TANGENTI, ELEZIONI DI CANDIDATI "APPOGGIATI" DALLA MAFIA, GLI AFFARI DI COSA NOSTRA - SECONDO IL PENTITO, CUFFARO AVREBBE CHIESTO UNA TANGENTE DI 5 MILIARDI DI EX LIRE PER UN GRANDE CENTRO COMMERCIALE A PALERMO.
(AGI) - Tangenti, elezioni di candidati "appoggiati" dalla mafia, gli affari di Cosa Nostra: sono i temi di cui ha parlato il nuovo collaboratore di giustizia Francesco Campanella, ex presidente del consiglio comunale di Villabate, a pochi chilometri da Palermo, arrestato mesi fa con l'accusa di aver fornito la carta d'identita' contraffatta utilizzata dal boss Bernardo Provenzano per recarsi in Francia dove venne operato alla prostata.
Le dichiarazioni di Campanella, raccolte dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo (il procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone e i sostituti Michele Prestipino, Maurizio De Lucia e Nino Di Matteo), sono state depositate oggi nel procedimento davanti al gup Bruno Fasciana, al quale i pm chiedono di contestare al presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, anche il reato di concorso in rivelazione di segreto d'ufficio, dal quale era stato prosciolto.
Cuffaro e' stato rinviato a giudizio ed e' attualmente sotto processo per favoreggiamento aggravato di Cosa Nostra. Campanella ha deciso di iniziare a collaborare dopo la morte di Papa Giovanni Paolo II, come egli stesso ha confermato ai magistrati: "In me c'e' una crescita interiore, relativamente a un rapporto anche con Dio, la morte del Papa... hanno creato in me un montare di un atteggiamento diverso e hanno risvegliato una partecipazione a questo mondo, che avevo da ragazzino, quando frequentavo il movimento dei focolarini, e che mi portavano a vergognarmi di tutto quello che avevo fatto".
Animato da questi sentimenti, Campanella ha fatto i nomi di diversi esponenti politici, nomi che compaiono nei verbali adesso depositati: oltre a quello di Cuffaro, si leggono - indicati dal pentito come graditi ai mafiosi - quelli del sottosegretario al Lavoro Saverio Romano (Udc), del deputato nazionale di Forza Italia Gaspare Giudice, dei deputati regionali Antonio Borzacchelli (Udc, ex maresciallo dei carabinieri, arrestato e ora sotto processo per concussione) e Giuseppe Acanto (lista Biancofiore, subentrato a Borzacchelli dopo l'arresto di quest'ultimo). Campanella ha parlato di "aggiustamenti" di voti nelle sezioni di Bagheria per far eleggere un candidato vicino alle cosche con un occhio agli affari legati al piano commerciale di Villabate, dove era progettata la costruzione di un grande centro commerciale.
Il neo pentito (che ha avuto come testimoni di nozze Cuffaro e Clemente Mastella) ha parlato anche degli informatori che lo mettevano al corrente di nuove indagini: nuove 'talpe' tra esponenti delle forze dell'ordine, che avrebbero fornito informazioni ai boss di Villabate. Secondo Campanella, alcuni uomini politici fra i quali Cuffaro e Giuseppe Lumia (parlamentare Ds, ex presidente della commissione nazionale antimafia di cui e' oggi attualmente componente) sapevano di indagini riservate avviate sulla cosca di Villabate, e in particolare sullo stesso Campanella e su Nino Mandala'. Quest'ultimo sarebbe il soggetto che negli anni avrebbe gestito la latitanza del vecchio e malato Provenzano, scortandolo pure a Marsiglia dove si sottopose (nel 2003) a un intervento chirurgico alla prostata.
MAFIA: VERBALI CAMPANELLA, NUOVE ACCUSE A CUFFARO.
(AGI) - "Cuffaro dice al mio avvocato che io ero impazzito, che volevo fare da solo una cosa di questo genere. Se non mi danno almeno cinque miliardi, io questa cosa non la faro' mai passare". E' questo uno dei passi di un interrogatorio del neo pentito di mafia Francesco Campanella, secondo il quale il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, avrebbe chiesto una tangente di 5 miliardi di vecchie lire per un grande centro commerciale nel territorio di Brancaccio, a Palermo. I verbali del collaboratore di giustizia, ex presidente del consiglio comunale di Villabate, sono stati depositati oggi dalla Procura di Palermo nell'ambito del procedimento davanti al gup per chiedere che a Cuffaro sia contestato anche il reato di rivelazione di segreto d'ufficio.
Il pentito ha sostenuto di aver saputo della richiesta della "tangente" dall'avvocato Giovan Battista Bruno. E i pm hanno ascoltato anche la versione dell'avvocato, che ha riferito: "Incontrai Cuffaro durante una cena al ristorante 'Checchino' il sabato santo del 2003 e gli chiesi i motivi del suo atteggiamento nei confronti di Campanella. Ricordo di avergli detto - ha affermato il legale - perche' fai cosi', Francesco dice che tu parli male di lui, parlatevi e chiarite".
Cuffaro secondo Bruno avrebbe risposto in modo netto e duro. "Francesco deve farla finita - sarebbe la risposta del presidente della Regione, riportata da Bruno - di dire in giro per Palermo che il centro commerciale e' stato bloccato per colpa mia. A destra o a sinistra a me non importa niente. Tra l'altro quegli altri mi hanno anche offerto una somma di 5 miliardi mentre da questa parte non si sono nemmeno presentati. Se uno vuole una cosa si deve presentare". L'avvocato Bruno ha proseguito: "Ricordo ancora che Cuffaro mi disse che la bocciatura era stata solo un fatto tecnico al quale lui era rimasto estraneo. E Il discorso si chiuse li'. Io che conoscevo la tematica compresi che l'offerta dei 5 miliardi proveniva da coloro che erano interessati al centro commerciale. Riferii questo episodio a mio padre rimarcando in senso sarcastico il senso dell'amicizia di Cuffaro nei confronti di Campanella al quale dopo poco ho riferito l'episodio". La progettazione del centro commerciale era stata affidata alla "Asset development srl" di Roma e il suo consigliere delegato (che si occupava di questo progetto) Francesco Marussig e' indagato dalla Procura di Palermo.
MAFIA: CAMPANELLA, BOSS AUTORIZZARONO CANDIDATURA ROMANO.
(ANSA) - ''Saverio Romano era stato autorizzato a candidarsi nel collegio di Bagheria come precedentemente era stato Gaspare Giudice, perche' in questa zona non c'e' candidato che non e' espressione della mafia''. Lo afferma in un verbale di interrogatorio il pentito Francesco Campanella, ex presidente del consiglio comunale di Villabate. Il collaboratore ricorda un pranzo, prima della campagna elettorale, al quale era presente anche il deputato dell'Udc, Saverio Romano, attuale sottosegretario al Lavoro, durante il quale il politico avrebbe detto: ''Campanella mi votera' sicuramente perche' siamo della stessa famiglia. E guardandomi disse: scendi a Villabate e ti informi. Rimasi molto perplesso da questa battuta di Romano. Pero' la presi per quello che era: appartenevamo alla stessa famiglia mafiosa. Poi ebbi modo di avere conferme da Nino Mandala' il quale mi disse che Saverio Romano era stato autorizzato a candidarsi''. Il pranzo si svolgeva a Roma ed erano presenti, secondo il pentito, oltre a Romano e Campanella, anche Salvatore Cuffaro, Franco Bruno, che era capo di gabinetto di Marianna Li Calzi, quando era sottosegretario alla Giustizia, e con loro a tavola c'era anche un magistrato che lavorava al ministero.
ANTONVENETA: INDAGATO IGNAZIO BELLAVISTA CALTAGIRONE.
(AGI) - L'imprenditore Ignazio Bellavista Caltagirone e' stato iscritto nel registro degli indagati, nell'ambito dell'inchiesta sulla scalata ad Antonveneta, con ipotesi di reato di concorso in aggiotaggio. A quanto si e' appreso l'iscrizione risalirebbe a qualche settimana fa.
Dagospia 12 Dicembre 2005
Le dichiarazioni di Campanella, raccolte dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo (il procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone e i sostituti Michele Prestipino, Maurizio De Lucia e Nino Di Matteo), sono state depositate oggi nel procedimento davanti al gup Bruno Fasciana, al quale i pm chiedono di contestare al presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, anche il reato di concorso in rivelazione di segreto d'ufficio, dal quale era stato prosciolto.
Cuffaro e' stato rinviato a giudizio ed e' attualmente sotto processo per favoreggiamento aggravato di Cosa Nostra. Campanella ha deciso di iniziare a collaborare dopo la morte di Papa Giovanni Paolo II, come egli stesso ha confermato ai magistrati: "In me c'e' una crescita interiore, relativamente a un rapporto anche con Dio, la morte del Papa... hanno creato in me un montare di un atteggiamento diverso e hanno risvegliato una partecipazione a questo mondo, che avevo da ragazzino, quando frequentavo il movimento dei focolarini, e che mi portavano a vergognarmi di tutto quello che avevo fatto".
Animato da questi sentimenti, Campanella ha fatto i nomi di diversi esponenti politici, nomi che compaiono nei verbali adesso depositati: oltre a quello di Cuffaro, si leggono - indicati dal pentito come graditi ai mafiosi - quelli del sottosegretario al Lavoro Saverio Romano (Udc), del deputato nazionale di Forza Italia Gaspare Giudice, dei deputati regionali Antonio Borzacchelli (Udc, ex maresciallo dei carabinieri, arrestato e ora sotto processo per concussione) e Giuseppe Acanto (lista Biancofiore, subentrato a Borzacchelli dopo l'arresto di quest'ultimo). Campanella ha parlato di "aggiustamenti" di voti nelle sezioni di Bagheria per far eleggere un candidato vicino alle cosche con un occhio agli affari legati al piano commerciale di Villabate, dove era progettata la costruzione di un grande centro commerciale.
Il neo pentito (che ha avuto come testimoni di nozze Cuffaro e Clemente Mastella) ha parlato anche degli informatori che lo mettevano al corrente di nuove indagini: nuove 'talpe' tra esponenti delle forze dell'ordine, che avrebbero fornito informazioni ai boss di Villabate. Secondo Campanella, alcuni uomini politici fra i quali Cuffaro e Giuseppe Lumia (parlamentare Ds, ex presidente della commissione nazionale antimafia di cui e' oggi attualmente componente) sapevano di indagini riservate avviate sulla cosca di Villabate, e in particolare sullo stesso Campanella e su Nino Mandala'. Quest'ultimo sarebbe il soggetto che negli anni avrebbe gestito la latitanza del vecchio e malato Provenzano, scortandolo pure a Marsiglia dove si sottopose (nel 2003) a un intervento chirurgico alla prostata.
MAFIA: VERBALI CAMPANELLA, NUOVE ACCUSE A CUFFARO.
(AGI) - "Cuffaro dice al mio avvocato che io ero impazzito, che volevo fare da solo una cosa di questo genere. Se non mi danno almeno cinque miliardi, io questa cosa non la faro' mai passare". E' questo uno dei passi di un interrogatorio del neo pentito di mafia Francesco Campanella, secondo il quale il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, avrebbe chiesto una tangente di 5 miliardi di vecchie lire per un grande centro commerciale nel territorio di Brancaccio, a Palermo. I verbali del collaboratore di giustizia, ex presidente del consiglio comunale di Villabate, sono stati depositati oggi dalla Procura di Palermo nell'ambito del procedimento davanti al gup per chiedere che a Cuffaro sia contestato anche il reato di rivelazione di segreto d'ufficio.
Il pentito ha sostenuto di aver saputo della richiesta della "tangente" dall'avvocato Giovan Battista Bruno. E i pm hanno ascoltato anche la versione dell'avvocato, che ha riferito: "Incontrai Cuffaro durante una cena al ristorante 'Checchino' il sabato santo del 2003 e gli chiesi i motivi del suo atteggiamento nei confronti di Campanella. Ricordo di avergli detto - ha affermato il legale - perche' fai cosi', Francesco dice che tu parli male di lui, parlatevi e chiarite".
Cuffaro secondo Bruno avrebbe risposto in modo netto e duro. "Francesco deve farla finita - sarebbe la risposta del presidente della Regione, riportata da Bruno - di dire in giro per Palermo che il centro commerciale e' stato bloccato per colpa mia. A destra o a sinistra a me non importa niente. Tra l'altro quegli altri mi hanno anche offerto una somma di 5 miliardi mentre da questa parte non si sono nemmeno presentati. Se uno vuole una cosa si deve presentare". L'avvocato Bruno ha proseguito: "Ricordo ancora che Cuffaro mi disse che la bocciatura era stata solo un fatto tecnico al quale lui era rimasto estraneo. E Il discorso si chiuse li'. Io che conoscevo la tematica compresi che l'offerta dei 5 miliardi proveniva da coloro che erano interessati al centro commerciale. Riferii questo episodio a mio padre rimarcando in senso sarcastico il senso dell'amicizia di Cuffaro nei confronti di Campanella al quale dopo poco ho riferito l'episodio". La progettazione del centro commerciale era stata affidata alla "Asset development srl" di Roma e il suo consigliere delegato (che si occupava di questo progetto) Francesco Marussig e' indagato dalla Procura di Palermo.
MAFIA: CAMPANELLA, BOSS AUTORIZZARONO CANDIDATURA ROMANO.
(ANSA) - ''Saverio Romano era stato autorizzato a candidarsi nel collegio di Bagheria come precedentemente era stato Gaspare Giudice, perche' in questa zona non c'e' candidato che non e' espressione della mafia''. Lo afferma in un verbale di interrogatorio il pentito Francesco Campanella, ex presidente del consiglio comunale di Villabate. Il collaboratore ricorda un pranzo, prima della campagna elettorale, al quale era presente anche il deputato dell'Udc, Saverio Romano, attuale sottosegretario al Lavoro, durante il quale il politico avrebbe detto: ''Campanella mi votera' sicuramente perche' siamo della stessa famiglia. E guardandomi disse: scendi a Villabate e ti informi. Rimasi molto perplesso da questa battuta di Romano. Pero' la presi per quello che era: appartenevamo alla stessa famiglia mafiosa. Poi ebbi modo di avere conferme da Nino Mandala' il quale mi disse che Saverio Romano era stato autorizzato a candidarsi''. Il pranzo si svolgeva a Roma ed erano presenti, secondo il pentito, oltre a Romano e Campanella, anche Salvatore Cuffaro, Franco Bruno, che era capo di gabinetto di Marianna Li Calzi, quando era sottosegretario alla Giustizia, e con loro a tavola c'era anche un magistrato che lavorava al ministero.
ANTONVENETA: INDAGATO IGNAZIO BELLAVISTA CALTAGIRONE.
(AGI) - L'imprenditore Ignazio Bellavista Caltagirone e' stato iscritto nel registro degli indagati, nell'ambito dell'inchiesta sulla scalata ad Antonveneta, con ipotesi di reato di concorso in aggiotaggio. A quanto si e' appreso l'iscrizione risalirebbe a qualche settimana fa.
Dagospia 12 Dicembre 2005