CAFONALINO - MISS (ITALIA) SCAPPA IL CALENDARIO, FIRMATO DAL GRANDE BERENGO GARDIN - PRESENTAZIONE CON LA ROMANELLA MONDANA DEI CARLO CONTI, BISTECCONE GALEAZZI, FIORDALISO - COSA E' SUCCESSO AL VOLTO DI SIDNEY ROME?...
Maurizio Piccirilli per "Il Tempo"
Foto di Umberto Pizzi da Zagarolo
Un calendario senza nudi. Poco glamour e tanto stile. Ecco Miss Italia 2005, Edelfa Chiara Masciotti, raccontata per 12 mesi da un fotografo d'eccezione: Gianni Berengo Gardin. «Dico la verità avevo molti pregiudizi su Miss Italia e sulle miss in genere - confessa il fotografo - Eppoi non sono un ritrattista e tantomeno adatto al glamour. Mi sono dovuto ricredere. Patrizia Mirigliani mi ha spiegato che voleva foto della ragazza nel suo contesto quotidiano. Un reportage insomma e allora eccomi qui a celebrare la più bella d'Italia».
Foto in bianco e nero che raccontano Edelfa Masciotti nella sua Torino. Alla Bliblioteca Reale, nella scuola di ballo. In un bar e ancora in un altro museo e in un pub. Momenti di quotidianità tra la gente ripresi dal migliore fotografo italiano di reportage. Gianni Berengo Gardin ha un palmares di prestigio.
È stato uno dei primi italiani che si è aggiudicato il World Press Photo nel 1993, ha vinto il Leica Oskard Barnack Award ha pubblicato libri e le sue foto hanno illustrato reportage su tutte le riviste del mondo. Un personaggio che ha attraversato cinquanta di vita italiana cogliendone i mutamenti della società. Un artista per molti ma lui si schernisce: «Non me ne frega niente di fare o di essere considerato un artista. Sono un manovale della fotografia che cerca di raccontare il sociale inteso come la società nei suoi aspetti. Il lavoro, i manicomi. Al centro delle mie storie c'è l'uomo, con i suoi sguardi i suoi atteggiamenti. Le mie foto non hanno ghirigori, effetti strani. Sono foto pensate, meditate fino allo scatto giusto».
«Pensavo di essergli antipatica - confessa Miss Italia 2005 - Ero intimidita dalla sua presenza. L'idea di essere immortalata da un fotografo di fama mondiale mi metteva soggezione. Stare accanto a lui mi ha insegnato tante cose. Dopo aver compreso il suo modo di lavorare e lui il mio modo di essere abbiamo realizzato le foto del calendario concentratissimi e in sintonia. Nel rivedere quelle foto mi commuove perché raccontano un po' della mia vita: i miei luoghi, le persone della mia città, Torino».
L'album, come quello del 2005, è in bianco e nero e non è in vendita, ma è stato pubblicato in mille copie numerate per gli amici del Concorso, la stampa e le miss. Il pubblico può vedere le immagini e «scaricarle» dal sito ufficiale www.missitalia.rai.it. La scelta di far scattare le foto del calendario di Miss Italia a Gianni Berengo Gardin è stata di Patrizia Mirigliani.
«Sì ho fatto una scelta coraggiosa tra tanto scetticismo che ora mi sembra dissolto - spiega la figlia di Enzo Mirigliani patron del concorso Miss Italia - Le foto di Berengo Gardin mi hanno colpita la prima volta che le ho viste. Ho pensato a lui per raccontare Miss Italia 2005, una ragazza normale catapultata un mondo fantastico. E solo Berengo Gardin poteva rendere senza artifici questi istanti». Ed ecco questi dodici quadri che partono dalla copertina che racconta l'elezione di spalle: una scatto da dietro le quinte per rendere il momento del successo.
Dagospia 14 Dicembre 2005
Foto di Umberto Pizzi da Zagarolo
Un calendario senza nudi. Poco glamour e tanto stile. Ecco Miss Italia 2005, Edelfa Chiara Masciotti, raccontata per 12 mesi da un fotografo d'eccezione: Gianni Berengo Gardin. «Dico la verità avevo molti pregiudizi su Miss Italia e sulle miss in genere - confessa il fotografo - Eppoi non sono un ritrattista e tantomeno adatto al glamour. Mi sono dovuto ricredere. Patrizia Mirigliani mi ha spiegato che voleva foto della ragazza nel suo contesto quotidiano. Un reportage insomma e allora eccomi qui a celebrare la più bella d'Italia».
Foto in bianco e nero che raccontano Edelfa Masciotti nella sua Torino. Alla Bliblioteca Reale, nella scuola di ballo. In un bar e ancora in un altro museo e in un pub. Momenti di quotidianità tra la gente ripresi dal migliore fotografo italiano di reportage. Gianni Berengo Gardin ha un palmares di prestigio.
È stato uno dei primi italiani che si è aggiudicato il World Press Photo nel 1993, ha vinto il Leica Oskard Barnack Award ha pubblicato libri e le sue foto hanno illustrato reportage su tutte le riviste del mondo. Un personaggio che ha attraversato cinquanta di vita italiana cogliendone i mutamenti della società. Un artista per molti ma lui si schernisce: «Non me ne frega niente di fare o di essere considerato un artista. Sono un manovale della fotografia che cerca di raccontare il sociale inteso come la società nei suoi aspetti. Il lavoro, i manicomi. Al centro delle mie storie c'è l'uomo, con i suoi sguardi i suoi atteggiamenti. Le mie foto non hanno ghirigori, effetti strani. Sono foto pensate, meditate fino allo scatto giusto».
«Pensavo di essergli antipatica - confessa Miss Italia 2005 - Ero intimidita dalla sua presenza. L'idea di essere immortalata da un fotografo di fama mondiale mi metteva soggezione. Stare accanto a lui mi ha insegnato tante cose. Dopo aver compreso il suo modo di lavorare e lui il mio modo di essere abbiamo realizzato le foto del calendario concentratissimi e in sintonia. Nel rivedere quelle foto mi commuove perché raccontano un po' della mia vita: i miei luoghi, le persone della mia città, Torino».
L'album, come quello del 2005, è in bianco e nero e non è in vendita, ma è stato pubblicato in mille copie numerate per gli amici del Concorso, la stampa e le miss. Il pubblico può vedere le immagini e «scaricarle» dal sito ufficiale www.missitalia.rai.it. La scelta di far scattare le foto del calendario di Miss Italia a Gianni Berengo Gardin è stata di Patrizia Mirigliani.
«Sì ho fatto una scelta coraggiosa tra tanto scetticismo che ora mi sembra dissolto - spiega la figlia di Enzo Mirigliani patron del concorso Miss Italia - Le foto di Berengo Gardin mi hanno colpita la prima volta che le ho viste. Ho pensato a lui per raccontare Miss Italia 2005, una ragazza normale catapultata un mondo fantastico. E solo Berengo Gardin poteva rendere senza artifici questi istanti». Ed ecco questi dodici quadri che partono dalla copertina che racconta l'elezione di spalle: una scatto da dietro le quinte per rendere il momento del successo.
Dagospia 14 Dicembre 2005