TANGENTOPOLISMO - CORRUZIONE IN OGNI ANGOLO DEL MONDO MA L'ITALIA E' UN MONDO A PARTE - GLI SCANDALI E LE PESANTISSIME CONDANNE (LA LIBERTA' DI INFORMAZIONE DEV'ESSERE TALMENTE AMPIA DA CONSENTIRE PERFINO LA PUBBLICAZIONE DI QUALCHE NOTIZIA INESATTA).

Marco Travaglio per "l'Unità"


Mario Pirani, su Repubblica, ricorda la sentenza della Corte Suprema Usa del 1964 che assolse il New York Times dall'accusa di aver divulgato notizie riservate e diffamatorie sul City Commissorior dell'Alabama, tale Sullivan, allora impegnato in una campagna contro Martin Luther King, teorizzando che la libertà di espressione dei mezzi di informazione nei confronti delle "figure pubbliche" dev'essere talmente ampia da consentire perfino la pubblicazione di qualche notizia inesatta, purché in buona fede, se non invade la sfera privata (credenze religiose o ideali, salute, abitudini sessuali).

Per arginare la deriva dei mega-stipendi, bonus, pensioni, tfr e stock option dei manager dei colossi finanziari, la Sec (la Consob americana) ha deciso di abolire la tutela della privacy nei confronti di chi amministra società quotate a Wall Street, che in nome della trasparenza dovranno dichiarare fino all'ultimo penny: "Gli investitori - ha dichiarato il presidente della Sec Christopher Cox - hanno il diritto di conoscere tutti i costi". La norma vale anche per i manager delle 10 società italiane a Wall Street: Eni, Enel, Telecom, Fiat, Luxottica, Benetton, De Rigo, San Paolo Imi, Natuzzi, Ducati. In Italia i loro compensi seguiteranno a restare top secret. In America no.

A fine dicembre l'ex contabile della Enron, Richard Causey, ha scelto di riconoscersi colpevole, patteggiare 10 anni di carcere e pagare una multa di 1 milione di dollari. In caso contrario rischiava una condanna a 20 anni per frode e insider trading. Causey è il sedicesimo imputato del caso Enron a patteggiare. Nell'accordo con i procuratori federali è compreso l'obbligo di confessare, collaborare e testimoniare al processo dal 19 gennaio contro il presidente di Enron Kenneth Lay, amico di Clinton e di Bush, e l'amministratore delegato Jeff Skilling.

Sempre negli Usa, il leader repubblicano al Congresso Tom DeLay, sospettato di finanziamento illecito, si è dimesso su richiesta del suo stesso partito. Tornerà se e quando "riuscirò a pulire il mio nome". Ora rischia il carcere. Ed è sospettato pure di tangenti dal lobbista repubblicano Jack Abramoff che, indagato dai giudici e dal repubblicano John McCain, ha confessato di aver corrotto vari deputati repubblicani. Abramoff, rischiando 30 anni per associazione a delinquere e frode fiscale, ne patteggerà 10 in cambio della confessione e dei nomi dei corrotti.



Il deputato repubblicano della California Randy Cunningham, veterano del Vietnam, ha ammesso di aver intascato 2 milioni di euro di tangenti in una drammatica autodenuncia: "Ho violato la legge e ho disonorato il Parlamento. Per questo perderò la mia libertà, la mia reputazione e la fiducia della mia famiglia".

Il presidente Bush è sott'accusa, bersagliato da repubblicani e democratici, per aver intercettato cittadini americani senza il permesso della magistratura, cioè per aver fatto ciò che in Italia è lecito dall'estate scorsa con la legge antiterrorismo.
In Francia la moglie del presidente della Repubblica, Bernadette Chirac, è stata perquisita dalla "brigata finanziaria" che sta indagando su alcuni suoi presunti viaggi aerei gratuiti.

In Inghilterra, dove s'è appena dimesso il ministro dell'Interno per l'accusa di aver raccomandato la colf della sua compagna perché ottenesse più rapidamente il permesso di soggiorno, Charles Kennedy lascia la guida del partito liberaldemocratico per aver abusato di bevande alcoliche, comportamento ritenuto non consono a un rappresentante dei cittadini.
In Israele il figlio di Sharon, Omri, deputato alla Knesset, s'è appena dimesso dopo essersi dichiarato colpevole di falso in bilancio, falsa testimonianza e finanziamento illecito.

In Serbia il miliardario Bogoljub Karic, magnate delle tv private con interessi economici di ogni tipo, dalle banche alla telefonia al gas russo, fondatore del partito "Snaga Serbije" (Forza Serbia), "il Berlusconi dei Balcani" è fuggito in Nuova Zelanda in previsione di un mandato di cattura. Poi dice che uno diventa esterofilo.

In Italia intanto Giulio Andreotti spiega: "Senza immunità parlamentare, sarei finito in galera". Poi dice che uno diventa contrario all'immunità parlamentare.
Silvio Berlusconi, dal canto suo, comunica: "Il comunismo ci vuole in galera". Poi dice che uno diventa comunista.


Dagospia 10 Gennaio 2006