MAI DIRE TV - TRAVAGLIO-LUTTAZZI; NUOVA SENTENZA, CONDANNATA MEDIASET - CASO 'DOMENICA IN': COMMISSIONE AUTHORITY - DIRITTI TV: DELLA VALLE, ARIA PESANTE IN LEGA - "DS, RICANDIDATE BEPPE GIULIETTI" - LA RUSIC VUOLE LE CASALINGHE MADE IN ITALY.
1 - CALABRO', SU CASO 'DOMENICA IN' 1° FEBBRAIO RIUNIONE COMMISSIONE AUTHORITY.
(Adnkronos) - L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni decidera' sul 'caso' sollevato dalla puntata di 'Domenica in' che ha ospitato una 'tele-rissa' tra Antonio Zequila e Adriano Pappalardo il prossimo primo febbraio. Lo ha detto il presidente dell'Autorita' Corrado Calabro', spiegando di aver convocato la commissione servizi e prodotti dell'organismo per domani pomeriggio sull'episodio. ''Per l'indisponibilita''di alcuni commissari -ha detto- la riunione e' slittata al primo febbraio prossimo''.
2 - TRAVAGLIO-LUTTAZZI; NUOVA SENTENZA, CONDANNATA MEDIASET.
(ANSA) - Marco Travaglio e Daniele Luttazzi non diffamarono Mediaset che dovra' pagare al giornalista e all'attore satirico le spese processuali: nuovo capitolo giudiziario della vicenda Satyricon con la sentenza della prima sezione del Tribunale Civile di Roma nella causa che opponeva Mediaset alla Rai, a Marco Travaglio, a Daniele Luttazzi, alla Ballandi Entertainment e a Carlo Freccero.
A novembre del 2005, una prima sentenza aveva condannato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a rifondere le spese di giudizio in favore di Travaglio, Luttazzi, della Rai, della Ballandi Entertainment, riconoscendo che durante la trasmissione fu esercitato il diritto di satira ed espressa una legittima critica politica. La puntata di Satyricon ando' in onda il 14 marzo 2001 su Raidue: durante quella trasmissione Luttazzi intervisto' Travaglio sul libro 'L'odore dei soldi' firmato dal giornalista insieme a Elio Veltri.
In questa sentenza che condanna Mediaset il giudice, in sostanza, riconosce che la critica e' stata esercitata correttamente secondo i canoni dell'interesse pubblico, dell'attendibilita', della verifica delle fonti e della correttezza della forma. Mediaset dovra' versare quarantamila euro in tutto di spese processuali. Il giudice ha ricondotto alla posizione di Mediaset solo un profilo, quello riguardante il conflitto di interessi del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in un unico passaggio dell'intervista di Luttazzi a Travaglio, durante Satyricon.
''La legge Tremonti - disse Travaglio a Luttazzi (e' la parte riportata dalla sentenza) - e' una legge che, detta in soldoni, rilascia delle agevolazioni fiscali alle imprese che reinvestono gli utili e quindi e' una legge neutra, se non che, un giorno, una certa azienda che si chiama Mediaset, compra dei films, comprati quei films chiede al Governo se puo' beneficiare dei vantaggi della legge Tremonti. Il Governo le risponde si', puoi beneficiare di questi vantaggi, e questi vantaggi, quantificati, sono 243 miliardi in una botta sola. Il problema qual e'? Io non so se la Mediaset avesse o non avesse il diritto di accedere a questi vantaggi, c'e' chi sostiene di no perche' i films acquistati non sono beni materiali e la legge Tremonti si occupava soltanto di beni materiali, ma mettiamo che fossero, che fosse tutto, tutto di loro diritto, il problema e' che a beneficiare di questa legge e' colui che l'ha fatta e cioe' il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, con una mano e' presidente del Consiglio e con l' altra e' padrone della Mediaset''.
Nessuna 'illiceita' del comportamento di Travaglio e Luttazzi, afferma il giudice che aggiunge: ''Non puo' per altro verso ignorarsi che le questioni legate al cosiddetto conflitto di interessi erano gia' ampiamente dibattute nelle sedi politiche e gia' erano oggetto di critica e commento da parte dei mezzi di informazione''. L'intervista a Travaglio fatta da Luttazzi provoco' una selva di durissime polemiche e una battaglia giudiziaria ancora aperta ma soprattutto costo' a Luttazzi l'epurazione dagli schermi Rai. ''Mi rallegro nel vedere riaffermati con semplicita' e chiarezza - commenta l'avvocato di Luttazzi, Andrea Parlatore - quei principi costituzionali che, grazie anche alla rigorosa elaborazione giurisprudenziale, costituiscono il fondamento di una societa' evoluta, civile e democratica. Principi costituzionali che, come tali, vanno a beneficio di tutti a prescindere, e' bene ripeterlo, dall'orientamento politico. Per il mio assistito, signor Daniele Luttazzi, da un lato mi rallegro per questa ulteriore vittoria processuale che ne conferma la professionalita', il rigore e la brillantezza; dall' altro lato permane lo sconcerto nel verificare concretamente che con un semplice atto di citazione (poi rivelatosi infondato) e' stato possibile tenerlo in scacco per oltre cinque anni di processo. I diecimila euro della condanna di un gigante economico come Mediaset fanno sorridere ma e' un riso amaro''.
3 - DIRITTI TV - DELLA VALLE, ARIA MOLTO PESANTE IN LEGA.
(Adnkronos) - ''Stasera ci parliamo, speriamo che prevalga il buon senso, ma in Lega c'e' un'aria molto pesante''. Lo afferma Diego Della Valle, patron della Fiorentina, al termine della riunione della Giunta di Confindustria, tenutasi oggi a Milano, nella sede di Assolombarda, circa la questione dei diritti televisivi sul calcio.
Della Valle ha poi espresso l'auspicio ''della possibilita' di un accordo di buon senso. Altrimenti la nostra posizione e' rigida. Non vorrei che le piccole societa' risentissero dell'influenza di chi cerca di mandare le cose in una certa direzione''. Quanto alla possibilita' di uno sciopero, per Della Valle ''ora andiamo per passi''.
4 - LA RUSIC VUOLE LE CASALINGHE MADE IN ITALY.
Dunque, spiega Marida Caterini sul "Tempo" di oggi, la prossima stagione televisiva sarà tutta al femminile, con tanto di esordio delle "Desperate Housewives" all'italiana. L'idea sarebbe venuta a Rita Rusic, che insieme a Cristina Farina avrebbe scritto la sceneggiatura di una fiction ispirata dal successo della popolarissima serie americana. Produzione Endemol. È la prima volta che la ex signora Cecchi Gori si cimenta con la sceneggiatura. Ancora nessuna notizia sul cast, ma si parla di attrici italiane di qualità e popolari. Razza quasi sconosciuta.
La Endemol sembra comunque convinta che la fiction italiana parli al femminile. Le altre serie della società del "Gieffe" vedono sempre delle donne protagoniste. In particolare, a farla da padrona è Veronica Pivetti, che non solo torna col seguito di "Provaci ancora Prof.", ma anche con "Storia della Befana", scritta dalla stessa Veronica. Si tratta di due puntate che raccontano in maniera ironica il mondo dei casting. Poi ci sarà spazio per Virna Lisi magistrato in pensione e per una sitcom su una "Madre Detective", non ancora definita.
5 - TRAVAGLIO: «DS, RICANDIDATE BEPPE GIULIETTI»
Dal "Corriere della Sera" - Marco Travaglio lancia dal suo sito (www.marcotravaglio.it) una campagna pro-Beppe Giulietti che rischia di non essere più ricandidato dai Democratici di Sinistra per la prossima legislatura: «Tempestiamo di e-mail il botteghino: tenetevi Ostellino e Gambescia e lasciateci Giulietti». Infatti, scrive Travaglio nella sua rubrica on-line «Stoccata e fuga»: «Corre voce che i soloni diessini che preparano le liste per le prossime elezioni, senza uno straccio di confronto con gli elettori, intendano escludere Beppe Giulietti e candidare invece Piero Ostellino e Paolo Gambescia».
Secondo Travaglio, «Giulietti è uno dei pochissimi (tre o quattro) parlamentari della Quercia che, negli ultimi quattro anni, hanno chiesto sistematicamente, ogni giorno, il rientro in televisione degli epurati Biagi, Santoro, Luttazzi, Sabina Guzzanti, Paolo Rossi, Oliviero Beha, Massimo Fini eccetera». «Uno dei pochissimi che ha osato criticare l'inciucio di Palazzo Grazioli che nel luglio scorso portò alla nomina di Petruccioli alla presidenza Rai da parte del padrone di Mediaset».
Dagospia 26 Gennaio 2006
(Adnkronos) - L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni decidera' sul 'caso' sollevato dalla puntata di 'Domenica in' che ha ospitato una 'tele-rissa' tra Antonio Zequila e Adriano Pappalardo il prossimo primo febbraio. Lo ha detto il presidente dell'Autorita' Corrado Calabro', spiegando di aver convocato la commissione servizi e prodotti dell'organismo per domani pomeriggio sull'episodio. ''Per l'indisponibilita''di alcuni commissari -ha detto- la riunione e' slittata al primo febbraio prossimo''.
2 - TRAVAGLIO-LUTTAZZI; NUOVA SENTENZA, CONDANNATA MEDIASET.
(ANSA) - Marco Travaglio e Daniele Luttazzi non diffamarono Mediaset che dovra' pagare al giornalista e all'attore satirico le spese processuali: nuovo capitolo giudiziario della vicenda Satyricon con la sentenza della prima sezione del Tribunale Civile di Roma nella causa che opponeva Mediaset alla Rai, a Marco Travaglio, a Daniele Luttazzi, alla Ballandi Entertainment e a Carlo Freccero.
A novembre del 2005, una prima sentenza aveva condannato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a rifondere le spese di giudizio in favore di Travaglio, Luttazzi, della Rai, della Ballandi Entertainment, riconoscendo che durante la trasmissione fu esercitato il diritto di satira ed espressa una legittima critica politica. La puntata di Satyricon ando' in onda il 14 marzo 2001 su Raidue: durante quella trasmissione Luttazzi intervisto' Travaglio sul libro 'L'odore dei soldi' firmato dal giornalista insieme a Elio Veltri.
In questa sentenza che condanna Mediaset il giudice, in sostanza, riconosce che la critica e' stata esercitata correttamente secondo i canoni dell'interesse pubblico, dell'attendibilita', della verifica delle fonti e della correttezza della forma. Mediaset dovra' versare quarantamila euro in tutto di spese processuali. Il giudice ha ricondotto alla posizione di Mediaset solo un profilo, quello riguardante il conflitto di interessi del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in un unico passaggio dell'intervista di Luttazzi a Travaglio, durante Satyricon.
''La legge Tremonti - disse Travaglio a Luttazzi (e' la parte riportata dalla sentenza) - e' una legge che, detta in soldoni, rilascia delle agevolazioni fiscali alle imprese che reinvestono gli utili e quindi e' una legge neutra, se non che, un giorno, una certa azienda che si chiama Mediaset, compra dei films, comprati quei films chiede al Governo se puo' beneficiare dei vantaggi della legge Tremonti. Il Governo le risponde si', puoi beneficiare di questi vantaggi, e questi vantaggi, quantificati, sono 243 miliardi in una botta sola. Il problema qual e'? Io non so se la Mediaset avesse o non avesse il diritto di accedere a questi vantaggi, c'e' chi sostiene di no perche' i films acquistati non sono beni materiali e la legge Tremonti si occupava soltanto di beni materiali, ma mettiamo che fossero, che fosse tutto, tutto di loro diritto, il problema e' che a beneficiare di questa legge e' colui che l'ha fatta e cioe' il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, con una mano e' presidente del Consiglio e con l' altra e' padrone della Mediaset''.
Nessuna 'illiceita' del comportamento di Travaglio e Luttazzi, afferma il giudice che aggiunge: ''Non puo' per altro verso ignorarsi che le questioni legate al cosiddetto conflitto di interessi erano gia' ampiamente dibattute nelle sedi politiche e gia' erano oggetto di critica e commento da parte dei mezzi di informazione''. L'intervista a Travaglio fatta da Luttazzi provoco' una selva di durissime polemiche e una battaglia giudiziaria ancora aperta ma soprattutto costo' a Luttazzi l'epurazione dagli schermi Rai. ''Mi rallegro nel vedere riaffermati con semplicita' e chiarezza - commenta l'avvocato di Luttazzi, Andrea Parlatore - quei principi costituzionali che, grazie anche alla rigorosa elaborazione giurisprudenziale, costituiscono il fondamento di una societa' evoluta, civile e democratica. Principi costituzionali che, come tali, vanno a beneficio di tutti a prescindere, e' bene ripeterlo, dall'orientamento politico. Per il mio assistito, signor Daniele Luttazzi, da un lato mi rallegro per questa ulteriore vittoria processuale che ne conferma la professionalita', il rigore e la brillantezza; dall' altro lato permane lo sconcerto nel verificare concretamente che con un semplice atto di citazione (poi rivelatosi infondato) e' stato possibile tenerlo in scacco per oltre cinque anni di processo. I diecimila euro della condanna di un gigante economico come Mediaset fanno sorridere ma e' un riso amaro''.
3 - DIRITTI TV - DELLA VALLE, ARIA MOLTO PESANTE IN LEGA.
(Adnkronos) - ''Stasera ci parliamo, speriamo che prevalga il buon senso, ma in Lega c'e' un'aria molto pesante''. Lo afferma Diego Della Valle, patron della Fiorentina, al termine della riunione della Giunta di Confindustria, tenutasi oggi a Milano, nella sede di Assolombarda, circa la questione dei diritti televisivi sul calcio.
Della Valle ha poi espresso l'auspicio ''della possibilita' di un accordo di buon senso. Altrimenti la nostra posizione e' rigida. Non vorrei che le piccole societa' risentissero dell'influenza di chi cerca di mandare le cose in una certa direzione''. Quanto alla possibilita' di uno sciopero, per Della Valle ''ora andiamo per passi''.
4 - LA RUSIC VUOLE LE CASALINGHE MADE IN ITALY.
Dunque, spiega Marida Caterini sul "Tempo" di oggi, la prossima stagione televisiva sarà tutta al femminile, con tanto di esordio delle "Desperate Housewives" all'italiana. L'idea sarebbe venuta a Rita Rusic, che insieme a Cristina Farina avrebbe scritto la sceneggiatura di una fiction ispirata dal successo della popolarissima serie americana. Produzione Endemol. È la prima volta che la ex signora Cecchi Gori si cimenta con la sceneggiatura. Ancora nessuna notizia sul cast, ma si parla di attrici italiane di qualità e popolari. Razza quasi sconosciuta.
La Endemol sembra comunque convinta che la fiction italiana parli al femminile. Le altre serie della società del "Gieffe" vedono sempre delle donne protagoniste. In particolare, a farla da padrona è Veronica Pivetti, che non solo torna col seguito di "Provaci ancora Prof.", ma anche con "Storia della Befana", scritta dalla stessa Veronica. Si tratta di due puntate che raccontano in maniera ironica il mondo dei casting. Poi ci sarà spazio per Virna Lisi magistrato in pensione e per una sitcom su una "Madre Detective", non ancora definita.
5 - TRAVAGLIO: «DS, RICANDIDATE BEPPE GIULIETTI»
Dal "Corriere della Sera" - Marco Travaglio lancia dal suo sito (www.marcotravaglio.it) una campagna pro-Beppe Giulietti che rischia di non essere più ricandidato dai Democratici di Sinistra per la prossima legislatura: «Tempestiamo di e-mail il botteghino: tenetevi Ostellino e Gambescia e lasciateci Giulietti». Infatti, scrive Travaglio nella sua rubrica on-line «Stoccata e fuga»: «Corre voce che i soloni diessini che preparano le liste per le prossime elezioni, senza uno straccio di confronto con gli elettori, intendano escludere Beppe Giulietti e candidare invece Piero Ostellino e Paolo Gambescia».
Secondo Travaglio, «Giulietti è uno dei pochissimi (tre o quattro) parlamentari della Quercia che, negli ultimi quattro anni, hanno chiesto sistematicamente, ogni giorno, il rientro in televisione degli epurati Biagi, Santoro, Luttazzi, Sabina Guzzanti, Paolo Rossi, Oliviero Beha, Massimo Fini eccetera». «Uno dei pochissimi che ha osato criticare l'inciucio di Palazzo Grazioli che nel luglio scorso portò alla nomina di Petruccioli alla presidenza Rai da parte del padrone di Mediaset».
Dagospia 26 Gennaio 2006