"IL CAIMANO", ECCO LA TRAMA DEL FILM IMPOSSIBILE SU SILVIO BERLUSCONI
NANNI FURIOSO: HA FATTO FIRMARE A TUTTO IL SET UNA CLAUSOLA CAPESTRO
STARRING PLACIDO E TRINCA, USCIRĂ€ IL 24 MARZO: DUE SETTIMANE PRIMA DEL VOTO
NANNI FURIOSO: HA FATTO FIRMARE A TUTTO IL SET UNA CLAUSOLA CAPESTRO
STARRING PLACIDO E TRINCA, USCIRĂ€ IL 24 MARZO: DUE SETTIMANE PRIMA DEL VOTO
Michela Tamburrino per "La Stampa"
Il segreto più protetto d'Italia è stato svelato, la sorpresa è rovinata. Il film di Nanni Moretti ha una sua storia, i contorni limpidi si svelano come per riserbo tradito. «Il Caimano», che di noto aveva appunto solo il titolo e un vago rimando a Berlusconi, ora acquista una fisionomia precisa. Dunque si tratta di un film nel film come Nanni Moretti avrebbe voluto con il tormentone del pasticciere trozkista anticipato in «Caro Diario». Nel nostro caso si tratta di Jasmine Trinca che impersona una giovane regista che ha deciso di fare un film su Berlusconi.
Il cast è quasi completo ma le manca il protagonista, appunto Berlusconi. Non tanto perché nessuno le sembra all'altezza del ruolo, bensì perché nessuno vuole calarsi nei panni del Presidente del Consiglio. La ricerca è frenetica e infruttuosa, vengono contattati decine d'attori ma tutti declinano l'invito, sostenendo di non voler partecipare in qualità di premier, sia pure in fiction. Tutto sembra perduto fino a quando non si arriva a Michele Placido. Insperato successo, finalmente Placido dice di sì. Si profila la salvezza del film, se non che... Ma il resto a dopo. Nanni Moretti sarà furioso.
Nanni Moretti è già furioso. Ha girato le ultime scene del suo ultimo film torvo in volto e persino al Palazzo di Giustizia in Roma, sì, al Palazzaccio, c'è chi giura di non averlo mai visto sorridere. Non parliamo poi delle comparse che devono mandare a mente i movimenti e soprattutto i vestiti portati giorno per giorno che, per ovvi motivi, devono essere identici a quelli indossati nelle riprese a venire, magari a distanza di giorni. Altrimenti Nanni Moretti, memoria d'elefante, s'inalbera.
Si blocca, indica il reo d'oltraggio e più di una volta lo si è visto girarsi di scatto abbandonando il set per chiudersi ore e ore nel suo camper, nella sua roulotte, dove insomma attori e registi impiantano il loro camerino mobile. Nanni Moretti è furioso. Anche perché ha fatto firmare agli attori tutti, protagonisti, comprimari e giù fino a chiunque possa intuire il plot, una carta, un contratto capestro con clausola scritta, nella quale vietava categoricamente di raccontare la trama del film. Alla povera Jasmine Trinca ha imposto di rivelare nelle interviste ai giornali solo l'odore della storia, cioè che si tratta di un film su Berlusconi.
Tra le altre verità svelate c'è che il film uscirà il 24 marzo, due settimane prima delle elezioni politiche, che è sceneggiato dallo stesso Moretti, interpretato da Silvio Orlando, da Margherita Buy, da Jasmine Trinca e da Michele Placido. Già lo scorso anno un Moretti riluttante aveva dichiarato: «Sarà una fiction sul presidente del Consiglio ma non un documentario. Sarà un film nella migliore tradizione del cinema italiano d'impegno civile, come fu, all'epoca, "Le mani sulla città" di Rosi.La mia ambizione non è quella di realizzare un film per far cambiare idea agli elettori di Berlusconi e neanche per rassicurare un certo tipo di pubblico di sinistra nelle proprie certezze. Al contrario, spero che "Il Caimano" possa semplicemente suscitare dei dubbi».
Così appunto assicurava Moretti che in corso d'opera è rimasto affetto dagli stessi dubbi che avrebbe voluto generare nello spettatore. Ha cambiato registro vedendo come gli si mutava il film tra le mani. Dunque si diceva, tornando alla trama, che Michele Placido aveva detto di sì, lui Berlusconi l'avrebbe interpretato. Invece, all'ultimo, ci ripensa e Berlusconi non lo vuole fare più neppure lui.
Ecco allora che tutto salta in aria e Moretti vede che il suo film gli diventa decisamente comico, anzi, con accenni grotteschi. La strada nuova intrapresa dal regista vira decisamente verso l'ambientazione visionaria e surreale, talmente divertente, talmente esplicitamente comica da stupire i suoi stessi attori. E in questo contesto si prende anche il lusso di ritagliarsi una parte, un po' come avrebbe fatto Hitchcock.
Ecco perché, sempre al Palazzaccio, Nanni Moretti ha girato a più riprese e a porte chiuse, una scena chiave con l'attrice Anna Bonaiuto, in veste togata nella parte di una magistrato o di un'avvocato, in bilico tra i due ruoli fino all'ultimo. Nanni Moretti sarà furioso soprattutto perché non ha tenuto ben presente ciò che Berlusconi, quello vero, non sottovaluta. La morale è una. Mai fidarsi dei magistrati, quelli veri, soprattutto dei luoghi dei magistrati, quelli autentici. Chi rimane piccato una volta non si scotta più. Berlusconi ha fatto scuola. Moretti imparerà.
Dagospia 03 Febbraio 2006
Il segreto più protetto d'Italia è stato svelato, la sorpresa è rovinata. Il film di Nanni Moretti ha una sua storia, i contorni limpidi si svelano come per riserbo tradito. «Il Caimano», che di noto aveva appunto solo il titolo e un vago rimando a Berlusconi, ora acquista una fisionomia precisa. Dunque si tratta di un film nel film come Nanni Moretti avrebbe voluto con il tormentone del pasticciere trozkista anticipato in «Caro Diario». Nel nostro caso si tratta di Jasmine Trinca che impersona una giovane regista che ha deciso di fare un film su Berlusconi.
Il cast è quasi completo ma le manca il protagonista, appunto Berlusconi. Non tanto perché nessuno le sembra all'altezza del ruolo, bensì perché nessuno vuole calarsi nei panni del Presidente del Consiglio. La ricerca è frenetica e infruttuosa, vengono contattati decine d'attori ma tutti declinano l'invito, sostenendo di non voler partecipare in qualità di premier, sia pure in fiction. Tutto sembra perduto fino a quando non si arriva a Michele Placido. Insperato successo, finalmente Placido dice di sì. Si profila la salvezza del film, se non che... Ma il resto a dopo. Nanni Moretti sarà furioso.
Nanni Moretti è già furioso. Ha girato le ultime scene del suo ultimo film torvo in volto e persino al Palazzo di Giustizia in Roma, sì, al Palazzaccio, c'è chi giura di non averlo mai visto sorridere. Non parliamo poi delle comparse che devono mandare a mente i movimenti e soprattutto i vestiti portati giorno per giorno che, per ovvi motivi, devono essere identici a quelli indossati nelle riprese a venire, magari a distanza di giorni. Altrimenti Nanni Moretti, memoria d'elefante, s'inalbera.
Si blocca, indica il reo d'oltraggio e più di una volta lo si è visto girarsi di scatto abbandonando il set per chiudersi ore e ore nel suo camper, nella sua roulotte, dove insomma attori e registi impiantano il loro camerino mobile. Nanni Moretti è furioso. Anche perché ha fatto firmare agli attori tutti, protagonisti, comprimari e giù fino a chiunque possa intuire il plot, una carta, un contratto capestro con clausola scritta, nella quale vietava categoricamente di raccontare la trama del film. Alla povera Jasmine Trinca ha imposto di rivelare nelle interviste ai giornali solo l'odore della storia, cioè che si tratta di un film su Berlusconi.
Tra le altre verità svelate c'è che il film uscirà il 24 marzo, due settimane prima delle elezioni politiche, che è sceneggiato dallo stesso Moretti, interpretato da Silvio Orlando, da Margherita Buy, da Jasmine Trinca e da Michele Placido. Già lo scorso anno un Moretti riluttante aveva dichiarato: «Sarà una fiction sul presidente del Consiglio ma non un documentario. Sarà un film nella migliore tradizione del cinema italiano d'impegno civile, come fu, all'epoca, "Le mani sulla città" di Rosi.La mia ambizione non è quella di realizzare un film per far cambiare idea agli elettori di Berlusconi e neanche per rassicurare un certo tipo di pubblico di sinistra nelle proprie certezze. Al contrario, spero che "Il Caimano" possa semplicemente suscitare dei dubbi».
Così appunto assicurava Moretti che in corso d'opera è rimasto affetto dagli stessi dubbi che avrebbe voluto generare nello spettatore. Ha cambiato registro vedendo come gli si mutava il film tra le mani. Dunque si diceva, tornando alla trama, che Michele Placido aveva detto di sì, lui Berlusconi l'avrebbe interpretato. Invece, all'ultimo, ci ripensa e Berlusconi non lo vuole fare più neppure lui.
Ecco allora che tutto salta in aria e Moretti vede che il suo film gli diventa decisamente comico, anzi, con accenni grotteschi. La strada nuova intrapresa dal regista vira decisamente verso l'ambientazione visionaria e surreale, talmente divertente, talmente esplicitamente comica da stupire i suoi stessi attori. E in questo contesto si prende anche il lusso di ritagliarsi una parte, un po' come avrebbe fatto Hitchcock.
Ecco perché, sempre al Palazzaccio, Nanni Moretti ha girato a più riprese e a porte chiuse, una scena chiave con l'attrice Anna Bonaiuto, in veste togata nella parte di una magistrato o di un'avvocato, in bilico tra i due ruoli fino all'ultimo. Nanni Moretti sarà furioso soprattutto perché non ha tenuto ben presente ciò che Berlusconi, quello vero, non sottovaluta. La morale è una. Mai fidarsi dei magistrati, quelli veri, soprattutto dei luoghi dei magistrati, quelli autentici. Chi rimane piccato una volta non si scotta più. Berlusconi ha fatto scuola. Moretti imparerà.
Dagospia 03 Febbraio 2006