SORPASSO O NO? - E' GUERRA DI SONDAGGI TRA CDL E UNIONE. BERLUSCONI DIFFONDE UN'ANALISI CHE VEDE LA CDL IN VANTAGGIO DELLO 0,2 ESEGUITA DALLA SOCIETÀ AMERICANA PENN, SCHOEN & BERLAND ASSOCIATES (LA STESSA DI CLINTON E BLAIR).

Da Repubblica.it


Sorpasso o no? E' guerra di sondaggi tra Cdl e Unione. Con Silvio Berlusconi, che diffonde un'analisi che vede la Cdl in vantaggio e che è stata eseguita dalla società americana Penn, Schoen & Berland Associates. Secondo lo studio americano la Cdl sarebbe al 48,4 e l'Unione al 48,2 per cento. Sempre secondo il sondaggio Usa Fi è al 24,9 per cento mentre i Ds sono al 25,9.

I sondaggi italiani invece smentiscono il "sorpasso" del centrodestra ai danni del centrosinistra. Per la Swg (il sondaggio sarà pubblicato domani dall'Espresso) sono 4,3 i punti di differenza tra Unione e Cdl nei voti alla Camera, con una crescita del centrodestra di 0,6 punti ed una di 0,4 del centrosinistra. Sempre secondo questa rilevazione la Lista Unitaria si attesta al 32%, il Prc al 7%, la Rosa nel Pugno al 2,5%, i Verdi al 2,5%, Italia dei Valori 2,3%; sotto la fatidica soglia del 2% troviamo il Pdci all'1,8%, l'Udeur all'1,4% nonchè le liste minori.

Nel centrodestra Forza Italia è ferma al 18,7%, mentre An è al 13,1%, l'Udc al 6,0%, la Lega al 5,3, La lista Dc-Nuovo Psi all'1,4%, il Pri, il Pli e i Riformatori liberali tutti allo 0,3%. Il sondaggio fotografa anche la galassia nera al centro dell'attenzione in queste ore: Alternativa sociale di Mussolini è all'1,1%, la Fiamma Tricolore allo 0,5%, il Mis di Pino Rauti allo 0,3. In Senato i numeri non si distaccano troppo da quelli della Camera, con una prevalenza dell'Unione, attestata al 52%, mentre la Cdl si ferma al 47,5%.



Secondo il sondaggista Nicola Piepoli il distacco tra i poli è di 3,5 % con l'Unione tra il 50,5 e il 51% e la Cdl tra il 47 e il 47,5 per cento. Per il sondaggio Abacus-Skytg24 la Cdl recupera un altro 0,5% sull'Unione attestandosi al 47% contro il 51% del centrosinistra che rimane comunque stabile.

BERLUSCONI SCEGLIE IL GURU DI CLINTON E BLAIR
(ASCA)
- Prima di Silvio Berlusconi, a richiedere l'opera della Penn, Schoen & Berland Associated Bill erano stati i due leader del progressismo mondiale Bill Clinton e Tony Blair. Stavolta il Cavaliere ha quindi operato una scelta non dettata dall'appartenenza. Mark Penn e' stato infatti tra i principali consiglieri dell'ex presidente americano, fino a diventare il sondaggista ufficiale dei New Democrats, la corrente clintoniana del partito democratico.
Il suo fu un ruolo chiave in particolare nelle strategie messe in campo da Clinton per la sua rielezione nel 1996. In seguito, rimanendo in famiglia, ha prestato servizio alla moglie dell'ex presidente, Hillary, per la sua campagna al seggio senatoriale di New York.

Credenziali fin troppo rassicuranti, che hanno convinto Tony Blair a richiedere l'opera dell'esperto comunicatore clintoniano in occasione delle ultime elezioni inglesi, che si sono tenute nel maggio 2005. ''Blair assolda il guru di Clinton per catturare il voto dei conservatori'', rivelava il Daily Telegraph circa un anno fa. Gia' dall'autunno del 2004 il premier laburista aveva iniziato incontri riservati con Penn per capire come intercettare il consenso nelle roccaforti degli avversari. La strategia di Penn, infatti, prevedeva messaggi forti su temi come il crimine e l'economia, ignorando le issue storiche della sinistra. Di Penn e dei suoi soci si ricorda anche la consulenza prestata al sindaco di New York, Michael Bloomberg, e un controverso sondaggio emesso alla vigilia delle elezioni venezuelane del 2004, che dava Hugo Chavez per perdente e invece stravinse.

Penn e soci non lavorano, pero', solo per i politici. Sono stati a libro paga anche di grandi aziende come American Express, BP, Coca-Cola, KFC, McDonald's, Nike, Pizza Hut, Novartis, Microsoft.


Dagospia 16 Febbraio 2006