LA SFIDA - IL CAVALIERE RINGALLUZZITO DAI SONDAGGI (DOXA: L'UNIONE CROLLA AL 50% E IL CENTRODESTRA SALE AL 48) A CACCIA DI PRODI - IL "TIMES" COMMENTA IL "MANIFESTO DI 270 PAGINE DELL'UNIONE": "IL PIÙ LUNGO BIGLIETTO DI SUICIDIO DELLA STORIA"...

Francesco Verderami per il "Corriere della Sera"


Per prevedere che tempo farà il giorno delle elezioni, esistono molti sistemi. De Mita, che in politica c'è arrivato prima dei sondaggi, si affida da sempre alla strada. «E per strada ho avvertito che il clima sta cambiando», ha detto l'altro giorno a un collega della Margherita: «Gli elettori incerti che fino a un mese fa guardavano a noi, ora sono perplessi a causa della conflittualità nella nostra coalizione. E questo è il primo stadio di disaffezione. Se continuiamo così, arriveremo al secondo, e finirà che quelle persone voteranno per il Polo».

Il metodo dell'ex segretario diccì sarà rudimentale, ma coincide con l'analisi degli attuali sistemi di ricerca. E per quanto abbia contestato il «sorpasso» annunciato ieri dal premier, per quanto abbia screditato il «sondaggio americano» di un'agenzia che pure ha lavorato per Clinton e per Blair, Prodi è conscio di ciò che Fassino ripete pubblicamente ormai da giorni, e cioè che il Cavaliere «è ancora indietro ma un po' sta recuperando». Lo ha spiegato mercoledì Pagnoncelli ai capi dell'opposizione, così racconta un autorevole esponente del centrosinistra: «Secondo i calcoli, Berlusconi ha guadagnato un punto e mezzo in tre settimane. Ma l'esperto ritiene che l'effetto mediatico si sta esaurendo. Almeno, così dice...».

Insomma, dopo aver preso atto dell'inversione di tendenza, l'opposizione si interroga su cosa si inventerà il leader della Cdl di qui alle elezioni. Di sicuro Berlusconi intende «far uscire allo scoperto» l'avversario, l'ha ripetuto al vertice con Fini e Casini: «Prodi pensava di conservare il vantaggio su di noi mantenendo un basso profilo, e mandando in tv Fassino, D'Alema e Rutelli. Ma ora che i giochi si sono riaperti non potrà continuare così. E appena metterà la testa fuori...».

Il duello televisivo potrebbe essere il momento decisivo. Il punto è che gli alleati del premier alla rimonta adesso ci credono davvero, sostengono che «la partita è ancora aperta». Eppure solo due settimane fa il presidente di An riteneva la cosa «impensabile», e come lui il presidente della Camera. Di più, lo stesso Berlusconi era sconfortato, «non mi capacito - aveva detto nei suoi colloqui riservati - del fatto che non si sia verificata l'inversione di tendenza».



Perché i decimali recuperati all'Unione erano ininfluenti ai fini della sfida. Invece all'inizio di febbraio c'è stata la svolta. Lo evidenzia un sondaggio riservato della Doxa. Si tratta di uno studio che va avanti da tempo, se è vero che esiste un report del 20 ottobre 2005. E allora, nelle intenzioni di voto, il centrosinistra era in vantaggio di 13 punti sul Polo (56-43). Un margine rimasto sostanzialmente invariato fino al test del 28 gennaio (54-44). Ma è l'ultimo rilevamento dell'11 febbraio a essere stupefacente: l'Unione crolla al 50% e il centrodestra sale al 48.

Sono dati forse più significativi del «sondaggio americano» della Psb che accredita in testa il premier, galvanizzato dalle notizie che gli giungono dal campo avverso. Durante il pranzo con Fini e Casini ha detto che «Prodi sa della nostra rimonta, e io so che i suoi alleati sono molto, molto nervosi». Bisognerà vedere se - al di là della «guerra mediatica» sui sondaggi - l'inversione di tendenza garantirà poi il successo al Polo. Se cioè la rimonta in atto basterà il 9 aprile per sovvertire i pronostici. Il premier è convinto che «senza la par condicio saremmo già davanti», e lo ha detto con tono piccato agli alleati martedì a pranzo: «Se avessimo cambiato la legge, come vi avevo chiesto, avremmo la vittoria in pugno». Tanto è eccitato dai numeri, che al vertice ha spalleggiato quanti chiedevano tra il serio e il faceto a Gianni Letta di candidarsi: «In effetti se ti presentassi per il Senato nel Lazio e in Abruzzo, conquisteremmo quelle due regioni». «Non esiste», si è schermito il sottosegretario.

Sull'altro fronte Rutelli è furibondo per il modo in cui la squadra di Prodi sta amministrando la campagna elettorale: «C'è troppa approssimazione». D'altronde nel centrosinistra c'è chi definisce «disastrosa» la gestione mediatica del programma. Basta leggere le severe corrispondenze delle testate internazionali. Il Times online, per commentare il «manifesto di 270 pagine dell'Unione», ha riesumato la famosa battuta con cui in Inghilterra si ricorda il programma dei Laburisti affondati nell'83 dalla Thatcher: «Il più lungo biglietto di suicidio della storia». Sul sito online del Financial Times è stata descritta «la frustrazione di Prodi» che vede i suoi sforzi per conquistare il voto moderato «distrutti dagli alleati della sinistra estrema». Mentre l' Economist , sempre sul web, scrive che la strategia televisiva di Berlusconi «ha funzionato».

Sono in molti fuori dai confini a osservare la sfida con attenzione. Il segretario della Dc Rotondi ieri raccontava di «alcuni colloqui» avvenuti tra «rappresentanti del governo» e «autorevolissimi esponenti dell'ambasciata americana a Roma»: «E secondo l'Italian desk di Washington, il trend di recupero da parte di Berlusconi è stato così imprevisto ma è anche così costante, da far prefigurare un testa a testa. Come avvenne tra Bush e Kerry».


Dagospia 17 Febbraio 2006