LAZARD SENZA TESTA CERCA UN LEADER - RUTELLI TORNA CAPOTRENO - PRODI IL REGRESSISTA - IZZO, STELLA PARTENOPEA - LO SCEICCO DI AN - LE CORRENTI DI CONFCOMMERCIO - EPIFANI TEMPOREGGIA - DOPO-ANNAN: GLI USA VOGLIONO IL GIORDANO.
Da "Panorama" in edicola domani
1 - LAZARD CERCA UN LEADER.
Prima Gerardo Braggiotti, poi Arnaldo Borghesi: la Lazard Italia è rimasta senza leader e, anche se ha appena nominato amministratore delegato Giancarlo Scotti, punta a ingaggiare un banchiere di lungo corso.
Il nome che circola è quello di Pier Francesco Saviotti, già amministratore delegato della Comit e direttore generale dell'area crediti della Banca Intesa, e di cui si era parlato per la Bpi subito prima che Divo Gronchi prendesse il posto di Gianpiero Fiorani. Ma lui ha preso tempo. Ha ricevuto anche l'offerta di guidare il Tpg, un fondo di private equity americano molto attivo in Italia. Entro febbraio dovrebbe essere presa una decisione.
2 - RUTELLI TORNA CAPOTRENO.
Come nel 2001, Francesco Rutelli si affida al treno. Questa volta il Margherita Express partirà da Grosseto il 28 febbraio e arriverà a Torino il 25 marzo: 27 tappe, 5 mila km e una trentina di città. Saliranno in carrozza tutti i capilista della Margherita. Al passaggio in ogni città saranno raccolti prodotti tipici poi messi all'asta (di beneficenza) in quella successiva. Coordinatore del viaggio sarà il numero due dei deputati della Margherita, Renzo Lusetti.
3 - PRODI IL REGRESSISTA.
Al posto dell'omino col cannocchiale la riproduzione del «trinariciuto» di Giovanni Guareschi. E al posto della testata Il Riformista un caricaturale Il Regressista. Quelli del Domenicale, rivista di cultura politica vicina alla Casa delle libertà, hanno preparato lo scherzoso quartino per la manifestazione di sabato 25 con Silvio Berlusconi al Mazda Palace di Milano. Obiettivo: demolire il programma appena presentato da Romano Prodi.
4 - A NAPOLI SALE LA STELLA DI IZZO, TRA NAVI E BEAUTY FARM.
Cosa ci facevano al porto di Napoli il presidente delle Ferrovie, Elio Catania, quello della Confitarma, Nicola Coccia, gli amministratori di Fincantieri e Tirrenia, Giuseppe Bono e Franco Pecorini, oltre al sindaco Rosa Russo Iervolino e al governatore Antonio Bassolino? Si inaugurava il nuovo bacino per le supernavi, costruito dall'Autorità portuale e dai Cantieri del Mediterraneo di Luigi Salvatori e Francesco Izzo. In realtà il parterre era tutto per Izzo (classe 1964, affari anche nelle beauty farm e già azionista del Riformista), astro nascente dell'imprenditoria napoletana con ottime entrature romane.
5 - UN MUSULMANO IN LISTA, LA SVOLTA DI AN.
Alleanza nazionale apre ai musulmani. Dopo la visita di Gianfranco Fini alla Grande moschea di Roma si profila la candidatura nelle liste di An di un rappresentante dell'Islam. Si tratta dello sheik Omar Camiletti, segretario della sezione italiana della Lega musulmana mondiale, che ha collaborato con il ministro Giuseppe Pisanu nella scelta dei membri della consulta islamica istituita dal Viminale. Vicino alla Nuova destra, Camiletti ha già incontrato Silvano Moffa, responsabile del programma di An, a sua volta suocero di un musulmano tunisino, ed è autore della postfazione del libro di Daniela Santanchè "La donna negata".
6 - CONFCOMMERCIO MODELLO MONTECITORIO.
Dopo la rumorosa caduta di Sergio Billè, in Confcommercio non è cambiato solo il presidente. Carlo Sangalli, successore del pasticciere messinese, ha la fiducia di un parlamentino (in via di formazione) diviso in almeno sei correnti. La più forte è quella dei sangalliani, quasi una trentina sui 75 posti complessivi, capitanati da Vincenzo Malagò. I frondisti veneti, che per primi hanno dichiarato guerra a Billè, per ritirare la candidatura alla presidenza di Gianni Bort hanno ottenuto 12 posti. Tra questi lo stesso Bort e il suo vice a Verona, Fernando Morando. Un'altra dozzina di seggi sono andati al modenese Pietro Blondi, presidente dell'Emilia-Romagna. Mentre sei ciascuno sono toccati a Maurizio Maddaloni, re dei commercianti napoletani, e a Bernabò Bocca, presidente della Federalberghi, a più riprese indicato come possibile alternativa a Sangalli.
Infine la corrente più piccola, con quattro consiglieri: è quella di Cesare Pambianchi, che pure molto si è speso per gestire la difficile fase di transizione post Billè; ma il presidente del Lazio e di Roma incontra resistenze proprio nella capitale.
Poi ci sono una serie di battitori liberi: dalla torinese Maria Luisa Coppa, indicata come probabile vice di Sangalli, a Fabrizio Palenzona, che rappresenta i padroncini di camion, a Ezio Ardizzi, finora numero due di Billè alla Fipe, la potente federazione dei ristoratori da cui l'ex padre padrone di Confcommercio è stato giubilato. In ultimo, sono probabili un'uscita e un'entrata: fuori il presidente di Microsoft Umberto Paolucci (ma che ci faceva?), dentro Pino Cerroni di Autogrill.
7 - GUGLIELMO IL TEMPOREGGIATORE.
Un congresso di tattiche più che di scontri. Alle assise che si terranno a Rimini dal 1° al 4 marzo la Cgil arriva con il miracolo di un documento unitario che il segretario generale, Guglielmo Epifani, è riuscito a far accettare, chiosato con proposte diverse solo su due temi. Ma ci saranno caselle da riempire e ambizioni da soddisfare. Dai congressi di base è emerso che il 15,3 per cento della confederazione concorda con le tesi alternative presentate sulla politica contrattuale dal segretario dei metalmeccanici, l'ex cofferatiano Gianni Rinaldini, e da Giorgio Cremaschi, altro leader delle tute blu, vicino alla Rifondazione di Fausto Bertinotti. E l'argomento è decisivo per il negoziato sulla riforma dell'accordo del 1993 con Cisl, Uil e Confindustria.
Il consenso ottenuto potrebbe diventare un trampolino di lancio verso il vertice della Cgil, dal quale è appena uscito un leader storico della sinistra interna: Gian Paolo Patta, segretario confederale che ha svolto due mandati consecutivi (il massimo) e che nei congressi di base non ha raccolto molti voti con una tesi alternativa sulla rappresentanza sindacale. In questo contesto Rinaldini avrebbe le carte per fare il salto, ma è stato confermato alla guida dei metalmeccanici e non desidera cambiare. Cremaschi, coordinatore di un gruppo di sinistra, ambirebbe invece alla segreteria confederale. Ma è una prospettiva che Epifani non gradisce.
Come finirà? Il congresso eleggerà il direttivo, che eleggerà a sua volta il segretario generale. Quanto al resto, non è escluso che Epifani possa prendere tempo. E forse arrivare anche a un dimagrimento del vertice: evitando la sostituzione di Patta e dei dirigenti candidati alle politiche. (R.S.)
8 - GRANDI MANOVRE - UN GIORDANO PER IL DOPO ANNAN.
Grandi manovre all'Onu per la successione al segretario generale Kofi Annan, il cui mandato scade a fine dicembre. L'ambasciatore americano John Bolton, che presiede per il mese di febbraio il Consiglio di sicurezza, vuole accelerare la nomina. La consuetudine vorrebbe al posto di Annan un leader asiatico. Ed ecco che si sono fatti avanti il vice primo ministro della Thailandia, il ministro degli Esteri della Corea del Sud e l'ambasciatore di Singapore all'Onu. A sorpresa, Bolton ha tirato fuori un'altra candidatura, basata sul merito. È quella del principe Zeid Raad al-Hussein, rappresentante permanente della Giordania all'Onu. Gli Usa ritengono che il principe possa rappresentare un segnale assai forte al mondo musulmano.
Dagospia 23 Febbraio 2006
1 - LAZARD CERCA UN LEADER.
Prima Gerardo Braggiotti, poi Arnaldo Borghesi: la Lazard Italia è rimasta senza leader e, anche se ha appena nominato amministratore delegato Giancarlo Scotti, punta a ingaggiare un banchiere di lungo corso.
Il nome che circola è quello di Pier Francesco Saviotti, già amministratore delegato della Comit e direttore generale dell'area crediti della Banca Intesa, e di cui si era parlato per la Bpi subito prima che Divo Gronchi prendesse il posto di Gianpiero Fiorani. Ma lui ha preso tempo. Ha ricevuto anche l'offerta di guidare il Tpg, un fondo di private equity americano molto attivo in Italia. Entro febbraio dovrebbe essere presa una decisione.
2 - RUTELLI TORNA CAPOTRENO.
Come nel 2001, Francesco Rutelli si affida al treno. Questa volta il Margherita Express partirà da Grosseto il 28 febbraio e arriverà a Torino il 25 marzo: 27 tappe, 5 mila km e una trentina di città. Saliranno in carrozza tutti i capilista della Margherita. Al passaggio in ogni città saranno raccolti prodotti tipici poi messi all'asta (di beneficenza) in quella successiva. Coordinatore del viaggio sarà il numero due dei deputati della Margherita, Renzo Lusetti.
3 - PRODI IL REGRESSISTA.
Al posto dell'omino col cannocchiale la riproduzione del «trinariciuto» di Giovanni Guareschi. E al posto della testata Il Riformista un caricaturale Il Regressista. Quelli del Domenicale, rivista di cultura politica vicina alla Casa delle libertà, hanno preparato lo scherzoso quartino per la manifestazione di sabato 25 con Silvio Berlusconi al Mazda Palace di Milano. Obiettivo: demolire il programma appena presentato da Romano Prodi.
4 - A NAPOLI SALE LA STELLA DI IZZO, TRA NAVI E BEAUTY FARM.
Cosa ci facevano al porto di Napoli il presidente delle Ferrovie, Elio Catania, quello della Confitarma, Nicola Coccia, gli amministratori di Fincantieri e Tirrenia, Giuseppe Bono e Franco Pecorini, oltre al sindaco Rosa Russo Iervolino e al governatore Antonio Bassolino? Si inaugurava il nuovo bacino per le supernavi, costruito dall'Autorità portuale e dai Cantieri del Mediterraneo di Luigi Salvatori e Francesco Izzo. In realtà il parterre era tutto per Izzo (classe 1964, affari anche nelle beauty farm e già azionista del Riformista), astro nascente dell'imprenditoria napoletana con ottime entrature romane.
5 - UN MUSULMANO IN LISTA, LA SVOLTA DI AN.
Alleanza nazionale apre ai musulmani. Dopo la visita di Gianfranco Fini alla Grande moschea di Roma si profila la candidatura nelle liste di An di un rappresentante dell'Islam. Si tratta dello sheik Omar Camiletti, segretario della sezione italiana della Lega musulmana mondiale, che ha collaborato con il ministro Giuseppe Pisanu nella scelta dei membri della consulta islamica istituita dal Viminale. Vicino alla Nuova destra, Camiletti ha già incontrato Silvano Moffa, responsabile del programma di An, a sua volta suocero di un musulmano tunisino, ed è autore della postfazione del libro di Daniela Santanchè "La donna negata".
6 - CONFCOMMERCIO MODELLO MONTECITORIO.
Dopo la rumorosa caduta di Sergio Billè, in Confcommercio non è cambiato solo il presidente. Carlo Sangalli, successore del pasticciere messinese, ha la fiducia di un parlamentino (in via di formazione) diviso in almeno sei correnti. La più forte è quella dei sangalliani, quasi una trentina sui 75 posti complessivi, capitanati da Vincenzo Malagò. I frondisti veneti, che per primi hanno dichiarato guerra a Billè, per ritirare la candidatura alla presidenza di Gianni Bort hanno ottenuto 12 posti. Tra questi lo stesso Bort e il suo vice a Verona, Fernando Morando. Un'altra dozzina di seggi sono andati al modenese Pietro Blondi, presidente dell'Emilia-Romagna. Mentre sei ciascuno sono toccati a Maurizio Maddaloni, re dei commercianti napoletani, e a Bernabò Bocca, presidente della Federalberghi, a più riprese indicato come possibile alternativa a Sangalli.
Infine la corrente più piccola, con quattro consiglieri: è quella di Cesare Pambianchi, che pure molto si è speso per gestire la difficile fase di transizione post Billè; ma il presidente del Lazio e di Roma incontra resistenze proprio nella capitale.
Poi ci sono una serie di battitori liberi: dalla torinese Maria Luisa Coppa, indicata come probabile vice di Sangalli, a Fabrizio Palenzona, che rappresenta i padroncini di camion, a Ezio Ardizzi, finora numero due di Billè alla Fipe, la potente federazione dei ristoratori da cui l'ex padre padrone di Confcommercio è stato giubilato. In ultimo, sono probabili un'uscita e un'entrata: fuori il presidente di Microsoft Umberto Paolucci (ma che ci faceva?), dentro Pino Cerroni di Autogrill.
7 - GUGLIELMO IL TEMPOREGGIATORE.
Un congresso di tattiche più che di scontri. Alle assise che si terranno a Rimini dal 1° al 4 marzo la Cgil arriva con il miracolo di un documento unitario che il segretario generale, Guglielmo Epifani, è riuscito a far accettare, chiosato con proposte diverse solo su due temi. Ma ci saranno caselle da riempire e ambizioni da soddisfare. Dai congressi di base è emerso che il 15,3 per cento della confederazione concorda con le tesi alternative presentate sulla politica contrattuale dal segretario dei metalmeccanici, l'ex cofferatiano Gianni Rinaldini, e da Giorgio Cremaschi, altro leader delle tute blu, vicino alla Rifondazione di Fausto Bertinotti. E l'argomento è decisivo per il negoziato sulla riforma dell'accordo del 1993 con Cisl, Uil e Confindustria.
Il consenso ottenuto potrebbe diventare un trampolino di lancio verso il vertice della Cgil, dal quale è appena uscito un leader storico della sinistra interna: Gian Paolo Patta, segretario confederale che ha svolto due mandati consecutivi (il massimo) e che nei congressi di base non ha raccolto molti voti con una tesi alternativa sulla rappresentanza sindacale. In questo contesto Rinaldini avrebbe le carte per fare il salto, ma è stato confermato alla guida dei metalmeccanici e non desidera cambiare. Cremaschi, coordinatore di un gruppo di sinistra, ambirebbe invece alla segreteria confederale. Ma è una prospettiva che Epifani non gradisce.
Come finirà? Il congresso eleggerà il direttivo, che eleggerà a sua volta il segretario generale. Quanto al resto, non è escluso che Epifani possa prendere tempo. E forse arrivare anche a un dimagrimento del vertice: evitando la sostituzione di Patta e dei dirigenti candidati alle politiche. (R.S.)
8 - GRANDI MANOVRE - UN GIORDANO PER IL DOPO ANNAN.
Grandi manovre all'Onu per la successione al segretario generale Kofi Annan, il cui mandato scade a fine dicembre. L'ambasciatore americano John Bolton, che presiede per il mese di febbraio il Consiglio di sicurezza, vuole accelerare la nomina. La consuetudine vorrebbe al posto di Annan un leader asiatico. Ed ecco che si sono fatti avanti il vice primo ministro della Thailandia, il ministro degli Esteri della Corea del Sud e l'ambasciatore di Singapore all'Onu. A sorpresa, Bolton ha tirato fuori un'altra candidatura, basata sul merito. È quella del principe Zeid Raad al-Hussein, rappresentante permanente della Giordania all'Onu. Gli Usa ritengono che il principe possa rappresentare un segnale assai forte al mondo musulmano.
Dagospia 23 Febbraio 2006