I SEX PISTOLS NON MUOIONO MAI: "NON SIAMO LE VOSTRE SCIMMIE" - DOCENTI E CANTANTI: ZERO (RENATO) ALLE MASSE - LO SBUFFO DI BUONUMORE DELL'ELEFANTINO DA SACRESTIA E IL "PORNOGRAFO" PERSONALE DI D'ALEMA.

1 - I SEX PISTOLS DICONO NO ALLA HALL OF FAME: «NON SIAMO LE VOSTRE SCIMMIE, CIAO».
Toni Jop per "l'Unità"

«Non ci sto»: quando si tratta di ricevere onori, in genere, non si risponde così. Invece, questa interessante indisponibilità a farsi conglobare dal sistema che in qualche modo l'onorificenza racchiude ha una sua piccola ma significativa tradizione. Ieri è toccato ai Sex Pistols rispondere «da stronzi» alla chiamata della Rock and Roll Hall of Fame americana. Questa istituzione cattura e istituzionalizza i miti stagionati del rock, li inserisce nei suoi cataloghi e nelle sue sale. È un modo, si potrebbe dire «discretamente borghese», per dare dignità «classica» all'inafferrabile fluire di una musica nata fuori dalle istituzioni e spesso, con queste, molto conflittuale. Insomma, c'è un sacco di bella gente in quell'elenco di miti votati alla Fama.

Invece, i Sex Pistols - geni del vecchio punk - hanno ricordato che il tempo non li ha ammansiti e che se erano intrattabili ieri lo sono anche oggi e quindi non vanno alla cerimonia di iscrizione. Dite quello che volete, sembrerà insensato ma che ogni tanto qualcuno dica di no alla sistemazione del rock in un museo, ci pare un segno di lucidità e di salute mentale. Pur senza voler dare dei rincitrulliti a tutti quei grandi artisti che alla chiamata hanno risposto con entusiasmo o comunque non hanno battuto ciglio. Ma il tempo passa e gli automatismi celebrativi tendono a diventare dei mostri rituali. «Non siamo le vostre scimmie, non verremo», hanno detto alla Hall of Fame definita «urina nel vino». Certo, poco gentili ma meglio così che imbalsamati.

2 - MASSE, AMMIRATE L'ORATORIA DI RENATO ZERO.
Giuseppe Scaraffia per "Io Donna" del "Corriere della Sera"

Neanche in catene, fossi quel chiomato trovatore di Renato Zero, mi lamenterei che "stiamo tornando al medioevo". I politici saranno pure "quattro deficienti che ci governano, se ne stanno in Parlamento e giocano a carte con la nostra esistenza". Ma ci sentiamo protetti se scende in campo uno come lui. Sembra proprio che il fuoco rivoluzionario appiccato da Asor Rosa, quando ha presentato solennemente all'Università Claudio Baglioni, si stia propagando.

Zero - allusione al "Grado zero" di Roland Barthes? dichiarazione di nichilismo situazionista? - mostra di essere pienamente all'altezza dell'investitura elargita dai docenti ai cantanti. "Apprezzo Einaudi e Gramsci, quella era una politica che rispettava il popolo". Masse, ascoltatelo. "Astenersi significa poi sputarsi in faccia la mattina quando ci si guarda allo specchio". Masse, ammirate la sua oratoria. Si turerà il naso e andrà a votare perché c'è povertà: "Lo vedo dalle facce che sono un termometro". E' un genio. Eppure non si è montata la testa. "Ogni volta che vado in scena ho paura di non essere credibile".



3 - IL "PORNOGRAFO" DI D'ALEMA.
Lettera di Fabrizio Rondolino a "Il Foglio"

Scusi, le ho forse fatto qualcosa di imperdonabile, magari senz'accorgermene? Ma come diavolo le viene in mente di chiamarmi "il pornografo personale di D'Alema"? Primo, l'argomentazione in sé è volgare e molto, molto cheap: come se "pornografo" fosse un insulto; secondo, la storia del "pornografo" dovrebbe ricordarsela bene, perché fu lei a pubblicare sul Foglio un'anticipazione del romanzo e a difendermi poi dalle polemiche che ne seguirono e che mi costarono il posto a palazzo Chigi; terzo, sa benissimo che sono una persona (relativamente) libera, che a volte ha pagato le sue (piccole) libertà, non troppo diversamente da lei; quarto, sono anche un quasi (ex) fogliante, promotore insieme a lei dell'Israele Day, per dire, e qualche volta ospite dei "girotondi" o della pagina delle lettere. E mi fermo qui, perché l'incazzatura nel frattempo si è sciolta nel buon umore.

Secondo me, mi creda, è tutto questo odor di sacrestia che alla lunga le fa male; e azzardo di più: le fa girare i coglioni di essersi messo, lei sì, con la parte più triste del paese, che da sempre sono i preti, e che con "i jokes e le mattane" del Cav. non c'entrano un bel nulla. In questo - mi conceda il paradosso - sono più berlusconiano (cioè più laico) e insieme più di sinistra (cioè più libertario) di lei e dei suoi amici neoguelfi. Mi verrebbe da dire: bingo! - ma poi il nostro amico Travaglio equivocherebbe. L'abbraccio, davvero con affetto.

Risposta di Giuliano Ferrara
Il mio era uno sbuffo di buonumore, dopo un attimo di stordimento le è stato chiaro. Ricambio l'affetto. I preti sono fantastici.


Dagospia 28 Febbraio 2006