"IL MONDO" - COME SCIA E SALTA IL MATTONE DEL DOPO OLIMPIADE - DIRITTI TV, SCENDE IN CAMPO BOGARELLI - COLANINNO E AMICI, TUTTI SPORTIVI A MONTERCARLO - ULISSI DAL TESORO ALL'ENI - RESA DEI CONTI TRA DALEMIANI IN PUGLIA.
Da "Il Mondo"
1 - OLIMPIADI C'É IN PISTA IL MATTONE.
Spenta la fiamma olimpica e incassati lusinghieri e quasi unanimi riconoscimenti internazionali, ora a Torino si apre la complessa partita relativa all'eredità dei Giochi invernali. A iniziare dai conti di un'edizione, in assoluto, tra le più costose (oltre 3 miliardi di euro). Sarà una fondazione, provvisoriamente denominata «20 marzo 2006» (giorno successivo alla chiusura delle Paralimpiadi), a occuparsi della gestione delle opere e a cui verranno conferite le proprietà di impianti e strutture.
Conterà su un patrimonio di 500 milioni e nel board dovrebbero sedere, almeno nelle intenzioni del sindaco Sergio Chiamparino, Elda Tessore, assessore al commercio della città, e l'ex ad Fiat Paolo Cantarella, autore di una sorta di lodo finanziario che ha consentito l'approvazione del bilancio del Toroc. E la trasformazione dei villaggi che hanno ospitato i giornalisti in appartamenti, parte dei quali saranno riconvertiti in edilizia sociale o convenzionata, a rivestire carattere di urgenza.
Secondo le previsioni dei tecnici la gestione complessiva del post-olimpico resterà in passivo per cinque-sei anni, con una stima di 6-7 milioni annuali di sbilancio e con la prospettiva di raggiungere il pareggio d'esercizio nel 2011. In verità, sono parecchie le incognite che pesano sulla riconversione delle opere, alcune delle quali poco appetibili e destinate alla demolizione (come la pista del bob e il trampolino del salto, di cui Antonio Giraudo, ad di Juventus e un lungo passato di amministratore della Sestriere spa, propone lo smantellamento).
Grande interesse riscuote, invece, l'imponente Pala-lsozaki, destinato a diventare un centro polivalente per sport e spettacoli, sul quale ha avanzato la propria candidatura la Get Live, società che riunisce Clear Channel, FourOne Music e la Set Up di Giulio Muttoni, ex Arci e organizzatore di manifestazioni per conto di multinazionali (Philiph Morris e Coca-Cola) e di servizi al Gran Premio di Formula 1. (Bruno Babando)
2 - DIRITTI TV, SCENDE IN CAMPO BOGARELLI.
Nella rissa perenne sui diritti tv del calcio il nuovo ruolo di mediatore è passato a Media partners (Mp) Italia. La società presieduta da Marco Bogarelli sta facendo valere i suoi ottimi rapporti con i due big italiani, Mediaset guidata da Piersilvio Berlusconi e La7 di Telecom, per portare a casa l'accordo con i club dissidenti del consorzio Calcio Italia mentre è appena stata firmata la cessione dei diritti internazionali di Juventus e Milan dal 2007-2008.
Questi nuovi contratti andranno a fare massa sul prossimo bilancio. Ma l'esercizio chiuso al 31 agosto 2005 già presenta ricavi più che raddoppiati, da 16,3 a 42,8 milioni con un utile di 650 mila euro. La spinta al fatturato arriva dai contratti per il calcio per complessivi 28,7 milioni. Oltre la metà della cifra dipende dai diritti del digitale terrestre comprati a 15,2 milioni e rivenduti a 15,8, con un margine di guadagno del 3,8%. (Gianfrancesco Turano)
3 - COLANINNO E AMICI NELLA PRO MONTECARLO.
Da Rodolfo De Benedetti, ad di Cir, ad Adriano Galliani, vicepresidente esecutivo del Milan, fino a Giorgio Magnoni vicepresidente di Sopaf e Lupo Rattazzi, presidente di Neos con un posto nel consiglio di amministrazione dell'ifi. Sono molti i nomi noti dei costituendo board della Fondazione Laureus che, come già a Montecarlo da alcuni anni, nei prossimi mesi terrà a battesimo anche in Italia manifestazioni di sport&business. Del board farebbero parte anche Franco Cologni, già presidente Cartier international, e Roberto Colaninno, con l'editore di Skirà Massimo Vitta Zetman, fino a grandi campioni italiani come Giacomo Agostini.
4 - ULISSI DAL TESORO ALL'ENI.
Non c'è due senza tre. Dopo Domenico Nardelli (responsabile emissioni estere del debito pubblico) ed Enrico Cantarelli (cartolarizzazioni) che nelle scorse settimane hanno scelto rispettivamente Bank of America e Royal bank of Scotland, c'è una terza uscita eccellente dai piani alti del ministero dell'Economia. È quella di Roberto Ulissi, 43 anni, romano, a capo della Direzione IV del dipartimento Tesoro (banche e mercati finanziari) e rappresentante del governo nei consigli Alitalia, Fincantieri, Consiglio superiore della Banca d'Italia nonché in numerosi organismi internazionali.
Ulissi, che in via XX settembre era stato chiamato dalla Banca d'Italia nel 1993 dall'allora direttore generale Mario Draghi, sbarcherà in tempi brevi all'Eni guidata dall'ad Paolo Scaroni, come direttore centrale per gli Affari societari. Per il ministero retto da Giulio Tremonti le tre uscite hanno una valenza significativa, visto anche il ruolo e l'immagine sui mercati internazionali dei tre giovani dirigenti (tutti poco più che quarantenni). E non mancano, tra le indiscrezioni e le critiche che provengono da ambienti politici, interpretazioni che si basano su un presunto non perfetto feeling di Vittorio Grilli, dg del Tesoro, con i collaboratori ereditati dalle precedenti gestioni.
5 - UOMINI & VOTI.
Resa dei conti tra dalemiani in Puglia. Due ex fedelissimi dei presidente dei Ds ai tempi di Palazzo Chigi come Nicola Rossi e Peppino Caldarola, dopo molti tira= e molla, hanno avuto la brutta sorpresa di ritrovarsi precipitati nei posti bassi della lista elettorale: Rossi quattordicesimo, Caldarola dodicesimo, entrambi dunque a rischio, a meno di un successo strepitoso del centrosinistra.
Ma non sono le uniche vittime nella regione di cui è plenipotenziario un altro dalemiano doc come Nicola Latorre: Francesco Bonito, magistrato ed esperto di giustizia per I Diesse, non sarà ricandidato, malgrado si sia spesa per lui Livia Turco, a sua volta vicina a Massimo D'Alema. Quercia a parte, una sorte analoga pare toccherà a Paolo De Castro, della Margherita, già ministro dell'Ulivo. (Nunzia Penelope)
Dagospia 03 Marzo 2006
1 - OLIMPIADI C'É IN PISTA IL MATTONE.
Spenta la fiamma olimpica e incassati lusinghieri e quasi unanimi riconoscimenti internazionali, ora a Torino si apre la complessa partita relativa all'eredità dei Giochi invernali. A iniziare dai conti di un'edizione, in assoluto, tra le più costose (oltre 3 miliardi di euro). Sarà una fondazione, provvisoriamente denominata «20 marzo 2006» (giorno successivo alla chiusura delle Paralimpiadi), a occuparsi della gestione delle opere e a cui verranno conferite le proprietà di impianti e strutture.
Conterà su un patrimonio di 500 milioni e nel board dovrebbero sedere, almeno nelle intenzioni del sindaco Sergio Chiamparino, Elda Tessore, assessore al commercio della città, e l'ex ad Fiat Paolo Cantarella, autore di una sorta di lodo finanziario che ha consentito l'approvazione del bilancio del Toroc. E la trasformazione dei villaggi che hanno ospitato i giornalisti in appartamenti, parte dei quali saranno riconvertiti in edilizia sociale o convenzionata, a rivestire carattere di urgenza.
Secondo le previsioni dei tecnici la gestione complessiva del post-olimpico resterà in passivo per cinque-sei anni, con una stima di 6-7 milioni annuali di sbilancio e con la prospettiva di raggiungere il pareggio d'esercizio nel 2011. In verità, sono parecchie le incognite che pesano sulla riconversione delle opere, alcune delle quali poco appetibili e destinate alla demolizione (come la pista del bob e il trampolino del salto, di cui Antonio Giraudo, ad di Juventus e un lungo passato di amministratore della Sestriere spa, propone lo smantellamento).
Grande interesse riscuote, invece, l'imponente Pala-lsozaki, destinato a diventare un centro polivalente per sport e spettacoli, sul quale ha avanzato la propria candidatura la Get Live, società che riunisce Clear Channel, FourOne Music e la Set Up di Giulio Muttoni, ex Arci e organizzatore di manifestazioni per conto di multinazionali (Philiph Morris e Coca-Cola) e di servizi al Gran Premio di Formula 1. (Bruno Babando)
2 - DIRITTI TV, SCENDE IN CAMPO BOGARELLI.
Nella rissa perenne sui diritti tv del calcio il nuovo ruolo di mediatore è passato a Media partners (Mp) Italia. La società presieduta da Marco Bogarelli sta facendo valere i suoi ottimi rapporti con i due big italiani, Mediaset guidata da Piersilvio Berlusconi e La7 di Telecom, per portare a casa l'accordo con i club dissidenti del consorzio Calcio Italia mentre è appena stata firmata la cessione dei diritti internazionali di Juventus e Milan dal 2007-2008.
Questi nuovi contratti andranno a fare massa sul prossimo bilancio. Ma l'esercizio chiuso al 31 agosto 2005 già presenta ricavi più che raddoppiati, da 16,3 a 42,8 milioni con un utile di 650 mila euro. La spinta al fatturato arriva dai contratti per il calcio per complessivi 28,7 milioni. Oltre la metà della cifra dipende dai diritti del digitale terrestre comprati a 15,2 milioni e rivenduti a 15,8, con un margine di guadagno del 3,8%. (Gianfrancesco Turano)
3 - COLANINNO E AMICI NELLA PRO MONTECARLO.
Da Rodolfo De Benedetti, ad di Cir, ad Adriano Galliani, vicepresidente esecutivo del Milan, fino a Giorgio Magnoni vicepresidente di Sopaf e Lupo Rattazzi, presidente di Neos con un posto nel consiglio di amministrazione dell'ifi. Sono molti i nomi noti dei costituendo board della Fondazione Laureus che, come già a Montecarlo da alcuni anni, nei prossimi mesi terrà a battesimo anche in Italia manifestazioni di sport&business. Del board farebbero parte anche Franco Cologni, già presidente Cartier international, e Roberto Colaninno, con l'editore di Skirà Massimo Vitta Zetman, fino a grandi campioni italiani come Giacomo Agostini.
4 - ULISSI DAL TESORO ALL'ENI.
Non c'è due senza tre. Dopo Domenico Nardelli (responsabile emissioni estere del debito pubblico) ed Enrico Cantarelli (cartolarizzazioni) che nelle scorse settimane hanno scelto rispettivamente Bank of America e Royal bank of Scotland, c'è una terza uscita eccellente dai piani alti del ministero dell'Economia. È quella di Roberto Ulissi, 43 anni, romano, a capo della Direzione IV del dipartimento Tesoro (banche e mercati finanziari) e rappresentante del governo nei consigli Alitalia, Fincantieri, Consiglio superiore della Banca d'Italia nonché in numerosi organismi internazionali.
Ulissi, che in via XX settembre era stato chiamato dalla Banca d'Italia nel 1993 dall'allora direttore generale Mario Draghi, sbarcherà in tempi brevi all'Eni guidata dall'ad Paolo Scaroni, come direttore centrale per gli Affari societari. Per il ministero retto da Giulio Tremonti le tre uscite hanno una valenza significativa, visto anche il ruolo e l'immagine sui mercati internazionali dei tre giovani dirigenti (tutti poco più che quarantenni). E non mancano, tra le indiscrezioni e le critiche che provengono da ambienti politici, interpretazioni che si basano su un presunto non perfetto feeling di Vittorio Grilli, dg del Tesoro, con i collaboratori ereditati dalle precedenti gestioni.
5 - UOMINI & VOTI.
Resa dei conti tra dalemiani in Puglia. Due ex fedelissimi dei presidente dei Ds ai tempi di Palazzo Chigi come Nicola Rossi e Peppino Caldarola, dopo molti tira= e molla, hanno avuto la brutta sorpresa di ritrovarsi precipitati nei posti bassi della lista elettorale: Rossi quattordicesimo, Caldarola dodicesimo, entrambi dunque a rischio, a meno di un successo strepitoso del centrosinistra.
Ma non sono le uniche vittime nella regione di cui è plenipotenziario un altro dalemiano doc come Nicola Latorre: Francesco Bonito, magistrato ed esperto di giustizia per I Diesse, non sarà ricandidato, malgrado si sia spesa per lui Livia Turco, a sua volta vicina a Massimo D'Alema. Quercia a parte, una sorte analoga pare toccherà a Paolo De Castro, della Margherita, già ministro dell'Ulivo. (Nunzia Penelope)
Dagospia 03 Marzo 2006