E BRIGITTE BARDOT CREO' MUGHINI - LETTERA D'AMORE E TESTOSTERONE DEDICATA A BB CHE "DA DOVUNQUE VENISSE, AVEVA L'ARIA DI UNA CHE ERA APPENA USCITA DA UN LETTO DOVE ERA STATA CON UN UOMO" (BISOGNAVA AVERLO, OVVIAMENTE, "DURO DA DIO").
Annalena Benini per "Il Foglio"
Brigitte Bardot l'avrebbe disossato. Avrebbe disossato qualsiasi uomo (e certo lo fa ancora, senza polaroid a testimoniarlo perché solo lo splendore è fotografabile), ma con Mughini sarebbe stata più crudele. L'avrebbe preso, svuotato in un lampo e sputato lontano, neanche il tempo di infilarsi i pantaloncini strettissimi per una passeggiata, nemmeno la voglia di mettersi un paio di scarpe (Brigitte Bardot, del resto, a piedi nudi ha rivoltato il mondo, prima bellezza scalza della storia). Lui l'avrebbe lasciata fare, sopraffatto e grato, forse stordito dal costo del motoscafo a nolo per lo sci d'acqua. Lui che è come lei: "Qual è la cosa che le piace di più?" chiese una volta un giornalista a BB. "Mettermi in mostra", lei rispose, e forse arrossì.
Lui non arrossisce e la pensa uguale. C'è molta BB in Mughini - forse per questo ieri il parrucchiere, vedendo il libro, il nome dell'autore in vista e Brigitte nuda e bionda in copertina, ha chiesto, stupitissimo: "L'ha scritto Mughini? Ma non era uno dei nostri?" No, non è dei vostri. Lui fantastica senza ironia sulle femmine incontrate sul bus, sulla vita bassa dei blue jeans, sulle mutande color pervinca e sugli sguardi sfrontati e alteri, carichi di eye liner, delle regine che gli passano accanto senza degnarlo.
Mughini ama le donne anche se indossa le giacche di Yamamoto. Lei di giacche se ne strafregava, andava in giro quasi nuda o con lo stesso maglione per settimane e lasciava tutti senza fiato, in ginocchio, stupidi e moribondi: non aveva bisogno di niente. Lui impazzisce maniacalmente per gli oggetti, i vasi di Pesce fatti a Marsiglia, le collezioni erotiche, le lampade, l'olio extravergine d'oliva, i quadri. A lei bastava la matita nera sugli occhi e una strada su cui camminare, perché era già tutto: il sesso e la giovinezza, il tempo nuovo. Lui allora, per poterla collezionare per sempre, le ha scritto una lettera d'amore con l'addobbo del dopoguerra, dei carrarmati sovietici, dei cortei sessantottini (quelli che BB definì "una triste e deplorevole pagina di storia", mentre aspettava attorcigliandosi i capelli di incontrare Serge Gainsbourg e stenderlo per sempre: gli prese la mano una sera in trattoria, a Parigi, dopo aver registrato con lui la canzoncina "Harley Davidson" in minigonna di pelle nera e stivali a metà coscia, tanto per entrare meglio nella parte della ragazza con la moto - e Gainsbourg raccontò poi, affranto e alcolizzato, che nelle pazzesche settimane successive non poteva rimettersi la camicia perché lei subito gliela toglieva di nuovo. Prima di abbandonarlo in un momento, esecutrice, perché la teorizzazione è delle racchie, dell'improvviso e perfetto colpo di ghigliottina).
E' tutto in questo libro ("E la donna creò l'uomo - lettera d'amore a BB, Mondadori, 124 pagine, 16 euro): le storie d'amore, i fotografi, gli intellettuali, l'uragano erotico, le librerie Feltrinelli di allora che vendevano in poster lei, BB, e Che Guevara, e Mughini ventenne se li comprava entrambi e si infilava al cinema Barberini a vederla, prima di prendere il treno per Catania, nelle cuccette da sei passeggeri, "dovevo fare attenzione a che i miei sogni non facessero rumore". Fu quella la rivoluzione arrapata e ammessa dagli onesti come lui, segretamente notturna e quasi sempre di solitarie pugnette per gli altri: "Il reggiseno a balconcino, a dire di un indumento femminile che nella nostra giovinezza ha segnato e contato infinitamente di più che non le opere complete di Vladimir Il'ic Ul'janov detto Lenin, di cui pure ci dicevamo ghiotti e che leggevamo in gruppo a gran voce".
Il reggiseno a balconcino, le ginocchia educate a restare chiuse che di colpo si accavallavano sfrontate, Vladimir Nabokov che riusciva finalmente a far pubblicare Lolita - la prima edizione italiana fu quella di Mondadori, nel 1959, ma le prime mille copie uscirono a Parigi nel 1955. Simone de Beauvoir, snobbissima, scicchissima, stronzissima, che aveva già pubblicato i due interminabili e ultra moderni volumi de "Il secondo sesso", aveva dato il via al femminismo e alle donne pensanti con sigaretta al caffè, non fu così scema da non vedere la bionda spudorata che veniva fotografata, per caso, in asciugamano, parrucca nera per il film di Godard, e seduta sul water (mai agghindata di immobili tette, collane e trucco di gesso come la Loren o la Lollobrigida, che di colpo, da divine, diventarono le vecchie zie acide).
Simone de Beauvoir, carica delle molteplici corna di Jean-Paul Sartre, nel 1960 su BB scrisse perfino un libro, "uno dei più bei libri che siano mai stati scritti sul fenomeno Bardot", annota Mughini che naturalmente lo possiede, nell'edizione italiana, lo accarezza, sa che la copia francese autografata dall'autrice costa 438 euro e quindi soffre molto. Lei scrisse che una notte di Natale stava guardando la tivù con una trentina di amici, e comparve sullo schermo BB, in maglione e jeans, accoccolata sul divano mentre pizzicava una chitarra. Poi si esibì in "un eccellente numero di danza classica".
Quasi tutti i trenta stronzissimi amici della de Beauvoir dicevano che quella lì non aveva proprio niente di speciale, solo un musino "da servetta". Però nessuno staccava gli occhi dalla televisione, mentre la trattavano da cocotte. "Eravamo solo in due o tre a trovarla incantevole", scrisse la de Beauvoir. Tanto BB se ne infischiava. Di quelli che la trovavano volgare, sciocca, negata Dei vecchiardi a cui non l'avrebbe data mai. Delle donne tristi che la chiamavano puttana. Dei fidanzati che rimanevano ad aspettarla giorni interi, e lei già si era scordata che nome avessero. "Papponi e poeti", scive Mughini, BB non faceva differenze, ma le piacevano alti, magri, bruni. E volentieri manteneva i suoi amanti, non era taccagna e il tempo di un'estate non costava molto.
Elsa Martinelli la frequentò spesso a Saint Tropez, giocavano insieme a carte anche con Roger Vadim, la prima fortunata vittima di BB, e ha detto a Mughini: "Quanto a bellezza femminile, Brigitte era la perfezione stessa. Sprizzava sensualità anche dalle orecchie. Da dovunque venisse, aveva l'aria di una che era appena uscita da un letto dove era stata con un uomo".
Era la regina (l'unica regina che non sia poi accuratamente, metodicamente morta, scomparsa, murata viva o impagliata in eterno appena lo splendore ha cominciato, velocemente, a svaporare, l'unica regina che si sia infischiata davvero di tutto, anche del motivo per cui era diventata regina, a quindici annimentre camminava accanto alla madre, che la trovava bruttina, con i denti troppo grandi e strabica). Resta regina anche se, con troppa sbadatezza, non è morta, perché nessuno vuole pensarla adesso, mentre difende appassionatamente i cuccioli di foca: non si può credere che la signora con molte rughe e molte bizzarre dichiarazioni sugli omosessuali sia la stessa, il bikini seduto col broncio al caffè, o la ragazza in minigonna che si cospargeva di champagne mentre ballava da sola e senza scarpe: "Al diavolo il conservatorio e la sua disciplina stretta e implacabile! Le mie anche ruotavano, ondulavano, avevo caldo, stavo esplodendo. Mimavo l'amore al ritmo folle dei tam-tam, era come se un'altra me stessa possedesse il mio corpo! Lo champagne mi aveva rinfrescato la gola, e poi zut! Mi versai il bicchiere sul petto, sulle spalle, sulle cosce. Era freddo! Era buono! Era folle! Ero divenuta folle!". Una pazza scatenata, una femmina da infarto, e guardandola ballare Roger Vadim s'inventò la scena del mambo per chiudere "E Dio. creò la donna", il film dell'uragano erotico e quindi della rivoluzione culturale. Non era innocentemente puttana.
Una che si compra i pantaloncini jeansper l'estate in primavera, e li compra di due taglie più piccoli per essere certa che, se dovesse dimagrire per il caldo e l'amore, le staranno comunque tatuati addosso, non è innocente. Una che cammina sulla battigia e lascia che il bikini le scenda sul sedere sa moltissime cose in più di una normale bionda di buona famiglia con le ballerine e la coda di cavallo. Le chiesero quale fosse stato il più bel giorno della sua vita e lei rispose, senza esitazione: "Una notte". Non era innocente ma le veniva talmente naturale che non c'era niente di eccessivo, di sbagliato, di patetico. Nella sua autobiografia, che Mughini ha, salivando, imparato a memoria come ogni posa di ogni foto scovata dai librai e dagli antiquari, BB ha scritto che le due cose che faceva bene nella vita le aveva fatte anche sullo schermo, ma mai e poi mai aveva pensato di essere una vera attrice, e mai gliene era importato nulla.
Le due cose che sapeva fare erano danzare e sedurre. Secondo Mughini, "una in più dello stretto necessario", in effetti. Succede poi che, quando si smette di sedurre, o ci si ammazza o ci si inventa qualcos'altro. Lei si è inventata un altro mondo, e oggi come allora può continuare a permettersi di dire che odia "le ferie pagate", il merdaio burocratico, e che i giornali le rompono le balle. Può tranquillamente dire che Jean-Marie Le Pen è un uomo eruditissimo, sensibile, un buon amico, e allora sì che, strafregandosene, ha fatto la rivoluzione, semplicemente camminando semi vestita. E quelli che allora credevano di fare la rivoluzione leggevano il libretto rosso di Mao, ma dentro, nascosta, c'era la foto di BB per cui pregare, con gli shorts molto abbassati, gli stivali col tacco alto e nient'altro addosso tranne i capelli.
"Lei era il successo, il denaro, l'amore e non vedeva perché, né chi dovesse rimborsare. A dirla in breve non aveva vergogna di se stessa. Non chiedeva scusa del suo completo trionfo, laddove in tanti chiedevano scusa del loro mezzo successo. Ecco perché scandalizzò. Sì, lei stupì il mondo intero. Perché non c'era onore che le sembrasse più grande, più importante, più necessario che quello di colmare, in un letto scelto a caso, l'uomo che le piaceva colmare ed è questa, a mio giudizio, la cosa più interessante e la più simpatica e la più generosa nella vita di questa giovane donna che ha la mia età e che io conosco poco". L'ha scritto Françoise Sagan nel 1975, a prefazione di un libro fotografico, che Mughini naturalmente possiede, per festeggiare i 40 anni di BB.
Anni in cui il corpo ancora schiantava i muri ma la faccia aveva perso qualcosa. Françoise Sagan non era bella nemmeno un millesimo di quanto era bella Brigitte, ma aveva scritto "Bonjour tristesse", che schiantò i muri quasi come il sedere della Bardot col segno bianco dell'abbronzatura. Loro due (una non bella, l'altra non colta) bevevano insieme champagne, molto e molto ghiacciato, piacevano entrambe agli intellettuali di sinistra del Nouvel Observateur, si divertivano, ballavano e tornavan a casa all'alba, sperperavano denaro e, scrive Mughini, annientato, "andavano entrambe verso gli uomini con una grazia feroce". Velocemente, poi velocemente li lasciavano lì, fermi a guardarle, boccheggianti.
Non avevano aspirazioni da Thelma e Louise, non c'era bisogno di avere aspirazioni, o messaggi da mandare, le morali le avrebbero raccontate, dopo, gli altri. Quelle erano le estati in cui uno come Gigi Rizzi, senza soldi, con la camicia aperta e lo sci d'acqua facile, poteva esplodere, una specie di tronista di Maria De Filippi senza telecamere e con BB nel letto. Uno che ha vissuto di quell'estate per sempre: "Io ballavo il flamenco sul tavolo prendendo a calci i bicchieri. Piedi nudi, jeans, capelli al vento e via. Vaffanculo", e non c'era Sartre che potesse impressionarlo, o corteo per cui rinunciare al tramonto sulla spiaggia di Saint Tropez, con Jane Birkin che gironozolava lì intorno, e tutte le donne del mondo che si vestivano e camminavano e tenevano il broncio come Brigitte. Uno che aveva una scala Mercalli di potenza erotica maschile, riportata meticolosamente da Mughini: "Animella, basanotto, mezzalama, duro da militare, duro da culo, duro da ergastolano, duro da dio". Bisognava averlo, ovviamente, "duro da dio".
Furono anni di sfrontata dittatura bionda (le non bionde saranno per sempre un'altra cosa, figlie di un dio minore, carine, carinissime, belle, ma mai davvero, potentemente, bionde), Mughini ci si è gettato sotto e poi ha costruito il proprio personale brigidismo. Dice che con un atteggiamento si può sollevare il mondo e che lei l'ha fatto. Un atteggiamento sorretto dal sedere e dalle gambe in movimento, poi l'atteggiamento è rimasto, mentre tutte le balle di quelli che allora avevano vent'anni sono scomparse. "Tutto il resto, i nostri furori imberbi, e le panzane in cui avevamo creduto quando non sapevamo nulla di nulla se non i libri comprati alle librerie Feltrinelli e che avevamo imparato a memoria, e le amicizie cementate nella passione politica che avevamo creduto sarebbero durate per sempre, di tutto quello non è rimasto niente di niente". Ci sono ancora le foto di BB nelle librerie di Feltrinelli, ancora accanto a quelle di Che Guevara, ci sono ancora le ballerine e le minigonne, ma sono difficili da portare, ci sono le nuove bionde che passano accanto a Mughini, sull'autobus.
Dagospia 06 Marzo 2006
Brigitte Bardot l'avrebbe disossato. Avrebbe disossato qualsiasi uomo (e certo lo fa ancora, senza polaroid a testimoniarlo perché solo lo splendore è fotografabile), ma con Mughini sarebbe stata più crudele. L'avrebbe preso, svuotato in un lampo e sputato lontano, neanche il tempo di infilarsi i pantaloncini strettissimi per una passeggiata, nemmeno la voglia di mettersi un paio di scarpe (Brigitte Bardot, del resto, a piedi nudi ha rivoltato il mondo, prima bellezza scalza della storia). Lui l'avrebbe lasciata fare, sopraffatto e grato, forse stordito dal costo del motoscafo a nolo per lo sci d'acqua. Lui che è come lei: "Qual è la cosa che le piace di più?" chiese una volta un giornalista a BB. "Mettermi in mostra", lei rispose, e forse arrossì.
Lui non arrossisce e la pensa uguale. C'è molta BB in Mughini - forse per questo ieri il parrucchiere, vedendo il libro, il nome dell'autore in vista e Brigitte nuda e bionda in copertina, ha chiesto, stupitissimo: "L'ha scritto Mughini? Ma non era uno dei nostri?" No, non è dei vostri. Lui fantastica senza ironia sulle femmine incontrate sul bus, sulla vita bassa dei blue jeans, sulle mutande color pervinca e sugli sguardi sfrontati e alteri, carichi di eye liner, delle regine che gli passano accanto senza degnarlo.
Mughini ama le donne anche se indossa le giacche di Yamamoto. Lei di giacche se ne strafregava, andava in giro quasi nuda o con lo stesso maglione per settimane e lasciava tutti senza fiato, in ginocchio, stupidi e moribondi: non aveva bisogno di niente. Lui impazzisce maniacalmente per gli oggetti, i vasi di Pesce fatti a Marsiglia, le collezioni erotiche, le lampade, l'olio extravergine d'oliva, i quadri. A lei bastava la matita nera sugli occhi e una strada su cui camminare, perché era già tutto: il sesso e la giovinezza, il tempo nuovo. Lui allora, per poterla collezionare per sempre, le ha scritto una lettera d'amore con l'addobbo del dopoguerra, dei carrarmati sovietici, dei cortei sessantottini (quelli che BB definì "una triste e deplorevole pagina di storia", mentre aspettava attorcigliandosi i capelli di incontrare Serge Gainsbourg e stenderlo per sempre: gli prese la mano una sera in trattoria, a Parigi, dopo aver registrato con lui la canzoncina "Harley Davidson" in minigonna di pelle nera e stivali a metà coscia, tanto per entrare meglio nella parte della ragazza con la moto - e Gainsbourg raccontò poi, affranto e alcolizzato, che nelle pazzesche settimane successive non poteva rimettersi la camicia perché lei subito gliela toglieva di nuovo. Prima di abbandonarlo in un momento, esecutrice, perché la teorizzazione è delle racchie, dell'improvviso e perfetto colpo di ghigliottina).
E' tutto in questo libro ("E la donna creò l'uomo - lettera d'amore a BB, Mondadori, 124 pagine, 16 euro): le storie d'amore, i fotografi, gli intellettuali, l'uragano erotico, le librerie Feltrinelli di allora che vendevano in poster lei, BB, e Che Guevara, e Mughini ventenne se li comprava entrambi e si infilava al cinema Barberini a vederla, prima di prendere il treno per Catania, nelle cuccette da sei passeggeri, "dovevo fare attenzione a che i miei sogni non facessero rumore". Fu quella la rivoluzione arrapata e ammessa dagli onesti come lui, segretamente notturna e quasi sempre di solitarie pugnette per gli altri: "Il reggiseno a balconcino, a dire di un indumento femminile che nella nostra giovinezza ha segnato e contato infinitamente di più che non le opere complete di Vladimir Il'ic Ul'janov detto Lenin, di cui pure ci dicevamo ghiotti e che leggevamo in gruppo a gran voce".
Il reggiseno a balconcino, le ginocchia educate a restare chiuse che di colpo si accavallavano sfrontate, Vladimir Nabokov che riusciva finalmente a far pubblicare Lolita - la prima edizione italiana fu quella di Mondadori, nel 1959, ma le prime mille copie uscirono a Parigi nel 1955. Simone de Beauvoir, snobbissima, scicchissima, stronzissima, che aveva già pubblicato i due interminabili e ultra moderni volumi de "Il secondo sesso", aveva dato il via al femminismo e alle donne pensanti con sigaretta al caffè, non fu così scema da non vedere la bionda spudorata che veniva fotografata, per caso, in asciugamano, parrucca nera per il film di Godard, e seduta sul water (mai agghindata di immobili tette, collane e trucco di gesso come la Loren o la Lollobrigida, che di colpo, da divine, diventarono le vecchie zie acide).
Simone de Beauvoir, carica delle molteplici corna di Jean-Paul Sartre, nel 1960 su BB scrisse perfino un libro, "uno dei più bei libri che siano mai stati scritti sul fenomeno Bardot", annota Mughini che naturalmente lo possiede, nell'edizione italiana, lo accarezza, sa che la copia francese autografata dall'autrice costa 438 euro e quindi soffre molto. Lei scrisse che una notte di Natale stava guardando la tivù con una trentina di amici, e comparve sullo schermo BB, in maglione e jeans, accoccolata sul divano mentre pizzicava una chitarra. Poi si esibì in "un eccellente numero di danza classica".
Quasi tutti i trenta stronzissimi amici della de Beauvoir dicevano che quella lì non aveva proprio niente di speciale, solo un musino "da servetta". Però nessuno staccava gli occhi dalla televisione, mentre la trattavano da cocotte. "Eravamo solo in due o tre a trovarla incantevole", scrisse la de Beauvoir. Tanto BB se ne infischiava. Di quelli che la trovavano volgare, sciocca, negata Dei vecchiardi a cui non l'avrebbe data mai. Delle donne tristi che la chiamavano puttana. Dei fidanzati che rimanevano ad aspettarla giorni interi, e lei già si era scordata che nome avessero. "Papponi e poeti", scive Mughini, BB non faceva differenze, ma le piacevano alti, magri, bruni. E volentieri manteneva i suoi amanti, non era taccagna e il tempo di un'estate non costava molto.
Elsa Martinelli la frequentò spesso a Saint Tropez, giocavano insieme a carte anche con Roger Vadim, la prima fortunata vittima di BB, e ha detto a Mughini: "Quanto a bellezza femminile, Brigitte era la perfezione stessa. Sprizzava sensualità anche dalle orecchie. Da dovunque venisse, aveva l'aria di una che era appena uscita da un letto dove era stata con un uomo".
Era la regina (l'unica regina che non sia poi accuratamente, metodicamente morta, scomparsa, murata viva o impagliata in eterno appena lo splendore ha cominciato, velocemente, a svaporare, l'unica regina che si sia infischiata davvero di tutto, anche del motivo per cui era diventata regina, a quindici annimentre camminava accanto alla madre, che la trovava bruttina, con i denti troppo grandi e strabica). Resta regina anche se, con troppa sbadatezza, non è morta, perché nessuno vuole pensarla adesso, mentre difende appassionatamente i cuccioli di foca: non si può credere che la signora con molte rughe e molte bizzarre dichiarazioni sugli omosessuali sia la stessa, il bikini seduto col broncio al caffè, o la ragazza in minigonna che si cospargeva di champagne mentre ballava da sola e senza scarpe: "Al diavolo il conservatorio e la sua disciplina stretta e implacabile! Le mie anche ruotavano, ondulavano, avevo caldo, stavo esplodendo. Mimavo l'amore al ritmo folle dei tam-tam, era come se un'altra me stessa possedesse il mio corpo! Lo champagne mi aveva rinfrescato la gola, e poi zut! Mi versai il bicchiere sul petto, sulle spalle, sulle cosce. Era freddo! Era buono! Era folle! Ero divenuta folle!". Una pazza scatenata, una femmina da infarto, e guardandola ballare Roger Vadim s'inventò la scena del mambo per chiudere "E Dio. creò la donna", il film dell'uragano erotico e quindi della rivoluzione culturale. Non era innocentemente puttana.
Una che si compra i pantaloncini jeansper l'estate in primavera, e li compra di due taglie più piccoli per essere certa che, se dovesse dimagrire per il caldo e l'amore, le staranno comunque tatuati addosso, non è innocente. Una che cammina sulla battigia e lascia che il bikini le scenda sul sedere sa moltissime cose in più di una normale bionda di buona famiglia con le ballerine e la coda di cavallo. Le chiesero quale fosse stato il più bel giorno della sua vita e lei rispose, senza esitazione: "Una notte". Non era innocente ma le veniva talmente naturale che non c'era niente di eccessivo, di sbagliato, di patetico. Nella sua autobiografia, che Mughini ha, salivando, imparato a memoria come ogni posa di ogni foto scovata dai librai e dagli antiquari, BB ha scritto che le due cose che faceva bene nella vita le aveva fatte anche sullo schermo, ma mai e poi mai aveva pensato di essere una vera attrice, e mai gliene era importato nulla.
Le due cose che sapeva fare erano danzare e sedurre. Secondo Mughini, "una in più dello stretto necessario", in effetti. Succede poi che, quando si smette di sedurre, o ci si ammazza o ci si inventa qualcos'altro. Lei si è inventata un altro mondo, e oggi come allora può continuare a permettersi di dire che odia "le ferie pagate", il merdaio burocratico, e che i giornali le rompono le balle. Può tranquillamente dire che Jean-Marie Le Pen è un uomo eruditissimo, sensibile, un buon amico, e allora sì che, strafregandosene, ha fatto la rivoluzione, semplicemente camminando semi vestita. E quelli che allora credevano di fare la rivoluzione leggevano il libretto rosso di Mao, ma dentro, nascosta, c'era la foto di BB per cui pregare, con gli shorts molto abbassati, gli stivali col tacco alto e nient'altro addosso tranne i capelli.
"Lei era il successo, il denaro, l'amore e non vedeva perché, né chi dovesse rimborsare. A dirla in breve non aveva vergogna di se stessa. Non chiedeva scusa del suo completo trionfo, laddove in tanti chiedevano scusa del loro mezzo successo. Ecco perché scandalizzò. Sì, lei stupì il mondo intero. Perché non c'era onore che le sembrasse più grande, più importante, più necessario che quello di colmare, in un letto scelto a caso, l'uomo che le piaceva colmare ed è questa, a mio giudizio, la cosa più interessante e la più simpatica e la più generosa nella vita di questa giovane donna che ha la mia età e che io conosco poco". L'ha scritto Françoise Sagan nel 1975, a prefazione di un libro fotografico, che Mughini naturalmente possiede, per festeggiare i 40 anni di BB.
Anni in cui il corpo ancora schiantava i muri ma la faccia aveva perso qualcosa. Françoise Sagan non era bella nemmeno un millesimo di quanto era bella Brigitte, ma aveva scritto "Bonjour tristesse", che schiantò i muri quasi come il sedere della Bardot col segno bianco dell'abbronzatura. Loro due (una non bella, l'altra non colta) bevevano insieme champagne, molto e molto ghiacciato, piacevano entrambe agli intellettuali di sinistra del Nouvel Observateur, si divertivano, ballavano e tornavan a casa all'alba, sperperavano denaro e, scrive Mughini, annientato, "andavano entrambe verso gli uomini con una grazia feroce". Velocemente, poi velocemente li lasciavano lì, fermi a guardarle, boccheggianti.
Non avevano aspirazioni da Thelma e Louise, non c'era bisogno di avere aspirazioni, o messaggi da mandare, le morali le avrebbero raccontate, dopo, gli altri. Quelle erano le estati in cui uno come Gigi Rizzi, senza soldi, con la camicia aperta e lo sci d'acqua facile, poteva esplodere, una specie di tronista di Maria De Filippi senza telecamere e con BB nel letto. Uno che ha vissuto di quell'estate per sempre: "Io ballavo il flamenco sul tavolo prendendo a calci i bicchieri. Piedi nudi, jeans, capelli al vento e via. Vaffanculo", e non c'era Sartre che potesse impressionarlo, o corteo per cui rinunciare al tramonto sulla spiaggia di Saint Tropez, con Jane Birkin che gironozolava lì intorno, e tutte le donne del mondo che si vestivano e camminavano e tenevano il broncio come Brigitte. Uno che aveva una scala Mercalli di potenza erotica maschile, riportata meticolosamente da Mughini: "Animella, basanotto, mezzalama, duro da militare, duro da culo, duro da ergastolano, duro da dio". Bisognava averlo, ovviamente, "duro da dio".
Furono anni di sfrontata dittatura bionda (le non bionde saranno per sempre un'altra cosa, figlie di un dio minore, carine, carinissime, belle, ma mai davvero, potentemente, bionde), Mughini ci si è gettato sotto e poi ha costruito il proprio personale brigidismo. Dice che con un atteggiamento si può sollevare il mondo e che lei l'ha fatto. Un atteggiamento sorretto dal sedere e dalle gambe in movimento, poi l'atteggiamento è rimasto, mentre tutte le balle di quelli che allora avevano vent'anni sono scomparse. "Tutto il resto, i nostri furori imberbi, e le panzane in cui avevamo creduto quando non sapevamo nulla di nulla se non i libri comprati alle librerie Feltrinelli e che avevamo imparato a memoria, e le amicizie cementate nella passione politica che avevamo creduto sarebbero durate per sempre, di tutto quello non è rimasto niente di niente". Ci sono ancora le foto di BB nelle librerie di Feltrinelli, ancora accanto a quelle di Che Guevara, ci sono ancora le ballerine e le minigonne, ma sono difficili da portare, ci sono le nuove bionde che passano accanto a Mughini, sull'autobus.
Dagospia 06 Marzo 2006